Visualizzazione post con etichetta orientale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta orientale. Mostra tutti i post

venerdì 12 giugno 2026

Novità in libreria [ romanzi storici, narrativa orientale ]

 

Alcune pubblicazioni presenti da poco in libreria: thriller, gialli storici, narrativa dell'Est, romanzi storici.


NARRATIVA ORIENTALE

OMBRE SENZA VOCE
di Tokuro Nukui



Longanesi
trad. M.C Gasperini
400 pp
Nel 1991 Tōkyō è sconvolta da un terribile delitto.
Il sovrintendente Saeki, capo della Prima Divisione Investigativa della polizia metropolitana, è sotto pressione: i media lo incalzano, l’opinione pubblica pretende risposte e lui non ha nessuna pista concreta da seguire, mentre negli uffici della polizia molti insinuano che non sia all’altezza del compito, che sia arrivato ai vertici solo grazie alle parentele influenti. 
Ma Saeki resiste e lotta contro l’ostilità che lo circonda.
Per le strade della città c’è un uomo che conduce una lotta simile, ma contro la propria disperazione, perché da tempo vive con una voragine nel petto e cerca a tutti i costi risposte e rifugio, trovandole in un sedicente culto religioso che promette la salvezza ma a un prezzo molto alto. Troppo alto.

Uscito in Giappone nel 1993 riscuotendo subito un enorme successo, divenuto presto un classico del thriller, Ombre senza voce ci cattura trascinandoci in una spirale di mistero e insieme ci svela il lato oscuro di una società intimamente diversa dalla nostra e colma di fascino.



🔖💖📕🔖💖📕🔖💖📕

UN INSOLITO NEGOZIO DI SOGNI E VINILI
di Jin Pyung Lim, Eun Koh Hee


Rimasto solo dopo la tragica scomparsa dei genitori e del fratello minore, Jeongwon ha deciso di farla
Nord Ed.
trad. M.L. Emberti Gialloreti
304 pp

finita. Prima, però, vuole realizzare un ultimo desiderio: vendere la sterminata collezione di vinili di suo padre, affinché ciascun disco possa trovare un nuovo proprietario che lo apprezzi e se ne prenda cura come faceva lui. 
Apre un piccolo negozio in un quartiere periferico di Seul, dove ben presto vanno a rifugiarsi persone che, come Jeongwon e i suoi dischi di seconda mano, sono state graffiate dalla vita. 

C'è Mirae, che non riesce a togliersi dagli occhi le immagini di un incidente di cui è l'unica sopravvissuta; c'è Darim, avvocata e madre single, respinta da un mondo che non perdona la sua forza; c'è Wonseok, un ex poliziotto disilluso che crede di aver esaurito ogni possibilità di redenzione; e c'è Duman, un idol in fuga da sé stesso, dopo la perdita del suo compagno di band. 

Sono anime solitarie e scordate, che hanno in comune l'amore per la musica e grazie ad essa ritrovano un'armonia. 
Pian piano le loro esistenze s'intrecciano come le note di un vecchio LP – malinconiche, calde, imperfette –, in una melodia che li mette inaspettatamente in connessione tra loro e li aiuta a riconciliarsi con il passato, aprendo per ciascuno una nuova possibilità di futuro.


Una storia intensa e commovente sul potere che ha la musica di parlarci quando le parole non bastano, di riconnetterci con il passato e creare legami indissolubili con il presente.


🔖💖📕🔖💖📕🔖💖📕

LA MALINCONIA DELLE STORIE SOSPESE
di Minsoo Kang 




Nord Ed.
trad. F. Garleschelli
288 pp
Nella cella in cui è rinchiuso, il cantastorie sa che il suo destino è segnato. Dai confini del regno, la sua fama di tessitore di trame è giunta all’orecchio dell’imperatore, che lo ha convocato a corte e per tre anni ha fatto mettere nero su bianco dagli scrivani i suoi racconti favolosi di mostri e magie, fantasmi e divinità bizzose. Ora che la missione è compiuta, l’imperatore è pronto a sbarazzarsi di lui, ma prima gli chiede un’ultima storia. 
Quella con cui il narratore, forse, potrà salvarsi la vita. O almeno entrare nella leggenda.

A duemila anni di distanza, dalla finestra del suo studio uno storico osserva in lontananza le montagne da cui le divinità avrebbero dato vita alla nazione.
È proprio smascherando i falsi miti nascosti nella Storia del suo popolo che il professore ha raggiunto fama e riconoscimenti. Eppure, è consapevole dei limiti di quel metodo rigoroso, perché laddove mancano le fonti, solo l’immaginazione può colmare le lacune del passato o dare voce a chi è stato dimenticato. 
E ora che è prostrato dalla perdita della moglie amatissima, per colmare quel vuoto lui stesso avrebbe bisogno di immaginare un finale diverso per la propria storia. O magari un nuovo inizio.

Mito, Storia e vita si fondono in questa saga che sfida le definizioni di genere. Un romanzo a incastro sapientemente costruito in cui a intrecciarsi non sono solo le linee temporali ma anche trame universali di amore, memoria, sopravvivenza, che ci parlano del bisogno assolutamente umano e irrinunciabile di raccontare storie: le sole capaci di salvarci la vita o darci un’illusione di eternità.


🔖💖📕🔖💖📕🔖💖📕



I CILIEGI FIORISCONO ANCHE DI NOTTE
di Clarence Solveg



Harbin, Cina, 1944. Hiromi è giovane e crede ancora nelle promesse di un impero. 
Astoria
trad. C. Turla
368 pp

Giornalista in una città occupata, scrive di armonia tra i popoli, mentre intorno a lei infuria la guerra tra Cina e Giappone. Ama il marito, Hajime Takeshi, medico illustre, ma desidera un uomo che non può avere. 
Un giorno, lungo un fiume, vede qualcosa che non avrebbe dovuto vedere e che non potrà mai dimenticare. 

Kyoto, 1993 La dottoressa Yuna Takeshi è pronta a ricevere il primo paziente della giornata ma davanti a lei c'è Ama, la sorella che non vede da trent'anni. 
Ad Ama serve un trapianto urgente, però Yuna non è una donatrice compatibile: infatti, con profonda sorpresa, scopre di non avere nessun legame di sangue con Ama, perché la sorella è stata adottata. 
Per salvarla, Yuna dovrà scavare nel passato della sua famiglia, rivelando cosa si nasconde davvero dietro la grandezza di suo padre e lo strazio di sua madre. 

Questa è una storia di donne che portano il peso della Storia voluta dagli uomini. Di madri che scompaiono, di figlie che cercano risposte, di sorelle che si aiutano. Del sangue – nel senso letterale e in quello più oscuro – come filo che lega generazioni e continenti, guerre e speranze. Perché i ciliegi fioriscono anche di notte. E la verità, prima o poi, sboccia. Anche se il mondo preferirebbe che restasse nel buio.

Una famiglia, un amore proibito, un segreto inconfessabile. Un romanzo intenso, in cui il presente è l'eco di un passato crudele


                                                         🔖💖📕🔖💖📕🔖💖📕


NARRATIVA STORICA/THRILLER

LA SPIA
di Jorge Dìaz


Ponte alle grazie
480 pp

Andalusia, 1952. Un uomo viene brutalmente assassinato sulla spiaggia. A indagare è chiamato il giovane caporale Javier Bermejo della Guardia Civil, ma quello che potrebbe apparire come un delitto passionale si rivela qualcosa di molto più complicato. Per cominciare, chi era la vittima, il barone Ino von Rolland, ricco e misterioso uomo d’affari tedesco ritiratosi nella cittadina spagnola? Forse un nazista sfuggito alla giustizia dopo la fine della guerra? O un ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento? Non sembrano due ipotesi compatibili... Jorge Díaz recupera dai meandri della storia del Novecento l’affascinante e ambigua figura posta al centro di questo romanzo, e si occupa di riempire i buchi lasciati dalle fonti. Ci trasporta così nella Barcellona del 1917, in cui servizi segreti tedeschi e britannici lavorano per procurare alle proprie forze navali il predominio nel Mediterraneo; tra le due guerre ci fa visitare Berlino, e di nuovo la Spagna durante la Guerra civile; poi i campi di sterminio, il Portogallo, l’Argentina. Fino all’Andalusia degli anni Cinquanta, quando la vicenda storica smarrisce le tracce dell’enigmatico personaggio lasciando all’autore la libertà di inventarsi il finale.

