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venerdì 11 settembre 2026

Recensione: QUATTRO PRESUNTI FAMILIARI di Daniele Mencarelli



Con grande acume, un pizzico di umorismo nero e soprattutto con la finezza psicologica che lo contraddistingue, Daniele Mencarelli ha scritto un noir che mette a nudo i peccati di personaggi pieni di fragilità, esseri umani macchiati da errori e cadute, appesantiti da sensi di colpa, in balia della parte più oscura e ambigua di sé stessi.
Ma persone altresì bisognose di pace, di una possibilità di riscatto che li liberi dal male che, troppo spesso, si annida dentro di loro, come dentro ciascun uomo.



QUATTRO PRESUNTI FAMILIARI 
di Daniele Mencarelli


Sellerio Ed.
304 pp
Quando uno scheletro, con su qualche brandello di pelle, viene rinvenuto nei boschi attorno al paese di Norma, in provincia di Latina, né il maresciallo Damasi né l’appuntato Circosta possono immaginare in quale situazione surreale stanno per infilarsi.


I poveri resti sono finiti nella macchia molti anni prima e a salvaguardarli ci hanno pensato le particolari condizioni ambientali e forse un pizzico di "fortuna" o di fatalità.

Fatto sta che adesso bisogna capire a chi appartengono, da quando sono lì, cosa è successo al proprietario di quei tristi resti e contattare eventualmente i famigliari.

Per adesso, in attesa che vengano aperte formalmente le indagini, il maresciallo ordina a Circosta - giovane appuntato senza tante pretese né evidenti qualità, ma con una sincera quanto insaziabile voglia di fare esperienza e acquistare credibilità agli occhio dello stimato superiore - di convocare i parenti stretti di tre donne scomparse tempo prima e di cui le famiglie fecero denuncia, con la speranza che tra essi ci siano i cari della persona (che si appura essere una donna) i cui resti sono stati casualmente ritrovati.

E così, quattro presunti familiari vengono convocati: tra loro chi avrà lo stesso DNA recuperato dallo scheletro?

A presentarsi sono quattro persone: i coniugi Marino, la signorina Parrino e un giovanotto di nome Lucio Marino.
I primi hanno perso una figlia (Assunta), la Parrino una sorella (Isabella) e Lucio la propria madre, una tossica di nome Linda, la cui sparizione non destò - rispetto alle altre due - molto clamore o preoccupazione.


Tutti loro vorrebbero poter forre fine ad anni di strazio, sofferenza, a quel tempo di angoscia eternamente sospeso e senza risposte che ha accompagnato gli anni di assenza del proprio congiunto, finito a ingrossare le file degli scomparsi di sui è smarrita ogni traccia.
Forse per uno di loro è giunto finalmente il momento di mettere un triste ma definitivo punto al proprio martirio e potersi concedere il "lusso" di piangere il proprio caro e magari seppellirne ciò che n'è rimasto.

"...quella vacanza a spese del comune di Latina poteva rappresentare la fine di un incubo rimasto in sospeso per anni e anni. Le loro tre denunce di scomparsa si chiusero, come di norma, a distanza di dieci anni con una sentenza di morte presunta. O si è morti o si è vivi. Non c’è via di mezzo. Non c’è niente di meno presunto della morte. La legge tenta di mettere pezze ai destini più infami con parole che fanno ridere, o piangere, a seconda dei punti di vista."


Secondo gli ordini del maresciallo, ad occuparsi dei quattro presunti familiari è l'appuntato Emanuele Circosta, che accompagna gli ospiti nel ristorante-pensione della signora Garvan (amica di Damasi), e che sarà impegnato ad organizzare il prelievo del loro DNA nei locali dell’ospedale civile per compararlo con quello del cadavere.

Da questo momento, i quattro presunti familiari sono costretti a condividere tempe e spazi nell'attesa dei risultati del DNA, ciascuno sperando di essere il macabro vincitore di questa cupa lotteria.

Nel susseguirsi di ore, giorni e notti, il clima fra i quattro oscillerà tra una gelida indifferenza e una tensione affilatissima, che in non poche occasioni sfocerà in veri e propri tafferugli verbali... e anche fisici.

"...nessuno aveva realmente valutato la mole di follia e disperazione covata dai presunti familiari della vittima. Non erano civili, erano bombe, mine antiuomo..."


C'è chi ha crisi isteriche, chi soffre di una malattia mentale, chi mette le mani addosso al proprio coniuge, chi si prende di nascosto dosi esagerate di morfina, chi testimonia di telefonate intercorse con il congiunto scomparso (presumibilmente morto) in collegamento diretto dal Purgatorio..., insomma non si respira un'aria tranquilla e più di una volta Circosta e la sgomenta signora Garvan devono tenere a bada le bizze di questi quattro individui, evidentemente molto scossi e sotto pressione dal punto di vista psicologico ed emotivo, il che è senza dubbio comprensibile.

Purtroppo, però, Circosta (che non è propriamente un ragazzino, ha passato i trenta) non sempre si mostra pronto e professionale nel fronteggiare i momenti di crisi, il che gli fa guadagnare le ramanzine di Damasi che, pur rimproverandolo duramente, gli fa capire che vuole fidarsi di lui, che lo ritiene un carabiniere serio, dalla promettente carriera e che spera di non restare deluso.

Ma anche Emanuele si percepisce così?

Il protagonista e narratore, Circosta, è un uomo complesso e semplice allo stesso tempo; è semplice perché fondamentalmente è una brava persona, un carabiniere tranquillo, con buone intenzioni, che crede in ciò che fa e la violazione delle regole non è un'abitudine per lui ma un'eccezione; complesso perché - ahilui - l'eccezione c'è, si chiama Liberati ed Emanuele non sa come liberarsi della tirannia psicologica che questi ha nei suoi confronti.

Liberati è un brigadiere (quindi un superiore di Circosta) ed è uno di quei carabinieri che decisamente sporcano la divisa, la disonorano con comportamenti, scelte, opere e omissioni che non solo non gli fanno onore ma costituiscono dei soprusi, degli abusi di potere, dei reati...

Circosta fa spesso coppia con lui e ormai ha imparato a conoscerlo: Liberati è un bullo, un prepotente, un essere volgare e cinico che si fa rispettare (o meglio, temere) dai colleghi perché sa essere aggressivo, minaccioso, privo di morale e di scrupoli, "un bandito debosciato che sfrutta la divisa per fare quello che dovrebbe impedire agli altri"; fare appostamenti con lui significa andare incontro ad esperienze non proprio edificanti ed una in particolare creerà un prima e un dopo nel rapporto tra  brigadiere e Circosta, il quale ha sempre avuto verso l'altro un atteggiamento remissivo, da zerbino, accettando passivamente insulti sarcastici, schiaffi, ordini discutibili, sino ad arrivare a una notte in cui entrambi rischieranno grosso...

Ma da quella notte, qualcosa comincia a cambiare ed Emanuele sarà costretto a guardarsi dentro, a individuare le proprie lacune, i propri errori, la propria ignavia e la paura verso Liberati, e domandarsi che razza di carabiniere e, prima ancora, che genere di uomo vuole essere.
Ad aiutarlo in questo momento cruciale c'è l'esempio di un uomo e di un carabiniere retto e onesto qual è Damasi e ci sono anche loro, i quattro presunti familiari - "individui masticati dal destino, più morti che vivi" -, che con i loro problemi, le baruffe, le urla e i litigi, i loro silenzi colpevoli e le loro paure, gli daranno modo di interrogarsi su sé stesso, sulla propria mediocrità e superficialità alla quale, però, non deve convincersi di essere destinato ma, al contrario, da esse può affrancarsi ed essere qualcosa di diverso e migliore.


"Quattro presunti familiari" è un romanzo che mi è piaciuto davvero molto perché si serve dell'elemento giallo (il mistero dello scheletro ritrovato e la sua identità) per esplorare con profondità complesse dinamiche umane e sociali.

Daniele Mencarelli l'avevo già conosciuto ed amato con Tutto chiede salvezza, Fame d'aria e La casa degli sguardi, e anche in quest'opera egli conferma il proprio stile diretto, realistico e introspettivo. 

La narrazione spazia tra azione e introspezione, per cui vi sono segmenti riflessivi ma anche situazioni movimentate e complicate, i dialoghi sono vividi e dinamici, il linguaggio è  diretto ed essenziale e tutto conferisce autenticità a ciò che viene narrato e in particolare ai personaggi.
Si dà molta importanza alle sfumature emotive e psicologiche e tanto il protagonista quanto gli altri uomini e donne che gli ruotano attorno sono delineati in tutta la loro complessità interiore, attraverso gesti, atteggiamenti, sguardi, parole che ce li restituiscono nella loro frangibile umanità, sospesi tra la speranza e la disperazione.

