mercoledì 1 marzo 2017

Recensione film: LA RAGAZZA DEL MONDO // SPLIT



Due film, decisamente diversi tra loro, visti di recente!

LA RAGAZZA DEL MONDO


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ANNO: 2016
REGIA: Marco Danieli
ATTORI: Sara Serraiocco, Michele Riondino,Giorgio Careccia, Pippo Delbono, Marco Leonardi


Giulia è una ragazza che, come tutta la sua famiglia, appartiene alla religione dei Testimoni di Geova (TdG da ora in poi).
La sua vita segue sempre la medesima routine, scandita dalla sua fede: frequentazione assidua alle adunanze settimanali, l'impegno di andare a predicare la buona notizia del Regno, gli studi biblici e tutte le regole che scaturiscono da questa "fede", e che influenzano tutti gli ambiti dell'esistenza, dalla decisione di proseguire gli studi alla scelta del tipo di lavoro da svolgere, dalle compagnie da frequentare..., al ragazzo con cui fidanzarsi.

Giulia è una brava ragazza, obbediente ai genitori e ai dettami da lei appresi dallo studio della Bibbia, ma la sua vita viene stravolta dall'incontro con un ragazzo.

Libero è un giovane con un passato difficile: è stato in carcere per spaccio e adesso che è uscito è un po' un problema per sua madre, perchè non lavora e mostra un atteggiamento aggressivo.

Giulia sente il desiderio di aiutarlo così chiede al padre di trovargli un lavoro; i due iniziano a vedersi di nascosto, si piacciono... ma la loro relazione ha un grosso ostacolo: lui non appartiene alla congregazione dei TdG, è "un ragazzo del mondo", per cui Giulia non può fidanzarsi con lui perchè rischierebbe di essere "disassociata" dall'organizzazione.

La ragazza è combattuta tra il desiderio di non contravvenire alle regole in cui crede, cosa che la allontanerebbe dal mondo al quale appartiene, e quello di vivere appieno il sentimento che prova per Libero, il quale sembra ricambiarla e tenerci a lei.

Cosa sceglierà di fare Giulia?

Il film ci mostra uno spaccato dei modi di pensare ed agire all'interno dei TdG, dentro e fuori l'adunanza, compresa la rigidità di certe credenze e comportamenti, che in taluni e specifici casi risultano davvero eccessivi e sgradevoli, come quando tre "fratelli" (anziani della congregazione) sottopongono Giulia a un interrogatorio in cui vogliono sapere per filo e per segno i particolari dei momenti (intimi) trascorsi con Libero.

Non dev'essere facile, per una giovane che come Giulia si innamora di una persona esterna all'organizzazione, scegliere cosa fare, a cuor leggero, se seguire o meno il proprio cuore, trovandosi però contro la famgilia (tanto quella "carnale" quanto quella spirituale").

Trattare questi argomenti, che afferiscono alla sfera spirituale e che quindi sono molto personali - come lo è la fede e tutto ciò che da essa proviene - è sempre qualcosa di delicato e complesso, come lo è comprendere certe realtà per chi non vi appartiene; giudicare è forse la cosa più semplice ma personalmente non trovo che questo film voglia puntare il dito sulla comunità dei TdG, mostrandone i lati negativi, anche perchè ciò che mostra non è falso nè viene esagerato per essere ridicolizzato o condannato.

Piuttosto, ciò che dalla visione del film emerge è - tra le altre cose - come vivere la fede e l'osservanza di specifici comandamenti, da una parte non sia poi così automatico, anche quando si è cresciuti in certi ambienti, perchè il "momento di crisi" può arrivare per tutti; inoltre, non è semplice neppure decidere di voltare le spalle a certi modi di fare e pensare per appropriarci di quella libertà fino ad allora negata, essendo consapevoli che questo comporterà la disapprovazione e la separazione dalle persone che fanno parte della propria vita.
Però deve necessariamente arrivare il momento in cui ciascuno decide in cosa credere e quanto/come questa fede debba guidare ogni aspetto esistenziale, ma è una decisione che va presa non perchè si è messi sotto pressione, per paura di essere scacciati dalla comunità, bensì per presa di coscienza personale.

Ed è proprio quello che accadrà a Giulia: a prescindere da come evolverà il suo rapporto d'amore con Libero, il  dono più grande che lui le farà sarà quello di renderla consapevole di ciò che vuol essere, di mostrarle che il mondo non inizia e non finisce tra le mura di una "sala del Regno" e che lei dev'essere libera di scegliere come vivere, senza imposizioni esterne; Giulia imparerà la libertà di appartenere a un mondo nuovo e pieno di futuro.

Mi è piaciuto, sempre bravo Riondino, anche la Serraiocco, col suo visino sempre triste e tormentato; ho trovato il film interessante, non mi è sembrato irrispettoso verso i TdG, ma abbastanza onesto nell'affrontare l'argomento in oggetto.