La spia, grandissimo successo in Spagna, è uno strepitoso intreccio di romanzo storico e thriller: per i lettori, un’emozionante avventura di mezzo secolo e di mezzo mondo.


🔖📕💖🔖📕💖🔖📕💖


JOANNA DEGLI INCANTI
di Simona Lo Iacono


Guanda
256 pp
Palermo, 1640. Una monaca carmelitana è rinchiusa nelle prigioni della Santa Inquisizione in attesa di conoscere il motivo del suo arresto. 
Per rassicurare un misterioso compagno di cella, inizia a raccontare, perché «una buona storia svia la solitudine e ingannala morte». Joanna De Austa ha avuto un'infanzia segnata dalla perdita di un padre avventuriero e dalla presenza di una madre afflitta dalla vedovanza e priva di slanci. 
Ma lo zio vescovo è stato per lei un mentore straordinario: di mente aperta e anticonformista, conoscitore dei libri proibiti, le ha trasmesso l'amore per la poesia, le arti e le lingue straniere. 
E ha protetto la sua amicizia con Nucidda, la figlia della governante, Con un'intuizione del tutto innovativa per il suo tempo, Joanna fa della cartiera di famiglia una piccola casa editrice, dimostrando di saper unire la passione per i libri al talento imprenditoriale. 
Il primo volume dato alle stampe sarà il Don Chisciotte. «Diventammo famosi» dirà «per aver fatto due cose impossibili. Far scrivere i ciechi. Pubblicare la storia di un pazzo.»

Simona Lo Iacono trasforma in romanzo una storia vera di lutti e rinascite, rovesci economici e incontri cruciali, tenebre e luce: quella luce che brilla nel cammino delle donne verso la libertà.


🔖📕💖🔖📕💖🔖📕💖


IL DISCEPOLO
di Giovanni Ferrero


Salani
294 pp
Mentre Roma scivola nel blu della sera e le note di un violoncello accarezzano il pubblico di Villa Medici, Ernest Hamilton scorge una donna dalla bellezza spiazzante: Tatiana, gallerista dell'Est, esperta di icone e arte sacra. 
Intanto, in Vaticano, si scopre un dipinto attribuito a Caravaggio: un'opera capace non solo di riscrivere la biografia del ‘genio maledetto', ma di incrinare la narrazione ufficiale che, per secoli, la Chiesa ha costruito di lui e di se stessa. 
A complicare ulteriormente le cose, la comparsa del quadro coincide con l'allestimento di una grande mostra voluta dal Papa in persona: un evento solenne in cui devozione e strategie di potere si intrecciano indissolubilmente. 
Quando la traiettoria di Ernest incrocerà quella del dipinto, diventerà sempre più chiaro che nulla sta accadendo per caso: è la stessa luce di Caravaggio, con le sue ombre, a ridisegnare la sua vita.

Con un romanzo dal ritmo avvolgente, Giovanni Ferrero si addentra nelle zone grigie dell'arte, della fede e dei sentimenti, interrogandosi sul desiderio dell'uomo di misurarsi con la verità, e sulla bellezza, ma anche il sacrificio, di restarle fedele.


🔖📕💖🔖📕💖🔖📕💖


MOSAICUM
di Emanuela Taschini


Salani
432 pp


C'è un filo che lega Allon, orfano ebreo cresciuto alla corte di Federico II nel 1222 e Gabriel, biologo molecolare canadese che nel 2022 riceve un'eredità inattesa a Otranto.
Allon, ricevuto dall'imperatore l’ordine di scortare un rabbino di fiducia in una missione che passa per l’abbazia di Casole, si trova coinvolto in una storia misteriosa tra monaci che nascondono codici vietati, un bibliotecario al servizio del Papa, una morte simulata e una vera, avvelenamento compreso. 
Nelle cripte del duomo, negli stretti sotterranei e nelle taverne del porto dove si comprano informazioni più che vino, Allon segue la traccia di un manoscritto e di un ciondolo a forma di pavone: l’unico indizio di un enigma che lega il mosaico al cielo sopra l’Adriatico. 

Nel 2022, a Toronto, Gabriel prende possesso della casa di una zia quasi sconosciuta di Otranto e si ritrova davanti allo stesso mosaico: un albero che attraversa la navata, animali mostruosi, re in sella a grifoni, iscrizioni spezzate. 

Tra le carte lasciate in una cassetta di sicurezza, un manoscritto recante un antico calcolo astrologico lo spinge a entrare di notte nel duomo, seguendo le tessere del pavimento alla ricerca del punto in cui si interrompono. Lì dove il mosaico tace, un segreto sembra aspettare da ottocento anni di essere svelato.


Tra la luce netta del Mediterraneo e le ombre del sottosuolo, tra scienza e fede, simboli e profezie, questo giallo storico intreccia il destino di due uomini lontani nel tempo ma vicinissimi nelle loro ferite, nella loro sete di verità e nella tentazione di voltare le spalle agli ‘angeli’ per scegliere da soli la propria strada.

domenica 19 novembre 2023

🎐 RECENSIONE ☕ FINCHÉ IL CAFFÈ È CALDO di Toshikazu Kawaguchi



C'è una caffetteria a Tokyo che non è come le altre.
Non la si trova facilmente perché è un po' nascosta, ed è piccola, accoglie pochi clienti alla volta; ma il caffè è ottimo ed è un ambiente tranquillo.
Inoltre, su di essa, circola una stramba leggenda metropolitana: pare che ci sia una sedia su cui, chi lo desidera, può sedersi per viaggiare nel tempo.
In questo posto unico e speciale, l'atmosfera è magica, il tempo sospeso, gli orologi ingannevoli e non di rado qualcuno prova a recuperare legami, a rubare attimi fugaci e preziosi emozioni per dare una nuova virata alla vita che, come il caffè, va gustata a piccoli sorsi.



FINCHÉ IL CAFFÈ È CALDO 
di Toshikazu Kawaguchi


Garzanti Ed.
trad. C.Marseguerra
192 pp
"...non aveva mai pensato di farlo in prima persona. Viveva la vita nella corsia di sorpasso e non aveva rimpianti. E comunque – pensava – che senso poteva avere, se tanto il presente non sarebbe mai cambiato, qualsiasi cosa si provasse a fare?"



A quanti di noi è capitato di pensare, con una punta di rimpianto, che sarebbe bello poter viaggiare nel tempo, almeno una volta nella vita, tornando nel passato o, addirittura, sbirciando nel futuro?
Forse per rimediare a un errore, per rivedere un volto amato, per sapere cosa è accaduto alle persone che amiamo...

Questo delicato e carinissimo romanzo narra di un posto particolare in cui il tempo è scandito da una tazza di caffè bollente.
Narra di rapporti famigliari resi difficili da sbagli, fraintendimenti, cose non dette, malattie, lutti, e di come il dolore che ci si porta dietro chieda di essere alleviato, fosse anche solo per una manciata di secondi.
Il tempo di un caffè. Finché il caffè resta caldo, è possibile (ri)vivere una breve ma preziosa esperienza irripetibile.
A patto, però, di osservare fedelmente le regole del "gioco", che non sono tantissime ma guai a "sgarrarne" anche soltanto una!

Ebbene, nei quattro episodi che compongono il romanzo, seguiamo le vicende personali di pochi personaggi - sempre gli stessi - le cui vite si intersecano, arricchendosi, trovando sostegno e aiuto l'uno nell'altro.

Il locale  è di proprietà di un omone grande e grosso, Nagare, sposato con la dolcissima e solare Kei; vi lavora la cameriera Kazu, una ragazza carina ma sempre sulle sue, che dà poca confidenza, ostentando un atteggiamento distaccato e imperturbabile.
Gli avventori abituali, con cui il lettore farà conoscenza, sono: l'infermiera Kōtake e il marito Fusagi (malato di Alzheimer precoce); Hirai (proprietaria di un bar) e sua sorella Kumi (che in realtà abita in un'altra città e va nella caffetteria solo per cercare di parlare con Hirai, inutilmente); Fumiko (donna in carriera) e una signora di cui non ci vien detto il nome, ma viene identificata come "la donna in bianco". Quest'ultima è sempre seduta allo stesso tavolo, con un libro in mano e sorseggia un caffè dietro l'altro.

