domenica 6 settembre 2026

Recensione: HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE di J. K. Rowling

 

Nel primo capitolo della celeberrima saga fantasy per ragazzi, Harry è un orfanello in balia di una coppia di zii burberi e odiosi, che l'hanno cresciuto nascondendogli una verità importantissima: Harry Potter non è un ragazzino qualsiasi, bensì è il figlio unico di due potenti maghi e la magia è anche il suo destino, il portale per una vita che si preannuncia decisamente avventurosa.


HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE 
di  J. K. Rowling


Salani Ed.
trad. M. Astrologo
cur. S.Bartezzaghi
308 pp
Certi destini sono incisi sul corpo e per Harry è quella cicatrice a forma di saetta sulla fronte a renderlo un predestinato e a permettere che avvengano strani fenomeni senza che egli lo voglia o se ne renda conto, come quello di farsi ricrescere in una notte i capelli inesorabilmente tagliati dai perfidi zii. 

Orfano di entrambi i genitori, all'età di un anno Harry Potter viene affidato alle cure (che tali non saranno...) degli zii Vernon e Petunia Dursley (sorella della madre di Harry), i quali hanno un figlio, Dudley.

Harry non è felice con i parenti: essi lo trattano con malagrazia, senza affetto e premure, che sono tutte per il capriccioso e sciocco Dudley, che detesta il cugino e gli fa crudeli dispetti ogni volta che ne ha l'occasione.
Harry veste con gli abiti dismessi del grasso Dudley, dorme nel sottoscala e insomma la sua breve esistenza sinora è stata all'insegna del mainagioia.

Ma sulla soglia degli undici anni qualcosa comincia a cambiare.

Un giorno, il ragazzino comincia a ricevere lettere inaspettate, che però vengono prese prima da Vernon, che le strappa in modo che il nipote non sappia chi gliele manda né cosa c'è scritto.
Ma le missive aumentano in modo spropositato e ignorarle diventerà difficile, sino a quando non viene a far visita ad Harry un certo Hagrid, che dice di essere il guardiacaccia della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, che poi è il mittente di tutte le lettere finora inviate al ragazzino.
Inoltre, rivela a quest'ultimo di essere un mago e figlio di due eccellenti maghi, che tra l'altro sono stati uccisi e lo stesso Harry ha rischiato di essere ucciso dieci anni prima dalla medesima mano, che appartiene a Voldemort, un mago tanto potente quanto malvagio, il cui nome nessuno pronuncia per via della paura che provoca.
Ma miracolosamente sopravvisse all'attentato, riportando solo la famosa cicatrice.

In pochi giorni, quindi, Harry scopre di sé e della propria famiglia cose inimmaginabili, incredibile ed eccitanti, che lo immettono in una nuova dimensione, una fase assolutamente diversa della propria vita.

Appreso che ad Hogwarts lo aspettano come studente del primo anno, Harry lascia finalmente i Dursley e con il simpaticissimo e leale Hagrid si prepara per l'ingresso nella scuola (ricevendo in dono la civetta Edvige), per poi partire alla volta di quella che per mesi sarà la sua nuova casa.
Durante il viaggio, incontra alcuni studenti come lui, tra cui l'antipatico Malfoy e soprattutto coloro che diventeranno i suoi migliori amici, Hermione Granger, una ragazza molto intelligente, promettente maga,  ligia alle regole e un po' saputella, e Ron Weasley.

Da questo momento ad Harry (e a noi lettori) si apre un mondo magico, fantastico, popolato da gufi portalettere, scope volanti, cioccorane, caramelle di tutti i gusti (se ti va bene, al sapore di cavolini di Bruxelles, ma può pure capitarti "gusto vomito"), ritratti che scappano; qui la magia è ovunque ed è l'unica dimensione possibile, il che rende anche il lettore parte integrante di questo universo ricco di sorprese, avventure, scherzi, lezioni strampalate, esercizi di magie con scope e bacchette, ricette di pozioni, partite di Quidditch, mantelli invisibili...

Hogwarts è un mondo affascinante, sfavillante e divertente, popolato da numerosi personaggi pittoreschi e indimenticabili, che ruotano intorno al vivace protagonista, colorando le sue giornate in cui non c'è posto per la noia.


Tutti gli studenti della scuola vengono suddivisi e smistati in quattro "case" (Serpe Verde, Grifondoro, 
Tassorosso, Corvonero); Harry entrerà a far parte, con Hermione e Ron, di Grifondoro, con la responsabilità di accumulare punteggi, e scoprirà quanto è facile perdere punti ogni volta che si commette un'infrazione, e soprattutto se ci sono professori pignoli e dispettosi come il professor Piton, che sembra detestare il giovane Potter per ragioni che il ragazzino non comprende.
Ma ci sono anche insegnanti bravi e, su tutti, c'è l'eccentrico preside, Albus Silente, che si rivelerà prezioso per Harry, rivelandogli informazioni importanti sulla sua famiglia.

Che dire? Io non sono amante del genere fantasy e il fatto che sia per ragazzi mi attirava ancora meno, ma riconosco che è stata una lettura molto molto carina, piacevolissima, divertente e sempre dinamica.

Prossima tappa: il primo film della serie, ispirato a questo.

Nessun commento:

Posta un commento

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...