venerdì 7 novembre 2014

Storie dall'Oriente; "Il sogno della camera rossa"



"Non c'è un grande nome della nostra letteratura romanzesca a cui Il sogno della camera rossa non faccia pensare."
Paul Demiéville

IL SOGNO DELLA CAMERA ROSSA
di Tsao Hsueh-ch'in


Il Sogno della camera rossa
BUR Edizioni
1120 pp
15.50 euro
2009
Trama

Una grande comunità matriarcale in cui si muovono, con l'eleganza di miniature, fanciulle fortunate o sfortunate, serve o padrone, mogli o concubine.
Un'atmosfera rarefatta in cui, allegre o dolenti, fluttuano figure eteree, tra spettacoli e indovinelli, visite all'imperatore ed elaborati culti religiosi. 
Attraverso l'aura fiabesca il lettore occidentale però scopre attonito la realtà di una società complessa, imbrigliata dalla burocrazia, sottoposta a un rigido codice d'onore e vincolata a convenienze e usi immutabili, destinati a far soffrire. 
Fra i tanti personaggi a metà tra figurine e individui, compare Paoyü, il protagonista, il "diverso", che tira a sé le fila della narrazione e regge, come il principe Myskin nell'Idiota di Dostoevskij, gli equilibri precari dell'esistenza che, suo malgrado, si trova a vivere.

NOTE BIOGRAFICHE
Ts'ao Hsüeh-ch'in (1719-1763) passò la gioventù nell'agiatezza, ma, per la confisca dei beni di famiglia da parte dell'imperatore Ch'ien Lung, cadde in miseria e si ritirò a scrivere questo romanzo, di cui con certezza gli vengono attribuiti i primi 80 capitoli. Edoarda Masi (Roma 1927), docente di Letteratura cinese all'Istituto universitario orientale di Napoli, ha vissuto a Pechino e a Shanghai, dove ha insegnato Lingua italiana all'Istituto universitario di Lingue straniere
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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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