Fumiko è una bella e giovane donna che ha sempre messo il lavoro al primo posto, fino a quando il fidanzato Gorō la lascia per inseguire il sogno di una carriera lavorativa in America e la ragazza si rende conto di quanto lui sia importante: no, il lavoro non è tutto, l'amore lo è!
Ma non trova il coraggio di chiedere al fidanzato di restare, di scegliere lei e un futuro insieme..., così egli se ne va e una settimana dopo lei è sola nella misteriosa e leggendaria caffetteria, a chiedersi se davvero bevendo caffè potrebbe tornare indietro di una settimana e supplicare Gorō di non abbandonarla.

Le viene detto che il viaggio nel tempo è soggetto a regole ferree, tra cui la fondamentale è: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato e solo sedendosi (senza alzarsi mai) su una sedia specifica, che poi è quella sempre occupata dalla signora in bianco, che non prende bene la richiesta di alzarsi per far "viaggiare" i clienti, i quali sono costretti ad aspettare con pazienza che la signora si alzi da quella sedia per andare in bagno.

Fumiko è convinta di volerlo fare, così si siede e... torna indietro di una settimana: stesso posto, stessa caffetteria... Cosa succederà? Riuscirà a parlare apertamente a Gorō, ben sapendo che un'altra regola è che non potrà in alcun modo cambiare il presente, qualunque cosa faccia o dica?

Gli altri viaggi vedono protagonisti il povero e smarrito Fusagi (la cui memoria lo sta abbandonando ogni giorno che passa e sempre di più) e sua moglie Kōtake: cosa potrebbe ottenere, quest'ultima, viaggiando indietro nel tempo? Parlare un'ultima volta con suo marito nei giorni in cui era ancora lui, presente a sé stesso e con la mente ancora "buona"? Per dirgli cosa? Forse questa incredibile, seppur breve, esperienza potrebbe aiutarla a ritrovare sé stessa e il suo ruolo accanto all'uomo che ama e che si sta dimenticando di lei?

C'è la pragmatica Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella e che potrebbe rimpiangere amaramente il suo allontanarla continuamente da sé.

Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre e che, se potesse esprimere un desiderio, esso avrebbe a che fare proprio con la creatura che porta in grembo.

Ognuna di queste donne ha un rimpianto, sente riaffiorare un ricordo doloroso e non sa come affrontarlo, come "risolverlo", confidando che il viaggio nel tempo  costituisca una soluzione..., ma non lo è perché nessuna azione - come detto più su - inciderebbe sul presente.

Tutte loro, però, impareranno che ormai il passato, proprio perché non più modificabile, non deve dominarle: quello che conta è il presente che stanno vivendo, perché è oggi che possono agire, amare, abbracciare, sorridere, decidere...

Tra sospiri, lacrime, sorrisi commossi, confusione e speranza, lettere mai date, le donne "viaggiatrici" comprenderanno che la vita è fatta di momenti unici e irripetibili, che vanno vissuti appieno, senza riserve, non privando sé stesse e chi amano di gesti e parole importanti, perché il futuro non appartiene a nessuno di noi e non possiamo sapere se e quando eventi drammatici e improvvisi potrebbero intervenire e deviare il corso delle nostre esistenze. 


"Finché il caffè è caldo" è un romanzo che si legge in poche ore non solo per il numero di pagine, ma soprattutto per la incredibile scioltezza del testo, essenziale, con una buona presenza di dialoghi semplici, con una trama che ho trovato originale (i viaggi nel tempo non sono una novità in letteratura ma è come li ha gestiti l'autore e le finalità degli stessi che ho trovato diverso dal solito), con pochi personaggi che interagiscono tra loro e che a turno sono protagonisti di un episodio.
Le vicende narrate - malgrado l'elemento "sovrannaturale" del viaggio temporale - inteneriscono e commuovono perché sono profondamente umane e toccano il mondo emotivo di ciascuno di noi in quanto hanno a che fare con i legami famigliari, con i rimpianti e con le occasioni mancate.
Una lettura delicata, rilassante si legge in un attimo e lascia un sapore di dolce malinconia.

Consigliato, in special modo in queste freddine serate autunnali: è una coccola letteraria.



ALCUNE CITAZIONI

"se vuole, la gente troverà sempre la forza di superare tutte le difficoltà che si presenteranno. Serve solo cuore."

" Di fronte a una persona con cui si ha un legame profondo e a cui si sono rivelati i propri sentimenti, è difficile mentire e lasciar perdere. La verità vuole uscire a tutti i costi, soprattutto quando si cerca di occultare la tristezza o la fragilità. È molto più facile nascondere la tristezza a un estraneo, o a qualcuno di cui non ci si fida."

giovedì 31 agosto 2023

🎐 RECENSIONE 👘 RESIDENZA PER SIGNORE SOLE di Togawa Masako


Siamo a Tokyo, negli anni '50 e un edificio di cinque piani, comprensivo di centocinquanta stanze e che fa da residenza a signore sole, sta per subire uno spostamento all'indietro di quattro metri.
Tanto le custodi quanto le ospiti sono in attesa di questo singolare movimento, ma alcune di loro, in particolare, vivono l'evento con l'ansia che quei lavori di scavo facciano emergere segreti scomodi.
E nella Residenza K sono più d'una le ospiti che hanno qualcosa da nascondere.


RESIDENZA PER SIGNORE SOLE
di Togawa Masako



Marsilio Ed.
trad. A.Pastore
176 pp
In questo piacevolissimo e intrigante giallo/noir del 1962, la scrittrice giapponese (scomparsa nel 2016) mette il lettore da subito davanti ad alcuni fatti accaduti nel 1951, che fanno da premessa a ciò che verrà dipanato e reso chiaro più avanti: c'è una donna che aspetta da sette anni che il proprio uomo torni a casa; in quei giorni, un giovane, truccato e vestito da donna, viene investito da un furgone... e nessuno ha interesse a identificarlo.
Veniamo a conoscenza, inoltre, del misterioso rapimento di un bambino di quattro anni, George, figlio di un maggiore americano e della sua giovane moglie giapponese; il piccolo non verrà mai restituito alla famiglia né si saprà nulla di lui, negli anni successivi.
In quel periodo, ancora, tra le mura della residenza, una donna, secondo quanto documentato dai registri del libro degli ospiti, ha alloggiato per poco tempo come ospite presso l'appartamento di una inquilina..., ma anni dopo nessuno ricorda né che aspetto avesse né tanto meno il nome; ma l'altro fatto da ricordare è decisamente più inquietante: un uomo e una donna depongono il corpo senza vita di un bambino in una valigia, la quale verrà nascosta nel seminterrato.

La Residenza K ha numerose porte, ognuna delle quali, aprendosi, lascia entrare nelle vite, nella quotidianità, nelle abitudini, nelle solitudini di ciascuna ospite; tra queste, però, evidentemente ce ne sono alcune che avrebbero delle storie interessanti da raccontare, dei segreti che custodiscono gelosamente dentro di sé e in qualche angolo o armadio della propria stanza.

Quando sette anni dopo i fatti menzionati (quindi nel 1958), i lavori iniziati per far posto alla strada prevedono lo spostamento dell'edificio, la tranquillità di alcune signore della residenza K viene messa alla prova.
 
La Residenza K è un vecchio palazzo di mattoni rossi che ospita donne nubili, che desiderano condurre un'esistenza tranquilla e in solitudine, ed infatti raramente la maggioranza di esse lascia entrare ospiti esterni, tanto meno uomini (del resto, c'è il divieto di ospitare maschi); è un tipo di realtà in cui ognuna vive facendosi i fatti propri..., fino a quando dalla portineria sparisce misteriosamente il passe-partout, la chiave universale che apre tutte le centocinquanta stanze affacciate sui lunghi corridoi dei cinque piani: da quel momento le inquiline cominciano a vivere nell'ansia e nella paura che la ladra di turno entri furtivamente nel loro piccolo mondo e si metta a frugare, a impicciarsi. 

