martedì 5 agosto 2014

Recensione A CIASCUNO IL SUO di Leonardo Sciascia



Terza recensione di oggi!!


A CIASCUNO IL SUO
di Leonardo Sciascia


Ed. Adelphi
155 pp
9 euro
2000
Sinossi


Pubblicato nel 1966, e oggi tradotto in tutto il mondo, questo romanzo dell’oscura, crudele Sicilia è universalmente considerato una delle maggiori imprese narrative di Sciascia.
 Sobrio, amaro, sottilmente sarcastico, e insieme netto e preciso nei contorni, racconta la storia di un farmacista che «viveva tranquillo, non aveva mai avuto questioni, non faceva politica», e un giorno riceve una lettera anonima che lo minaccia di morte. 
Da questo punto in avanti tutta la realtà comincia a traballare, e il sospetto, l’insinuazione e il sangue dominano la realtà del paese, nell’entroterra siciliano. 
Tutta l’arte di Sciascia sta nell’aggrovigliare e dipanare, volta a volta, questa matassa. Nulla sfugge al groviglio, e alla fine vi rimarrà soffocata proprio la figura dell’investigatore disinteressato, dell’osservatore lucido, il quale, quanto più indagava, tanto più «nell’equivoco, nell’ambiguità, moralmente e sensualmente si sentiva coinvolto».

il mio pensiero

Siamo nella Sicilia degli Anni '60, in un paesino sperduto, in cui probabilmente non accade mai nulla di eccitante, se non fosse che un giorno un povero farmacista, tale signor Manno, riceve una lettera anonima che dice: "Questa lettera è la tua condanna  a morte, per quello che hai fatto morirai".
Poche parole, sì, ma che bastano a gettare un'ombra di timore sul viso del pover'uomo che, si dice convinto, di male non ne ha fatto a nessuno.

Ma allora, chi e perchè gliel'ha mandata? Cosa avrà combinato?

In paese la gente inizia a mormorare, com'è d'obbligo: ma non è che c'ha l'amante e questo è l'avvertimento di un marito tradito?

Se fino a prima della lettera, sulla irreprensibilità del farmacista tutti avrebbero giurato e spergiurato, poche righe anonime bastano a far volare i pettegolezzi: ma quella signorina che andava in farmacia spesso e volentieri? E poi, la moglie non è proprio una bellezza: forse che Manno non è capace di mettere gli occhi addosso a donne più giovane e avvenenti?

Insomma, in men che non si dica l'onesto farmacista diventa oggetto di chiacchiere di paese..., per poi finire seppellito al cimitero e lasciando nel dubbio i viventi...
Eh sì, perchè alla minaccia segue la vendetta e Manno muore, ucciso durante una battuta di caccia.
Ma non era solo, con lui c'era l'amico di sempre, Roscio, anch'egli ucciso quel giorno stesso.

Ma gli assassini volevano colpire Roscio o Manno?

Chi indaga e coloro che spettegolano propendono per dare adito alla lettera minatoria, ma a qualcuno le cose non sembrano quadrare nel modo più scontato.
Il prof. Laurana, uomo schivo, riservato, solitario, di mezz'età, che vive con la mammina, di cui non si conoscono relazioni sentimentali, non si dà pace e s'affeziona al caso, improvvisandosi investigatore: e così fa domande, fa visite a persone vicine a Roscio, deduce, ricerca, ipotizza, e soprattutto: intuisce, capisce, SCOPRE.

Attento professore, tu sarai pure un brav'uomo, incapace di far del male a una mosca, che ancora arrossisci e ti agiti in presenza di una donna bella e provocante, ma sei circondato, tuo malgrado, da gente più furba di te, che la sa lunga e che è pronta a difendere i propri interessi e la propria vita a tutti i costi, e non ha alcuna intenzione di rovinarsi la reputazione per un professore cretino!

Sciascia scrive col suo stile e il suo linguaggio ironico, sagace, realistico (non mancano le espressioni in dialetto, i modo di dire e fare del Sud...) asciutto, essenziale, come essenziali e realistici sono il contesto e i personaggi; non ci lascia giudizi, l'Autore, non ce n'è bisogno perchè il ritratto che ne esce fuori è quello di un paese siciliano in cui non mancano la corruzione, le ipocrisie, le invidie, i giochi di potere, i falsi pietismi e a farne le spese sono i semplici, gli ingenui, mentre a spuntarla sono i corrotti, i preti poco irreprensibili, gli amanti clandestini.

Sciascia quindi non usa le mezze misure e, attraverso questo giallo - che però non ha come suo scopo principale quello di incuriosire il lettore sull'assassino - atipico, ci mostra l'essere umano nelle sue connotazioni, nella sua natura, nelle debolezze e nelle piccole "perversioni".

E' il mio primo libro di quest'autore e mi ha fatto fare un salto indietro nel tempo!!
A dire il vero, non sono riuscita a non pensare a Montalbano, ma non ve ne so dare la ragione precisa! Elucubrazioni mie  ^_-

2 commenti:

  1. Sono contenta di essere arrivata qui, mi piace il tuo blog! Ti aspetto da me.

    RispondiElimina

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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