Nessuno di essi è completamente positivo o negativo, ma ciascuno ha il proprio bagaglio di colpe, rimorsi, insicurezze e desideri di riscatto; lo stesso Emanuele Circosta è un uomo pieno di paure, disagi e dubbi morali, costantemente alle prese con i propri limiti e fallimenti. 

Ritroviamo alcuni elementi tipici del noir, come l'atmosfera un po' cupa, c'è un'indagine ma, più che l'aspetto poliziesco, contano la dimensione esistenziale, le dinamiche relazionali e sociali, gli sbagli, i tormenti e i segreti.

Il risultato è una lettura intensa e coinvolgente che mi sento di consigliare assolutamente.


venerdì 4 settembre 2026

LE MIE LETTURE DI AGOSTO 2026


Il soffocante agosto è andato via facendo spazio a un settembre altrettanto afosooooo 😖🥵

Non ce la faccio più e son certa che lo pensiamo in tanti 😣

Attendendo giorni più freschi, tiro le somme delle mie letture di agosto.



  1. LA BUGIA DELL'ORCHIDEA di D. Carrisi: thriller psicologico ruotante attorno a un massacro famigliare fitto di misteri, illusioni, inganni. Scrittrice indaga. Finale a libera interpretazione del lettore (3/5). HUM... UN TANTINO CONFUSO, TROPPE DOMANDE, POCHE RISPOSTE RISOLUTIVE.
  2. ALLONTANARSI di E J. Howard: IV vol. della saga famigliare sui Cazalet. Guerra finita, i membri della famiglia cercano di dare una direzione alle proprie esistenze. C'è chi riesce e chi meno (4.5/5). ARRIVATO A QUESTO LIBRO, SEI UN CAZALET D'ADOZIONE.
  3. BRIVIDI. STORIE CHE NON VI FARANNO DORMIRE LA NOTTE di E. De Marco: crime - fatti di cronaca italiana ed estera, crudi, atroci, narrati con empatia e chiarezza da Elisa True Crime (4/5). SE TI INTERESSI ALLA CRONACA NERA.
  4. AMBIZIONI FATALI di F. Ghilardi: giallo ambientato nel milanese - bugie ed intrighi attorno a un manoscritto "rubato" e alla scomparsa di una ragazza (4/5). UNA LETTURA MOLTO PIACEVOLE, IDEALE PER CHI AMA I GIALLI MADE IN ITALY.

READING CHALLENGE

Gli obiettivi del mese di agosto sono stati:

  • LIBRO AMBIENTATO NEL MEDIOEVO ✔
  • LIBRO CONSIGLIATO DA UNA CHAT BOT IN BASE AI TUOI LIBRI/AUTORI PREFERITI. 
  • "Quando cadrà la pioggia tornerò" di Takuji Ichikawa


Io ho scelto due obiettivi ma ne ho terminato solo uno nel mese di agosto:

5. BRAVEHEART - CUORE IMPAVIDO di Randall Wallace - romanzo storico ambientato nel Medioevo con protagonista William Wallace, che ha combattuto con ardore per la libertà della Scozia (3,5/5). SE TI PIACCIONO I ROMANZI STORICI AVVENTUROSI (e se hai amato l'omonimo film con Mel Gibson e vuoi "ripercorrerlo").


L'altro romanzo scelto rientra nell'obiettivo "consigli della Chat Bot" e nel mio caso, avendo io menzionato la Gabaldon per Outlander, tra i vari titoli propostimi dall'IA c'era la saga di Poldark di Winston Graham; in passato l'avevo iniziata, leggendo il primo volume (Ross Poldark), così ho colto l'occasione per riprenderla e proseguire con il secondo libro, DEMELZA, e sono comunque quasi alla fine.

lunedì 10 agosto 2026

LETTURE DI LUGLIO 2026



Recap delle mie letture di luglio 🏖️☀️⛱️


,



  1. IL CANTO DI VEGA di S. Bardesono: narrativa contemporanea - una storia al femminile che copre più generazioni; donne messe alla prova dalla vita che hanno saputo rinascere (4,5/5). INTENSO, PROFONDO.
  2. LA FERROVIA SOTTERRANEA di C. Whitehead: romanzo ucronico storico a tema schiavitù dei neri (4/5). BELLO, ARGOMENTO "TOSTO" CHE FA SEMPRE RIFLETTERE.
  3. NELLA CASA DEI SEGRETI di F. McFadden: domestic thriller. La Millie di "Una di famiglia" è alle prese con un'altra coppia dove le bugie e i tradimenti abbondano (4/5). TRASCINANTE AL PUNTO GIUSTO.
  4. IL SEGRETO DEL FUOCO di C.J. Daugherty: quinto ed ultimo volume della saga young adult Night School, in cui la protagonista e i suoi amici lottano per salvare la loro amata scuola (3,5/5). AVVENTUROSO. ADATTO A LETTORI GIOVANISSIMI.
  5. IN CINQUE QUARTI - RACCONTO DI UN'EREDITÀ INDIVISIBILE di S.V. Antonini: breve racconto famigliare ruotante attorno a un'eredità che rischia di disintegrare i legami tra fratelli (4/5). BELLA SCRITTURA.
  6. UN GATTO A TRE TESTE di V. Zonno: narrativa sperimentale, visionaria, surreale; un viaggio turbolento nella complessa dimensione interiore dell'essere umano (4/5). PARTICOLARE, ORIGINALE.
  7. LUNGA E' LA NOTTE di A. Flacco, J. Clark: romanzo basato su fatti realmente accaduti; il punto di vista di una delle vittime del serial killer del pollaio di Wineville (5/5). ATROCE, CRUDO, DOLOROSO.



READING CHALLENGE 

Gli obiettivi di luglio sono stati:

- Libro legato al mondo della poesia; ✔
- Libro che hai avuto voglia di leggere perché legato a un luogo che hai visitato; メ
- Libro del cuore: "Il Paradiso degli orchi" di Daniel Pennac メ

Io ho scelto il primo, leggendo 

8. ARTHUR RIMBAUD. UN POETA MALEDETTO di F. Guadalupi: biografia avvincente e scorrevole del poeta maledetto Rimbaud, simbolo di genio e sregolatezza (4/5). INTERESSANTE.






venerdì 7 agosto 2026

Recensione: BRAVEHEART - CUORE IMPAVIDO di Randall Wallace




Un uomo vive e lotta per la libertà della propria gente e del proprio Paese, e lo fa con coraggio, valore, forza fisica e soprattutto un grande cuore, sfidando i dominatori senza paura.


BRAVEHEART - CUORE IMPAVIDO
di Randall Wallace


252 pp
Siamo nel Medioevo, sul finire del XIII secolo e il re d'Inghilterra Edoardo I siede anche sul trono di Scozia.

Gli scozzesi non accettano il dominio di questo sovrano, che cerca di sottometterli con la violenza bruta, attraverso campagne militari spietate che mirano a reprimere ogni germe di ribellione e a cancellare l'identità nazionale del popolo scozzese.

In un clima teso come questo si inserisce la figura di William Wallace, che da ragazzino si vede massacrata la propria famiglia dagli inglesi; tirato su da parenti sacerdoti, il ragazzo diventa un uomo colto seppure molto legato alle tradizioni rurali della terra natia, la stessa che soffre per la presenza degli usurpatori inglesi.

Quando è un giovanotto assiste a una scena che risveglia in lui una forte rabbia verso il nemico: nel suo villaggio un giorno si sta festeggiando un matrimonio ma questo dolce evento viene rovinato da un feudatario inglese che pretende di imporre alla neo sposa lo "jus primae noctis", quindi di giacere con lei prima del legittimo marito.

È qualcosa che fa ribollire il sangue di tutti i presenti e, quando il giovane si ritrova egli stesso innamorato della bella Murron, decide di sposarla in gran segreto per eludere quella disposizione oscena e ingiusta.

Ma tale lieta unione non prosegue sotto positivi auspici e William, ancora a causa degli inglesi, perde anche la sua adorata moglie...

Fuori di sé dalla rabbia e dal dolore, l'uomo si dà alla ribellione e diventa il condottiero valoroso che guidò la propria gente a mandare via gli inglesi dal territorio.

In queste pagine - che in pratica ricalcano la sceneggiatura (scritta appunto da Randall Wallace) del celebre film di Mel Gibson, dove quest'ultimo interpreta proprio Wallace - leggiamo di battaglie, sconfitte, vittorie, tradimenti, re spietati, pretendenti al trono inetti e principesse coraggiose, e su tutti spicca questa figura realmente esistita e, al contempo, così eroica da sembrare leggendaria.

William emana vigore, audacia, nobiltà d'animo, lealtà ai propri valori, è sinceramente innamorato della Scozia e dell'idea di una Scozia libera dal dominatore inglese; per questa libertà Wallace è disposto a dedicare la propria vita e a sacrificarla.


