lunedì 28 aprile 2014

Recensione di AFTERLIFE di Stephanie Hudson



Che bello terminare un libro e poter dire la tua! ;=)

Ecco il mio pensiero su....

AFTERLIFE
di Stephanie Hudson


De Agostini
Bookme
Trad. D. Di Falco,
E. Farsetti
680 pp
14.90 euro
USCITA 25 MARZO
2014

Trama

Keira si trasferisce negli USA per iniziare una nuova vita dopo l'incidente che le ha cambiato l'esistenza. 
A Evergreen Falls inizia a lavorare in un locale, l'Afterlife, gestito da una ricchissima famiglia, i Draven, che si fanno vedere in città solo qualche settimana all'anno. 
La sera del loro arrivo, Keira scopre che l'uomo che da qualche tempo "incontra" nei suoi sogni è Dominic Draven: il ragazzo è tanto scostante nella realtà quanto premuroso nei suoi sogni. 
Da quel momento, Keira viene risucchiata in un mondo di cui non immaginava l'esistenza, fatto di demoni e angeli, ma che la attrae come un'ossessione, e più il sentimento che la lega a Dominic cresce, più sarà difficile per lei decidere se fidarsi e rimanere o scappare dalla follia che la consuma.


il mio pensiero

Afterlife ci conduce in un mondo popolato da demoni e angeli, visioni ed incubi, ricordi di un passato oscuro e da dimenticare e profezie di un futuro altrettanto ambiguo ed oscuro, amore e passione contrapposti a odio e malvagità.

La protagonista è una giovane dal carattere molto riservato e di poche parole, da poco giunta a Evergreen Falls, dalla sorella, per cercare di riacquistare un equilibro psicologico perduto: Keira (Catherine) Williams ha un passato triste che desidera dimenticare; ma dimenticare è impossibile, allora l’unica cosa che può fare è cercare di sfuggirgli, allontanandosi da ciò che glielo ricorda e cercando di ricostruirsi una vita.

Per questa ragione ha deciso di andare a vivere momentaneamente dall’amata sorella Libby, sposata col simpatico e affabile Frank; i due sono protettivi verso la loro sorellina Keira, sanno che ha bisogno di stabilità ed equilibrio e non vorrebbero mai che si infilasse in guai o situazioni complicate, col rischio di “farsi male”.

Ed è proprio per questo che Libby resta stupita quando viene a sapere che la sorella - che intanto ha deciso di iscriversi all’Università, conoscendo una simpatica e vivace ragazza, R.J. e suo fratello Jack, gentile e affascinante – è stata assunta all’Afterlife, un club esclusivo, frequentato da tutti e avvolto da un’aura misteriosa, perché misteriosi sono i suoi mitici proprietari: i Draven.


La famiglia Draven è una famiglia inaccessibile, su cui circolano da sempre i pettegolezzi più incredibili, soprattutto quelli più macabri ed inquietanti.
I Draven sono praticamente in tre: Dominic e suo fratello Vincent, e la sorella Sophia e, quando giungono al club, non si mescolano con i propri insulsi clienti, bensì si insediano al “piano di sopra” dell’Afterlife, che è il loro privè, la zona off limit per coloro che sono di sotto e per i camerieri stessi, salvo diversa indicazione, cioè a meno che non siano i proprietari a volere qualcuno di sopra.

E su questo privè circolano dicerie di tutti i tipi, aneddoti e “gossip” a tinte fosche e alquanto raccapriccianti.
Bellissimi (di un bello ultraterreno), sempre eleganti, mai un pelo fuori posto; invidiati, ammirati, temuti e venerati, ma anche odiati  (come lo sono spesso gli individui che sembrano camminare a un palmo da terra e che fanno sentire tutta la propria superiorità): dei tipi così - di cui tutti parlano ma che in realtà nessuno conosce davvero – non possono che destare grande fascino e curiosità.
Anche nella riservatissima e ultima arrivata Keira; Keira che vuol solo star tranquilla e tenersi lontana dai guai.

Ma sono i guai e i problemi che cercano lei e l’Autrice dà, mano mano, al suo lettore “sprazzi di visioni” e incubi mostruosi che purtroppo popolano da anni la mente della povera Keira, che ha imparato sì a conviverci ma che le hanno tolto, via via, serenità.
Per non parlare del fatto che c’è, nel suo passato, un’esperienza bruttissima da lei vissuta e che l’ha resa piena di paura, diffidente, cauta e sempre all’erta, oltre che sensibile a tutto ciò che è “oscuro” e strano, fuori dall’ordinario.

