sabato 10 maggio 2014

Dietro le pagine di LA LUCE SUGLI OCEANI di M.L. Stedman



Anche questo sabato siamo all'appuntamento "Dietro le pagine".

Il libro di oggi è uno da me letto e recensito l'anno scorso:

LA LUCE SUGLI OCEANI
di M.L. Stedman



Isabel ama la luce del faro tra gli oceani, che rischiara le notti. E adora le mattine radiose, con l'alba che spunta prima lì che altrove, quasi quel faro fosse il centro del mondo. 
Per questo ogni giorno scende verso la scogliera e si concede un momento per perdersi con lo sguardo tra il blu, nel punto in cui i due oceani, quello australe e quello indiano, si stendono come un tappeto senza confini. Lì, sull'isola remota e aspra abitata solo da lei e suo marito Tom, il guardiano del faro, Isabel non ha mai avuto paura. Si è abituata ai lunghi silenzi e al rumore assordante del mare. Ma questa mattina un grido sottile come un volo di gabbiani rompe d'improvviso la quiete dell'alba. 
Quel grido, destinato a cambiare per sempre la loro vita, è il tenue vagito di una bambina, ritrovata a bordo di una barca naufragata sugli scogli, insieme al cadavere di uno sconosciuto. 
Per Isabel la bambina senza nome è il regalo più grande che l'oceano le abbia mai fatto. È la figlia che ha sempre voluto. E sarà sua. Nessuno lo verrà a sapere, basterà solo infrangere una piccola regola. Basterà che Tom non segnali il naufragio alle autorità, così nessuno verrà mai a cercarla. Decidono di chiamarla Lucy. Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa d'attenzione diventa la luce della loro vita. Ma ogni luce crea delle ombre. E quell'ombra nasconde un segreto pesante come un macigno, più indomabile di qualunque corrente e tempesta Tom abbia mai dovuto illuminare con la luce del suo faro. Perché sulla terraferma, tra la civiltà, c'è una donna che spera ancora. Una donna infelice, ma determinata. 

Questa è una storia che esplora ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e come spesso sembrino la stessa cosa. Questo è il romanzo di una madre e di un padre e della loro figlia segreta. Questo è il punto in cui amore e colpa si incontrano, e non vi lasceranno più.





Ciò che leggiamo spesso è frutto della fantasia dell'Autore ma altre volte quest'ultimo trae ispirazione da storie/situazioni/persone reali, di cui ha avuto conoscenza diretta o indiretta.

La rubrica "Dietro le pagine" prende nome e idea da una presente nel blog "Itching for books" e cercherà di rispondere (cercherò di darle una cadenza settimanale, sempre in base alle piccole ricerchine che riuscirò a fare) a questa curiosità: Cosa si nasconde dietro le pagine di un libro? Qual è stata la fonte di ispirazione?".


A proposito di come è nato il soggetto del proprio romanzo, Stedman dice di prendere ispirazione di solito da pochi e semplici elementi: una fotografia, una frase, una voce.
Esse si trasformano nella sua mente e lei le segue!

Nel caso di "La luce sugli oceani", ha semplicemente chiuso gli occhi e davanti a sè son comparsi una donna e un faro, e ha pensato di poter raccontare di qualcosa che accadde in un'isola al largo dell'Australia, di un uomo che faceva il guardiano del faro e della sua storia. Poi ha visto una barca e il corpo di un uomo morto.... e guardando meglio ha scorto un bambino.

Così man mano ha iniziato a raccontare cosa poteva essere successo a queste persone coinvolte.
L'Autrice racconta, in un'intervista (QUI) che le prime bozze del libro erano state archiviate al pc come "La storia del faro", ma in un paio di mesi La luce sugli oceani (il titolo originale è "The light between oceans") si è fatta strada.
Ha provato con altri titoli ma poi anche gli editori hanno deciso di tenerlo.
La Stedman ha iniziato a scrivere nella primavera del 2008, e ha finito la prima stesura del romanzo nel giugno dell'anno successivo.
Per quanto riguarda la scelta del luogo, ella è cresciuta in Australia occidentale, e il mare e la luce, il tempo e gli spazi vasti e selvaggi sono nel suo sangue.
Quando stava scrivendo, ha passato un po' di tempo nella zona vicina a dove è ambientata la storia, per cogliere  l'atmosfera del luogo e sedersi a guardare fuori sul mare o esplorare le fitte foreste della zona.

Per quanto riguarda gli aspetti più tecnici, il momento delle ricerche è stato forse il più eccitante.
La British Library possiede alcune ottime storie sul coinvolgimento dell'Australia nella Grande Guerra, come anche  l'Australian War Memorial, dove c'è una considerevole ricchezza di documenti originali accessibili online.

Le storie che raccontano sono intense e commoventi.
Per quanto riguarda i fari, l'Autrice ha letto alcuni libri favolosi sulla storia del loro sviluppo, e ne ha visitati alcuni.
Si è recata anche agli archivi nazionali australiani e spulciato i vecchi diari di bordo dei Lightkeepers  (guardiani del faro) e i file di corrispondenza. E' stata una sensazione molto particolare poter aprire le pagine di questi registri in cuoio, fragili, sapendo che la persona che vi ha scritto non avrebbe mai potuto immaginare che nel secolo successivo, uno scrittore sarebbe andato alla ricerca di storie attraverso le loro testimonianze.

Insomma, una storia che non parte da un solo e specifico episodio realmente accaduto, ma che è frutto di sensazioni, pensieri, oltre che di ricerche.

2 commenti:

  1. Oddio, che bello! Avevo recensito anch'io questo libro (http://lenostreparolerev.blogspot.com/2013/03/m.html , se vuoi leggerla), e.... sì, sono sempre le domande che un lettore si fa quando ripensa a un libro.. a dir la verità mi aspettavo qualche rivelazione più personale, ma.. questo mi fa ammirare ancora di più la sua immaginazione!
    Grazie per questo approfondimento! ;)
    Veronica

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ciao veronica, si certo, la leggerò molto volentieri!
      vero, è da ammirare ancor più che la fantasia!!

      Elimina

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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