Per me è stata una lettura piacevole, sia perché mi piace il film, sia per il periodo storico di riferimento; e poi amo gli Highlander scozzesi, anzi uno in particolare: Jamie Alexander Malcolm MacKenzie Fraser 😍

mercoledì 15 luglio 2026

Recensione: ARTHUR RIMBAUD. UN POETA MALEDETTO di Francesco Guadalupi



In questa biografia, dal taglio scorrevole come un romanzo, l'autore racconta la vita turbolenta, geniale e purtroppo breve del poeta maledetto per antonomasia, Arthur Rimbaud, enfant prodige, simbolo di genio e sregolatezza. 



ARTHUR RIMBAUD. UN POETA MALEDETTO
di Francesco Guadalupi


110 pp
È la mattina del 20 ottobre 1854 quando nella città di Charleville, in Francia, nasce Arthur Rimbaud.

Secondo di cinque figli, Arthur viene cresciuto ed educato dalla madre, Madame Rimbaud, sottoposto ad "una severa educazione a base di ceffoni, digiuno e punizioni corporali, e la domenica erano costretti a leggere la Bibbia".

Sin da ragazzino la personalità sovversiva, turbolenta e ribelle, il carattere anticonformista e l’aperto disprezzo per il lavoro e la società, non tardano ad emergere, accompagnati da una "strabiliante precocità (...), fervida immaginazione".

Già tra i banchi di scuola Arthur rivela la propria anima agitata e contraria a ogni regola e convenzione sociale, scrivendo temi che lasciano sbigottiti gli insegnanti, uno dei quali dirà:

«Definitelo intelligente quanto volete, ma farà una brutta fine. C’è qualcosa che non mi piace nei suoi occhi, nel suo sorriso… vi dico che finirà male».

Scrisse poesie dai 15 ai 19 anni anni, denigrando il perbenismo del suo paese natale, sfidando le istituzioni, attaccando la religione e la morale, scappò più volte di casa e intrecciò una relazione scandalosa col poeta Verlaine; ha scardinato i canoni formali della poesia e ha viaggiato - il più delle volte vagabondato - per mezza Europa (Verlaine lo definì "l'uomo dalle suole di vento"), ha lavorato come operaio, scaricatore di porto, insegnante di francese, si è arruolato nell'esercito per poi disertare, è stato responsabile in una ditta di costruzione, commerciante, contrabbandiere, mendicante...

Insomma, un uomo che ha vissuto mille vite, fatto le più disparate esperienze, si è messo nei guai più di una volta, ha commesso azioni deplorevoli quand'era molto giovane, si è alcolizzato e drogato..., insomma non si è fatto mancare nulla, ma su tutto, ciò che lascia un po' sconcertati è la decisione piuttosto precoce di abbandonare la poesia per cambiare vita.

Eppure, nonostante abbia smesso di scrivere troppo presto a dispetto del proprio grande talento, è stato e resta una Leggenda, un emblema e un punto di riferimento per intellettuali ed artisti ribelli. 

Nei suoi scritti ci sono "l’insofferenza, la pena, l’angoscia, lo spasimo dell’impossibile", la ricerca sfrenata della libertà assoluta; egli è stato il "poeta maledetto che non ebbe paura di scendere giù per tutti i gironi dell’inferno psicologico moderno per pescarvi il segreto di una bellezza inusitata e folgorante".

Questa biografia è stata davvero molto interessante perché caratterizzata da una piacevole fluidità, una prosa rapida e incalzante, una narrazione che non perde mai slancio ma che si sviluppa come un romanzo, restando tutto il tempo avvincente e raccontandoci a tutto tondo la vita di questo "poeta veggente", esponente rivoluzionario del Simbolismo.
Io conoscevo pochissimo Rimbaud e sono contenta di aver colmato, anche solo un po', questa lacuna.


Nelle azzurre sere d'estate, andrò per i sentieri,
Pizzicato dal grano, a calpestare l'erba minuta:
Sognatore, ne sentirò la freschezza ai piedi.
Lascerò che il vento mi bagni la testa nuda.

Non parlerò, non penserò a niente:
Ma l'amore infinito mi salirà nell'anima,
E andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro,
Nella Natura, – felice come con una donna.

(Sensazione)

sabato 4 luglio 2026

Le mie letture di giugno 2026

 

Eccomi con il mio recap di giugno; è in programma anche il recap della prima metà dell'anno, spero di avere il tempo di preparare il post il prima possibile.



  1. BAMBINI NEL TEMPO di I. McEwan: narrativa straniera - come si sopravvive alla scomparsa (per rapimento) della propria bambina? Tentativi di galleggiamento in un mare di solitudine, salvagente di speranza cui aggrapparsi verso la fine (3/5). TRAMA UN PO' CONFUSA. SCAVO PSICOLOGICO PROFONDO.
  2. ATMOSFERA di T. Jenkins Reid: narrativa straniera - una donna innamorata delle stelle e dello spazio si fa strada in un ambiente professionale tutto al maschile. E trova l'amore (4/5). SCORREVOLE, INTRIGANTE.
  3. IL SEGRETO DEL SILENZIO di C.J. Daugherty: quarto vol. della serie young adult Night School,  ambientato in un istituto decisamente sui generis dove il pericolo e i tradimenti sono dietro a ogni albero; troverai avventura e pene d'amore (4/5). DINAMICO AL PUNTO GIUSTO
  4. L'URAGANO. SOLE, FULMINI E SAETTE di L. Presta: autobiografia del manager e produttore artistico tra i più influenti in Italia. Aneddoti, ricordi e frecciatine dal mondo dei Vip (3.5/5). IDEALE SULLA SPIAGGIA PER RILASSARTI CON UN PO' DI GOSSIP SUI PERSONAGGI DELLO SPETTACOLO.
  5. I TRASFIGURATI di J. Wyndham: classico della fantascienza che ci ricorda come la paura e il rifiuto del diverso, della (presunta) anomalia non possa che portare alla distruzione (4/5). INTERESSANTE, FA RIFLETTERE.



READING CHALLENGE

Gli obiettivi di giugno sono stati i seguenti ma io non ho scelto neppure uno di essi:

  • Un libro vincitore del Booker Prize;
  • Un romanzo ambientato su un mezzo di trasporto;
  • La nave di Teseo di V.M. Straka di J. J. Abrams, Doug Dorst.

Ho attinto piuttosto alle CATEGORIE FISSE, scegliendo LIBRO PRESTATO/REGALATO DA UNA PERSONA A CUI VUOI BENE

6. LA STRANIERA di K. Morgan: retelling del racconto biblico di Rut la Moabita; gli elementi fantasiosi si innestano coerentemente con quelli biblici (4,5/5). ADATTO A LETTORI GIOVANISSIMI.


lunedì 8 giugno 2026

Recensione: LA STRANIERA di Katy Morgan

 


In questo retelling della storia di Rut la Moabita,  gli elementi del racconto biblico vengono arricchiti da altri frutto dell'immaginazione dell'autrice, senza mai alterarne lo spirito e il messaggio originari.



LA STRANIERA 
di Katy Morgan


197 pp
   Rut è solo una ragazzina di dodici anni che vive nel paese di Moab quando incontra per la prima volta la donna alla quale legherà per sempre la propria esistenza.

La donna in questione è un'israelita di nome Naomi ed è appena giunta in quei luoghi in compagnia del marito Elimelec e dei figli Malon e Chilion, e hanno lasciato il loro paese d'origine, Betlemme, per fuggire a una grave carestia.

Sono affamati, stanchi, scoraggiati, lontani dal loro popolo, dalla loro casa, e cercano rifugio in una terra straniera, in cui vive un popolo con le proprie usanze e i propri dèi.

Elimelec e la sua famiglia sono ebrei e adorano l'unico vero Dio e per loro è difficile abituarsi a una nuova realtà, ma pur di sopravvivere ci provano e riescono a stanziarsi e a trovare il modo di sostentarsi.

La giovanissima Rut conosce questa famiglia per caso e ne è attratta, soprattutto da Naomi, una donna fiera, dignitosa, pronta al sacrificio, ma che purtroppo viene colpita da un lutto che le porta non poco dolore: Elimelec, suo marito, muore.

Le restano i due figli, che sono dei bravi e volenterosi ragazzi e che sposano Rut e la sua migliore amica Orpa.
Entrando nella famiglia di questi giudei, Rut - che è sempre stata una ragazza sveglia, curiosa, sensibile - si interessa molto alle storie che Naomi racconta circa il Dio d'Abramo, di Isacco e di Giacobbe, imparando a conoscere il Signore sempre di più.

Naomi non fa che ripeterle che Dio è buono, pronto ad accogliere tutti.
Anche una straniera come me?, si chiede Rut, sperando nel proprio cuore che sia proprio così!

