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domenica 18 gennaio 2026

Recensione: IL MISTERO DELLA PITTRICE RIBELLE di Chiara Montani




Ambientato nella Firenze del 1458, l'intrigante giallo storico di Chiara Montani immerge il lettore in una storia che mescola in modo avvincente arte rinascimentale, misteriosi omicidi e torbidi giochi di potere.




IL MISTERO DELLA PITTRICE RIBELLE 
di Chiara Montani


Garzanti
336 pp
Lavinia ama dipingere.
Quando si ritrova una tela davanti, sogna come sarebbe eccitante non solo poter mescolare i vari pigmenti - il rosso cinabro, l’azzurro, l’arancio - ma soprattutto usarli, dando seguito e spazio a talento e fantasia. 

Ma sa che le è proibito. 
Sono tempi in cui a una donna non è concesso seguire le proprie passioni, e dipingere è un'attività proibita o, tutt'al più, che lei può praticare  solo di nascosto dallo zio Domenico.
Suo zio è il pittore Domenico Veneziano, che ha preso con sé la nipote da quando è rimasta orfana, dandole quella famiglia che la ragazza aveva perso da bambina.

Nella bottega del pittore lavora Francesco, un giovanotto intelligente e allegro che ha intuito il grande talento artistico di Lavinia e, quando sono soli, le insegna i segreti dell'arte e le permette di dipingere, di mettere mano ad alcune opere di Domenico e dimostrare una sensibilità artistica fuori dal comune.

Guai se lo sapessero Domenico e, soprattutto, il suo promesso sposo Lorenzo!
Lavinia è stata promessa in moglie al passionale Lorenzo (avviato alla carriera legale e proveniente da una famiglia benestante e in vista) e questi di certo si aspetta che la futura moglie non sia una giovane ribelle con assurde velleità e grilli per la testa ma una consorte sottomessa e fedele. 

Lavinia sa che questo matrimonio è più frutto di un patto tra famiglie che di un sentimento d'amore, ma lo ha accettato per gratitudine verso lo zio.

Presto, però, ogni piccola certezza verrà ribaltata e spazzata via.

Un giorno in bottega arriva Piero della Francesca, uno dei più talentuosi pittori dell’epoca rinascimentale. 

Wikipedia
Lavinia resta incantata nell'osservare la sua abile mano lavorare al solenne dipinto La flagellazione di Cristo, e il suo cuore freme al pensiero che quell'artista sia tutto ciò che lei vorrebbe diventare. 

Escluso il carattere, perché infatti l'uomo ostenta atteggiamenti molto schivi e riservati tanto da risultare spesso scorbutico e poco gradevole. 

Nonostante sia scostante e taciturno con la bella nipote dell'amico, Piero riesce a notare le inclinazioni artistiche della ragazza ma ad unirli non sarà soltanto l'arte, bensì anche una serie di avvenimenti drammatici e misteriosi che hanno a che fare con il ritorno dello stesso Piero a Firenze.
Ex allievo di Domenico da Venezia e già artista affermato, Piero è tornato in città ufficialmente per una commissione ma a trattenerlo sarà ben altro...

Lavinia capisce che la visita dell'artista nasconde qualcosa e questo ha a che fare con i difficili e caotici tempi in cui vivono: il papa è malato e sono già cominciate le oscure trame per eleggere il suo successore. 
E Piero sa più di quello che vuole ammettere. 

I vaghi sospetti divengono realtà quando lo zio viene ingiustamente accusato di avere ucciso un uomo e Piero, per aiutare l'amico, decide di indagare per conto suo. 

Lavinia, intraprendente e ardimentosa, non se ne resta in disparte a guardare ma si affianca a Piero e, godendo della sua protezione, per la prima volta in vita sua comincia a guardare il mondo con i propri ingenui ma perspicaci occhi. 
Lo spicchio di mondo su cui si affaccia non è candido e lieto, anzi: è come un immenso quadro in cui ogni pennellata è tinta di rosso sangue e ogni dettaglio è un mistero che affonda le proprie radici in qualcosa di molto lontano e oscuro, in cui l'arte diventa la grande e magnifica cornice in cui si celano segreti pericolosi. 

Tali segreti sono collegati a degli efferati e criptici omicidi che cominciano a insanguinare le strade della meravigliosa Firenze e che acquisiscono sfumature sinistre e sibilline, in quanto i ritrovamenti dei cadaveri sono accompagnati dalla presenza di un enigmatico disegno che diventa fondamentale per l'indagine poiché Piero riconosce in quel segno un messaggio pericoloso legato a conoscenze esoteriche e matematiche.

Lavinia e Piero si alleano, quindi, per scagionare lo zio ma anche per salvare altre potenziali vittime dalla mano assassina, una volta intuito quale movente la guidi.

Quello che Lavinia non può minimamente immaginare è che colui che sta dietro questa serie di omicidi è intimamente vicino a lei e i segreti non riguardano più soltanto Piero, Domenico, la corte dei Medici, le botteghe d'arte, codici da decifrare nei manoscritti antichi e nelle opere d'arte e gli equilibri di potere, ma lei stessa.

La sua intera vita verrà stravolta in poche settimane, la sua incolumità sarà fortemente a rischio, il suo cuore si sentirà diviso tra la fedeltà che deve al fidanzato (che tra l'altro, in virtù del suo lavoro, l'ha aiutata con lo zio Domenico quando si è trovato nei guai con la legge) e quell'inspiegabile turbamento che prova alla presenza di Piero della Francesca...

Il mistero della pittrice ribelle è un romanzo che unisce una accurata ricostruzione storica con il fascino dell'investigazione, portando il lettore in una affascinante Firenze rinascimentale, avvicinandolo alle opere di Piero della Francesca, immergendolo in un periodo ricco di arte ma anche corruzione, intrighi di potere, sete di conoscenza e difesa della cultura e del sapere, e lo fa attraverso un filo conduttore costituito dalla protagonista: una giovane donna talentuosa le cui ambizioni vengono soffocate dalle leggi non scritte del tempo, che vorrebbe relegare la donna ai ruoli di moglie e madre. 
Ma Lavinia ha uno spirito libero, un'intelligenza svelta e acuta, un temperamento indomito, una sincera passione per la pittura e un altrettanto sincero desiderio di poterla coltivare liberamente, una mente aperta che la rende molto moderna (decisamente troppo per il suo tempo) e sicuramente anticonvenzionale, e per questo ricca di carisma e fascino.

È quindi un giallo storico avventuroso, con una trama "piena", sostanziosa e ben strutturata, il cui ritmo non perde mai smalto nel corso del vorticoso susseguirsi di eventi in cui le ragioni dell’arte si intrecciano con quelle della politica e della religione. 

Consigliato, in particolare a chi ama le trame dinamiche, con molti misteri da risolvere, verità e colpi di scena, e tutto ambientato in anni tanto incerti quanto ammalianti, in una città che trasuda arte, storia e cultura da ogni angolo, con personaggi sia fittizi che realmente esistiti.


martedì 6 gennaio 2026

LIBRI LETTI A DICEMBRE 2025


 

Ecco i libri che mi hanno accompagnato nell'ultimo mese dell'anno appena trascorso:


  1. IL CAFFÈ DEL LUNEDÌ di A. Nepi: narrativa contemporanea - una narrazione profonda, riflessiva, dai ritmi dilatati, che pone al centro la ricerca dell'identità e di ciò che rende davvero appagati (3.5/5). PER CHI CERCA UNA LETTURA MEDITATIVA.
  2. IL CENSIMENTO DEI RADICAL CHIC di G. Papi: distopico - in un futuro indefinito in Italia si dà la caccia agli intellettuali e si favorisce l'ignoranza e l'eccessiva semplificazione della lingua (4.5/5). IRONICO, ARGUTO. DA LEGGERE.
  3. LA FAMIGLIA GRANDE di C. Kouchnermemoir - quanto può essere lacerante custodire un terribile e doloroso segreto di famiglia per anni? (4.5/5). AUTENTICO, SPIAZZANTE. 
  4. L'EREDITÀ DELLA VILLA DELLE STOFFE di A. Jacobs: saga famigliare - terzo capitolo della Villa delle stoffe. I problemi e le difficoltà dei piani "alti" e "bassi". Del resto, "anche i ricchi piangono" (4/5). SE SIETE ARRIVATI A META' SAGA, TANTO VALE PROSEGUIRE.
  5. LA CONGIURA DEGLI INNOCENTI di A. Barzini: romanzo storico in cui le esistenze di due gemelli intraprendenti e coraggiosi si inseriscono nelle vivaci e drammatiche vicende dell'Italia pre-unitaria (4.5/5). APPASSIONANTE.
  6. ANIME PREDESTINATE. L'unicorno nero di I. Vecchietti: urban/paranormal romance. Famiglia di vampiri deve evitare che si risvegli il Male e che devasti la terra (3.5/5). PER CHI AMA IL GENERE.
  7. COME VENTO CUCITO ALLA TERRA di Ilaria Tuti: romanzo storico ambientato nella prima guerra mondiale. Donne medico sfidano i pregiudizi del tempo servendo il proprio Paese (4/5). INTERESSANTE, SCORREVOLE.


