lunedì 29 ottobre 2018

Recensione in anteprima: MISTERIOSA. di Elisabetta Gnone - la serie di Olga di carta


Crescere non è proprio una passeggiata e ogni bambino lo sa; lo sa anche la dolce Olga, la raccontastorie di Balicò, e la sua amica Mirina; lo sanno la vivace Misteriosa - protagonista di una delle storie della giovane Papel - e la sua amica Piccola, spesso spaventate da una realtà non sempre facile da capire e da affrontare.
Ma diventare adulti non vuol dire di certo abbandonare la fantasia, quanto piuttosto imparare ad apprezzarla senza dimenticare la realtà!


MISTERIOSA.
Le storie di Olga di carta (#3)
di Elisabetta Gnone


Salani Ed.
DAL 29 OTTOBRE
in libreria!!
A Balicò è arrivata Mirina, amica di Mimma; Mirina è una bimba un po’ capricciosa, si lamenta di tutto con facilità, ha paura di affrontare la minima difficoltà, anche a causa dei  continui divieti e avvertimenti degli apprensivi genitori, così che anche sedere semplicemente sull’erba diventa per lei un problema.
Quando le due amiche vanno alla fattoria Papel, Olga capisce che con Mirina ci vogliono pazienza e delicatezza, così prova ad assecondarne i dubbi e le paure, cercando con gentilezza di farle capire che non ha niente da temere, anche se si tratta di salire su per sentieri per raggiungere  la malga.

E per fare compagnia ai suoi cari amici durante la lunga passeggiata che li attende, Olga non esita a tirar fuori dalla sua testolina una storia appassionante e significativa, che terrà i suoi ascoltatori (piccoli ma anche i grandi, che si uniranno successivamente) attenti e curiosi.

Così una mattina, armati di zainetti e tanta voglia di camminare e soprattutto di ascoltare una nuova storia, Bruco, Mimma e Mirina partono per la passeggiata insieme alla loro speciale amica, che strada facendo inizia a raccontare di una bambina come loro, di cui ha appreso le vicende attraverso il suo diario: Misteriosa, una bimba intelligente e vivace che aveva una particolarità: tutti, ma proprio tutti, i vestiti che indossava (anche quelli cuciti su misura dalla sarta!!), le andavano sempre e inspiegabilmente larghissimi, tanto che lei ci si perdeva dentro!
Roba da far impazzire la famiglia, gli insegnanti… e ovviamente la sarta!

Eppure Misteriosa non sapeva che farci, e di certo non lo faceva di proposito: i maglioni, i pantaloni…, tutto era per lei troppo grande, nonostante la bimba crescesse normalmente, come i suoi coetanei.
Ma allora come mai aveva questo “problema”?
Beh, in effetti non era l’unica peculiarità di questa misteriosa bambina; un’altra era che… spariva sempre!
I genitori, i fratelli, tutti.. finivano sempre per perderla di vista e cominciavano a cercarla ovunque! Dove si nascondeva? Ma nei disegni e nei quadri ovviamente!

Eh sì, perché se c’era una cosa che amava fare era saltare nei disegni e, in generale, in ogni immagine che le piacesse: questi salti nella fantasia la divertivano tantissimo perché le permettevano di giocare e di allontanarsi per un po’ dalla realtà attorno a lei.
Ma saltare nei disegni era vietato e rischiavi di essere bocciato a scuola se ti scoprivano, per cui Misteriosa doveva star bene attenta a non farsi vedere!

“Non ho ben capito come si fa a entrare nei quadri”, disse Mirina. (…) “Si passa dall’entrata”, spiegò, “per entrare, e dall’uscita per uscire”.”Non è per niente chiaro” brontolò Mirina. “Parli come se ci fossero delle porte”.Ci sono”.“Davvero? Dove?”“Bisogna cercarle. Anzi, a dirla per bene, non bisognerebbe mai perderle di vista. Sono esattamente tra la realtà e la fantasia. Misteriosa le trovava sempre. Si rifugiava nella fantasia quando voleva prendersi una pausa dalla realtà, ma aveva sempre ben chiaro il confine tra l’una e l’altra”.

Un giorno, però, si ritrova a dover tirar fuori da un quadro un’amichetta, Piccola, più birichina di lei e che non perdeva occasione per fare questi salti di fantasia e far impazzire gli adulti che non riuscivano a trovarla da nessuna parte!