Purtroppo, dopo pochi anni di matrimonio, Malon e Chilion muoiono e la povera Naomi decide che lì nelle terre straniere di Moab - che non ha mai sentito come casa propria - il suo tempo è finito; forse è il caso di ritornare nella terra natìa, in Betlemme di Efrata, anche perché ormai la carestia è un lontano ricordo.

Le due nuore - che si sono affezionate alla suocera - vogliono accompagnarla, ma l'anziana cerca di convincerle a restare tra la loro gente, con l'augurio di incontrare due bravi uomini con cui rifarsi una famiglia e magari avere la gioia di diventare madri.

Orpa si persuade in fretta a dire addio alla suocera, mentre Rut è decisa e determinata: 

«Non pregarmi di lasciarti, per andarmene via da te; perché dove andrai tu, andrò anch'io; e dove starai tu, io pure starò; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio; dove morirai tu, morirò anch'io e là sarò sepolta. Il SIGNORE mi tratti con il massimo rigore, se altra cosa che la morte mi separerà da te!» 

Le due si recano a Betlemme, con il cuore pieno di sentimenti differenti e contrastanti: Naomi è profondamente addolorata e amareggiata perché l'Eterno l'ha riempita d'amarezza e resa infelice (Rut 1:20-21), è scoraggiata circa la possibilità di poter vivere decorosamente perché sono due vedove in cerca di un lavoro umile per potersi sfamare, di un tetto sotto cui ripararsi, ma al contempo continua ad avere fede nel suo Dio, la cui bontà non cessa e sicuramente si prenderà cura di loro.

Dal canto suo, Rut è più positiva, sebbene realista: è evidente che gli israeliti le guardino con un po' di disapprovazione e compassione, e per di più lei è pur sempre una straniera, una ex-adoratrice di divinità pagane, ma è altresì consapevole che ormai ha abbandonato la sua vecchia vita.
Lei ha sposato un ebreo e ha scelto di dimorare tra questa gente e di trovare rifugio presso il Dio d'Israele.

È fiduciosa che Egli qualcosa farà per prendersi cura di loro e infatti è ciò che accadrà attraverso un uomo dal cuore buono e timorato di Dio: Boaz, che diventerà per le due donne colui che le riscatterà, garantendo loro protezione e sostegno.

Questo romanzo è una riscrittura della storia di Rut narrata nelle Sacre Scritture, nell'omonimo libro; è fedele agli eventi raccontati nel testo biblico ma ovviamente contiene elementi fittizi, che vanno a riempire quelle parti della storia di cui non ci è giunta alcuna informazione, come ad es. l'infanzia di Rut, il contesto in cui viveva prima di entrare nella famiglia di Naomi.

La prosa è molto scorrevole, adatta a lettori anche molto giovani; mi piace che i fatti vengano visti dalla prospettiva di Rut, così da permettere di vedere le cose con i suoi occhi di ragazza e poi di giovane donna che è divenuta un esempio di umiltà, sacrificio, di coraggio, amore e di fede sincera nei confronti di un Dio che in fondo non conosceva ma del Quale si è fidata e sotto le cui ali ha scelto di rifugiarsi.

Il romanzo è composto da 24 brevi capitoli; sono presenti una mappa dei luoghi e delle note con i brani biblici citati capitolo per capitolo e approfondimenti sui dettagli storici.

Un emozionante racconto di paura e forza, di povertà ma anche cura reciproca, di giustizia e misericordia; ideale in particolare per i lettori più giovani (come lettura personale ma anche di gruppo) cui si vuol far conoscere e/o approfondire questo personaggio biblico e gli insegnamenti ad esso relativi.

sabato 6 giugno 2026

Recensione: LAMPI di Dean R. Koontz

 

Dal giorno della sua nascita, nella vita di Laura Shane c'è un misterioso uomo - da lei chiamato il Custode - che appare (e scompare) nei momenti più critici, in cui la sua incolumità è in pericolo.
Chi è quest'uomo e come fa a sapere quando Laura ha bisogno di lui?
Un thriller paranormal, ricco di avventura, tensione... e viaggi nel tempo!



LAMPI
di Dean R. Koontz

Sperling&Kupfer
trad. R.Terrone
405 pp
1991
"Si scatenò una tormenta, la notte in Laura Shane venne alla luce, 
ma con qualcosa si insolito nell'atmosfera 
che la gente avrebbe ricordato per molti anni. 
Era il 12 gennaio 1955...".


Era una notte buia e tempestosa... la notte in cui Janet Shane ebbe le doglie del parto: la primogenita sua e del marito Bob, Laura, era pronta a venire al mondo ma purtroppo il dottore che aveva seguito la gravidanza di Janet non lo era, occupato  a smaltire la sbornia in casa propria.
Cosa potrebbe succedere se ad occuparsi di un evento tanto naturale quanto straordinario come il parto fosse un medico ubriaco?
Per evitare di saperlo e che sopraggiungano guai, un uomo dai capelli biondi e dagli occhi azzurri (Stefan Krieger) fa la sua apparizione, preceduto da una notevole e luminosa scarica di lampi, in casa del suddetto dottore sbronzo, impedendogli materialmente di recarsi in ospedale a combinare macelli.
Sarà un altro dottore - decisamente più serio e professionale - a seguire il parto di Janet e, anche se la donna sfortunatamente morirà, la piccola riuscirà a sopravvivere, diventando il centro della vita di suo padre Bob.

Quando Laura - che cresce serena e allegra, bellissima, intelligente e sveglia - ha otto anni, i lampi forti ed improvvisi si verificano nuovamente, questa volta per impedire che la bambina e suo padre vivano un'esperienza drammatica dalle conseguenze imprevedibili.

Quando Bob muore, Laura è ancora una bambina ma riconosce l'uomo dai capelli biondi, al funerale, intuendo che la sua presenza non sia un caso ma che egli sia, per lei, una sorta di angelo custode, sempre pronto ad apparire per salvarla da qualcosa o qualcuno pronto a farle del male.

Laura si chiede chi sia e come faccia a sapere quando lei è in pericolo, ma non sa darsi alcuna risposta.

Rimasta orfana, dopo un breve periodo in affido da una famiglia di amici, Laura è costretta ad entrare nell'orfanotrofio Mcllroy, dove conosce le sorelle Thelma e Ruthie Ackerson, con cui instaura un bellissimo rapporto di complicità e lealtà, di quelli che nascono in condizioni di difficoltà, solitudine, sopravvivenza, e che hanno le caratteristiche per diventare legami inossidabili.
All'interno di questo istituto, la quotidianità non è facile, soprattutto a causa della presenza di una persona viscida e perversa: Willy Sheener.
Sheener è un depravato, un pedofilo e Thelma non fa che mettere in guardia Laura affinché lo eviti come la peste e cerchi di non stare mai sola con lui; l'individuo, manco a dirlo, punta da subito la nuova e bella ospite ma il Custode non ha dimenticato la propria protetta ed è ancora pronto ad intervenire...

Ma col passare del tempo, qualcosa cambia e Laura si ritrova ad attraversare esperienze e vicissitudini complicate senza ricevere aiuto "dall'alto", ma dovendo contare solo su sé stessa.
Come mai? Dov'è finito il suo Custode?

La vita va avanti, Laura cresce e diventa una ragazza affascinante e creativa, con il sogno di diventare una scrittrice.
Ad incoraggiarla a credere in questo sogno è un ragazzone tanto carino quanto impacciato di nome Danny, che si innamora perdutamente di lei.
Danny è un bravissimo e affettuoso ragazzo, che comincia a corteggiare Laura con delicata passione, conquistandola.
I due vivono una dolce storia d'amore, resa ancor più luminosa dalla nascita del loro unico figlio - Chris - e dal successo di Laura come scrittrice.

Ma la felicità è un attimo e, com'è arrivata, così se ne va: in un freddo e nevoso giorno di gennaio del 1988 accade un tragedia che sconvolge l'esistenza di Laura, ponendo lei e suo figlio in una costante situazione di estremo pericolo.

Ed è in questo frangente che ritorna il suo Custode che, attraverso la misteriosa Via dei Lampi, si rifà vivo per salvare Laura da eventi fatali.
E così, la donna capisce che Stefan non è un uomo comune, bensì è... un Viaggiatore del tempo!

Da quel fatidico giorno di gennaio '88, accade di tutto e Laura e il suo bambino saranno costretti a tenere gli occhi sempre aperti, a guardarsi le spalle, ad osservare il cielo per scorgere lampi improvvisi e sospetti, e la concreta sensazione di essere sempre minacciati porterà la donna ad attrezzarsi per difendersi ed eventualmente attaccare, lottando con le unghie e con i denti per preservare la vita di entrambi.

Per fortuna c'è anche Stefan, che va e viene dal passato al presente e al futuro con la stessa facilità con cui io vado dal minimarket alla pescheria (e senza lampi e tuoni a precedermi!), e il lettore scorre le pagine di questo thriller fantascientifico vivendo un'altalena di avventure, in cui l'elemento time travel è assolutamente fondamentale.