In merito alla Reading Challenge, nel mese di dicembre ho osservato l'obiettivo ROMANZO DISTOPICO
8. FAHRENHEIT 451 di R. Bradbury: distopico - in un'epoca in cui l'uomo brucia i libri e ciò che essi simboleggiano, alcune voci audaci si ribellano e lottano per conservare il potere dei libri e del sapere (5/5). IMPERDIBILE.


Domani posterò il recap delle mie letture del 2025.


venerdì 12 dicembre 2025

[ Recensione ] FAHRENHEIT 451 di Ray Bradbury

 

"Riempiti gli occhi di meraviglie, vivi come se dovessi cadere morto fra dieci secondi!"
In questo celebre classico della letteratura distopica, un uomo viene spinto ad interrogarsi su ciò che è giusto e sbagliato all'interno della società in cui vive: è davvero una persona libera? Non è piuttosto schiavo di un modo di vivere che lo vede passivo e privo di stimoli e interessi?
Esiste una strada che può condurre verso la libertà da un'esistenza che è in realtà una prigione?


FAHRENHEIT 451 
di Ray Bradbury



Mondadori
trad. G. Monicelli
180 pp
Guy Montag è sposato con Mildred e fa il pompiere, ma il mondo in cui vive non prevede che si spengano incendi bensì che li si appicchino per bruciare... libri! 
E così Montag, armato di lunghi lanciafiamme, irrompe nelle case dei ribelli che si ostinano a tenere ancora libri in casa (e addirittura a leggerli!) e li bruciano.
Può capitare che non brucino solo "la carta", se il sovversivo si intestardisce a non voler uscire fuori dalla propria abitazione in fiamme...

È questo che dice la legge ed è così che Montag fa, anche se sente di non essere per nulla felice della propria esistenza, compreso il proprio matrimonio.

Qualcosa dentro di lui avverte che la sua è una vita da alienato e che è simile ad una marionetta mossa da fili che sono altri a gestire, intontito da giornate sempre uguali, immerso in inutili e sterili chiacchiere provenienti dai giganteschi schermi televisivi e dalle voci meccaniche e noiose che ripetono sempre gli stessi slogan pubblicitari.

Per non parlare di sua moglie: una donna indifferente e passiva, che sembra prendere vita solo quando incontra le proprie sciocche amiche e insieme ciarlano di frivolezze senza senso.

Ma un giorno qualcosa accade e sarà l'inizio di una rivoluzione interiore per Montag, qualcosa che egli non potrà fermare in alcun modo, anzi non vorrà fermarla.
Un giorno incontra una vicina di casa, una ragazza di nome Clarisse McLellan, che da subito dimostra di essere diversa da chiunque altro: lei è vivace, piena di vita, intelligente, dotata di quello spirito critico tipico delle persone che riflettono, pensano... e leggono!
Clarisse appartiene a una famiglia che ama e ricerca l'istruzione, la conoscenza, la lettura di libri ormai censurati dal governo perché ritenuti "pericolosi" per la quiete e la pace della società.
Guy incontrerà ancora Clarisse, restando affascinato dalla sua parlantina e dal coraggio che ella ha di "sfidare" le direttive del governo, mettendo la propria sete di conoscenza e il valore dei libri anche davanti alla propria incolumità.

Purtroppo, non molti giorni dopo, la ragazza sparirà all'improvviso, così com'era apparsa.

Che n'è stato di lei? Forse qualche spia l'ha denunciata al governo perché si è scoperto che possedeva e leggeva libri?

Guy non sa che pensare e cosa fare, ma una cosa è certa: dentro di lui, anche in virtù di alcune operazioni compiute nel corso del proprio lavoro (che lo turbano non poco), cominciano a germogliare dei semini, dubbi e domande sul tipo di esistenza in cui è immerso e che lo sta rendendo un essere morto dentro, grigio, privo di interessi, di motivazioni. Montag sente accendersi una forte curiosità per i libri, che evidentemente devono essere davvero importanti se il governo si affatica per scovarli e bruciarli.

Perché? Cosa c'è scritto nei tanti volumi che ancora si trovano in alcune abitazioni di uomini e donne impavidi?

«come potrò io lasciare in pace me stesso? A noi occorre non essere lasciati in pace! Abbiamo bisogno d'essere veramente tormentati una volta ogni tanto! Da quanto tempo non c'è più nulla che ti tormenti? che ti tormenti sul serio, per qualcosa che conti realmente?»

Pian piano egli comincia a leggere qua e là, a conservare e nascondere libri in casa, spaventando Mildred, che capisce che quella nuova passione del marito non potrà che portare guai.

E se il capo dei vigili del fuoco, Beatty, scoprisse che hanno dei libri in casa? Che ne sarebbe di loro?

Ma Montag, ormai, non lo ferma più nessuno e all'inizio proverà a far ragionare Mildred, a parlare addirittura con l'arrogante Beatty..., finché capirà che non sono gli interlocutori ideali per incoraggiare la sua sete di sapere.

Di sapere come si è arrivati a quel punto, ad odiare ed eliminare la cultura, bollandola come una minaccia per la serenità dell'umanità, resa - a causa della censura, dell'ignoranza, del consumismo, della negazione di ogni libertà d'espressione... - cieca, sorda, muta, inattiva, senza vita né tanto meno spirito critico.

"Riempi loro i crani di dati non combustibili, imbottiscili di "fatti" al punto che non si possano più muovere tanto son pieni, ma sicuri d'essere "veramente bene informati". Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici"

A fare da mentore a un sempre più curioso, anche se timoroso, Montag, sarà un uomo anziano, un ex docente universitario, anch'egli amante della cultura, della conoscenza, e che ha deciso di resistere al regime totalitario.
Grazie a lui, Montag si apre ad una nuova dimensione, un universo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica e si impianta nel suo cuore la speranza che ci sia ancora una via d'uscita per l'umanità, per ricostruire una società in cui ogni persona sia libera di essere sé stessa, di affermare la propria identità e di non vedersi oppressa da un regime che vuol soffocare ogni critica, domanda, contestazione, ragionamento personale a favore di una piatta omologazione e di un modo di vivere pieno di cose inutili e banali.


Che futuro ha un mondo in cui non c'è cultura, istruzione, in cui i libri vengono visti come un pericolo?
Il fuoco che li brucia è qui simbolo di un'empia purificazione che pretende di spazzar via ogni controversia, tutto ciò che crea conflitto e frustrazione, che non contribuisce alla felicità e alla pace.
La salvezza risiede in uomini come Montag, che cominciano a far girare le rotelline del cervello, a farsi domande, a mettere in discussione, ad aprire la mente alla conoscenza e a lasciarsi illuminare da essa.


«Sapete» proseguì, «che i libri hanno un po' l'odore della noce moscata o di certe spezie d'origine esotica? Amavo annusarli, da ragazzo. Signore, quanti bei libri c'erano al mondo un tempo, prima che noi vi rinunciassimo!»