Se ciò accadesse, cosa scoprirebbe?

Ogni camera custodisce, infatti, oltre a una grande solitudine, qualche colpa, segreto o vizietto che ciascuna signora non ha interesse a divulgare: strani furti, incidenti sospetti e persino un suicidio aleggiano tra quelle mura, abitate da donne le cui giornate scorrono piatte e grigie.

Le camere trasudano di ricordi appassiti, di gesti abitudinari, di noia e tristezza, di rimpianti, rimorsi, attese, di sogni infranti, di amori mai vissuti: c'è la donna poveretta, che sopravvive di sussidi sociali e che va rubacchiando; c'è l'insegnante di violino che nasconde un oggetto di valore sottratto al legittimo proprietario anni e anni prima; c'è una docente in pensione che ha preso la bislacca abitudine di scrivere lettere nostalgiche alle proprie ex allieve, rammentando loro episodi risalenti agli anni del liceo; un'ex insegnante universitaria che corregge senza sosta un manoscritto del defunto marito... A queste donnine, in là con gli anni e dedite sempre alle stesse monotone attività, si affiancano altre che seguono una setta strana e sinistra, chiamata il "Culto dei Tre Spiriti", e regolarmente c'è il Maestro (il guru) che si reca nella Residenza per tenere le sue sedute...

Insomma, donne sole, "che passano qui dentro giornate senza scopo, assorte nel ricordo dei tempi andati e come prigioniere di queste mura..., sono solite trascorrere le giornate in silenzio nelle loro stanze... lasciandosi sfuggire sospiri..., perse nella contemplazione di quel che resta dei sogni di gioventù. Per queste donne anziane, i pochi segreti che conservano nel cuore sono l'unico scopo di vita, l'unico orgoglio, tutto ciò che rimane loro di quanto possedevano un tempo".

E adesso, con gli scavi in corso per i lavori della strada, proprio esse - così rassegnate a giorni sempre uguali e pigri - temono... cosa? Che cosa potrebbe succedere di così orribile? 

Le ospiti sono molte ma l'autrice si sofferma, ovviamente, su sette di esse più le due custodi, di cui una, in special modo, è molto curiosa. Troppo, forse..., e chissà perché (nasconde qualcosa di losco pure lei??).

Tra signore furbette e impiccione, che rubano questa benedetta chiave che apre tutte le porte, e sinistri avvenimenti nel corso dei raduni misteriosi della setta, le calme acque in cui finora sguazzavano apatiche alcune delle residenti, iniziano ad agitarsi, e il mare, si sa, quando è agitato porta a riva di tutto.

"Residenza per signore sole" è un noir breve ma intrigante, caratterizzato da un'atmosfera carica di tensione e suggestione, in cui l'attenzione del lettore sale e si fa più vigile via via che si aprono le porte degli appartamenti e, insieme alla curiosona di turno, entra per sbirciare all'interno, domandandosi anch'egli cosa potrebbe esserci nascosto, quale segreto torbido, quale colpa mai espiata.

Ma soprattutto, il lettore sa che le premesse poste all'inizio (i fatti del '51) sono sempre lì, sospese e irrisolte, come degli ormai impolverati cold case in attesa di una soluzione definitiva, che arriva, certo, ma solo dopo che la Masako stessa ha "sporcato" un po' le acque, facendoci credere che la spiegazione a un determinato fatto (ad es. al rapimento e al bambino in valigia) fosse una, per poi darci piccoli colpi di scena al momento giusto.

Mi è piaciuta l'ambientazione, che mi ha ricordato quella dei gialli classici - il luogo chiuso, tra le cui mura è avvenuto qualcosa di oscuro, in cui apparentemente tutti sembrano colpevoli e sospetti - e l'aspetto psicologico e sociale ad essa collegato, vale a dire la realtà di queste donne in pensione, bloccate nei loro piccoli mondi  solitari e tristi, che vivono vicinissime, sanno quasi tutto l'una dell'altra, conoscono abitudini e rumori provenienti dalla camera accanto..., eppure sono estranee, senza legami di amicizia e solidarietà, ma anzi, diffidenti, invidiose, distanti.

Un libro che si legge con piacere sino all'ultima pagina, giunti alla quale non possiamo non sorridere per come l'autrice abbia saputo, con abilità e intelligenza, lasciarci cadere in alcuni fraintendimenti.
Molto carino, consigliato a chi ama gialli e noir, cerca storie piene di mistero ed  è attratto dalla narrativa orientale.

giovedì 22 settembre 2022

|| RECENSIONE || STORIA PROIBITA DI UNA GEISHA di Mineko Iwasaki, Rande Brown

 

La storia di una delle geishe più famose raccontata dalla sua stessa voce, autentica e sincera, che ci trasporta in una società e in una cultura distanti da noi ma di cui avvertiamo il fascino irresistibile.


STORIA PROIBITA DI UNA GEISHA
di Mineko Iwasaki, Rande Brown



Ed. Newton Compton
trad. A.Mulas
318 pp

Masako Tanaka è solo una bambina di cinque anni quando la sua vita prende un corso particolare, tanto faticoso quanto affascinante.
È una figlia amata dai suoi genitori, che stravedono per lei e mai si sognerebbero di lasciarla andare lontana dalla famiglia.
Ma è ciò che accadrà, loro malgrado. 
I figli sono tanti e non è semplice mantenerli e tirarli su tutti e bene, così alcune delle figlie femmine più grandi vengono mandate a studiare per diventare delle geiko ("donna d'arte") presso la casa per geishe, nel quartiere di Gion Kobu di Kyoto.
Per una serie di circostanze, l'anziana Madame Oima (direttrice della casa per geishe) si ritrova a "corteggiare" i genitori della piccola Masako, insistendo perché lascino che la piccola intraprenda il cammino per diventare anch'ella una geisha: è così bellina, sveglia, anche se un po' schiva e solitaria, ma sicuramente ha tutte le caratteristiche per diventare una magnifica danzatrice, Madame ne è convinta.
E poi per lei gli anni passano e deve assolutamente trovare una futura geiko che erediti la okiya, la casa per geishe che dirige con successo.

Inizialmente la piccola non accetta l'idea di lasciare mamma e papà per andare a vivere da questa signora anziana, che pure è tanto gentile e affabile; quando la vede arrivare, va a nascondersi nell'armadio, impaurita.
Ma è solo questione di tempo e la bimba, a furia di frequentare la casa per geishe, finisce per sentirsi a proprio agio in quel mondo, fatto sì di infinite regole, orari, studio, disciplina..., ma anche di balli meravigliosi, raffinati ed eleganti. 
Mineko ieri e oggi

E poiché a lei piace tanto ballare ed è portata, non può che accettare la proposta di "zietta Oima" e restare a vivere nell'okiya, lasciando (con gran dolore) la casa paterna.
Viene quindi adottata e diventa Mineko Iwasaki.

Inizia per lei una lunga e impegnativa formazione, fatta di quotidiane ed estenuanti lezioni per apprendere antichi passi di danza, per imparare a suonare gli strumenti della tradizione e per acquisire tutti i segreti di quel cerimoniale rigido e severo che rende le geishe maestre di etichetta, eleganza e cultura.
Il suo caratterino determinato, testardo e schietto, viene fuori da subito e questo fa sì che spesso venga ripresa dagli insegnanti, che però vedono in lei molto potenziale.
Ed infatti la bambina cresce impegnandosi tantissimo nello studio, non si concede distrazioni, dedica ore alla danza e alle altre discipline essenziali per divenire la migliore danzatrice del Giappone.

E ci riesce: Mineko Iwasaki diventa infatti la geisha più brava, ricercata e corteggiata di tutto il Paese.

Le sue qualità, la caparbietà, l'impegno costante, la serietà nell'affrontare ogni compito ed esibizione, il suo essere forte e fiera, faranno sì che si immerga completamente in quel mondo in cui si respira arte, compostezza, austerità; un microcosmo tutto al femminile in cui le donne - giovani e meno giovani - sono tenute a interagire rispettando ruoli e responsabilità, aiutandosi a vicenda, cercando di allacciare amicizie, complicità, ma questo non toglie che - come in tutti gli ambienti professionali e in cui si condivide una quotidianità - nascano anche attriti, litigi, invidie e dispetti.