Perché in Keira (nella sua mente, nel suo passato) c’è qualcosa che va oltre l’umano e il normale, e questo la rende la preda ideale per uomini come Dominic Draven.

Dom è un uomo imponente, alto e bellissimo, sempre vestito di scuro, con gli occhi scintillanti e allo stesso penetranti e “scuri”, che ti tagliano l’anima a fettine e ti fanno sentire piccola piccola; e proprio Dom – dalla voce imperiosa e fredda, dallo sguardo di ghiaccio, duro come la pietra, che tutti chiamano “mio signore”, che senza parlare già incute paura – vuole come cameriera nel privè proprio lei, Keira.
A dire il vero, grazie ad un’improvvisa amicizia e simpatia nata tra Keira e Sophia, sarà quest’ultima ad insistere che la prima lavori per loro, e tra Keira e Draven immediatamente si stabilirà un rapporto di odio-amore, di attrazione-repulsione, di sguardi fatti di dolcezza e premura quanto di parole taglienti come spade.

Chi è davvero Dominic?
E quanto e come ha a che fare con gli incubi che la povera Keira ha ripreso a fare con troppa frequenza e che sono popolati da uccelli spaventosi e da una figura scura e minacciosa che a lei pare essere proprio lui, Draven?

Tra litigate e sogni terribili, aventi sempre lui come protagonista, tra flash che la riportano indietro nel tempo, a quando i suoi incubi hanno avuto origine, tra domande e dubbi, Keira imparerà a conoscere i Draven e a chiedersi se sia il caso o meno di fidarsi di loro.
Eh sì, perché c’è qualcosa che sembra minacciarla, ancora una volta.

E Draven è il carnefice o l’alleato?
È semplicemente un ragazzo misterioso o dietro quella bella faccia si nasconde qualcosa di natura profondamente diversa?

Come dicevo all’inizio, la Hudson ci catapulta in un mondo che, pur essendo collocato nel mondo reale, man mano si colorerà di sfumature sempre più sovrannaturali, fino a svelarci ciò che ormai (ai lettori di paranormal/urban fantasy) è già noto: tra gli esseri umani vivono, ben camuffati, esseri provenienti da “altri mondi”, che si servono del genere umano come e quando vogliono e senza farsene accorgere e che, al momento, opportuno, svelano la propria vera essenza.
L’atmosfera di tutto il libro è dark, piena di mistero (e questo aspetto mi è piaciuto), la stragrande maggioranza della narrazione è collocata di notte, per dare maggiore suspense; c’è qualche flashback che illumina il presente e la scrittura in prima persona immerge il lettore in modo diretto non solo negli eventi ma anche nella mente della protagonista; ammetto che in molti frangenti ho trovato i dialoghi e certe situazioni un po’ banalotti, poco convincenti ed avvincenti, soprattutto per ciò che riguarda il rapporto tra Dominic e Keira, ma nel complesso ho letto la storia con sufficiente interesse, in quanto (benchè ci siano diversi elementi che bene o male  si trovano già in altre serie – il che non lo dico come "difetto", perchè è comprensibile, dato il genere! -, anche se non mancano cose originali) ogni capitolo (tra l’altro abbastanza brevi, cosa che preferisco) terminava in modo tale da destare curiosità.
Le scene d'amore sono hot ma senza esagerare, la passione si sente ma l'Autrice c'ha risparmiato l'eccesso di particolari (cosa per cui ringrazio :=) )
Il personaggio di Dominic Draven mi è piaciuto, anche se non al 100%; ok, da subito appare misterioso, pieno di chissà che segreti spaventosi, alterna alla durezza un atteggiamento di tenerezza; però non lo so, non mi ha convinto del tutto, a volte mi sembrava troppo esagerato in un senso o nell’altro, soprattutto nelle parole.

Nel complesso, non mi è dispiaciuto leggere il primo appuntamento di questa nuova serie, non posso dire che mi abbia entusiasmato alla follia, ma non mi sento affatto di sconsigliarlo, anzi, io stessa aspetterò il resto.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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