Fahrenheit 451 è un romanzo molto bello, pubblicato per la prima volta nel 1953, e mi spiace di aver tardato tanto a leggerlo perché è davvero un classico contemporaneo da leggere assolutamente, e forse non una sola volta nella vita.
Denso di spunti di riflessione, di passaggi memorabili, attualissimo e profondo, oltre che incredibilmente scorrevole, questo libro va consigliato e letto ancora oggi perché ci ricorda come solo se la nostra mente è alimentata dalla conoscenza, dalla lettura, possiamo sviluppare la capacità di osservare il mondo, di valutare ciò che accade attorno a noi con intelligenza, di rifiutare tutto quello che addormenta e anestetizza le coscienze e che porta verso la censura e la repressione.

Bello; se non lo avete letto... LEGGETELO.



"I libri erano soltanto una specie di veicolo, di ricettacolo in cui riponevamo tutte le cose che temevamo di poter dimenticare. Non c'è nulla di magico, nei libri; la magia sta solo in ciò che essi dicono, nel modo in cui hanno cucito le pezze dell'Universo per mettere insieme così un mantello onde rivestirci.
Sapete perché libri come questo siano tanto importanti? Perché hanno sostanza. Che cosa significa in questo caso "sostanza"? Per me significa struttura, tessuto connettivo. Questo libro ha pori, ha caratteristiche sue proprie, è un libro che si potrebbe osservare al microscopio. Trovereste che c'è della vita sotto il vetrino, una vita che scorre come una fiumana in infinita profusione. Maggior numero di pori, maggior numero di particolarità della vita per centimetro quadrato avrete su di un foglio di carta, e più sarete "letterario". Questa è la mia definizione, ad ogni modo. Scoprire le particolarità. Particolarità nuove! I buoni scrittori toccano spesso la vita. I mediocri la sfiorano con una mano fuggevole.  Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, 
facce senza pori, senza peli, inespressive."




martedì 2 dicembre 2025

LETTURE DI NOVEMBRE 2025

   

Quasi non ci credo che il 2025 sia agli sgoccioli... ma è proprio così!

Eccomi al penultimo recap di questo anno che, tra ventotto giorni, saluteremo.

 

LETTURE DI NOVEMBRE

 

COME VENTO CUCITO ALLA TERRA di I. Tuti: narrativa storica - durante la Grande Guerra, un folto gruppo di donne coraggiose e avanguardiste decide di sfidare la limitata concezione del ruolo della donna del proprio tempo e rende un ammirevole servizio al proprio Paese in guerra (4/4). PER CHI CERCA UN ROMANZO AMBIENTATO DURANTE LA GUERRA E CON AL CENTRO DONNE LIBERE FORTI E INTRAPRENDENTI.
L'IMMENSA DISTRAZIONE di M. Fois: saga famigliare - il protagonista, appena morto, ripercorre con lucidità la storia della propria famiglia, tra successi, cadute, menzogne e inganni (4/5). SCORREVOLE. PER CHI AMA LA NARRATIVA ITALIANA E LE STORIE DI FAMIGLIA.
LA CASA SULLA SCOGLIERA di R. Sager: thriller - una giovane caregiver si ritrova a lavorare con un'anziana la cui vita è fitta di segreti e bugie (4/5). BELLA ATMOSFERA, TESA, RICCA DI SUSPENSE.  TROPPI COLPI DI SCENA.
KALA di C. Walshmix di romanzo di formazione e thriller - una 15enne scompare nel nulla, dopo 15 anni delle ossa vengono ritrovate nel bosco dove viveva. È lei? Verranno fuori segreti, abusi, corruzione in una cittadina apparentemente tranquilla (3,5/5). RITMO LENTO MA TRAMA MOLTO RICCA, ARTICOLATA, INTROSPETTIVA
LA LETTERA NASCOSTA di R. Saberton: narrativa storica - una giovane vedova in cerca di solitudine viene a conoscenza di una storia di amore e perdita, in cui rivede sé stessa, il proprio presente e soprattutto una prospettiva futura (4.5/5). APPASSIONANTE, DELICATO.


READING CHALLENGE


Gli obiettivi di novembre erano:


- un libro scelto per la copertina
- un libro in cui la cucina è protagonista
- un classico della letteratura francese
- Il fuoco che porti dentro di A. Franchini


Io ho scelto un obiettivo di settembre: LIBRO CHE AFFRONTI UNA LOTTA PERSONALE.


IL VELO STRAPPATO. Tormenti di una monaca napoletana di B. Schisa
: biografia romanzata di Enrichetta Caracciolo, costretta a monacarsi contro la propria volontà e che non ha mai rinunciato a cercare di strappare quel velo dal proprio capo (4.5/5). SE TI PIACCIONO LE STORIE DI INGIUSTIZIA, INCENTRATE SU PERSONAGGI REALMENTE ESISTITI.




Circa le serie tv, nel mese di novembre, ho iniziato la visione di DOWNTON ABBEY e di BREAKING BAD; sono inoltre arrivata alla fine della quinta stagione di THE CROWN.


Se avete qualcosa di interessante e imperdibile da suggerirmi, sono tutta occhi!








giovedì 13 novembre 2025

[ Recensione ] IL VELO STRAPPATO. Tormenti di una monaca napoletana di Brunella Schisa

 

La lotta personale, tormentata, lunga e sfiancante, di una donna costretta a monacarsi per volere materno e non per vocazione, si intreccia con i moti risorgimentali degli anni che precedettero l'Unità d'Italia e la liberazione del Meridione dal dominio borbonico.



IL VELO STRAPPATO
Tormenti di una monaca napoletana
di Brunella Schisa




HarperCollinsIt
352 pp
Enrichetta Caracciolo, quinta di sette figlie, ha diciannove anni nel 1840 e vive a Reggio Calabria con la madre Teresa e le sorelle minori; il padre, don Fabio Caracciolo, maresciallo del Regno delle Due Sicilie, è da poco deceduto e la vedova, che ha già maritato le figlie maggiori e ha altre due più piccole da accudire, prende una  dura decisione: non potendo offrire ad Enrichetta una dote dignitosa da presentare per un eventuale matrimonio, è costretta a chiuderla in monastero.

La notizia ovviamente sconvolge Enrichetta: giovane, nobile, colta, vivace e, soprattutto, innamorata di Domenico. 
Come potrebbe una persona indipendente di spirito e bramosa di vivere appieno, qual è lei, lasciarsi ingabbiare e ingrigire in un convento?

Teresa cerca di far ragionare la figlia testarda: ok, vanta ascendenze illustri ma è priva di solidità economica e il matrimonio (che sia con Domenico o con chiunque altro) non è un'opzione.
E così la genitrice, stanca del carattere ribelle della figlia e della sua propensione a scegliere uomini sbagliati, decide per lei, e sa di poterlo fare in quanto sua tutrice legale: Enrichetta entrerà nel convento di San Gregorio Armeno, a Napoli, e vi resterà per lo meno fino a quando la situazione finanziaria della famiglia non sarà risolta. 

Magari nel frattempo, la ragazza stessa potrebbe maturare una vocazione per la vita di clausura, apprezzarne le virtù e i vantaggi, e accettare con pacata rassegnazione quel tipo di esistenza...

Ma Teresa evidentemente o conosce poco la figlia o si ostina a fingere di non conoscerla; Enrichetta comincia da subito a protestare, a supplicare, a inveire, a lacrimare...
Proteste su proteste ma niente: chiusa a San Gregorio Armeno, i mesi lì dentro diventano anni e, dopo essere stata illusa e poi ingannata, la stessa Enrichetta si arrende al proprio infausto destino e, apparentemente piegata e rassegnata, pronuncia i voti che la rendono Sposa di Cristo e monaca di clausura.
Una condanna a vita, per lei che, se potesse, scapperebbe di notte da quel posto lugubre e privo di felicità. 

Benché la sua mente cerchi di lottare contro la repulsione che genera in lei quel tipo di esistenza, benché ella provi a farsi piacere quella strada intrapresa su costrizione, il suo corpo si rifiuta di collaborare e la giovane si ammala di un malessere che oggi definiremmo psicosomatico.

I medici ammessi in convento capiscono che il suo male - che si riversa fisicamente attraverso diversi sintomi, tra cui convulsioni violente, febbre... - parte dalla testa, nel senso che esso è l'esternazione di una condizione di forte sofferenza interiore e psicologica.