Per diventare una geisha ci sono degli step, ognuno dei quali è caratterizzato dalle proprie specificità circa kimono, acconciature, trucchi, tipi di danze da imparare, cerimonie e riti cui partecipare, compiti più o meno "umili" o importanti, insomma è un universo complicatissimo e ricco di tanti dettagli, tradizioni, parole, gesti, rituali, abiti ecc.

Io ne ero a digiuno e devo dire che è stato interessante entrare nella vita della protagonista e leggere non soltanto la sua personale esperienza di artista e danzatrice, che l'ha coinvolta dai cinque ai ventinove anni (il debutto come danzatrice maiko avvenne a quindici anni), ma proprio tutto ciò che contrassegna quest'antica tradizione, che è molto articolata e mossa da tante regole.

Diventare una geiko non richiede solo l'apprendimento di passi di danza o di gesti per la cerimonia del té, ma anche una vocazione di tipo "morale", nel senso che è un percorso anche interiore, di crescita personale; una donna che aspira a diventare geisha ("artista") deve lavorare molto su sé stessa, sul proprio carattere, sugli istinti e i desideri personali per modellarli su quelli propri del ruolo della geisha, che oltre a intrattenere con i balli tipici della tradizione giapponese, deve anche saper fare conversazione, giochi e quant'altro serva per far star bene i clienti, la cui privacy dev'essere sempre garantita e difesa.
Mineko e Charles

Questi ultimi sono generalmente uomini, ma in realtà può trattarsi anche di coppie (marito e moglie) e, seppur meno frequentemente, di famiglie.
Si tratta per lo più di persone altolocate, benestanti, dagli imprenditori ai politici, agli uomini d'affari; la nostra bella e talentuosa Mineko ha avuto l'opportunità di incontrare personalità politiche importanti, come Kissinger, principe Carlo (oggi re Carlo III) e la stessa regina Elisabetta.

Se vi chiedete se tra geishe e clienti si instaurassero relazioni "intime", la risposta è semplice: la geisha
non è una prostituta, ma un'artista, una danzatrice tenuta a seguire rigidi protocolli; non viene pagata per assecondare le "voglie particolari" dei clienti, il che però non esclude né che un cliente possa provarci né  che possa sinceramente "affezionarsi" in modo particolare ad una geisha, che richieda sempre lei e che tra i due, prima o poi, nasca una relazione sentimentale, e magari si arrivi anche al matrimonio.
Solitamente, se ci si sposa, è difficile che si prosegua la carriera da geisha, ed è ciò che succede a Mineko.

Ella ha avuto una relazione importante con un attore famoso in quegli anni (anni '60-'70), che però era sposato e - come spesso accade - prometteva di lasciare la moglie ma erano solo chiacchiere; più tardi, la giovane donna incontra un uomo che diventa suo marito e la relazione con lui coinciderà anche con la decisione di abbandonare la propria sfolgorante carriera di geisha di successo per vivere - finalmente! - come una "semplice" donna, forse non più famosa e super corteggiata ed impegnata... ma libera.

Seguiamo di anno in anno Mineko e il suo percorso umano e artistico, la vediamo crescere, smussare lati spigolosi del proprio carattere, ingoiare rospi, trattenere le lacrime, ne ammiriamo la forza di volontà, i sacrifici, la bravura e, non ultimo, il suo provare a cambiare qualcosa di quel mondo chiuso e severo, provare a "svecchiarlo" per preservarlo, per evitarne, o anche solo rimandarne, la fine.
Purtroppo i suoi sforzi non otterranno risultati e Mineko uscirà da quella realtà comunque tanto amata.

È un'autobiografia molto dettagliata, che immerge il lettore in questa cultura millenaria, nelle
tradizioni giapponesi legate alla figura della geisha dandogli un sacco di informazioni, chiarendo i significati delle parole, le innumerevoli regole di comportamento, i vari ruoli e gerarchie all'interno dell'okiya, le fasi del percorso di studi per avanzare nella carriera, insomma non gli viene nascosto nulla, anzi, la protagonista/narratrice racconta tutto con calma, meticolosità, senza essere pedante, anzi con eleganza, ironia e leggerezza, raccontando la sua vera storia, in risposta a quella narrata - non proprio fedelmente - da Arthur Golden in "Memorie di una geisha".

Lettura adatta a chi ama la cultura giapponese e vuol saperne di più (e meglio) sulla figura affascinante ed esotica della geisha attraverso la storia di Mineko Iwasaki.

mercoledì 16 giugno 2021

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA (uscite Garzanti giugno 2021)


Dal 18 giugno in libreria sarà presente il seguito di EPPURE CADIAMO FELICI di Enrico Galiano: FELICI CONTRO IL MONDO (Garzanti, 432 pp, 18.60 euro, USCITA: 18 GIUGNO).

Incontrare di nuovo Gioia e Lo è un’emozione immensa, perché in fondo non ci hanno mai
abbandonato.

Gioia ha sempre pensato che ci fosse una parola per dare un senso a tutto. Dove quelle che conosceva non potevano arrivare, c’erano quelle delle altre lingue: intraducibili, ma piene di magia. 
Ora, il quaderno su cui appuntava quelle parole giace dimenticato in un cassonetto. 
Gioia è diventata la notte del luminoso giorno che era: ha lasciato la scuola e non fa più le sue chiacchierate con il professore di filosofia, Bove. 
Neanche lui ha le risposte che cerca. Anzi, proprio lui l’ha delusa più di tutti. Dal suo passato emerge un segreto inconfessabile che le fa capire che lui non è come credeva. 
Gioia non ha più certezze e capisce una volta per tutte che il mondo non è come lo immagina. Che nulla dura per sempre e che tutti, prima o poi, la abbandonano. Come Lo, che dopo averla tenuta stretta tra le braccia ha tradito la sua fiducia: era certa che nulla li avrebbe divisi dopo quello che avevano passato insieme. Invece non è stato così. Gioia non può perdonarlo. 
Meglio non credere più a nulla.
Eppure, Lo e Bove conoscono davvero quella ragazza che non sorride quasi mai, ma che, quando lo fa, risplende come una luce; quella che, ogni giorno, si scrive sul braccio il verso della sua poesia preferita. Che a volte cade eppure è felice. È quella la Gioia che deve tornare a galla. 
Insieme è possibile riemergere dal buio e scrivere un finale diverso. Insieme il rumore del mondo è solo un sussurro che non fa paura.

****


Per chi vuol farsi ammaliare dal fascino esotico della narrativa orientale, sta per arrivare in libreria L’ALBERO DELLO ZENZERO di Oswald Wynd (Garzanti, 368 pp, 18 euro, USCITA: 18 GIUGNO): una storia di rinunce e coraggio, di amore e di lotta per i propri sogni. Una storia in cui il Giappone affiora come lo sfondo in un dipinto per rendere tutto più vivido e con un fascino senza tempo.

1903. Sbarcata in Cina dopo un lungo viaggio dalla Scozia, Mary incontra per la prima volta il suo promesso sposo e capisce subito che il loro non sarà un matrimonio felice. 
Mesi dopo, benché sia rimasta incinta, continua a sentirsi sempre più sola, mentre il marito è perso nei suoi affari. Fino al giorno in cui, durante una delle sue passeggiate, incontra Kurihama, un samurai discendente da una nobile famiglia giapponese. 
L’uomo è schivo e taciturno, ma riesce a trasmetterle il fascino del suo paese, magico e misterioso. Le racconta di una cultura millenaria e di leggende meravigliose. 
L’amore nasce senza preavviso: Mary sa che è sbagliato, proibito, ma sa anche che mai, prima d’ora, si è sentita così pienamente sé stessa. Quando la loro relazione viene scoperta, il marito la ripudia e le impedisce di vedere la figlia. 
Giorno dopo giorno si lascia ammaliare dalle luci, dalle tradizioni, dai costumi di Tokyo, dove ha deciso di vivere con Kurihama e il loro bambino. Lì spera di trovare l’affermazione personale e l’indipendenza tanto desiderate. Ma presto scopre che la difficoltà di raggiungerle, per una donna, è la stessa a qualsiasi latitudine. Così decide che farà di tutto per dimostrare ai suoi figli che un mondo migliore è possibile e che anche una donna è in grado di gestire un impero commerciale.