Stefan non appartiene agli anni Ottanta ma a un periodo precedente, in cui un gruppo di scienziati sta conducendo studi proprio sulla possibilità di viaggiare nel tempo e di influenzare il futuro, intervenendo e agendo su determinati eventi così da cambiare il corso di certi fatti storici.

Laura si ritrova suo malgrado coinvolta in questa cosa più grande di lei, che non può controllare se non affidandosi al suo Custode, che a un certo punto smette di fare l'enigmatico e decide di palesarsi senza ambiguità alcuna.
Entrambi lotteranno con tutte le loro forze per ritoccare il destino lì dove qualche "meccanismo" rischia di incepparsi.

"Il destino lotta per riaffermare il modello predestinato".
A volte è un bene che sia così, altre no.


La lettura è stata coinvolgente, divertente perché accade davvero di tutto, la narrazione è così vivida e serrata da sembrare un film e ci si immagina ogni scena, godendo ogni attimo di suspense e di azione.
Certo, l'elemento dei viaggi nel tempo (che a me piace moltissimo, e non per nulla sono fan di Ritorno al futuro, di Dark e di Outlander) qui viene arricchito con personaggi e situazioni un bel po' surreali, forse un tantino esagerati e fantasiosi pure per il genere, ma non l'ho trovato fastidioso, anzi mi ha fatto sorridere e mi ha incuriosita.

Un romanzo, quindi, in grado di appassionare il lettore e di sfidare il tempo - visto che è stato pubblicato per la prima volta alla fine degli anni Ottanta - confermandosi un testo brillante e intrigante anche ai giorni nostri.

Se vi piace il genere, lo consiglio benché non sia recente. Io questa copia l'ho scovata per caso ad una bancarella di libri usati.


Citazioni

"La invidiano perché è un uomo felice, perché non prova invidia nei loro confronti. Una delle più grandi miserie dell'umanità è che tanti non sanno gioire del semplice fatto di esistere, di essere vivi, ma trovano la felicità solo nella miseria degli altri".

"Comprendere non sempre è necessario, l'importante è credere".

giovedì 4 giugno 2026

Recensione: IO CHE TI HO VOLUTO COSÌ BENE di Roberta Recchia



Luca è solo un ragazzino quando la sua vita viene stravolta per sempre a causa di un'azione atroce commessa da una persona che ama e che non avrebbe mai creduto capace di far del male a qualcuno.
Reagire con coraggio per non lasciarsi annichilire dalla tragedia, e ricostruire sulle macerie da essa create, è una sfida che Luca dovrà raccogliere per andare avanti nel suo percorso, imparando cosa voglia dire rinascere e saper perdonare.
                                               


IO CHE TI HO VOLUTO COSÌ BENE 
di Roberta Recchia



Rizzoli
352 pp
Luca Nardulli vive nella bella località di Torre Domizia, che d'estate si riempie di gente che viene in vacanza, assieme al padre Tommaso (maresciallo dei carabinieri), la madre Lilia e il fratello maggiore Maurizio detto Mizio, con cui ha un ottimo rapporto, fatto di scherzi affettuosi e complicità.

Luca è un bambino quando si invaghisce di Betta, una ragazzina un po' più grande di lui, bella, solare, espansiva e inarrivabile per un bimbetto qual è Luca, che si sente agitare dentro un miscuglio di sensazioni ogni volta che la vede.
Quando ha dodici anni, trova il coraggio di farsi avanti regalandole un braccialetto della fortuna e quello sarà l'unico regalo che potrà mai farle perché l'anno successivo Luca non rivedrà più  "la sua Betta".

La ragazza, infatti, viene ritrovata cadavere e questo tragico ritrovamento turba enormemente gli abitanti di Torre Domizia: sapere che tra loro ci sono degli esseri capaci di fare ciò che è stato fatto alla povera Betta... è dura da accettare.
Ma purtroppo è così: Elisabetta Ansaldo è stata vittima di una brutale aggressione fisica e sessuale ed è stata lasciata morire su una spiaggia.

Chi ha commesso questo crimine infame?

Per diverso tempo la domanda resta senza risposta e col passare dei mesi lo stesso Luca si abitua a pensare alla sua Betta con malinconia e amara tenerezza per quella giovanissima vita terribilmente stroncata da dei mostri.

"Luca, che l’aveva amata con tutto l’ardore della sua pubertà, ora, quando la pensava, immaginava solo di farle una carezza per consolarla della paura che doveva aver provato a morire al buio, mentre i mostri le ferivano il corpo, davanti al mare che ululava insieme al vento."

Il mondo dei Nardulli inizia a franare quando Luca ha quindici anni: tre carabinieri bussano alla loro porta e l'esistenza di tutti e quattro non sarà più la stessa. 

Qualcosa di drammatico e funesto si abbatte su di loro e ha a che fare con la cara, dolce Betta.

Per sottrarre il figlio minore a un uragano che sta per schiantarsi impietoso su ciascuno di essi, mamma Lilia prende una decisione: riempie in fretta una valigia e lo mette su un treno con un biglietto di sola andata per Milano, dove lo aspettano lo zio Umberto Nardulli, professore al liceo, la zia Mara e le cugine Carò, Caterina e la piccola Emilia. 

Lontano da casa, dai luoghi in cui è cresciuto e dai propri cari, lontano anche dalla fidanzatina (Flavia), Luca si ritrova a dover abituarsi a una nuova vita, a una nuova città, a una nuova famiglia, a una nuova scuola.

Zio Umberto è il fratello di suo padre ed è in stazione ad attenderlo, ad abbracciarlo con la disperata tenerezza dello zio consapevole di come quel nipote adolescente avrà bisogno di affetto, incoraggiamento, protezione, amore.

Tutto mentre giù, a Torre Domizia, i suoi genitori passano l'inferno; il dolore, la vergogna, il marchio dell'infamia, i sospetti, i giudizi spietati... creano un fardello davvero difficile da sopportare per Tommaso e Lilia, che porteranno a vita le conseguenze dolorosissime di un peccato di cui non sono loro ad essersi macchiati.

Roberta Recchia ci lascia entrare proprio in questa famiglia straziata e ci fa vedere in che modo genitori, fratello, zii, cugini... "sopravvivono" a un evento sconvolgente, feroce, inaspettato che ha portato (e porterà ancora) tanta sofferenza, separazioni, tormenti interiori, paure, dubbi di ogni tipo e, nel caso della famiglia di Luca, anche distruzione di legami e di ogni felicità e riunione futura.

Luca capisce da subito che né Tommaso né Lilia lo vogliono a casa, né nell'immediato futuro né in quello più lontano: il ragazzo deve star lontano da quel posto in cui egli verrebbe malvisto per colpe non sue, deve studiare e farsi una vita a Milano, sotto lo sguardo vigile e amorevole di Umberto, professore colto, intelligente, uomo empatico e comprensivo.

Che lo voglia o meno, Luca deve costruirsi un presente fatto di esperienze, amicizie, progetti nuovi; ed è ciò che fa, provando a impegnarsi nello studio, mettendo nuove radici, cercando di restituire un senso a parole come fiducia e appartenenza. 

Certo, gli mancano mamma e papà, vorrebbe ricevere da loro più di qualche telefonata triste e stanca, e poi gli manca Flavia, anche se la ragazza è determinata a non lasciare andare il suo Luca e con pervicacia, attraverso il suo amore innocente e sincero, cercherà di fargli ritrovare la speranza nel futuro. 

Fuggire da Torre Domizia non vuol dire ovviamente zero problemi a Milano, né per Luca né per lo stesso zio Umberto e la sua famiglia; il soggiorno di Luca in casa dello zio creerà comprensibilmente dei contrasti, piccole incomprensioni tra il professore e sua moglie (che vivranno più di una preoccupazione per ragioni di coppia e come genitori), ma nonostante le difficoltà, la lontananza dai suoi, il peso della colpa, la paura di perdere Flavia, il giovane Luca va avanti per la propria strada, maturando una personalità equilibrata, sobria, investendo nelle proprie capacità, seguendo le proprie aspirazioni e piano piano il pensiero di Betta e di chi le fece del male va ad alleggerirsi, benché resti il momento spartiacque tra la vita di prima e tutto ciò che ne è tristemente seguito.

Ho seguito con moltissimo pathos le vicende di Luca perché attorno ad esse c'è tanto "materiale umano": dolore, delusione, desiderio di cancellare dal cuore chi amavi e ti ha fatto soffrire, solitudine, voglia e paura di ricominciare, malinconia, risentimento, lo sforzo di odiare l'origine della sofferenza senza però riuscirci davvero.

C'è quindi molto dolore in questo romanzo, che offre al lettore un'altra faccia di un'unica triste medaglia e mostra quante lacrime, quanta angoscia e quali infelici conseguenze nascano attorno a un evento feroce e disumano; ma c'è anche amore, dolcezza, la forza dei legami famigliari, desiderio di protezione.


