mercoledì 29 agosto 2012

VIAGGIARE LEGGENDO. I luoghi di "FIORE DI SCOZIA" (S. Auci)


Ed. Harlequin
315 pp
6 euro
Ottobre 2011
Scrivo stamattina il post "martediano" "Viaggiare leggendo", ieri mi mancavano i miei appunti "geografici"; oggi tocca ad un romance storico che ho letto in vacanza e che ha costituito una bella compagnia: FIORE DI SCOZIA, di Stefania Auci, se volte QUI potete leggere la mia recensione.

 Anzitutto, come si evince dal titolo, siamo in Scozia!
Devo ammettere che, benché non ne avessi alcun dubbio, intraprendere questo viaggetto virtuale, mi ha incoraggiata a prefiggermi la Scozia quale possibile méta di vacanze: è meravigliosa!
Mi sono incantata a guardare le foto dei tanti posti meravigliosi che ci sono, che trasudano di storia e di magia.... VOGLIO ANDARCI!!!

Ma adesso concentriamoci su altro.... ^_^
Si parte da Aberdeen, che è il luogo in cui vivono la bella Deirdre e il suo amato Alexander.

Aberdeen (in scozzese Aiberdeen, "tra il Dee e il Don" e in gaelico Obar Dheathain, "foce dei due fiumi") - città molto popolosa - è chiamata anche La Città di Granito e La Città d'Argento, a motivo della diffusione e del grande utilizzo di granito - scintillante al sole - per la costruzione degli edifici.

Si dice che la sua colonizzazione risalga niente meno che a 8000 anni fa, quando gli uomini preistorici risiedevano presso i fiumi Don e Dee. La città sorse come due borghi separati: Old Aberdeen alla foce del Fiume Don; e New Aberdeen, un insediamento di pescatori e commercianti.
Questo è vicino al centro di Aberdeen
nei pressi del centro di Aberdeen

Curiosità:
Bon Accord è il motto della città ed è francese per "Buon Accordo". La leggenda vuole che il suo uso risalga alla parola d'ordine del XIV secolo che Robert the Bruce usò durante le Guerre d'indipendenza scozzesi, quando egli e i suoi uomini assediavano il Castello di Aberdeen prima di distruggerlo nel 1308.
Il leopardo viene tradizionalmente associato alla città ed è rappresentato nel Crest della cittadino.
Cathedral Church of St Machar (yopse - Arnaud Montagard) Tags: uk church canon scotland aberdeenshire cathedral rip aberdeen 15mm hdr cimetire tombes cosse oldaberdeen yopse stmacharchurch arnaudmontagard
Cattedrale St. Machar
QUI foto molto belle!

L'augurio usato in città è "Happy to meet, sorry to part, happy to meet again" ("Felici di incontrarci, dispiaciuti di separarci, felici di incontrarci ancora). 
porto di Aberdeen

High Street, Old Aberdeen


Edinburgh
Bene, passiamo ad Edimburgo, dal celtico Din Eidyn (Forte di Eidyn), dal periodo in cui era una fortezza per il popolo dei Gododdin.


Holyrood Palace, un monastero adibito a
 residenza  principale dei sovrani di Scozia.
Castello di Edimburgo
castello Edinburgh


Stirlng castle

Il castello di Stirling è stato nel passato il luogo dove i reali di Scozia si incontravano
Stirling 1










Royal Mile

Viene menzionata nel romanzo The Royal Mile, un nome che indica una successione di strade che tagliano la città vecchia di Edimburgo e collega il Castello all'Holyrood Palace.
Inverness castel
river Ness
Ancora si parla di Inverness. Inverness è la città più a nord della Scozia ed è considerata la porta delle Highlands. E' situata sulla foce del fiume Ness (che vi ricorda... ^_^ ?).


Castello di Inverness





Highlands scozzesi







piana di Culloden
 Terminiamo il giretto con Culloden, resa celebre dalla battaglia (gaelico: Blàr Chùil Lodair), combattuta il 16 aprile 1746 presso Inverness nelle Highlands scozzesi, vide i sostenitori di Carlo Edoardo Stuart, detto il "Giovane Pretendente" (detto anche "Bonnie Prince Charlie"), definitivamente sconfitti dalle forze lealiste comandate dal Duca di Cumberland, figlio di re Giorgio II, che per l'efferatezza della repressione portata avanti nei confronti dei giacobiti fu soprannominato "Billy il Macellaio". Gli scozzesi combatterono la loro tragica ultima battaglia con strategie di guerra medievali e oltremodo superati, del resto la loro tragica e rovinosa sconfitta ne è una prova.
« Non ho mai visto un'azione così grande, né una vittoria così completa » (James Wolf, generale inglese, 1746).

“La battaglia di Culloden fu combattuta in questa landa il 16 aprile del 1746. Le tombe dei valorosi Highlanders che lottarono per la Scozia e il Principe Carlo, sono contrassegnate con i nomi dei loro Clan” .
Scozia, nella piana di Culloden - foto : Scozia, un cardo sulla piana di Culloden © Andrea Lessona
Cardo sulla piana di Culloden
battle of Culloden

La bella e coraggiosa protagonista di FIORE DI SCOZIA, Deirdre, ha un paio di occhi intensi e viola, lo stesso colore del cardo.
Il Cardo Scozzese, ovvero The Scottish Thistle o The Guardian (il Guardiano), è il simbolo della Scozia (come ci ricorda anche l'Autrice del romanzo Non è chiaro il perché . Tale adozione da parte del popolo scozzese fa riferimento ad una leggenda che viene tuttora narrata ai bimbi a scuola.
Una notte, nel lontano Mediovevo, mentre i soldati scozzesi dormivano accampati in difesa di Largs, sbarcarono numerosi i Vichinghi (si ipotizza l’esercito del Re Haakon) sulle spiagge, togliendosi gli stivali per non destare il nemico. Si narra che fosse il periodo in cui i cardi crescevano per prepararsi a sbocciare e i loro gambi erano già colmi di spine. Ebbene, i vinchinghi scalzi incontrarono gli spinosi cardi e all’urlo di dolore di alcuni di loro, gli Scozzesi allertati fuorono in grado di svegliarsi a prepararsi alla battaglia che vinsero.

Da allora, si narra, l’umile cardo salvò gli orgogliosi Scozzesi che lo scelsero come simbolo nazionale, come Guardiano della loro Nazione. Al di là della legganda, storicamente, fu durante il regno di Alessandro III (1249-1286) che il cardo viola venne adottato come Emblema di Scozia. Apparve, inoltre sulle prime monete d’argento nel 1470 durante il regno di James III e a partire dal XVI secolo venne incorporato come simbolo nel Royal Arms of Scotland.
L’ordine di cavalleria più alto in Scozia è l’ordine del Cardo, il più antico e nobile, fondato nel 1687, i cui cavalieri e dame indossano un medaglione composto da cardi d’oro e portano al petto una spilla con il cardo e il motto: Nemo Me Impune Lacessit – “nessuno mi provochi con impunità.

2 commenti:

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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