venerdì 14 novembre 2014

Frammento da "Il velo dipinto" (W.S. Maugham)




Tratto da IL VELO DIDPINTO di W. Somerset Maugham, attualmente in lettura.

Di notte, nelle locande, dividendo la camera migliore col marito e ben sapendo come Walter, nel suo letto da campo a pochi passi da lei, giacesse sveglio, affondava i denti nel cuscino per non farsi sentire. Ma durante il giorno, protetta dalle tendine del suo palanchino, si concedeva pieno sfogo. Così grande era il suo dolore che avrebbe potuto urlare a squarciagola; mai aveva supposto che si potesse patire tanto; e disperatamente si chiedeva che cosa avesse fatto per meritarselo. Perché Charlie non l'amasse era inesplicabile; forse ne aveva lei la colpa, si diceva, eppure aveva fatto tutto quello che sapeva per legarlo a sé, per affezionarselo. Erano andati sempre così d'accordo, ridevano semprequando si trovavano insieme, e insomma erano stati buoni amici oltre che amanti. Non capiva come fosse finita a quel modo, non poteva capire… Rotto aveva il cuore, e si ripeteva di odiarlo, di disprezzarlo; ma non sapeva, non aveva idea di come avrebbe fatto a vivere se non avesse più dovutorivederlo. S'ingannava Walter se pensava di darle un castigo conducendola a Mei-tan-fu. Nulla ormai le importava di se stessa. Non aveva più nessuna ragione di vivere. Ed era duro, finire la vita a ventisette anni.


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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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