Osserviamo Luca negli anni, lo vediamo diventare uomo e non perdiamo mai di vista neppure le persone importanti per la sua vita, le cui vicissitudini tengono stretto il lettore lungo tutta la lettura di questo romanzo profondo e intimo, delicato senza mai essere melenso, capace di trasmettere una forte componente drammatica con molta sensibilità; è un libro ricco di relazioni intense, dialoghi realistico e intensi, con al centro una storia che commuove e conquista dalla prima all'ultima pagina e che, attraverso il protagonista, ci ricorda che è possibile rinascere e ricostruire dalle ceneri di famiglie disgregate dalla vergogna e dalle pene, e che si può trovare in sé stessi la forza anche di perdonare.

Ho amato moltissimo questo romanzo per tutto: scrittura, personaggi, storia, epilogo..., per me è uno dei più belli letti negli ultimi tempi e lo consiglio vivamente.
Purtroppo ho "scoperto" solo dopo averlo terminato che è collegato a "Tutta la vita che resta", che probabilmente sarebbe meglio leggere prima.
Quindi non mi resta che recuperare l'altro. 


lunedì 1 giugno 2026

LE MIE LETTURE DI MAGGIO 2026

 

Ecco le letture che mi hanno accompagnata nel mese di maggio.



1. L'UOMO SENZA PRESENTE di V. Formica: noir psicologico che ruota attorno a temi profondi come la perdita dell'identità, la memoria, la salute mentale (4.5/5). SCRITTURA ACCURATA, ELEGANTE, PROTAGONISTA PSICOLOGICAMENTE COMPLESSO.
2. SPARE. IL MINORE di Prince Harry: memoir del secondogenito di Carlo e Diana d'Inghilterra. Il trauma della morte della madre, gli anni difficili della giovinezza, la carriera militare, i conflitti famigliari e con la stampa. Meghan (4/5). AUTENTICO. COINVOLGENTE.
3. UNA QUESTIONE DI FAMIGLIA di C. Lynch: family drama - una madre viene privata del diritto di crescere la propria figlia a motivo del proprio orientamento sessuale; anni dopo, questa figlia va in cerca della verità (4/5). DISCRETO E DELICATO
4. LA GRANDE MIGRAZIONE. I RACCONTI DI ENTHALASSIA di A. Villa: fantasy classico. Un orco vuol dare alla vita propria e del suo popolo una nuova direzione, lontana da etichette e pregiudizi (4/5). PER CHI AMA LA NARRATIVA FANTASTICA NARRATA CON UN PIZZICO DI IRONIA.
5. PIOGGIA di M. McDowell: saga famigliare gothic/paranormal - sesto ed ultimo libro della saga Blackwater. La resa dei conti è alle porte e la catastrofe sarà inevitabile (4/5). BELL'ATMOSFERA, CI SI AFFEZIONA ALLE VICENDE DEL CLAN CASKEY.



READING CHALLENGE


Gli obiettivi del mese di maggio erano:

- LIBRO CON ELEMENTI PARANORMALI/FENOMENI INSPIEGABILI.

Io ho scelto il romanzo ⏬

6. LAMPI di Dean Koontz: thriller paranormal ricco di avventura e con viaggi nel tempo (4/5). LETTURA GODIBILE.

- LIBRO CON UN AMORE CLANDESTINO.

- LIBRO DEL CUORE  

7. IO CHE TI HO VOLUTO COSI' BENE di R. Recchia: narrativa italiana - durante l'estate dei suoi 13 anni, la vita del protagonista viene sconvolta da un terribile fatto di cronaca di cui è responsabile suo fratello (5/5). EMOZIONANTE, BELLISSIMO.


🔖🕮🔖🕮🔖🕮🔖🕮


Comincio giugno avendo in lettura:

  • I TRASFIGURATI di John Wyndham;
  • NIGHT SCHOOL. IL SEGRETO DEL SILENZIO di J.C. Daugherty.

Ho ricevuto in prestito (da due persone diverse) due libri che ho intenzione di iniziare subito:

- L'URAGANO di Lucio Presta;
- LA STRANIERA di Katy Morgan.

martedì 5 maggio 2026

LIBRI LETTI AD APRILE 2026




Le mie letture di aprile:



  1. L'ANNIVERSARIO di A. Feeney: thriller psicologico - una coppia in crisi prova a
    ricucire i rapporti trascorrendo un weekend in un posto isolato. Ne vedranno delle belle (4.5/5). SE CERCHI UN THRILLER COINVOLGENTE CON COLPI DI SCENA.
  2. LE MEDUSE NON HANNO ORECCHIE di A. Rosenfeld: narrativa francese - i limiti e le difficoltà vissute quotidianamente da una donna sorda in attesa di trapianto cocleare (3/5). ORIGINALE MA CONFUSIONARIO.
  3. IL CUSTODE di R. Rash: narrativa americana - un giovane custode di cimitero diventa anche custode dell'amore del suo migliore amico con una ragazza mal vista dalla famiglia di lui (4/5). LETTURA PIACEVOLE E SCORREVOLE.


READING CHALLENGE

Gli obiettivi di aprile erano:

- LIBRO CHE TRATTI L'ADOLESCENZA E/O I RAPPORTI CON I GENITORI

4. TUTTE LE RAGAZZE MENTONO di P. Pulixi: young adult/thriller - un'adolescente cerca di scoprire cosa ci sia davvero dietro il suicidio della sorella maggiore. La verità risiede nelle bugie delle amiche del cuore della defunta (3.5/5). ADATTO A LETTORI GIOVANI.

- LIBRO CON PROTAGONISTA UN GRUPPO DI DONNE: 

5. LE LIBERE DONNE DI MAGLIANO di M. Tobino: a metà tra finzione e memoir, in questa celebre e apprezzata opera lo psichiatra Tobino ci racconta la vita delle "matte" del manicomio di Maggiano (4.5/5). ILLUMINANTE.

- LIBRO DEL CUORE: L'ammusuranza di Tea Ranno.


Attualmente ho in lettura:

  • un'autobiografia: SPARE. IL MINORE del principe Harry;
  • un fantasy: I RACCONTI DI ENTHALASSIA – La grande migrazione di Andrea Villa.
  • Ho terminato oggi PIOGGIA di Michael McDowell, sesto ed ultimo volume della serie Blackwater.

lunedì 27 aprile 2026

Recensione: TUTTE LE RAGAZZE MENTONO di Piergiorgio Pulixi

 

Melissa è un'adolescente che ha perso, da pochi mesi, la sorella maggiore, morta suicida.
Ma la ragazza non crede alla versione ufficiale ed è convinta che ci sia un'altra spiegazione dietro alla improvvisa e tragica morte di Denise, così piena di vita, ed è pronta a scavare nel suo gruppo di amiche del cuore per scoprire la verità.
Non ha la minima idea del complicato ginepraio di bugie e tradimenti in cui si ritroverà coinvolta.


TUTTE LE RAGAZZE MENTONO
di Piergiorgio Pulixi



Rizzoli
192 pp
Melissa (che tutti chiamano Sissy) è tormentata ormai da mesi dal pensiero di sua sorella Denise, la ragazza perfetta e ammirata da tutti che è stata trovata morta sui binari del treno. 
La polizia non ha avuto dubbi sin dal primo momento: è un tristissimo caso di suicidio, per cui l'indagine è stata archiviata subito.

"...si sono arresti alla tesi più banale: suicidio. Da queste parti, del resto, è un fenomeno fin troppo comune tra i giovani, pare che sia l'unico modo che i ragazzi conoscono per fuggire da Saruxi".

Ma Sissy non si rassegna: è convinta che ci sia molto di più dietro quella fine inspiegabile. 

Sua sorella era ed aveva tutto ciò che la rendeva felice: bella, spigliata, era amata dai genitori (più di quanto Sissy ritiene di essere mai stata amata da loro), adorata dal fidanzato Thomas, ricercata e circondata dalle amiche Emma, Sofia, Vera ed Aurora, e in generale era popolare e oggetto della sincera ammirazione da parte di chiunque la conoscesse.
La stessa Sissy un po' la "venerava" e un po' la detestava in quanto al suo confronto lei è sempre stata un brutto anatroccolo privo di bellezza estetica e di particolari talenti e virtù.

In poche parole, Denise non aveva nessuna ragione per togliersi la vita. 

A nutrire i suoi dubbi non c'è soltanto la personale conoscenza della sorella maggiore, ma anche i comportamenti enigmatici delle sue quattro inseparabili amiche, oltre che del fidanzatino di Denise, Thomas.
Tutti loro sembrano troppo sfuggenti, tanto da destar sospetti e mille domande in Melissa.

E se il suo intuito avesse ragione e Denise non si fosse suicidata?