Intanto che la storia di Misteriosa procede, la piccola comitiva continua la camminata tra le lamentele di Mirina, per nulla abituata a un tale stretto contatto con la natura; anche lei, come Piccola, ha un problemino da risolvere: non vuol crescere, sembra voler restare sempre una bambina!
Ma il tempo trascorso con l’intelligente Bruco, la determinata Mimma e la comprensiva Olga, le saranno di grande aiuto per fare un passo in più e imparare tante cose nuove, in primis quella di non aver paura di qualsiasi cosa!

A unire maggiormente il piccolo gruppo ci pensa poi un avvenimento spiacevole: una pioggia torrenziale e una rovinosa frana che farà crollare una parte della montagna…!
Per fortuna, a tener compagnia e a rassicurare i cuori dei ragazzi - e di alcuni adulti che sopraggiungeranno più tardi - c’è lei, Olga di carta, che distrae tutti continuando a narrare le avventure di Misteriosa.
Riuscirà la bimba dai vestiti troppo larghi a convincere la testarda Piccola a non rintanarsi nei quadri per sfuggire alla realtà, ben sapendo che pure lei ha i suoi timori, che non di rado la spingono a fare un salto nella fantasia e buttarsi alle spalle, almeno temporaneamente, "il mondo vero"?

“Sarei riuscita a spiegarle che che il mondo a volte mi faceva paura e che mi vergognavo di ammetterlo (…)? Sarei riuscita a convincerla che quelle fughe mi aiutavano a vedere le cose con occhi nuovi, da una diversa prospettiva, a scoprire soluzioni che non immaginavo, a sognare di essere super e a crederci un pochino?”

È vero, non sempre è facile vivere nel mondo che ci circonda, che spesso ci spaventa, ci intimidisce, ci fa sentire inadeguati; quando abbiamo paura e ci sentiamo scoraggiati, rifugiarci nella fantasia sembra l’unica àncora di salvezza, ma…

“Non si può essere felici in un luogo dove si è costretti a stare per timore di affrontare quello che c’è fuori.”

Piccola nella storia di Olga e Mirina tra i suoi amici, impareranno che, anche se “crescere è una faccenda complicata”, è altresì un’esperienza bellissima, e che per diventare adulti non solo non bisogna dimenticare come si salta nella fantasia ma  soprattutto che è necessario restare un po’ bambini.
E ad imparare questa verità sono sia i piccoli che i grandi, che a loro volta devono cercare di aiutare i primi a crescere senza temere il mondo non rinunciando mai alla fantasia.


“Misteriosa”, terzo libro della serie su Olga di carta, è un romanzo che fa sorridere, intenerisce e fa riflettere con semplicità, narrandoci storie di bambini vispi, curiosi e intelligenti, coinvolti in bellissime avventure che permettono loro di conoscere meglio se stessi e chi li circonda, imparando ad affrontare ciò di cui spesso si ha un timore ingiustificato, dovuto al fatto di non conoscere ancora tante cose.

Elisabetta Gnone ci conquista ancora una volta con questa storia nella storia, tanto che ci sembra di essere lì nella malga, mentre fuori infuria la tempesta e, illuminati dalla luce del fuoco nel camino, ascoltiamo rapiti la voce della saggia e paziente Olga, che anche stavolta ha qualcosa da insegnarci, con naturalezza e genuinità, a prescindere dall'età, perchè non si smette mai di crescere, e se è vero che i bambini devono imparare ad affrontare il mondo, è pur vero che gli adulti devono ricordarsi di guardarlo con gli occhi innocenti e puri dei piccoli.

Deliziosa lettura, adatta davvero a tutti perchè "la giovinezza non ha età" (P. Picasso), pagine che si lasciano gustare parola per parola, trasportandoci in un luogo magico e fiabesco, a contatto con la natura e tra amici che non vorremmo dover lasciare mai.

Come posso non consigliarvi questa incantevole serie?

8 commenti:

  1. Ciao Angela! Elisabetta Gnone è una famosa autrice per bambini e ragazzi...ma io quasi non la conosco! Dovrei provare a leggere qualcosa di suo! :-)

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  2. Ciao Angela, non ho mai letto questa serie, ma mi piace gli spunti di riflessione che trasmette :-)

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  3. Serie che voglio assolutamente, assolutamente provare!

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  4. Ciao Angela, vedo che Olga ti ha conquistato con le sue storie!Ogni tanto è bello fare un salto nel mondo della fantasia :)

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    Risposte
    1. Sì .hai ragione, è come una boccata d'aria fresca :)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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