lunedì 27 agosto 2012

RECENSIONE: IL RAGAZZO DEL DESTINO (M.E. Gattuso)



Quante volte ci sarà capitato di udire o pronunciare frasi, tra l’altro dal significato contrastante l’una dall’altra, del tipo: “Il destino di ciascuno di noi è già scritto; dobbiamo solo vivere aspettando che si realizzi”; oppure, al contrario: “Il destino non esiste...: siamo noi a dovercelo costruire! Siamo noi a decidere della nostra vita!”.
Sono frasi che si dicono e non è raro che si pensi sia l’una che l’altra cosa in base alle circostanze, senza che questo significhi essere incoerenti o avere le idee poco chiare.
In fondo, quando si parla del senso della vita e della morte, umanamente parlando, è davvero difficile poter fare affermazioni certe ed inequivocabili. Se potessimo, non combatteremmo in tutti i modi per far valere la nostra volontà, i nostri desideri?
Diciamocelo: non decidiamo noi quando nascere e (tolti i casi di suicidio) non decidiamo noi quando morire; neanche in che modo a dire il vero.

Ed. Il Ciliegio
collana Narrativa
336 pp
17 euro
2012
Perchè questa premessa singolare e “pseudo-filosofica” prima di recensire il fantasy appena terminato, “Il ragazzo del destino”?

La risposta è semplice e sta nella quarta parolina del titolo: destino.
Credi nel “Destino”, inteso come una sorta di “entità indefinibile” che decide per te cosa vivrai, con chi, quando dove come...?

E se potessi, lo sfideresti?

Se dovessi dare un mio titolo al romanzo della giovane Maria Elena Gattuso, gli darei questo: “Sfida col Destino”, proprio perchè il fulcro degli avvenimenti, o meglio, la base di essi, sta nella sfida lanciata dalla protagonista, Rebecca Laida, 16enne, a un tipo che – “indossando i panni” di uno sconosciuto, almeno inizialmente – dichiara di essere il Destino e invita molto gentilmente la fanciulla ad accettarlo una volta per tutte...!

Tutto ciò che è accaduto e accadrà è opera mia; è così..., non puoi fare nulla per cambiare la cose. ARRENDITI E BASTA!.

Rebecca si rifiuta altamente di arrendersi ad un copione che un fantomatico sconosciuto – che sembra uscito dal manicomio – dice di aver già scritto anzitempo per lei e per gli altri, e si dichiara pronta a combattere con le unghie e con i denti per avere ciò che vuole!

E cosa vuole un’adolescente che frequenta il terzo liceo?
Vorrebbe che il ragazzo dei suoi sogni – il quasi 18enne Dario – si accorgesse di lei e le volesse bene; che la sua migliore amica Francesca fosse felice, e tante altre piccole cose che si possono volere a questa meravigliosa età...!
Ma qualcosa non va come lei vorrebbe e il Destino mette i suoi bastoni tra le ruote alla dolce Rebecca.
Benchè la ragazza non sia il Coraggio incarnato, benchè non creda molto nelle proprie capacità, nel corso della sua incredibile vicenda riuscirà a tirar fuori tutto il meglio di sè per cercare di vincere la propria sfida col Destino, che le vuol togliere proprio ciò che lei desidera tanto.
Protagonisti, insieme a Rebecca, di questa avventura sono i ragazzi; in certi momenti mi sembrava di essere lì con loro, a scuola, al parco, per strada...
Grazie ad un linguaggio molto semplice, colloquiale e vivace, grazie alla descrizione vivida ed  immediata di fatti, persone, luoghi e situazioni, resa dinamica  dall’uso della prima persona per la narrazione – vivremo le avventure di Rebecca così come lei le vive, “ascoltandole” direttamente dalla sua bocca -, dai dialoghi realistici, le scene ci scorreranno davanti come in un film.
Leggendo, mi sembrava di guardare quelle serie tv che tanto ho amato quando avevo la stessa età della nostra piccola eroina, tipo Beverly Hills 90210 o, per restare in Italia, “I ragazzi del muretto”, dove a far da padrone sono i giovanissimi con le loro piccole e grandi problematiche: la scuola, i rapporti con l’altro sesso, certe amicizie sempre in bilico tra l’amore e l’affetto amicale, i bulli da cui difendersi (e da evitare...), le ragazze-ochette sempre dietro al “figo” della scuola , un po' sciocchine ed invidiose; dietro a tutto questo, i problemi veri, quelli che gli adolescenti affrontano a modo loro, sospesi tra una maturità non ancora raggiunta e un atteggiamento puerile ed un po' capriccioso, di chi non sa..., non riesce ancora (non subito, almeno!) ad accettare cose sgradevoli; in fondo, chi vorrebbe mai vivere le separazioni tra i genitori, la morte di una persona cara, la delusione in amore, il disprezzo e lo scherno dei coetanei, la brutta sensazione di essere imbranata, di non riuscire a combinarne una buona?
Credo nessuno..., beh allora tanto meno un’adolescente!