Intenzionata a scoprire la verità, con il sostegno della propria best friend - Dafne, sorella minore di Vera, anch'ella snobbata dalle ragazze più grandi e trattata come una sfigata - Melissa inizia a indagare sul gruppo di amiche più popolari del paese, tutte ragazze bellissime, chic, dagli atteggiamenti platealmente snob, ma soprattutto tutte incredibilmente perfide e - Sissy ne è certa - sicuramente bugiarde.

È possibile che le quattro ragazze - che attualmente vivono le proprie vite con una spensieratezza disturbante, come se in pochi mesi avessero dimenticato la morte di Denise - sappiano molto più di quanto ammettano?

Tra ossessione e desiderio di vederci meglio - per dare, eventualmente, giustizia alla sorella -, Melissa comincia a mettere il naso lì dove pensa possano esserci possibili indizi, quindi fruga tra foto, messaggi e ricordi proibiti,..., scoprendo un microcosmo adolescenziale fatto di ombre inimmaginabili: segreti che s’intrecciano a bugie e a un amore disperato di cui non si doveva sapere. 

Nel corso della sua personalissima e segreta indagine, viene messa davanti a quella che è una dolorosa realtà interna a Saruxi, che da qualche tempo sembra essersi trasformato in un incubo per i suoi giovani, che troppo facilmente 

"si stufano, si arrendono e si tolgono la vita. C'è qualcosa di malato, qui".

Sì perché Denise non sarebbe mica un caso isolato di suicidio giovanile: poco prima di lei c'è stato Loris, che era fidanzato con Vera.

Sembra, quindi, che questo paese porti su di sé un'angosciante croce, un dolore che però tutti cercano di nascondere sotto "un ipocrita tappeto di perbenismo".

Accettare che Loris e Denise (cui seguirà un'altra misteriosa ed improvvisa morte, sempre di un'adolescente, e non una a caso...) abbiano volontariamente deciso di porre fine alla propria esistenza è certamente doloroso, ma al contempo diviene una scappatoia per evitare di farsi ben altre domande, di puntare i riflettori sui comportamenti devianti di giovani che la gelosia e l'invidia stanno mutando in mostri, inducendoli a sporcare ogni sentimento di amicizia montando su un teatro di bugie e inganni.

Più si addentra in una rete di menzogne e tradimenti di cui era all'oscuro, più Melissa si convince che dietro l'ondata di presunti suicidi che sta sconvolgendo la comunità, si celi probabilmente un assassino (o forse più di uno?).

 Ma allora di chi può fidarsi?
L'unica alla quale confida pensieri, paure, dubbi è Dafne, e può solo sperare che ella sia davvero sincera, che non sia come le altre ragazze coinvolte in questa brutta storia puntellata da innumerevoli menzogne, odio, cattiverie, vendette, rancori e, più di tutto, da una spaventosa assenza di scrupoli e di pietà.

Melissa è cresciuta in una realtà di provincia, all'interno di una buona famiglia in cui però si sente da sempre invisibile, messa in secondo piano rispetto alla compianta sorella, verso la quale i cari genitori nutrivano aspirazioni e speranze, tant'è che anche ora che è rimasta solo lei, comunque Melissa sente di essere ancora la "figlia di serie B": per carità, mamma e papà l'amano ma lei lo vede che hanno smesso di vivere, di sorridere, di trovare un senso alle proprie giornate, e la presenza della loro unica figlia sembra non dare loro alcuna motivazione per andare avanti.

Non supportata emotivamente dalla famiglia, Sissy si ritrova praticamente sola davanti a un branco di lupi che paiono aver quasi stretto un patto diabolico per coprirsi le spalle a vicenda e fare muro contro ogni ricerca della verità.

Perché la verità su ciò che davvero è accaduto a Denise e Loris è da qualche parte, oltre quella barriera di omertà e minacce, e Melissa capisce che l'unico modo per sfondarla è trovare una crepa prodotta dall'interno, da qualcuno del gruppo di amiche che ancora riesce a provare senso di colpa e rimorso.


Quest'ultima pubblicazione di Piergiorgio Pulixi accoglie in sé più generi letterari: romanzo di formazione, young adult, thriller e mantiene quelle caratteristiche nello stile che personalmente amo in questo autore, come la fluidità narrativa, la brevità dei capitoli, l'equilibrio tra parti dialogiche, descrittive, narrative ed altre dedicate all'interiorità della giovane protagonista.

Se mi "limito" a valutare il romanzo dal punto di vista del pubblico di lettori cui è principalmente rivolto (14-18 anni), credo sia assolutamente un buon romanzo, con una trama che si fa via via più coinvolgente, un punto di vista e un linguaggio adeguati all'età dei personaggi coinvolti, la presenza di tematiche legate al mondo giovanile, la linearità nello sviluppo delle vicende.

Detto questo, da fan di Pulixi ho avvertito una eccessiva semplicità nello sviluppo e nell'epilogo della storia, ma mi dico che probabilmente quella che - leggendo - mi sembrava una debolezza nella struttura narrativa, probabilmente è appunto una scelta precisa dell'autore, che ha voluto evitare una costruzione articolata, un ritmo serrato da thriller psicologico, proprio in virtù del fatto che il romanzo è destinato in special modo a lettori più giovani.

Non dico che la lettura mi abbia delusa, perché Pulixi sa sempre catturare la mia attenzione e mantenere accesa la voglia di proseguire di capitolo in capitolo, però ho sentito la differenza con altri suoi romanzi che ho amato, come quelli della serie con Strega-Rais-Croce.

Conclusione: è un romanzo senza dubbio scorrevole, credo possa piacere sia ai teenager che agli adulti perché si sofferma sul complesso mondo adolescenziale/giovanile e sulle dinamiche emozionali e le relazioni che si instaurano tra ragazzi e ragazze. 



Libri di Pulixi recensiti sul blog

  1. L'ISOLA DELLE ANIME
  2. UN COLPO AL CUORE
  3. LA SETTIMA LUNA
  4. STELLA DI MARE
  5. PER UN'ORA D'AMORE
  6. L'uomo dagli occhi tristi
IL CANTO DEGLI INNOCENTI

LO STUPORE DELLA NOTTE
L'APPUNTAMENTO
L'IRA DI VENERE
SE I GATTI POTESSERO PARLARE
LA LIBRERIA DEI GATTI NERI
IL MISTERO DEI BAMBINI D'OMBRA
LA DONNA NEL POZZO

sabato 25 aprile 2026

Recensione: LE LIBERE DONNE DI MAGLIANO di Mario Tobino

 

Pubblicato per la prima volta nel 1953, quest'opera dello psichiatra Mario Tobino non soltanto ci avvicina alla vita dei ricoverati psichiatrici nei manicomi, ma ancor prima, lungi dall'essere un racconto asettico, noioso e meramente documentaristico, ci permette di guardare fatti, ambienti e persone attraverso gli occhi di un medico che amava la propria professione e la svolgeva ogni giorno con passione, convinzione e tanta umanità. 


LE LIBERE DONNE DI MAGLIANO
di Mario Tobino


Mondadori
168 pp
"Scrissi questo libro per dimostrare che anche i matti sono creature degne d’amore, il mio scopo fu ottenere che i malati fossero trattati meglio, meglio nutriti, 
meglio vestiti, si avesse maggiore sollecitudine per la loro vita spirituale, per la loro libertà. 
Non sottilizzai sulle parole, se era meglio chiamare l’istituto manicomio oppure ospedale psichiatrico,
 usai le parole più rapide, scrissi matti, come il popolo li chiama, invece di malati di mente. 
Correvo al mio scopo, tentai di richiamar
e l’attenzione dei sani su coloro 
che erano stati colpiti dalla follia.”

Mario Tobino è stato psichiatra e direttore del manicomio di Maggiano (nel libro Magliano), vicino Lucca, e questo libro - una sorta di diario, di memoriale in forma romanzata - è frutto della sua esperienza diretta.

In esso, il dottore si sofferma in particolare sulle ospiti del reparto psichiatrico femminile: sono gli anni in cui non si somministravano ancora i "miracolosi psicofarmaci" né c'era stata la riforma Basaglia; qui le donne vengono curate con elettroshock, camicie di forza, isolamento.

Le «libere donne di Magliano» sono figlie, mogli, sorelle, donne sole che, in questa comunità protetta e isolata dalla società civile, sono "libere" di essere loro stesse, o meglio di essere ciò che sono diventate a causa delle loro diverse (e più o meno gravi) patologie psichiatriche: aggressive, tristi, disperate, sciatte, miti, malate, alcune vedove senza tutela o altre "semplicemente" fuggite dal mondo, scomode perché ribelli, sessualmente libere, depresse. 