****


Per quanto desiderano sognare e sospirare leggendo una storia ambientata nell’Inghilterra di inizio Ottocento, immergendosi in balli, feste, vestiti eleganti e buone maniere d’altri tempi, sta per arrivare L’estate della buona società  (Garzanti, 320 pp, 16.90 euro, USCITA: 24 GIUGNO), l'esordio attesissimo di Lex Croucher.

L' introverso, enigmatico e serioso Mr Thomas Hawksley è tornato in città e non se ne sa la ragione. 
E mentre il giovanotto deve suo malgrado partecipare a qualche festa per mantenere le apparenze, Georgiana, pur appartenendo alla buona società, deve trascorrere l'estate con degli zii che conducono una vita molto appartata. La noia è la sua unica compagna. 
Finché, al primo ballo a cui è invitata, conosce Mr Hawksley. 
Il loro è un incontro tutt’altro che indimenticabile. Lei fa una gaffe dopo l’altra e lui sembra poco interessato alla conversazione. 
Nulla che lasci presagire una futura frequentazione, nemmeno di facciata. Anzi, tutto il contrario. 
Ma la città non è grande e rivedersi è inevitabile. 
Nonostante tutti consiglino a Georgiana di stare alla larga da lui perché il suo temperamento non può portare a nulla di buono, l’uomo esercita su di lei un fascino sempre maggiore. 
E più Thomas si ripete che Georgiana è solo una ragazza che passerà lì l’estate, più togliersela dalla mente diventa difficile. Ma arriva sempre il momento della verità. Quello in cui non si può più nascondere nulla. Ed è allora che i due devono capire a cosa e a chi credere davvero.

mercoledì 21 novembre 2018

LeggendOrientale - novità e anteprime (letteratura giapponese-cinese)



Cari amici lettori, se i vostri gusti letterari si orientano in particolare verso la narrativa orientale, ecco qualche titolo in uscita che spero possa fare al caso vostro.
Buona "spulciata"!



UNO SETTE
di Hideo Yokoyama



Ed. Mondadori
380 pp
20 euro
USCITA
20 NOVEMBRE 2018
1985. Kuzumasa Yuki, esperto reporter presso il "Kita Kanto Shinbun", affronta quotidianamente le complesse dinamiche della sua redazione, tra ambizioni e lotte di potere. 
Ma quando la notizia di un disastro aereo senza precedenti raggiunge il giornale, i colleghi rimangono sconvolti da quell'immane tragedia e finalmente fanno gioco di squadra per tentare di realizzare lo scoop della vita. 
Diciassette anni dopo, l'adrenalina e le emozioni provate durante la settimana che cambiò per sempre la sua vita sono ancora vivissime nella memoria di Yuki, che ripensa anche a una promessa fatta in quel giorno fatidico e che ora ha deciso di rispettare. 
Ma ciò che ancora non sa è che mantenere la parola data lo costringerà a fare i conti con il proprio passato e ad affrontare la più grande delle sue paure. 

Hideo Yokoyama torna con un romanzo ai confini del thriller, mostrando il dietro le quinte di una redazione giornalistica: i precari equilibri interni, le rivalità, la rigorosa etica del lavoro giapponese. 
Dopo aver lavorato per anni come giornalista d'inchiesta, Yokoyama sceglie di raccontarci con la sua voce il lato più oscuro del "quarto potere", un mondo dove la moralità viene spesso sacrificata in nome dell'interesse personale, offrendoci al contempo uno spietato ritratto del Giappone, con le sue profonde contraddizioni e le sue rigide strutture sociali.

L'autore.
Hideo Yokoyama è nato nel 1957. Ha lavorato per dodici anni come giornalista d'inchiesta a Tokyo, prima di diventare uno dei più noti scrittori giapponesi. La sua rigorosa etica del lavoro ha fortemente condizionato i comportamenti ossessivi dei personaggi nei suoi romanzi. Nel gennaio del 2003 è stato ricoverato per un attacco cardiaco in seguito a una sessione di lavoro durata settantadue ore.

L'EMPORIO DEI PICCOLI MIRACOLI
di Keigo Higashino




Ed. Sperling&Kupfer
340 pp
18.50 euro
USCITA
20 NOVEMBRE 2018
Dopo aver compiuto una rapina, tre ragazzi si nascondono in un emporio abbandonato. 
Nel cuore della notte, ricevono una lettera. 
E’ una richiesta di aiuto, indirizzata all’anziano proprietario dell’emporio, ormai defunto, che era solito dispensare massime di saggezza ai suoi clienti. 
I tre decidono di fare le sue veci e depositano una risposta scritta fuori dalla porta. 
Di lì a poco arriva la replica, e la corrispondenza continua, fitta, coinvolgendo anche altri mittenti – ognuno con un problema, ognuno bisognoso di conforto e di consigli, tutti accomunati da una bizzarra peculiarità: vivono nel 1980. 
I tre ragazzi, che sono trent’anni anni più avanti nel tempo, capiranno allora di poter sfruttare quel vantaggio per cambiare il passato, scegliendo il migliore destino possibile per quei perfetti sconosciuti.

L'autore.
Keigo Higashino è uno scrittore e saggista giapponese. È noto soprattutto per i suoi romanzi gialli e i libri di stampo thriller-poliziesco.



LA GRANDE TRAVERSATA
di Miura Shion



Ed. Einaudi
336 pp
USCITA
27 NOVEMBRE 2018
Araki Kohei ha lavorato alla redazione dei dizionari per trentasette anni e nutre ancora grande rispetto per il mistero delle parole. Ora, però, è arrivato il momento di ritirarsi e cercare un successore. 
Giovane, trasandato, con la testa sempre tra le nuvole, Mitsuya Majime pare il candidato giusto: un ragazzo la cui timidezza è ampiamente compensata dalla caparbietà e la totale devozione alla lingua giapponese. 
Il lavoro che attende Mitsuya è assai ambizioso: portare a conclusione il miglior dizionario giapponese mai realizzato. Come una grande nave, capace di attraversare l’oceano delle parole. 
Nel corso dell’opera, Mitsuya scoprirà il valore dell’amicizia, l’amore e il proprio indomabile talento.

L'autore.
Miura Shion è uno scrittore giapponese, vincitore di diversi premi letterari; i suoi libri, tradotti in molte lingue, sono stati spesso adattati per il cinema e la tv.




L'ultimo libro che vi presento è di un autore cinese ^_-


LA STORIA DI QIU JU
di Chen Yuanbin


Ed. Atmosphere Libri
140 pp
USCITA
16 GENNAIO 2019

E' la storia di Qiu Ju, una donna alla ricerca della giustizia.
Nel corso degli anni Chen Yuanbin, nato in Cina nel 1955, riceve numerosi riconoscimenti da parte della critica, ma è nel 1992 che il suo nome viene conosciuto anche a livello internazionale, allorché il suo Wanjia susong (La famiglia Wan va in tribunale) vince il premio come miglior romanzo dell’anno. L’opera, infatti, attira l’attenzione del regista Zhang Yimou, che la adatterà per il grande schermo scrivendone la sceneggiatura con l’aiuto dello scrittore Liu Heng e la presenterà alla 49a Mostra del Cinema di Venezia con il titolo La storia di Qiu Ju – protagonista l’allora celeberrima Gong Li – vincendo il Leone d’Oro.

Qiu Ju, moglie di un contadino che ha ricevuto un calcio nei testicoli dal capo villaggio, è decisa a tutti i costi a ottenere giustizia: nonostante sia incinta sopporta ripetuti viaggi anche fino a Pechino e affronta i labirinti della burocrazia per correggere una sentenza (sostanzialmente assolutoria) che non ritiene equa.  La donna prende coscienza della propria forza e trascina in tribunale il potente e arrogante di turno, appellandosi al rispetto dell'individuo che non si piega alla volontà del potere. L'autore non risparmia una feroce critica all'apparato dello Stato che non tiene conto del singolo individuo ma con cui alla fine è costretto ad un serrato confronto.



venerdì 23 marzo 2018

Segnalazione novità Metropoli d'Asia: Lancio a effetto di Omar Shahid Hamid



Per gli amanti della narrativa orientale,una nuova uscita Metropoli s'Asia:


Lancio a effetto 
di Omar Shahid Hamid

Trad. G. Garbellini


Una caccia all’uomo avvincente e originale: non si cerca l’assassino, che è in prigionia fin dall’inizio, ma il destinatario delle sue lettere. È anche la storia di un’amicizia fra tre persone e il ritratto di un Paese, anzi di un territorio più allargato (si parla del conflitto tra India e Pakistan per il controllo del Kashmir, di Afghanistan, dell’11 settembre).