Rebecca è una ragazza che si sente sempre un po' impacciata ovunque e con chiunque e che desidera essere apprezzata, amata: dalla madre – troppo impegnata con il lavoro e le amicizie -, dalla pacata e fatalista amica Francesca, dagli amici di scuola, come il “bello e dannato” Marco – un tipetto davvero tosto, cocciuto, spavaldo, ma che alla fine dimostra di essere sensibile –, dal suo migliore amico Alessandro (che la capisce al volo), anche da Filippo, fratello di Alessandro e da sempre in contrasto con la povera Rebecca, da lui ingiuriata anche per un nonnulla.
Ma soprattutto da Dario, di cui la nostra protagonista è tanto innamorata; tanto da essere pronta a fare qualsiasi cosa per lui.
A dire il vero, emerge dal romanzo una Rebecca molto generosa, che proprio non riesce a star ferma mentre le “cose scorrono”, che si dichiara pronta a darsi da fare come meglio può per far andare le cose nel modo che lei crede sia meglio per tutti; fosse per lei, nessuno dovrebbe soffrire e vorrebbe evitare problemi ai suoi amici!

Mi ha fatto sorridere – di tenerezza – la semplicità con cui l’Autrice dà voce ai giovani “attori” di questo piccolo palcoscenico da lei costruito: ogni personaggio ha il suo aspetto fisico, il suo carattere, il suo modo di esprimersi e si impara a conoscerli pian piano, ad apprezzarli, a capirli, alcune volte ci faranno commuovere, altre spazientire...; ma è così, son giovani!
E i ragazzi vivono tutto con tanta passionalità, con ardore, amplificando le emozioni, e ciò che per un adulto è una sciocchezza, per un adolescente è di fondamentale importanza.

C’è molto spazio per i sentimenti, per le “elucubrazioni mentali” di Rebecca, che cerca di sbrogliare la matassa aggrovigliata a causa della mano del Destino, che si diverte (apparentemente) a “prenderla in giro”, a comparire e scomparire prendendo le sembianze ora di un volto, ora di un altro.
Eppure, ogni volta, qualche indizio viene dato a Rebecca, perchè col tempo possa farne tesoro e mettere la tessera del mosaico nel posto giusto.
Così, di pagina in pagina, vivremo insieme a lei questa avventura, di cui non voglio anticipare nulla, anche perchè avviene tutto in una settimana, dove ci sono molte novità, molti cambiamenti, tutti da gustare a loro tempo; leggendo, arriveremo a quello che credo sia il pensiero dell’Autrice, e che lei mette in bocca a un personaggio della storia: 

“Non è importante se vinci o se perdi ma in che modo giungi a una delle due vie. Se sai di essere destinata a perdere e ti arrendi subito, è un conto; se invece perdi sforzandoti di lottare, è tutta un’altra cosa., perchè in questo modo riuscirai a comprendere a fondo il progetto che qualcuno ha designato per te...”.

Mi sono commossa alla fine, quando il sipario è sceso giù a nascondere Rebecca e gli altri, ma non vi dico il motivo, tranquilli, vi svelerei troppo ^_^
È un romanzo che si legge velocemente, perchè – come ho già detto – dinamico è il ritmo della narrazione, molto semplice il linguaggio, breve è l’arco di tempo in cui gli episodi son racchiusi e, più di tutto, veloci son gli eventi stessi e il modo in cui si susseguono, raccontati dalla “voce” concitata della giovanissima Rebecca, con la quale condividiamo le emozioni.

Solo su una cosa più di una volta ho “imbronciato il muso”: santa pace, ma quanti schiaffi volano???
E soprattutto, mi rivolgo all’Autrice: se dovessi (come ti auguro) scrivere un altro libro, per favore, diamo alle donne l’autorizzazione di tirar calci ai maschietti un po' troppo fighetti un bel calcetto lì dove non batte mai il sole? Tanto per dar loro una lezioncina e farli abbassare la cresta?
Come vedete, la mia richiesta è semplice, diretta e legittimamente fondata, considerato che a scuola di questi tipi li avremo incontrati anche noi! ;)

Detto questo, esprimo la mia valutazione positiva sul romanzo, in quanto ha raccontato una storia che, pur avendo come attori protagonisti dei semplici teen ager, con il loro modo di parlare schietto, le loro reazioni esagerate, le loro “grane” quotidiane, ruota attorno ad un argomento che da sempre ha affascinato ed affascina l’essere umano: il senso della nostra vita, la direzione che le diamo, ma anche l’Inevitabile, il Destino che ci mette davanti a delle scelte (o davanti al “fatto compiuto”, altre volte) e la forza di volontà che noi contrapponiamo ad esso, nella misura di quanto siamo in grado di metterci in gioco.
Forse non sempre riusciremo a vincere, ad ottenere i cambiamenti che vogliamo; ma quanto è bello sapere di averci provato, di non aver mollato, di aver agito come meglio potevamo non solo per il nostro bene, ma tanto più di quello di chi amiamo.

Ringrazio l’Autrice de IL RAGAZZO DEL DESTINO per avermi passato il libro; ne consiglio la lettura perchè regala dei momenti piacevoli e allo stesso tempo riesce a puntare i riflettori su argomenti seri, ma sempre con la freschezza e la passionalità della giovinezza (guai a perderla!).



P.S. Ehm.. lo so, sono stata un po' lunghetta ma l'ho scritto subito dopo aver chiuso il libro ed ero ancora immersa nella storia ;=)

2 commenti:

  1. Concordo appieno su tutto quello che hai detto! È un libro bellissimo! Io l'ho letto prima della pubblicazione in quanto cugino della scrittrice e mi è piaciuto fin da subito! :D

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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