lunedì 11 luglio 2016

Recensione: IL CORVO ROSSO DELL'ALTA SOCIETA' di Daniele Imbornone



Buongiorno a voi, amici e lettori.
Non ho moltissimo tempo da dedicare al blog (per motivi tutt'altro che belli...) ma non potevo esimermi dal lasciarvi il mio parere su un urban fantasy molto gradevole che ho terminato due giorni fa.


IL CORVO ROSSO DELL'ALTA SOCIETA'
di Daniele Imbornone



Ed. GDS
14.90 euro
Il protagonista di questa storia urban fantasy a tinte dark è Saypherius Redcrow, un persecutore al servizio del "regno di sopra", l'Alta Società, che si occupano essenzialmente del momento del trapasso degli uomini da questa vita all'altra, al fine di recuperare le anime di coloro che sono destinati alla morte..

Non è un mestiere semplice o divertente e 500 anni prima rispetto alla nostra storia, è accaduto qualcosa che ha interrotto drasticamente i rapporti tra Sayph e il suo regno e che ha indotto l'uomo ad allontanarsi dal mondo civilizzato per darsi a un tipo di professione e di vita decisamente più innocui: conosciamo Sayph quando ormai si fa chiamare Fan ed è un bardo, un cantastorie molto apprezzato e dalla voce melodiosa.

Ma l'Alta Società non dimentica i suoi figli neanche dopo secoli, così richiama Sayph al cospetto del suo imperatore, che ha qualcosa di importante da dirgli, anzi, da affidargli.

Richiamato nella capitale per questo incontro con l'alta società - formata da un consiglio di ricchi, potenti e soprattutto strafottenti uomini che governano il mondo di sopra -, gli viene proposta l'opportunità di tornare quello che un tempo era stato: un persecutore

Sayph non si sarebbe mai aspettato un'offerta simile e non ha alcuna intenzione di tornare ad usare la falce per mietere le vite degli esseri umani, perchè è ancora terribilmente tormentato dal suo passato pieno di dolore, amarezze, rinunce, rimpianti..., ma alla fine accetta sotto la spinta del supremo imperatore del mondo di sopra e della sua promessa che, alla fine dei 4 mesi durante il quale opererà, troverà la risposta alla sua più grande domanda.

Del resto, Sayph è il migliore nel suo campo e non ha intenzione di deludere il sovrano che si fida di lui. 
Fa il suo lavoro con grande professionalità, lucidità, senza lasciarsi smuovere nei sentimenti..., fino al giorno in cui prende in custodia una ragazza che assomiglia moltissimo alla sua defunta moglie Lucy.

La ragazza si chiama Jenny, è ancora molto giovane ma presto dovrà morire a causa di un tumore fin troppo sviluppato.

E' il suo destino, il patto firmato e contratto cui la giovane non può sottrarsi, ma c'è qualcosa che impedisce al nostro persecutore di compiere la sua missione come le altre volte, ed è appunto il fatto non solo che Jenny somiglia tanto all'amata Lucy, ma anche che sia così piena di vita e dolce da non meritare la morte tanto presto.

Sayph non può fare a meno di intrecciare un legame affettivo schietto e profondo con questa ragazza, pur sapendo che questo non rientra assolutamente nel suo ruolo, ma anche un persecutore con il suo cappuccio scuro a coprirli i lunghi capelli rossi, dagli occhi cangianti e inquietanti e dalla falce affilata ed inesorabile, ha un cuore, ha dei sentimenti, ha una disperazione dentro che lo spinge a far di tutto per regalare alla dolce Jenny momenti di felicità mai avuti prima.
Forse una parte di lui spera che ci sia qualcosa in grado di deviare il corso ineluttabile del destino?

E' un romanzo molto piacevole da leggersi, scritto bene, in modo chiaro, scorre velocemente perchè riesce a creare un'ambientazione interessante, che unisce il fascino del sovrannaturale con il terreno, facendo incontrare l'uomo con la Signora che prima o poi aspetta tutti, la Morte, il tutto narrato con una leggera ironia.
Sayph è un protagonista che piace al lettore perchè, pur facendo un lavoro tutt'altro che piacevole, che gli dà quest'aura terribile, "nera", minacciosa, in realtà ci vengono di lui anche rivelati i sentimenti, il suo essere diviso tra il dovere e quello che il cuore gli suggerisce.

Un bel libro - che vi consiglio -, con una storia intrigante al punto giusto, per la cui lettura ringrazio l'Autore.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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