È di grande attualità, anche perché le modalità con cui agisce Uzair (decapitazione filmata di un prigioniero) ricordano molto l’Isis. Inoltre l’Autore ha un’esperienza diretta, essendo un poliziotto e avendo subito un attentato e minacce da parte di terroristi.
 Vengono descritti vari ambienti, dalle scuole elitarie in Pakistan e Stati Uniti, ai campi di addestramento per jihadisti in Afghanistan, dal deserto pachistano a Londra, dai gruppi fondamentalisti religiosi alle squadre scolastiche di cricket. Si sottolineano le differenze tra Oriente e Occidente, che provocano spaesamento nei rampolli delle famiglie ricche pachistane che vanno a studiare nei college americani.
 L’Autore mette in ridicolo non solo il fanatismo religioso, ma denuncia anche la corruzione di polizia e governo.



mercoledì 4 ottobre 2017

LeggendOrientale: LANTERNA E IL DISTRETTO DEI CILIEGI di Jia Pingwa



Oggi vi presento un romanzo "orientale" con una cover che mi ha colpito per la sua vivacità.

LANTERNA E IL DISTRETTO DEI CILIEGI
di Jia Pingwa



Elliot edizioni
Negli uffici amministrativi di Yingzhen, il distretto dei ciliegi, una giovane donna molto bella, Lanterna, viene nominata direttore del nuovo Ufficio Affari Generali e si dimostra ben presto un funzionario acuto e capace.
Il suo incarico consiste nel risolvere le innumerevoli dispute fra gli abitanti dei villaggi e fra gli uffici distrettuali: le loro piccole storie compongono uno spaccato di Cina contemporanea molto lontana da quella che viene raccontata dai giornali, la cui economia nasconde grosse difficoltà interne, in particolare nelle campagne, dove la popolazione è pronta a lottare per difendere la propria piccola ricchezza e il cui delicato equilibrio si regge soltanto sulla capacità di alcuni di operare al di sopra degli interessi particolari e personali.


L'autore.
Jia Pingwa nasce nel 1952 in una zona rurale della Cina, nella provincia settentrionale dello Shaanxi, protagonista di quasi tutte le sue opere. Scrittore molto noto e amato dal pubblico cinese per la sua straordinaria capacità di raccontare le storie e i costumi locali in un felice connubio di satira e poesia, inizia la sua carriera già negli anni ’80 conquistando subito l’attenzione della critica. Romanziere prolifico e pluripremiato, è considerato una delle voci più importanti della narrativa cinese contemporanea.

venerdì 25 agosto 2017

Segnalazione Metropoli d'Asia: SVEGLIAMI ALLE NOVE DOMATTINA di A Yi



E' ritenuto «...uno degli autori più interessanti della nuova generazione» (La Lettura, Corriere della Sera) e grazie alla C.E Metropoli d'Asia, specializzata nella pubblicazione di autori orientali innovativi e di spicco, i lettori italiani possono conoscerlo e apprezzarlo; è al suo secondo romanzo A Yi, «l’enfant prodige della letteratura cinese» (Internazionale):


SVEGLIAMI ALLE NOVE DOMATTINA
di A Yi


Ed. Metropoli d'Asia
trad. P. Magagnin
Hongyang, un malavitoso locale che per molti anni ha tenuto in un pugno un villaggio di campagna e le zone limitrofe, viene trovato morto dalla sua donna all’indomani di un banchetto, forse a causa dell’eccessivo consumo di alcolici, o forse no… 

Il romanzo, attraverso le voci narranti di famigliari, amici e nemici, ricostruiscono la sua storia, la sua figura, i suoi legami criminali e personali in una società cinica e disperata che costituisce la cifra narrativa di A Yi, il quale riversa in una prosa densa e audace il suo vissuto di poliziotto e la sua capacità di cogliere negli uomini e nelle situazioni aspetti sconosciuti e nascosti.


L'autore.
Nato nel 1976 a Ruichang, nella provincia dello Jiangxi, A Yi (pseudonimo di Ai Guozhu) ha lavorato come poliziotto, giornalista sportivo e redattore prima di dedicarsi alla scrittura, a trentadue anni. Dopo un breve periodo nel consiglio di redazione di Chutzpah/Tian Nan, una nuova rivista letteraria che pubblica scritti di autori giovani e innovativi (tra cui lo stesso A Yi), ora lavora per la casa editrice Xiron come direttore della collana di narrativa “Iron Gourd”. La sua prima opera, la raccolta di racconti Grey Stories, esce nel 2008. Segue nel 2010 The Bird Saw Me, un’altra raccolta in cui l’autore sviluppa il suo stile insolito e la sua tutt’altro che romantica visione del mondo e che viene accolta con grande favore da pubblico e critica. Nel 2012 esce in Cina E adesso?, il suo primo romanzo; il suo ultimo lavoro è Domattina svegliami alle nove (Metropoli d’Asia).

lunedì 27 febbraio 2017

Novità Atmosphere Edizioni: SHANGHAI di Yokomitsu Riichi



Per gli amanti delle storie provenienti dall'Oriente, oggi vi propongo  un autore che «nel suo periodo di massimo splendore, negli anni 1920 e 1930, è stato indicato "un dio della letteratura".



SHANGHAI
di Yokomitsu Riichi 


Atmosphere Edizioni
Collana ASIASPHERE 
ISBN: 9788865642207
prezzo: EUR 16


Shanghai, 1925. Figure inquiete si aggirano per la città. Tra queste, due giovani giapponesi: Sanki lavora in banca, coprendo le losche operazioni finanziarie del suo direttore; Kōya è un uomo d’affari d’assalto, privo di scrupoli ma vivace e dinamico.

Attorno a loro la Shanghai d’inizio secolo, metropoli dinamica che preannuncia quella del nostro presente: le nebbie del porto sul lungofiume, i vicoli scuri e affollati, le fabbriche in rivolta, i canali sporchi e maleodoranti, i locali gremiti di clienti provenienti da tutte le parti del mondo. 
L’azione si svolge in buona parte nel quartiere in cui si riuniscono le rappresentanze dei paesi occidentali, la zona degli affari e dei night club in cui si balla al ritmo delle canzoni all’ultima moda. 
I protagonisti si muovono anche per i vicoli della città cinese, abitati da una popolazione dolente e misera dedita alle più varie attività: coolies, portatori di risciò, mendicanti… e i postriboli, affollati di prostitute giapponesi, cinesi e perfino russe, residui dell’aristocrazia sfuggita alla Rivoluzione d’Ottobre. 
Altri personaggi si aggirano nel calderone della città, agitata dai grandi rivolgimenti storici del tempo, tra scioperi nelle fabbriche, uomini d’affari di tutto il mondo in cerca di opportunità e movimenti panasiatici e nazionalisti, appoggiati da gran parte dei protagonisti, che coltivano idee di ribellione contro la dominazione occidentale.