La clausura forzata è la vera causa di ogni malessere di Enrichetta, che da un certo momento in poi comincia a scrivere addirittura al papa pur di ottenere delle dispense che le permettano di uscire da San San Gregorio Armeno e di vivere la propria condizione di monaca in casa della madre o delle sorelle sposate.
Enrichetta, infatti, oltre a detestare la condizione monacale (le pesa indossare quel velo pesante che mortifica la sua bellezza femminile, quegli stivaletti terribili...), perché vorrebbe avere una famiglia, detesta proprio vivere in quello specifico convento napoletano, in quanto avverte di non essere amata tra quelle mura, a cominciare dalla badessa per arrivare all'ultima delle monachelle.
E poi in quel contesto religioso, in cui dovrebbero regnare amicizia, solidarietà, misericordia, perdono, empatia..., abbondano invece invidie, gelosie, cattivi pensieri, peccatucci segreti, insomma non è proprio l'ambiente spirituale ed edificante che ci si potrebbe immaginare.

Per non parlare del suo acerrimo persecutore: il cardinale Sisto Riario Sforza.
Quest'uomo - che ha la responsabilità delle monache del San Gregorio - per anni sarà la spina nel fianco di Enrichetta, come ella lo sarà per lui.
Il loro sarà un rapporto sfibrante e irritante che porterà l'uno a detestare l'altra e viceversa: ogni volta che Enrichetta scrive una supplica a qualcuno "in alto", il cardinale si intromette per danneggiarla, imponendo e abusando della propria autorità, causandole problemi, facendole dispettucci volti a privare la monaca testarda e ribelle di ogni minimo privilegio, pur di piegarla e farla desistere dal lasciare il convento di Napoli.

In un continuo giocare al gatto e al topo, i due si incontreranno spesso, discuteranno aspramente, e tante saranno le lacrime versate da Enrichetta che, nonostante provi una fede sincera verso il Signore, non la prova verso la Chiesa Cattolica, che per lei si sta rivelando una tiranna che si ostina a non accettare l'idea che la Caracciolo è soltanto una delle tantissime donne costrette a prendere il velo senza vocazione.
Che gusto c'è nel vedere gli altri soffrire? Perché non dare, a chi rifiuta il velo, un'alternativa per angustiarsi di meno?

Tra concessioni e divieti, tra abbandoni e ritorni, passando da una struttura all'altra, passano gli anni e intanto nella nostra penisola soffiano i venti delle insurrezioni contro i Borbone e si fa sempre più concreto il sogno di costruire una nuova patria: l’Italia.
E chissà se la fine del Regno Borbonico non possa portare con sé nuove e più moderne norme anche per i conventi e, in special modo, per la clausura?

Riuscirà la nostra monaca napoletana a uscire definitivamente dal convento, a strapparsi quel velo che non è mai riuscita ad amare e accettare, e a vivere un'esistenza libera, in cui è lei la sola a decidere per sé stessa, senza obblighi e costrizioni esterne?
Chi l'ha detto che per essere gradite a Dio bisogna condurre una vita da reclusa?


"Il velo strappato" è un romanzo storico-biografico incentrato sulla figura, realmente esistita, della monaca Enrichetta Caracciolo, scrittrice e patriota italiana, la cui vita fu spesa nella lotta: la lotta individuale per essere finalmente libera da una monacazione non scelta e mai accettata, e quella sociale e politica di chi aderisce alla causa liberale, agognando il crollo della monarchia borbonica per lasciare il posto a una nuova Italia.

Il personaggio di Enrichetta emerge in tutta la sua forza: è stata una donna decisa, di carattere, ferma nelle proprie posizioni; anche quando ha avuto momenti di fragilità, non ha mai abbandonato davvero la speranza di uscire dalla clausura; colta, amante della lettura, affamata di conoscenza, dotata di grande spirito critico, pronta a spiegare le proprie ragioni e a chiedere conto all'interlocutore di turno (che fosse uomo o donna, cardinale o badessa, poliziotto o confessore) delle sue, schietta e mai ipocrita, era pronta a denunciare le turpitudini che avvenivano all'interno di quei luoghi sacri, in cui non tutte le religiose spiccavano per umiltà e devozione, anzi.

Una donna coraggiosa, battagliera, un'eroina dell'Ottocento autrice di diversi scritti, tra cui  Misteri del chiostro napoletano, in cui appunto racconta la propria tormentata esperienza di monaca e a cui Schisa si è ispirata per il proprio romanzo.

È una lettura che consiglio a chi vuol conoscere una donna eccezionale, di cui, tra queste appassionanti pagine, conosciamo i turbolenti moti del cuore e la sua lotta per la libertà. 

sabato 1 novembre 2025

LE MIE LETTURE DI OTTOBRE 2025

 

E anche ottobre se n'è andato, avvicinandoci sempre più al...  Natale!! 😀🎄🎅

Come ogni mese, mi accingo a riepilogare le mie letture del mese appena trascorso.




  1. IL SILENZIO DEL LAGO di A. Weiler: saga famigliare a tinte poliziesche. Drammi, tradimenti, amori e bugie nell'Italia del nord, dagli anni Cinquanta agli Ottanta (4/5). INTRIGANTE, PROFONDO.
  2. "Da Carosello a Tik Tok: Il viaggio della comunicazione spiegato ai bambini" di M. Iandolo: testo divulgativo  illustrato a scopo educativo-informativo, ripercorre il percorso che ha portato dalla tv in bianco e nero alla diffusione dei social (4/5). OFFRE SPUNTI DI RIFLESSIONE SUL MONDO DELLA COMUNICAZIONE.
  3. IL FRATELLO BUONO di C. Offutt: country noir - il protagonista prova a cambiar vita dopo aver preso decisioni difficili le cui conseguenze e il cui ricordo non lo abbandonano, a prescindere da quanto lontano scappi (3.5/5). TANTO ASCIUTTO ED ESSENZIALE NELLO STILE QUANTO INCISIVO E PROFONDO NEL TRATTEGGIO UMANO DEI PERSONAGGI.
  4. AUTUNNO A SYCAMORE PARK di CP Ward: romance contemporaneo ad ambientazione autunnale. Una ragazza delusa dall'amore decide di cambiare città e ricominciare. Incontra amici, l'Amore e una missione da portare avanti (3/5). TRAMA DEBOLE, AMBIENTAZIONE SUGGESTIVA.
  5. AVVENTO NELLA RADURA INCANTATA di A. Arietano: narrativa per l'infanzia a tema natalizio - quattro racconti con ambientazione fiabesca e intrisi di valori e buoni sentimenti (4/5). DELIZIOSO, REGALA MOMENTI DI DOLCE SVAGO.
  6. LILÌ E LA RIVOLUZIONE A TUTTODRITTO di V. Hutter: narrativa per l'infanzia - nel mondo c'è bisogno di fantasia, imprevedibilità e colori, ma soprattutto c'è spazio per il modo di essere di ciascuno (4/5). COLORATO, ALLEGRO E EDUCATIVO.



READING CHALLENGE 

Per la sfida letteraria, nel mese di ottobre gli obiettivi erano i seguenti:

- un horror;
- un libro di un autore del cuore;
- un libro ricevuto in regalo;
- "Le menzogne della notte" di Gesualdo Bufalino.

Io ho scelto un obiettivo del mese di AGOSTO: LIBRO PUBBLICATO NEL 2025  ⇉ 

7. LA CATASTROFICA VISITA ALLO ZOO di J: Dicker: giallo con protagonisti dei ragazzini speciali e curiosi che si improvvisano investigatori (4/5). IRONICO, GODIBILE. UN DICKER DIVERSO DAL SOLITO.




sabato 11 ottobre 2025

Recensione: LA CATASTROFICA VISITA ALLO ZOO di Joël Dicker



Un Dicker che non mi sarei aspettata racconta una storia divertente e curiosa attraverso la voce e la prospettiva vivace di una bambina speciale che, insieme ai suoi compagni di classe speciali come lei, decide di risolvere una questione misteriosa che ha colpito la loro scuola.