SPLIT

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ANNO: 2017
REGIA: M. Night Shyamalan
ATTORI: James McAvoy, Anya Taylor-Joy, Haley Lu Richardson, Betty Buckley, Brad William Henke.


Kevin (James McAvoy) è un giovane con un grave disturbo dissociativo della personalità; dentro la sua mente malata convivono ben 23 personalità e la sua psichiatra di fiducia, la dottoressa Fletcher (Betty Buckley) le conosce tutte e parla alternativamente con quelle che predominano senza che nulla di esse le sia nascosto.

Ma pensare di conoscere davvero Kevin è un'illusione che l'anziana dottoressa coltiva con forse troppa serenità, oltre che con la speranza di poter dimostrare ai colleghi scettici, in occasione di qualche congresso medico-scientifico, che le varie identità sono talmente differenti l'una dall'altra da avere quasi una "vita propria", nel senso che una può avere delle caratteristiche, delle malattie, dei vizi ecc... che le altre non hanno, e quindi la persona affetta da codesto disturbo dissociativo può ad es. essere allergica al pelo del gatto quando predomina una determinata identità, e non esserlo quando escono fuori le altre...

La Fletcher vorrebbe che le proprie teorie fossero accettate e intanto accoglie i suoi pazienti in casa, e il più assiduo, che richiede il suo aiuto spessissimo, è proprio Kevin, da cui è affascinata (ossessionata?).

Ma ciò che la donna non sa è che il ragazzo si è macchiato di un crimine grave: ha rapito tre ragazze, Marcia, Claire e Casey; le prime due sono molto amiche mentre Casey è quella più introversa, silenziosa, sempre isolata da tutti perchè considerata strana.

Non solo, ma la dottoressa non sa che c'è una 24esima e oscura identità nascosta in Kevin, che aspetta il momento giusto per materializzarsi e dominare su tutte le altre.

Le ragazze, intanto, rinchiuse in un luogo sconosciuto, sono terrorizzate, soprattutto quando si accorgono che colui che le ha prese è un folle pericoloso da cui non sanno che devono aspettarsi; l'unica che cerca di trarre vantaggio dalla consapevolezza che nel rapitore albergano più personalità, è Casey, che si dimostrerà molto astuta e intelligente, con la giusta dose di sangue freddo e lucidità, e cercherà in tutti i modi di "entrare" nella mente di Kevin per comprenderne i punti deboli e aver salvala vita.

E' un thriller psicologico che crea una certa tensione nello spettatore, per la scelta delle ambientazoni, per il rapporto tra paziente e psichiatra (la cui ingenua fiducia in Kevin mi ha dato un po' il nervoso, onestamente), con la quale condividamo comunque il fascino (perverso?) esercitato dalla convivenza di queste identità in una sola persona, identità che hanno cominciato a farsi la guerra perchè ce ne sono alcune che pretendono di "venire alla luce" e guidare le altre.

Davvero bravo James McAvoy nel dare spessore al suo complesso personaggio, rivelando, nel corpo, nell'espressioni facciali, nel modo di parlare ecc.. di volta in volta le diverse personalità, in particolare la 24esima, che è la più terribile; interessante il personaggio di Casey, di cui ci vengono dati dei flashbak circa determinate cose accadutele quand'era una bambina e che di certo hanno contribuito a formare il suo carattere, rendendola sì più solitaria ma anche più acuta e sensibile verso chi le è davanti, rapitore pazzo compreso.  
Questi thriller in cui c'è di mezzo la complessità della mente umana stuzzicano sempre il mio interesse; lo credevo più crudo e sanguinolento, ma non lo è più di tanto, anche se sono tante le scene molto adenaliniche.

4 commenti:

  1. La ragazza del mondo non l'ho trovato particolarmente a fuoco, ma suo modo mi è piaciuto, soprattutto perché non fa distinzione tra buoni e cattivi. Condanna il fanatismo religioso, ma senza offendere. Senza dare ai Testimoni di Geova tutta la colpa. La ragazza fugge, ma tra le braccia di un poco di buono (bravissimo Riondino, sì) che la travia. Chi è peggio di chi? Molto significativo e originale il finale.

    Split, invece, sarà che ne ho letto troppo bene, non mi ha fatto impazzire. Aspettavo un colpo di scena mai arrivato.

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    Risposte
    1. Condivido le tue considerazioni sui finali, in particolare per Split: è come se il finale non sia all altezza di ciò che se vede fino a quel momento.però gradevole, insomma, quantomeno per 'sto fatto della personalità multipla ;)

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    2. Sul tema, avevo preferito Shelter - Identità paranormali. La questione mi incuriosisce molto, ma qui, poi, delle ventiquattro personalità sbandierate quante se ne vedono davvero? :)

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    3. No shelter non l ho visto, però me lo segno :-D

      Eh me lo son chiesta anch io..., mi sa che la maggior parte delle identità era in letargo :-O

      Magari se ci fossero state tutte, sarebbe successo un casotto :-D

      Cmq ti dirò, i trailer a volte ingannano.... Io mi ero fatta un'altra idea del film...

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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