«Yokomitsu Riichi ha occupato una posizione centrale nel mondo letterario giapponese nel corso degli anni ‘20 e ‘30, e forse è l’unica vera controparte nella narrativa giapponese moderna allo stile sperimentale e “modernista” esistente in Europa durante e dopo la Prima Guerra Mondiale». Dennis Keene, University of Oxford

L'autore.
Yokomitsu Riichi (1898-1947) è uno degli autori giapponesi più importanti della sua epoca. Ottenne inizialmente fama con uno stile influenzato dalle avanguardie letterarie europee del periodo. Nella seconda metà degli anni ‘20 fondò lui stesso, con alcuni colleghi, tra cui l’amico Kawabata Yasunari (premio Nobel per la letteratura nel 1968), un gruppo di sperimentazione letteraria noto come Shinkankakuha (Neopercezionisti). Tra le sue opere più note di quegli anni, due racconti, ambedue tradotti in italiano: Nichirin (L’astro solare) e Haru wa basha ni notte (La primavera arriva su una carrozza). Il romanzo Shanghai ha rappresentato uno dei suoi tentativi più noti di mettere in pratica lo stile sperimentale da lui teorizzato, pur mantenendolo accessibile al pubblico. Shanghai è stato tradotto in lingua inglese e pubblicato negli Stati Uniti nel 2001.

venerdì 18 novembre 2016

Novità editoriali Atmosphere Libri, dal Giappone, Corea del Sud e Russia (a novembre in libreria)




Cari lettori, oggi vi presento tre novità firmate Atmosphere Libri  che ci avvicinano al mondo e alla narrativa orientale, attraverso ritratti di Paesi come la Russia, le due Coree e il Giappone, a metà tra l'immaginazione e la realtà.


CREMLINO DI ZUCCHERO
di Vladimir Sorokin


Atmosphere Libri
trad. D. Silvestri
16 euro
194 pp
Novembre 2016
«Questo libro non solo celebra Sorokin come una manna dal cielo per la letteratura, ma anche la migliore scrittura per tutte le volte che è stato "oltraggiato"». Allgemeine Zeitung
Gennaio 2028. Natale in Russia. I bambini accorrono alla Piazza Rossa per ricevere il loro regalo dal Sovrano: un Cremlino di zucchero, un oggetto bianco, dolcissimo, solubile nel tè
È questo simbolo effimero del nuovo Stato Russo a ritrovarsi al centro di una raccolta di racconti che fa piombare il lettore in un mondo fatto di ologrammi, pellicce vivipare e robot, ma regolato da una società feudale rigida e crudele, con una netta separazione dei sudditi in maestri e servitori, opričniki e oppressi, amici e nemici del popolo.

Nel Cremlino di zucchero si ritrova il tipico mélange paradossale di arcaico e fantascientifico de La giornata di un opričnik
Scritto con la caratteristica virtuosità di Sorokin, la sua immaginazione sconfinata e la sua totale assenza di censura, va letto come un'enciclopedia dell'anima russa, un "cocktail a base di vodka, neve e sangue... con qualche cucchiaino di zucchero".
L'autore.Vladimir Sorokin (Mosca 1955) è uno dei più grandi scrittori russi contemporanei. È stato anche sceneggiatore, drammaturgo, pittore, grafico e librettista per il teatro Bolshoj. Provocatore, irriverente, deve la sua notorietà internazionale al romanzo La coda(pubblicato in Italia da Guanda). Ghiaccio, uscito in Russia nel 2002, è stato pubblicato da Einaudi nel 2005. I suoi libri sono stati tradotti in ventidue lingue. Ha ricevuto il titolo di "Chevalier des Arts e Lettres" ed è membro del club pen (Poets, Essaysts, Novelists) russo. La giornata di un opričnik, pubblicato da Atmosphere libri, ha ricevuto il Premio Von Rezzori per la migliore opera di narrativa straniera pubblicata in Italia nel 2014. Nel giugno 2016 è stato pubblicato il romanzo La tormenta da Bompiani.




VITA PRIVATA DI UNA NAZIONE
di Lee Eung-jun

Atmosphere Libri
trad. Mary Lou Emberti
16 euro
255 pp
Ottobre 2016
«... mentre tutti fantasticano su una Corea unificata, l'autore descrive una visione distopica di un'ipotetica nazione di un Regno di Corea in cui distruzione e crimine sono dilaganti. È più tetro e cupo del mondo di un film noir».  Maeil Business


Cosa succederebbe se le due Coree si riunissero?

Corea Unificata, anno 2023. 
Sessantasei anni dopo la divisione, Nord e Sud Corea sono improvvisamente riunite. 
Ma come si potrà colmare l'abisso tra l'ideologia troppo zelante del Nord e il capitalismo spiccatamente materialista del Sud
Questo romanzo dà un ritratto vivido dell’immaginario prossimo futuro. 
Parlare di riunificazione coreana dà luogo a sentimenti ambigui tra i cittadini della Corea del Sud. Superficialmente si potrebbe dire che è quello che tutti hanno sognano e desiderano ma nel profondo si trovano i timori per quello che potrebbe accadere se la riunificazione finisse effettivamente come il romanzo di Lee Eung-Jun, 
La vita privata della Nazione, immagina che diventi la Corea riunificata...

Cinque anni dopo la caduta della Corea del Nord, il paese è devastato dalla criminalità organizzata. Nel paese, popolato da una sottoclasse disperata di ex settentrionali, si lotta sotto la tirannia della polizia.


L'autore.
Lee Eung-jun è nato a Seul nel 1970, si è laureato all'Università di Hanyang in lingua e letteratura tedesca. Autore poliedrico di raccolte di racconti, come Il funerale della mia fidanzata (1999), raccolte di poesie, come Gli alberi rinnegano quel bosco (1995) e romanzi, come Il paradiso nascosto ai piedi dell'olmo (2001) e La vita privata di una nazione (2009), Lee Eung-jun dimostra un profondo interesse per la storia moderna, la letteratura e la conoscenza della società coreana, su cui intreccia trame complesse e storie di personaggi che attraverso il flusso dei propri sentimenti, regalano al lettore la possibilità di entrare in un mondo ricco di sfumature.



IL QUADERNO CANGURO
di Abe Kōbō



Atmosphere Libri
trad. G. Coci
210 pp
15 euro
Novembre 2016
«Un viaggio surreale, un’interpretazione scura al confine tra la vita e la morte, fantasiosa, diversa da qualsiasi cosa che uno abbia letto». Tim Lepczyk


Un comune impiegato si risveglia una mattina con le gambe ricoperte da germogli di ravanello giapponese, il daikon. 
In preda al panico, si rivolge a una clinica dermatologica, dove viene operato d'urgenza da una misteriosa equipe medica. Mentre è ancora sotto anestesia, decidono di trasferirlo in un limbo al confine tra i due mondi… 
Il malcapitato protagonista inizia così il suo incredibile viaggio nel sottosuolo, a bordo di un avveniristico lettino d'ospedale in grado di essere mosso dalla forza del pensiero. 
Presto giungerà sulle rive del Sanzu, il fiume dell'inferno buddhista, in un mondo popolato da personaggi enigmatici e grotteschi dove risuonano le note di inni sacri e di brani dei Pink Floyd: la sexy infermiera Libellula, il giovane americano esperto di arti marziali Hammer the Killer, il circo dei demoni bambini, i custodi delle terme della Valle Infernale e molti altri. Cercando di risolvere il mistero di cui è vittima, il protagonista lotta per la salvezza, sospeso tra la vita e la morte.


L'autore.
Abe Kōbō è stato uno scrittore giapponese (Tōkyō 1924-1993). Raggiunse la notorietà nel 1951 con il romanzo Il muro, che rivelò immediatamente il suo eccezionale talento e la sua propensione per il racconto allegorico e satirico di sapore surreale. I temi principali sviluppati da Abe nelle proprie opere sono la fondamentale irrazionalità della vita moderna, l'isolamento dell'individuo e l'impossibilità di capire e farsi capire dal prossimo. Tra le sue opere più note: i romanzi La donna di sabbia(1964), Il volto dell'altro (1964), La mappa bruciata (1967), i drammi L'uomo che divenne un bastone (1958) e Amici (1967). Dopo aver pubblicato i romanzi L'uomo scatola (1974) e L'incontro segreto (1977), Abe riprese la pubblicazione di novelle (rappresentativa della sua vena simbolico-realistica è L'arca ciliegio, 1984), e un'intensa produzione drammaturgica. Nel 1986 pubblicò Le balene corrono verso la morte, che ottenne vasta risonanza in Giappone e lo confermò come uno degli eredi spirituali di F. Kafka o S. Beckett. Dopo un lungo periodo di silenzio, lo scrittore pubblicò nel 1991 il suo ultimo romanzo, Il quaderno canguro (Kangarū nōto), che sviluppa uno dei temi a lui più cari, quello dell'uomo trasformato progressivamente in un oggetto o in un vegetale, vittima dell'ambiente che lo circonda e che gli nega ogni libertà.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...