LA CATASTROFICA VISITA ALLO ZOO 
di Joël Dicker



La Nave di Teseo
trad. Milena Zemira Ciccimarra
272 pp
Marzo 2025
Siamo vicini a Natale e Josephine e i suoi compagni di scuola sono eccitatissimi all'idea di andare in visita allo zoo locale.
E ci vanno, effettivamente, solo che quella visita si rivelerà, appunto, catastrofica e l'allegria e il divertimento lasceranno il posto a preoccupazione e paura.

“Per anni, nella piccola città dove sono cresciuta, è rimasto impresso nella memoria degli abitanti il ricordo degli avvenimenti che ebbero luogo allo zoo locale un venerdì di dicembre, pochi giorni prima di Natale. E per tutti questi anni, nessuno ha saputo che cosa fosse realmente accaduto. Fino a questo libro.”


Josephine è ormai adulta quando si decide a scrivere la verità su quel giorno allo zoo.
Cosa accadde davvero? 

In quei giorni caotici, i genitori di Josephine ordinarono alla figlia di raccontare loro per filo e per segno come si svolse la giornata ma la ragazzina, per far sì che tutto venisse compreso alla perfezione, sapeva di dover partire dall'inizio.

Eh sì, perché una catastrofe non arriva mai da sola ma è frutto di una sequela di piccoli avvenimenti che culmineranno nella gita allo zoo.

E l'inizio di tutto sta nel trasferimento dei bambini della scuola speciale dal loro amato istituto alla "scuola normale".

Come mai i piccoli vengono trasferiti?
La risposta è il nocciolo della questione, la scintilla che dà vita all'incendio: qualcuno fa allagare la scuola aprendo i rubinetti dei bagni, impedendo così ai bambini speciali di andare a scuola, a far lezione con la loro amatissima insegnante, la signorina Jennings, dolce e premurosa.

L'allagamento è frutto d una distrazione? Magari un bambino non ha chiuso i rubinetti ed è successo il patatrack
E se non fosse stato un incidente... vuol dire che c'è un colpevole?
E se tutti gli alunni si dichiarano innocenti..., allora è stata una persona esterna!
Ma chi può avere interesse a creare problemi a dei bambini speciali?

Questi, intanto, vengono ospitati nella scuola normale, il cui direttore è un tipo chiacchierone, apparentemente severo e burbero, ma in realtà comprensivo e simpatico con i nuovi alunni della sua scuola e, soprattutto, fissato con il concetto di democrazia, che cercherà in tutti i modi di insegnare ai ragazzi, stimolando conversazioni briose, domande intelligenti e risposte originali e interessanti.

Certo, essere speciali e frequentare bambini speciali come te, è rassicurante e confortante perché si creano più facilmente amicizie e solidarietà, ma ritrovarsi sbalzati in un contesto scolastico nuovo, con ragazzi "normali" che prendono in giro chi è diverso, può dare adito a difficoltà di inserimenti e socializzazione.

Ma i ragazzi, speciali lo sono davvero, e ben presto tutti - anche i ragazzotti che fanno i prepotenti e i bulletti - si renderanno conto che non hanno a che fare con un gruppetto di bambini ingenui e deboli, bensì con ragazzini dalla mente brillante, che riflettono e disquisiscono su tutto, che si pongono domande e non accettano risposte poco convincenti o superficiali.
Non solo, ma questi amici - pur avendo ciascuno le proprie difficoltà personali e famigliari (c'è chi non parla, chi ha genitori sull'orlo della separazione, chi è ipocondriaco...) -, quando si mettono in testa uno scopo, non si acquietano fino a quando non lo raggiungono.

E il loro scopo è svelare il giallo dell'allagamento.

Così Josephine e compagni vestono i panni di giovanissimi Poirot e sono pronti, come nei migliori gialli, a mettersi sulle tracce del colpevole, a cercare indizi, a fare attenzione a dettagli ed eventuali errori.

Cosa ha a che fare il mistero della scuola allagata con lo zoo?

Beh, per scoprirlo non resta che mettersi in ascolto della storia che ha da raccontare la protagonista e voce narrante, la simpatica, intuitiva e curiosissima Josephine, che ci porterà nel suo quotidiano, nelle sue ricerche investigative in compagnia degli amici e nella scuola normale, alle prese con le litigate degli adulti, i discorsi lunghi e un po' noiosetti del direttore sulla democrazia, i preparativi per la recita di Natale.

E tutto viene narrato con molto umorismo, in un susseguirsi di dialoghi spassosi, di scene esilaranti e divertenti che strappano numerosi sorrisi.

La leggerezza che caratterizza la storia, però, non impedisce all'autore di affrontare tematiche serie, come l'inclusione sociale, l'accoglienza e il rispetto della diversità, i valori democratici,  i rapporti tra genitori e insegnanti.

La catastrofica visita allo zoo è un breve giallo per ragazzi, che può quindi piacere a lettori molto giovani ma anche agli adulti per il suo ritmo brioso e fluido, i personaggi ben caratterizzati e che risultano simpatici per la loro esuberanza e voglia di imparare, la trama gradevole che magari non spiccherà per colpi di scena ma riesce a incuriosire il lettore sino alla fine.

Consigliato a chi è pronto ad accostarsi a un Dicker diverso dal solito.

mercoledì 1 ottobre 2025

LIBRI LETTI A SETTEMBRE 2025



Ecco i libri letti a settembre:


  1. ANIME IN CHIAROSCURO di G. Mignini - raccolta di racconti distopici
    source

    ambientati in epoche e mondi lontani e che ruotano sul senso dell'esistenza e sul futuro dell'umanità (4/5). DELICATO E POETICO.
  2. IL MORALIZZATORE di M. Distort: thriller ambientato ad Aosta. Un serial killer infligge atroci torture e una morte terrificante a una specifica categoria di peccatori (4,5/5). APPASSIONANTE, CRUDO.
  3. DEMON COPPERHEAD di B. Kingsolver - romanzo di formazione - ispirato al londinese David Copperfield, il protagonista è un orfano che imparerà a proprie spese quanto può essere dura la vita per un invisibile come lui (4/5). DENUNCIA SOCIALE E STORIA DI RISCATTO PERSONALE. CORPOSO MA MERITA.
  4. LA FORTUNA di M. McDowell - 5° vol. di saga famigliare paranormale con atmosfere gotiche. Il clan Caskey prospera ma la natura potrebbe chiedere il conto (3,5/5).  Se sei arrivato al quarto, tanto vale leggere questo e pure il successivo, che è l'ultimo.
  5. ROMEO E ROSALINA di Natasha Solomons - retelling del celeberrimo Romeo e Giulietta. La protagonista è Rosalina, l'amata invisibile che qui tira fuori il carattere per difendere chi ama dalle grinfie di quel gaglioffo di un Montecchi (4/5). BEN SCRITTO, SCORREVOLE.
  6. LA RADICE DEL MALE di A. Rapp: saga famigliare - anche in una famiglia "normale" e religiosa possono crescere i semi della malvagità e della violenza (4/5). LUCIDO, CUPO, AMARO.
  7. L'UOMO DAGLI OCCHI TRISTI di P. Pulixi - noir - Rais e Croce offrono la loro professionalità ed esperienza in un caso di omicidio legato ad affari malavitosi e corruzione (5/5). AVVINCENTE. 



READING CHALLENGE


Per la sfida letteraria, nel mese di settembre gli obiettivi erano i seguenti:

- Libro che affronta una lotta personale;
- Libro che narra un amore folle;
- Il racconto di una persona che non c'è più;
- "La collina del vento" di Carmine Abate.


Per settembre, ho scelto un obiettivo di marzo

8. IL SOLDATO PERDUTO di Gilles Marchand: narrativa storica - il racconto struggente di un amore sfortunato, sullo sfondo del primo conflitto mondiale (4.5/5). PER CHI CERCA UN LIBRO BREVE MA INTENSO.








lunedì 8 settembre 2025

LIBRI LETTI AD AGOSTO 2025

 

Buongiorno!!

Eccovi le mie letture di agosto.