Tobino ci lascia entrare nella loro quotidianità, trascorsa tra visite, colloqui, momenti di crisi anche  violente; ci racconta brevemente del background di alcune matte (le famiglie da cui provengono, gli episodi traumatici che hanno segnato un punto di rottura nelle loro esistenze, i comportamenti assunti in ospedale, i legami con le altre ospiti...), di alcuni significativi episodi che le vedono coinvolte, delle ragioni che le hanno portate lì, in quel piccolo e disperato universo immerso nella campagna lucchese.

Tobino - che ha lavorato a Maggiano dal 1942 al 1980 - non dimentica di parlarci anche delle suore e degli infermieri impegnati a prendersi cura delle ricoverate, definite come  “libere” ovviamente con un'accezione amara: sono libere solo dentro i confini del manicomio.


È un racconto interessantissimo per contenuto, contesto e, più di tutto, a colpirmi positivamente è stato proprio il narratore: la sua voce è lucida, consapevole, analitica ma anche tanto tanto empatica, partecipe umanamente delle disgrazie delle sue assistite, e non nasconde spesso sentimenti di rabbia, impotenza verso il "mondo esterno" che si limita a rinchiudere "i pazzi" e a dimenticarli tra quelle mura.

La narrazione procede con uno stile volutamente frammentario (come se ci trovassimo davanti tanti scatti fotografici, che di volta in volta mettono a fuoco una storia, un personaggio, un aneddoto ben preciso) tra descrizioni cliniche e professionali rese con una penna asciutta, e osservazioni intrise di emozioni, pensieri personali, che denotano come chi scrive non sia neutrale, distante dalla complessa realtà raccontata, ma anzi la conosca in prima persona e la "senta" a 360 gradi.

Leggetelo se vi interessa e volete avvicinarvi all'argomento delle condizioni dei "pazzi" nei manicomi del dopoguerra, in special modo delle donne sole, rese più fragili da condizioni famigliari intrise di povertà, ignoranza, bigottismo, mentalità patriarcale, del manicomio come luogo di reclusione che finiva per isolare ed annullare l’individuo.

Confesso di aver avuto il desiderio di leggerlo dopo la visione della fiction Rai "Le libere donne", con Lino Guanciale; preciso che la fiction di per sé mi è piaciuta ma che in seguito alla lettura di questo diario romanzato di Tobino, mi sono resa conto di quanto il prodotto tv si ispiri ad esso ma ovviamente aggiunga tanta roba assolutamente inventata; detto ciò, mi è piaciuto molto perché è un testo tra i più importanti antecedenti la legge Basaglia (1978) ed è profondamente umano, guidando il lettore nelle stanze della follia, dove risiedono uomini e donne che somigliano a fiori che nessuno, da fuori, vuol vedere, pur essendo i matti - come tutti gli esseri umani - «creature degne d'amore».

venerdì 3 aprile 2026

Recensione: IL SANGUE DELL'ALTRA di Tess Gerritsen

 

Maura è un medico legale che scopre, in modo drammatico, di avere una gemella, appena assassinata davanti casa propria. E' l'inizio di una complicata e appassionante indagine che non coinvolge solo Maura e le sue origini ma anche le tante vittime di uno scaltro e metodico serial killer.


IL SANGUE DELL'ALTRA
di Tess Gerritsen



Tea Ed.
trad. A. Tissoni
357 pp
Maura Isles, medico legale di Boston e collega del detective Jane Rizzoli, lavora a contatto con la morte e vede cadaveri tutti i giorni.

Ma non tutti i cadaveri né tutte le morti sono uguali; ci sono quelle che ti toccano più da vicino.

Quando torna da un viaggio a Parigi, Maura non è pronta a ciò che l'attende davanti casa; lampeggianti della polizia, curiosi in strada e lei, Jane Rizzoli, all'ottavo mese di gravidanza.
Tutti la guardano come se fosse un fantasma. Come mai?
Il motivo è presto detto: davanti casa propria, c'è un'auto con dentro il corpo senza vita di una donna... e non una qualunque, bensì una donna identica a lei.
Si chiama Anna Leoni e, esaminando i loro DNA, Maura apprende di avere avuto una sorella gemella...!

Da questa sconcertante scoperta, parte un'indagine personale per scoprire tutto ciò che può su Anna, la sorella perduta prima ancora di conoscerla.
Che ci faceva davanti casa di Maura? Forse aveva scoperto di avere una gemella e la stava cercando?
 
"Sto seguendo le tue orme. Devo sapere chi eri. È l'unico modo che ho per arrivare a capire chi sono."  

Ad aiutarla a conoscere meglio Anna, ci pensa il detective Rick Ballard, che ha conosciuto molto bene la sorella di Maura, a motivo delle sue tristi vicissitudini personali.
Anna era, infatti, una vittima di stalking da parte dell'ex-fidanzato, che - a detta di Ballard - la minacciava e la spaventava, tanto da costringere la donna a nascondersi e cambiare identità.

Potrebbe essere lui ad averla uccisa, in un raptus di folle gelosia?

Per capirci qualcosa, Maura ha bisogno di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle e, soprattutto, deve scavare nel proprio passato, nelle proprie origini.

Chi è la sua vera madre? Chi è il suo vero padre?

Maura ha avuto dei genitori adottivi amorevoli, ma adesso è arrivato il momento di cercare informazioni sui suoi veri genitori e sul perché lei e la sua gemella sono state separate alla nascita e date in adozione.

Il medico legale, supportata dalla determinata Jane e dal protettivo Ballard, incomincia un viaggio doloroso e rischioso in un passato pieno di oscuri segreti, che conducono dritti a lei: Amalthea Lank, la donna che ha dato alla luce le gemelle Maura ed Anna, quarant'anni orsono.
Questa signora è viva ed Anna l'aveva incontrata.

Purtroppo Amalthea non ha nulla di ciò che una madre dovrebbe essere e per parlare con lei Maura deve recarsi in carcere, dove la donna sta scontando una pena per duplice omicidio.
Quando la vede per la prima volta, Maura ha di fronte una donna dalla mente spezzata, molto probabilmente schizofrenica, eppure... qualcosa nei suoi modi di fare non convince Maura.

La conoscenza della madre (o perlomeno si presume che sia lei) apre a Maura la porta verso un abisso nero che vede coinvolte molte donne, nel passato e nel presente.

La storia delle sue radici e di come è avvenuta l'adozione sua e di Anna si incrocia con quella di un pericolosissimo serial killer, che si sta muovendo da anni in diversi stati degli USA, mietendo molte vittime... e tutte aventi una medesima caratteristica.

Non aggiungo altro perché è un bel thriller, molto avvincente; lo stile è davvero scorrevolissimo, il ritmo è serrato, la trama è articolata ma per nulla caotica e permette al lettore di vivere insieme a Maura e Jane ogni tappa di questa indagine.

Jane deve assolutamente dare un nome e un volto a colui che sta lasciando troppe vittime innocenti dietro di sé; il suo avanzato stato interessante la rende sicuramente goffa e lenta nei movimenti, anche un po' più fragile emotivamente, ma la sua tenacia, il suo intuito e la sua professionalità non vengono meno in nessun momento.

Maura è arrivata alla soglia dei quarant'anni per scoprire che la verità sulle proprie origini è un buco nero che lei vuol colmare, anche se questo significa stare male, interfacciarsi con verità sgradevoli, accettare di condividere il DNA con una matta accusata di aver ucciso con spietatezza due sorelle che le avevano chiesto aiuto.

Maura è figlia di un'assassina.
Quanto di quella donna c'è in lei? Il fatto che Maura per lavoro abbia scelto di sezionare cadaveri è collegato forse al suo legame biologico con una che prova piacere nell'ammazzare barbaramente innocenti?

Quella di Maura e Jane sarà una ricerca della verità ricca di brutte sorprese e colpi di scena, il cui racconto viene affiancato a quello delle vicende di Mattie Purvis, una giovane donna incinta all'ottavo mese.
Mattie è una donna buona e dolce sposata con un essere cinico e sprezzante, che non fa che sminuire la moglie e trattarla male; un giorno Mattie viene rapita e rinchiusa in una sorta di piccola prigione, con poche scorte di cibo e un filo d'aria giusto per tenerla in vita.

Chi l'ha sequestrata e cosa vuole da lei? Forse spera che il marito paghi un eventuale riscatto?

"Il sangue dell'altra" è un thriller che ho apprezzato molto, mi è piaciuto lo sviluppo della trama, lo spessore e le personalità dei personaggi, il tema dell'interazione tra ereditarietà e ambiente e il peso della prima nello sviluppo della personalità, il lavoro in sinergia delle due protagoniste che, seppur per motivazioni differenti, vogliono scoprire chi sia davvero Amalthea e in che modo il duplice omicidio di cui è accusata si colleghi ad altre misteriose scomparse e morti che hanno coinvolto tante altre donne.

Non avevo mai letto nulla di questa scrittrice e credo che recupererò altri suoi thriller perché questo mi ha tenuta incollata dalla prima all'ultima pagina.



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