lunedì 19 maggio 2014

Da libro al film: VAI E VIVRAI



cineromanzo

Il libro reso film di oggi è...

VAI E VIVRAI
di Alain Dugrand,
Radu Mihaileanu


Vai e vivrai
Ed. Feltrinelli
Trad. C. Volpi
177 pp
10 euro
2005
Trama

Vai e vivrai, avente come tematica la costruzione di un'identità attraverso il gioco incrociato di verità e menzogna, è una storia ad alto potenziale emotivo. 
Fa da sfondo una scena umana poco nota ma di grandissimo interesse, vale a dire i falasha, vale a dire gli ebrei neri, vessati come altri popoli compresi tra Etiopia e Sudan, dalla fame e dalla violenza. 
Negli anni ottanta i falasha sono diventati oggetto della cosiddetta ‟operazione Mosè” che, grazie al duplice intervento di Israele e Stati Uniti, li ha voluti ricondurre in Terra Santa come legittimi discendenti del popolo di Israele. 

In un campo profughi, una madre falasha tiene in grembo il figlio moribondo. 
Poco più in là una madre cristiana la osserva: sa che i falasha partiranno (perché solo loro?), sa che dove andranno potranno finalmente avere un futuro. 
È così che, guardando il proprio figliolo emaciato, lo spinge a raggiungere la donna falasha, a sostituirsi al ragazzino appena morto. 
Lui non vorrebbe, si attacca alle vesti della madre, ma infine parte. 

Gerusalemme. Durante il viaggio ha sentito una bambina chiedere alla mamma: ‟È vero che quando saremo là diventeremo tutti bianchi?”. ‟Sì, a Gerusalemme scorrono ruscelli di latte e miele, è il paradiso.” 
Ma il bambino verrà: adottato, come orfano, da una famiglia sefardita francese e passerà gli ultimi anni dell'infanzia nel terrore che siano scoperte le sue due menzogne (il non essere un orfano e il non essere ebreo) e la sola verità: quella di essere un nero. 
Ma il tempo porta nuovi stimoli di conoscenza, la fascinazione della cultura occidentale, l'amore. 
E al contempo la guerra nei territori occupati, il razzismo, un mondo senza pace. 
In fondo a lui, le radici materne restano intatte, e ogni giorno dovrà venire a patti con il sogno di tornare a riabbracciare la madre naturale, o comunque con la realtà di essere, quale che sia la sua nazionalità o appartenenza, un etiope salvato dalla morte.

Autori.
Alain Dugrand (Villeurbanne, 1946), tra i giornalisti fondatori di “Liberation”, ha scritto numerosi saggi e romanzi, fra i quali spiccano Le Le dossier noir du racisme (Seuil, 1975), Les Barcellonettes (Lattés, 1982-1987) e Trotsky. Mexico 1937-1940 (Payot, 1988). Per Feltrinelli ha pubblicato, insieme a Radu Radu Mihaileanu, il libro Vai e vivrai (2005, 2013).

Radu Mihaileanu (1958, Bucarest) è figlio di Morderai Buchman, giornalista ebreo e comunista, che dopo l'internamento e la fuga dai lager nazisti, cambia il nome in Ion Mihaileanu. Radu comincia a lavorare in teatro e nel 1980 fugge dalla dittatura di Ceausescu e dopo un soggiorno in Israele finisce con lo stabilirsi in Francia. Montatore e poi assistente alla regia (fra gli altri di Marco Ferreri), scrive e dirige il suo primo lungometraggio nel 1993,Trahir. I riconoscimenti internazionali arrivano con Train de vie (1998), Vai e vivrai (2005), Il concerto (2009), La sorgente dell’amore (2011). Feltrinelli ha pubblicato Vai e vivrai (con Alain Dugrand; 2005, 2013) e, nella collana "Le Nuvole", il film Il concerto (2011)
.

Il film Vai e vivrai di Radu Mihaileanu è stato presentato al 55° Festival internazionale di Berlino 2005.
locandina
Titolo originale: Va, vis et deviens
Regia: Radu Mihaileanu
Soggetto: Radu Mihaileanu
Sceneggiatura: Radu Mihaileanu in collaborazione con Alain Michel Blanc
Fotografia: (colore) Remy Chevrin
Montaggio: Ludo Trochv Musiche: Armand Amarv Produzione: Belgio, Francia, Israele, Italia, 2005. Denis Carot, Marie Masmonteil
Durata: 145'
Genere: Drammatico
Interpreti: Moshe Agazai (Schlomo bambino), Moshe Abebe (Schlomo adolescente), Sirak M. Sabahat (Schlomo adulto), Roschdy Zem (Yoram), Roni Hadar (Sara), Yael Abecassis (Yael), Mimi Abonesh Kebede (Hana), Rami Danon (Papy), Meskie Shibru Sivan (Kidane), Yitzhak Edgar (Qés Amhra)
Destinatari: Giovani/Adulti

Il film (TRAILER)
Alla fine del 1984, durante la dura carestia che devastò l’Etiopia, Israele e Stati Uniti misero a punto l’Operazione Mosè, un piano di evacuazione per portare in salvo i Falashà, gli ebrei etiopi discendenti, secondo la tradizione, da Salomone e dalla Regina di Saba.
Nel campo profughi in Sudan, il piccolo Schlomo, cristiano, è obbligato dalla madre ad unirsi ai fuggiaschi spacciandosi per un orfano ebreo, così da poter sopravvivere. Adottato da una famiglia di ebrei sefarditi, Scholmo cresce a Gerusalemme imparando a conoscere la Torah e a vivere come un vero ebreo.
Non è facile per il piccolo etiope abituarsi al nuovo stile di vita, tenersi dentro il dolore per la lontananza della madre, portare ogni giorno la fatica di dover mentire sulle sue origini. Trova intorno a sé un ambiente amorevole che lo aiuta, malgrado le tante difficoltà e gli episodi di razzismo nei suoi confronti.
Lo sostiene l’amore di Sara, ragazza ebrea di origine polacca, e la saggezza dell’anziano Qès Amhra, che pur conoscendo il suo doppio segreto, non lo abbandona mai.

(fonte: Paoline)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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