  1. BUTTERFLY di M. Kaukonen_ thriller psicologico - romanzo corale che ci mette
    all'ascolto di più voci e prospettive narrative, tra cui spiccano quella della psicologa e della sua paziente serial killer (4.5/5). COINVOLGENTE, NON MANCANO I COLPI DI SCENA.
  2. IL MISTERO DI ANNA di S. Lo Iacono: narrativa italiana - una bambina povera e curiosa di imparare incontra una scrittrice famosa (4.5/5). PER CHI VUOL LASCIARSI TRAVOLGERE DAL FASCINO E DAL POTERE DELLE PAROLE.
  3. RITORNO A CASA di K. Morton: mystery - giornalista dei nostri giorni indaga su una misteriosa tragedia famigliare avvenuta in Australia nel 1959. Salteranno fuori non pochi segreti che riguardano lei e i suoi cari (4,5/5). RITMO PACATO, AMBIENTAZIONE AFFASCINANTE, STORIA DENSA E CORPOSA.
  4. YARA GAMBIRASIO. UN CASO IRRISOLTO di F. Liguori: saggio documentaristico su un noto caso di cronaca nera italiano. Bossetti, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Yara, è colpevole oltre ogni ragionevole dubbio? (5/5). PER CHI VUOLE CONOSCERE O RIPERCORRERE LE TAPPE DI QUESTO CASO.
  5. IL CANTO DEGLI INNOCENTI di P. Pulixi: noir - primo libro in cui compare Vito Strega, impegnato a risolvere non solo una serie di omicidi commessi da teenager, ma anche i propri problemi personali (5/5). LEGGILO SE AMI O NON HAI MAI LETTO PULIXI, SE AMI IL GENERE.
  6. NEVER FLINCH. LA LOTTERIA DEGLI INNOCENTI di S. King: thriller - un serial killer sta assassinando innocenti per vendicare l'ingiusta condanna e morte di un altro innocente. Sulle sue tracce Holly Gibney, nelle vesti anche di bodyguard impegnata a proteggere un'infervorata femminista da uno stalker (3.5/5). TRAMA BUONA, RITMO LENTO CHE SI RIPRENDE NELL'ULTIMA PARTE DEL ROMANZO.
  7. SPLENDI COME VITA di M.G. Calandrone: narrativa autobiografica - la lettera d'amore della Calandrone alla propria madre adottiva (4,5/5). COMMOVENTE, INTENSO, VERO.
  8. LA STRADA GIOVANE di A. Albanese: narrativa storica - il viaggio di un giovane ex-prigioniero dei tedeschi, durante la II g.m., verso casa (4/5). INTERESSANTE ESORDIO NELLA NARRATIVA DELL'ATTORE E REGISTA.



READING CHALLENGE 


Per la sfida letteraria, nel mese di agosto gli obiettivi erano i seguenti:


- LIBRO PUBBLICATO NEL 2025
- STORIA INCENTRATA SU BUGIA/INGANNO
- CLASSICO LETTERATURA INGLESE
- UNA CASA ALLA FINE DEL MONDO (M. Cunnigham)


Io ho scelto un obiettivo di giugno, LIBRO AMBIENTATO IN MEDIORIENTE:

9. IL RAGAZZO CON LA KEFIAH ARANCIONE di A. Al Said: narrativa contemporanea - la storia di una forte e sincera amicizia sullo sfondo del conflitto in Palestina (5/5). SE HAI VOGLIA DI UNA STORIA RICCA DI EMOZIONI E CON QUESTO GENERE DI CONTESTO.

sabato 6 settembre 2025

[ RECENSIONE ] IL SOLDATO PERDUTO di Gilles Marchand



Con una prosa delicata e poetica, l'autore di questo romanzo racconta al lettore la storia di un amore appassionato, fervente, che sfida la separazione, il dolore, la solitudine dettate da un conflitto mondiale che ha dilaniato innumerevoli vite, ma che non ha ucciso la dolcezza di un sentimento profondo.


IL SOLDATO PERDUTO
di Gilles Marchand



Neri Pozza
trad. S. Folin
176 pp

Siamo a Parigi, nel 1925, ed un uomo - di cui non sapremo mai il nome - , entra in un ristorante accompagnato da un abbigliamento e da un aspetto non proprio raffinati.
L'uomo è un ex soldato sopravvissuto alla Grande Guerra, durante la quale ha perso la mano... e gli affetti più cari.

Come altri ex combattenti, la guerra, feroce e tremenda, gli è rimasta attaccata addosso, come una seconda pelle di cui non si libererà mai del tutto.


"Io non ero partito a cuor leggero, come si dice, con un fiore nel fucile. Non conosco nessuno, del resto, che l’abbia vissuta in quel modo. Certo era una bella immagine, ma non rispecchiava la realtà. Non immaginavamo che il conflitto andasse così per le lunghe, ovviamente. Nessuno poteva prevederlo. Pensavamo di passare l’estate sotto le armi e di tornare entro l’autunno, con l’Alsazia e la Lorena in saccoccia."


Adesso è in quel locale per incontrare una donna, che lo attende seduta al tavolo con una questione urgente da sottoporgli: suo figlio non è mai tornato dal fronte e, sebbene siano trascorsi nove anni dalla battaglia di Verdun, Madame Joplain è graniticamente certa che il suo caro figlio Émile sia ancora vivo. 

Il nostro ex soldato vorrebbe poterle dire che forse è il caso di rassegnarsi e che quasi sicuramente Émile è deceduto; sa bene come sia difficile accettarlo, a maggior ragione quando non c'è neppure un corpo su cui piangere, ma alimentare quella folle speranza non fa che aggiungere dolore su dolore.

L'uomo ha cercato altre volte le tracce di tanti soldati spazzati via e definitivamente dal conflitto, e finora non ne ha mai trovato uno in vita, per cui la triste signora è invitata caldamente a non farsi illusioni di sorta. 

Lo stesso protagonista (e narratore) ha combattuto, ormai dieci anni fa, e ha perso una mano per colpa del nemico tedesco, invalidità che gli ha permesso di lasciare il combattimento attivo; ma egli non è mai uscito completamente dalle trincee e da anni ormai si occupa delle tragedie che la guerra ha lasciato dietro di sé, cercando un modo per fare ammenda, per perdonare a sé stesso di essere ancora tra i vivi.

"Una volta che l’hai assaggiata, la guerra ce l’hai in corpo, sotto la pelle. Puoi vomitare, grattarti fino a sanguinare, non se ne andrà mai. È dentro di te. Allora io ci  tornavo. C’era ancora odore di cenere e di polvere da sparo. Distese di croci all’infinito. E io indagavo, instancabilmente. Per tutti gli anni Venti e buona parte degli anni Trenta ho fatto quello strano mestiere di investigatore."

Per questa intima ragione accetta l’incarico e si mette alla ricerca di Émile su campi di battaglia ormai freddi, fra ex soldati e testimoni che vorrebbero solo dimenticare e guardare al futuro.

Il nostro milite ignoto si butta anima e corpo in questa missione disperata, e per lui essa diventa un'ossessione che lo spingerà a perlustrare luoghi e a fare domande a diversi testimoni ed ex-soldati, imbattendosi in tantissime storie di dolore e sangue ma anche di amore e speranza.

"Servono a questo le storie, a rendere la vita migliore. Avevamo già i piedi pesanti, ci imponevamo di non appesantire troppo il cuore. Se avessimo aggiunto le lacrime alla pioggia saremmo affogati. E bisognava avanzare. Rimettevamo in spalla gli zaini che riempivamo con le storie d’amore prese un po’ da tutti, potevano sempre ritornare utili. L’amore è facile da condividere, ne prendi un pezzetto e altrettanto ne resta a chi te l’ha raccontato. Era facile essere generosi."

Certo, per riuscire a sapere cosa n'è stato di Émile sarebbe utile capire, ad esempio, dove fosse - e quando - l'ultima volta che ha dato una traccia di sè, magari con una lettera o una cartolina.
La signora Joplain afferma con testarda convinzione di essere stata l'unico amore della vita del suo ragazzo, il quale sicuramente non aveva una fidanzata.

Ma è davvero così?

Man mano che la sua ricerca procede, egli scopre che in verità il suo "soldato perduto" aveva un'innamorata: Lucie Himmel, una giovane alsaziana che lavorava per la famiglia Joplain.

L'indagine si sdoppia e trovare informazioni su Lucie (o magari lei in persona) diventa altrettanto importante per ricostruire ciò che n'è stato di Émile, e questo porta inevitabilmente alla luce racconti di guerra e leggende che circolavano tra i soldati, in special modo la suggestiva storia di una figura quasi sovrannaturale conosciuta come la "Figlia della Luna", una donna tanto bellissima quanto misteriosa che si aggirava nella terra di nessuno tra i due schieramenti in cerca dell’amato perduto, apparendo ai soldati come una visione eterea e ultraterrena.

Ma la storia più incredibile e toccante resta quella centrale, che sta succhiando ogni energia del nostro ex-soldato: il folle e tenace amore vissuto da Émile e Lucie, che si staglia sullo sfondo tragico di una guerra passata - ma i cui dolorosi effetti si fanno ancora sentire - e di una futura, di cui si cominciano a sentire i primi venti (nel libro, verso la fine, si accenna all'ascesa del nazismo).

È la storia dei due innamorati divisi dall'orrore di un conflitto sanguinoso, una storia dolce, commovente e le ultime pagine toccano alte vette di struggente tenerezza, fino al colpo di scena finale.

 

"Il soldato perduto" è un romanzo breve ed è un piccolo gioiellino letterario, a mio avviso, che si lascia apprezzare per la fluidità e armoniosità di linguaggio, per il connubio di sfumature nostalgiche e dolcemente ironiche, per la sensibilità dell'autore nel narrarci, attraverso gli occhi del protagonista senza nome - che potrebbe rappresentare tutti quei soldati dispersi in guerra -, tante piccole storie intrecciate e collocate in un periodo storico umanamente terribile; sono storie di dolore, separazioni, affanni e preoccupazioni, disperazione, resistenza, rimpianti, paure, resilienza, storie che ci ricordano - se mai ce ne fosse bisogno - di quanto e quale carico di orrore, distruzione, odio, follia... è portatrice ogni guerra, in qualsiasi momento e luogo.

Molto bello, ricco di umanità, potente e delicato.
Consigliato!

Amore mio
Ho pensato a te, oggi
Come ieri. Come l’altro ieri.
Come domani, se sarò vivo.

Tu mi popoli.
Amore mio,
è passato un anno. Un anno che ci è stato rubato.
Un anno perduto per sempre.
Amore mio,
Sono mitragliato dalla nostalgia.
Fa male.

Amore mio, amore mio
Ripeto queste parole nella notte
Le dirò alla fine della mia vita
Forse sarà domani
Forse sarà qui

Amore mio
Se tu muori io muoio
Se tu parti io parto.
Se non mi ami più io ti amerò ancora.
Amore mio
(...) I tedeschi non sanno
Che le frecce possono colpirmi soltanto
Al cuore.
Amore mio
Se sei morta portami con te.

giovedì 7 agosto 2025

LIBRI LETTI A LUGLIO 2025

 

Buongiorno!

Ecco i libri letti a luglio.



  1. IL CERCHIO DI PIETRE di D. Gabaldon: quarto volume della saga storica fantasy/romance Outlander. Sono trascorsi vent'anni da quando Jamie e Claire si sono separati e la donna è decisa a ritornare nel passato dal suo amore... (4.5/5). PER GLI AMANTI DELLA SAGA.
  2. LA SPOSA GITANA di C. Mola: thriller che inaugura la serie con l'ispettrice Elena Blanco (4/5).  BELLO. OK SE NON DANNO FASTIDIO LE DESCRIZIONI DETTAGLIATE DI SCENE TRUCULENTE.
  3. STORIA DELLA BAMBINA PERDUTA di E. Ferrante: ultimo capitolo della saga L'amica geniale. Lenù e Lilia, ormai donne mature, sono giunte all'ultima fase della loro amicizia che, tra alti e bassi, è durata decenni (4.5/5). SE SIETE PRONTI A LASCIARE ANDARE LILA, LENÙ E IL RIONE...
  4. LA SPIA DELLA REGINA di C. Marchant: romanzo storico con narrazione su doppia linea temporale che ci porta alla corte della regina Elisabetta I - tra intrighi di palazzo e congiure - e in una antica dimora di campagna in cui ogni angolo ha qualcosa da raccontare (4/5). SCRITTO BENE E SCORREVOLE. PER CHI AMA LA FICTION STORICA.
  5. RIMOZIONE FORZATA di E. Black: urban fantasy/paranormal romance con vampiro sexy e possessivo e l'umana vergine ma tosta (3/5). PER GLI AMANTI DEL GENERE.
  6. I PUNKINARI di A. Pagani, M. Zatini: libro a fumetti - mentre attendono e sperano di essere chiamati dal mister ad entrare in campo, due calciatori passano il tempo sfidandosi a colpi di freddure e battute umoristiche (4/5). ARGUTO E SPASSOSO.


READING CHALLENGE


Per la sfida letteraria, nel mese di luglio gli obiettivi erano i seguenti:


- LIBRO CHE RACCONTI NAPOLI
- LIBRO CON COPERTINA VIOLA
- LIBRO SCRITTO IN FORMA DI DIARIO O EPISTOLARIO

- L'amore che mi resta di M. Marzano



Io ho scelto un obiettivo delle categorie fisse - LIBRO PRESTATO DA UNA PERSONA A CUI VUOI BENE - e nel mio caso è questo romanzo tratto da una storia vera: IL DIO CHE HAI SCELTO PER ME di Martina Pucciarelli in cui, mescolando elementi reali ad altri fittizi, l'autrice racconta com'è stato vivere e crescere in una famiglia di ferventi Testimoni di Geova (4/5). SE VI PIACCIONO STORIE VERE E TESTIMONIANZA, QUESTO LIBRO FA PER VOI.

mercoledì 16 luglio 2025

[ RECENSIONE ] IL DIO CHE HAI SCELTO PER ME di Martina Pucciarelli



La protagonista di questo romanzo ci racconta, con sincerità e coinvolgimento, com'è stato nascere e crescere in una famiglia appartenente alla comunità religiosa dei Testimoni di Geova.
Rinuncia, sottomissione, studio biblico, riunioni settimanali, predicazioni, devozione, fedeltà, ubbidienza...: queste sono alcune delle condizioni che hanno caratterizzato l'infanzia, l'adolescenza e parte della vita adulta di Alessandra che, nel seguire Geova - il dio che altri hanno scelto per lei - sentiva, ogni giorno, di perdere pezzi importanti di sé.

Come fare per recuperare sé stessa e conquistare la propria libertà? Voltare completamente le spalle a quel mondo oppressivo e controllante? 
Certo, ma anche a costo di allontanarsi dai propri cari?



IL DIO CHE HAI SCELTO PER ME
di Martina Pucciarelli


HarperCollinsIt
233 pp
Alessandra Morelli ha 29 anni quando prende una decisione che cambierà irreversibilmente il suo modo di vivere.

È una scelta che sa di abbandono e libertà, di dolore e liberazione, di rimpianti e nuove consapevolezze, di rinunce e conquiste.
Di ferite, mai completamente rimarginate.

Una scelta fatta - finalmente! - in totale libertà ed autonomia, senza condizionamenti e che però, inevitabilmente, porta con sé strappi, cicatrici, sofferenza, lacrime.
Perché non c'è decisione radicale che sia facile e indolore, e anche l'uscita di Alessandra dall'organizzazione religiosa dei Testimoni di Geova (da qui in poi TdG) non può che essere difficile e sofferta.
Ma altresì necessaria, per sé e per le creature che più ama al mondo.

Ma partiamo dall'inizio.

Alessandra nasce a Livorno ed è la seconda di cinque figli; i suoi genitori sono dei ferventi e convinti TdG, hanno conosciuto la Verità pochi anni prima e vi si sono aggrappati con tutte le forze, con tutti i desideri (repressi), i sogni (riposti ben bene nel cassetto), lo spirito e l'anima, consacrati al loro dio.

E come ci si aspetta da due genitori devoti a Geova e agli insegnamenti della Torre di Guardia*, educano la prole "nella disciplina e nella norma mentale (= istruzione) di Geova" (Lettera agli Efesini 6:4)**

Il fratello maggiore, Riccardo, è per la piccola Alessandra un po' il suo modello, il suo punto di riferimento, e questo sentimento resterà vivo in lei anche negli anni successivi, quando la vita li separerà.
Riccardo è diverso da lei da molti punti di vista ed -  uno su tutti - è un ribelle, uno che non esita a sfidare apertamente i genitori e a disubbidire loro con sfacciataggine per dimostrare a tutti di non essere un figlio docile e sottomesso ma una persona che sa e vuol pensare con la propria testa, che non accetta supinamente ordini e regole che non condivide.
Sarà proprio questo spirito sovversivo e indipendente a portarlo a comportamenti non solo indisciplinati, ma ritenuti imperdonabili dalla famiglia, dalla comunità dei TdG e, ancor peggio, da Geova stesso, che vuole i suoi fedeli umili e ubbidienti.

Alessandra, al contrario, viene su come una bimba pacata, silenziosa, disciplinata, che asseconda il volere dei genitori e li segue in questa via che li porta da casa alla Sala del Regno, e da questa alle strade per predicare il Vangelo a "quelli del mondo" e fare proseliti.

“Sei sempre stata un faro per la nostra famiglia”, le ha sempre ripetuto sua madre e Alessandra cresce con quest'idea di dover continuare ad essere questa luce per i suoi, che s'aspettano assoluta devozione a Geova Dio.

E Geova è un padre controllante, che esige fedeltà, coerenza, obbedienza assolute e non ammette "sgarri".

Sua madre e Geova quasi si confondono agli occhi della ragazzina, che vive con l'ansia di dover soddisfare le attese dei genitori e di non creare problemi. 

E così Alessandra impara a proprie spese quanto costi essere una TdG: sin da piccola, sa quali sono le cose che non deve fare per non far dispiacere mamma, papà e Geova: niente feste di compleanno, niente Natale, Pasqua o Capodanno, niente lavoretti a scuola che rimandino a festività pagane; stretto controllo sulla musica ("del mondo") da ascoltare e quella che va evitata, stessa cosa per libri, film, modo di vestire...

Non c'è un ambito dell'esistenza quotidiana che non sia sottoposto al vaglio della Bibbia e di ciò che essa dice (o meglio, aggiungo io, di ciò che vogliamo farle dire).

Per non parlare delle amicizie e degli eventuali primi amori: associarsi con gli increduli è peccato, ci si può sposare soltanto all'interno della congregazione dei TdG.

Avanzando nella lettura ci scorrono davanti gli anni vissuti da Alessandra accanto a un padre affettuoso sì ma molto rigido, severo, che pretende dai figli cieca obbedienza, che si impegnino nelle attività legate alla loro religione (frequentare le adunanze, uscire a predicare e distribuire opuscoli e riviste, preghiera, studio della Bibbia e delle pubblicazioni dei TdG...), che diano buona testimonianza agli occhi della fratellanza spirituale  e del mondo che li osserva.
Che non dispiacciano a Geova, i cui occhi sono sempre aperti per guardare e giudicare le azioni, i pensieri, le parole dei suoi fedeli.

Vediamo Alessandra cercare nella madre quell'amore che la genitrice fatica ad esprimere con carezze, baci, parole incoraggianti; quello con la mamma è un rapporto conflittuale perché la donna riversa tutte le proprie fragilità, i malesseri interiori irrisolti, le frustrazioni, le insicurezze, nelle relazioni con i figli ed in particolare su Alessandra.

Leggiamo di come la protagonista si senta dentro una tempesta emotiva ricca di contraddizioni, il che è inevitabile perché ad essere schizofrenica è la realtà stessa (famigliare e spirituale) in cui sta crescendo, che le impedisce di maturare autonomia di pensieri, indipendenza dai genitori, spirito critico, libertà di operare le proprie scelte, di sperimentare relazioni al di fuori del nido famigliare e della congregazione, di rapportarsi a persone, opinioni, credenze ecc... diverse dalle proprie.

Alessandra non sa nulla di cosa voglia dire stare al mondo perché è abituata a starsene con "quelli come lei".

Anche i famigliari - se non sono TdG - vengono tenuti un po' a distanza, come i nonni materni e paterni, che non condividono l'adesione a quella religione ma che negli anni cercano di mantenere i rapporti almeno con Riccardo ed Alessandra, forse perché ne intravedono la sensibilità e la fragilità.

Per chi è a digiuno rispetto ai TdG probabilmente leggere di come e quanto appartenere a questa organizzazione religiosa influenzi fortemente ogni settore della vita dei suoi adepti, può apparire fin troppo strano, forse esagerato, e si potrebbe essere indotti a pensare che uscirne "quando non se ne può più" non sia poi così complicato, ma c'è da tenere presente, tra le tante cose, l'amara consapevolezza che precede chi medita di abbandonare la congregazione: l'isolamento, l'esclusione, l'allontanamento dai propri cari che continuano a seguire quella religione e che, se sei un apostata, ti considereranno come morto.

Proprio quando Alessandra si vedrà giunta a un punto della vita in cui la stretta morsa della sottomissione a Geova e al capo-famiglia (prima il padre, poi il marito) si fa sempre più soffocante, rendendola infelice, qualcosa comincia a scattare dentro di lei, fino alla decisione più importante, dopo la quale non potrà più tornare indietro.

È un libro potente, una storia "forte", che tiene incollato il lettore perché sono fatti ispirati alla realtà (l'autrice un'ex-TdG) e perché fa riflettere sul potere psicologico che certe organizzazioni religiose possono avere sui loro membri.
Ogni capitolo termina con una parola-chiave (ad es., abbandono, riscatto, libertà...) che ovviamente è collegata di volta in volta a ciò che viene narrato.

Il Dio che hai scelto per me è una storia intima, intrisa di dolore, che narra di privazioni, abusi e violenza, ma anche di forza e di coraggio perché al centro vi è una donna che ha  affrontato la lacerazione - conseguenza di volontario allontanamento - per ricostruirsi, per riappropriarsi di sé stessa, della propria libertà e di farlo in nome dell'amore.

Mi è piaciuto, mi ha scossa e mi ha portato indietro nel tempo...***

Lo consiglio, come consigliai, non molte settimane fa, L’educazione di Tara Westover.




Note

* La Torre di Guardia è, insieme a Svegliatevi!, una delle due riviste edite e pubblicate da TdG; essa "si propone di spiegare gli insegnamenti della Bibbia, in particolare ciò che le Scritture insegnano riguardo al Regno di Dio. Viene pubblicata ininterrottamente dal 1879. 
Svegliatevi! tratta argomenti di carattere generale, ad esempio temi legati al mondo naturale e alla scienza, prefiggendosi di aiutare i lettori a riporre fede nel Creatore. Sottolinea inoltre il valore pratico della Bibbia nella vita quotidiana." (fonte)

** Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, Revisione 1987.


*** Ho avuto modo di frequentare i TdG in un passato ormai piuttosto lontanuccio, avendo partecipato a una serie di studi biblici in casa in periodi diversi, verso i 9-10 anni, e soprattutto dopo, tra i 16 e i 18 anni, quando ne seguii regole, incontri e insegnamenti dottrinali con quella (parziale...? ancora in formazione...?) consapevolezza che si può avere da adolescente. Conosco e ho riconosciuto, quindi, nel racconto della Pucciarelli, tutto ciò che ho vissuto in quegli anni, anche se ovviamente io non ero così dentro "mani e piedi", sia perché era una scelta mia non supportata dalla famiglia, cosa che me la faceva vivere con un senso di incertezza e anche di solitudine (per essere additata, in qualche modo, come una pecora nera), e sia perché non sono mai stata completamente convinta della verità e giustezza di tutti gli insegnamenti che mi venivano propinati. Però, ecco, è una realtà che ho conosciuto, seppur solo brevemente, per cui leggendo ho provato una fortissima empatia con la protagonista.


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