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giovedì 24 settembre 2026

L'autunno è...: libri, copertina, tè e profumo di cannella [ Suggerimenti di lettura ]


Autunno significa tante cose: foliage, tisane, magari il primo plaid leggero ma che regala il giusto tepore, una rassicurante pioggerellina che ti convince a stare in casa in un pomeriggio poco frenetico, il profumo di vaniglia e cannella mentre un dolce cuoce in forno...

E quanto ci sta bene la lettura di un buon libro in un contesto così caldo, rassicurante e, diciamolo, deliziosamente casalingo?

L'avrò già detto in passato un sacco di volte ma lo ribadisco: IO AMO L'AUTUNNO, che tra l'altro è arrivato dopo un'estate afosa e appiccicosa, per cui personalmente l'ho atteso con più urgenza del solito.


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Allora ecco qui una piccola e modesta selezione di romanzi (divisi per generi) che, spero, potrebbero costituire degli spunti di lettura; non sono necessariamente legati all'autunno perché ambientati in questa stagione o perché hanno una copertina a tema, ma più che altro per la presenza di certe caratteristiche, come le seguenti:
  • libri, per la maggiore, non brevi, da leggere senza fretta, prendendosi il tempo che si desidera per assaporare ogni particolare della narrazione;
  • un ritmo serrato o, al contrario, dilatato e placido,  introspettivo;
  • un'ambientazione affascinante con atmosfere evocative, sfumature crepuscolari, ora un po' dark, ora più malinconiche;
  • storie di famiglie aventi segreti, ricordi dolorosi che si desidera dimenticare o tenere nascosti:
  • personaggi di spessore, con tutte le carte in regola per entrare nel nostro cuore e restarci.



THRILLER PSICOLOGICO 

Letti e consigliati: 


GLI SCOMPARSI di Alessia Tripaldi (Ed. Rizzoli). RECENSIONE

Credo sia ideale per chi ama immergersi in ambientazioni boschive, suggestive proprio perché cupe, selvagge, isolate e quindi pericolose.

Sterpaglie, nebbia, pioggia, terra bagnata, foglie secche, alberi che cominciano a spigliarsi: la cornice  perfetta per un'indagine ricca di tensione.

È in un bosco, tra foglie ingiallite, che una testa umana viene afferrata da una figura misteriosa e infilata in uno zaino nella prima pagina de  L'UOMO DI GESSO di C. J. Tudor (Rizzoli) RECENSIONE; da questo evento agghiacciante il lettore viene trasportata in una storia dai toni oscuri, foschi, paurosi, in cui ci sono da attraversare i nebbiosi labirinti della psiche umana, popolata spesso da "mostri" che evocano immagini di morte, di perdita, di solitudine, di freddo.


Gemini AI


Vorrei leggere: 


TUTTI I COLORI DEL BUIO di Chris Whitaker (Einaudi, 350 pp).

Nel bosco di Monta Clare, Missouri, una mattina del 1975 un adolescente scompare. 
È l'inizio di un'epopea lunga trent'anni e di una storia di un legame che nessun buio riuscirà a spegnere.
Quando il tredicenne Joseph «Patch» Macauley viene rapito, Saint Brown, la sua compagna di scorribande, è determinata a riportarlo a casa. Ma Patch rimane prigioniero in uno scantinato per quasi un anno. 
Solo una ragazza di nome Grace gli fa visita di tanto in tanto e parla con lui, nascosta dall’oscurità. Tornato libero, Patch è ossessionato dall’idea di ritrovarla, e di dare la caccia all’uomo che gli ha rovinato l’esistenza. 
Mentre i mesi si trasformano in anni e la speranza diventa disperazione, Saint, nell’ombra, lo segue e lo protegge nella sua ricerca. 
Anche se scoprire la verità può significare perdersi per sempre.


SULLA PELLE di Gillian Flynn (Ed. Rizzoli, 752 pp).

Dopo otto anni lontana da Wind Gap, la piccola e soffocante cittadina del Missouri in cui è cresciuta, Camille, giornalista di cronaca nera a Chicago, ritorna per seguire il caso della piccola Natalie Keene, scomparsa poco dopo la sparizione di un’altra bambina poi rinvenuta strangolata nel letto di un torrente. Anche il cadavere di Natalie viene presto ritrovato: le bimbe sono vittime della stessa mano ed è un unico, macabro dettaglio a rivelarlo. 
Camille dovrà affrontare non solo le ragioni che la spinsero ad allontanarsi da quel luogo, ma anche sua madre, donna fredda e manipolatrice. 
Thriller sofisticato e dal ritmo pulsante, il romanzo di Gillian Flynn indaga i risvolti più oscuri dei legami familiari e mette in scena una protagonista che indaga l’inferno con occhi nuovi.


Leggendo la sinossi, vedo in entrambi questi romanzo un'atmosfera decadente, claustrofobica; i protagonisti sono costretti dagli eventi a confrontarsi con i propri ricordi e demoni più angoscianti, a intraprendere quindi un viaggio tormentato che ben si sposa con la tipica spooky season di questi mesi autunnali.





STORIE DI FAMIGLIE 


Letti e consigliati: 


L'ULTIMO ORIZZONTE di Colleen McCullough (Bur, 543 pp).

Questo, ad essere precisi, lo sto leggendo per cui ve lo consiglio perché mi sta piacendo in itinere; certo, non l'ho ancora terminato e magari il finale mi farà cambiare idea, ma per adesso mi sento di parlarne bene perché è un romanzo "lento", caratterizzato da una narrazione dettagliata, attenta a luoghi, contesti, periodo storico, l'autrice si prende tutto il tempo di descrivere i propri personaggi attraverso azioni e scelte.
Mi sto gustando la lettura come mi gusterei una tazza di tè... in poltrona e in pieno relax.


IL GIARDINO DEI SEGRETI di Kate Morton (Sperlinkg&Kupfer, 591 pp).  RECENSIONE 

Leggere un romanzo di questa scrittrice per me vuol dire farmi avvolgere da sensazioni sature di mistero, un po' "gotiche", inquietanti, oscure, camminando tra stanze e corridoi poco illuminati di dimore antiche, di solito abbandonate ma un tempo teatro di fatti importanti.






Vorrei leggere: 


LA CASA DEGLI SPIRITI di Isabel Allende (Feltrinelli, 480 pp).


Nella splendida tenuta delle Tre Marie, tre generazioni della famiglia Trueba si succedono mescolando passioni, ambizioni, amori e rivalità. 
Esteban, il capofamiglia, è un uomo volubile e orgoglioso, focalizzato sulla ricerca del potere politico, ma sono le donne a dare davvero vita alla casa: Clara, la moglie, sente un legame mistico con il mondo degli spiriti e trascorre un’esistenza avvolta nei ricordi; Férula, sorella del proprietario, dedica la sua vita agli altri; la figlia Blanca è innamorata di un servo, Pedro, e per questo amore sfiderà anche l’ira del padre; Alba, la nipote, una bambina e poi giovane donna bellissima e volitiva, dovrà invece affrontare i duri tempi della dittatura, e capire come conviverci.


C'è un che di autunnale, nel senso di magico, fortemente simbolico ed evocativo in questa storia lunga tre generazioni, ricca di dettagli e passione, di ideali, declini ed ascese politiche, di presenze immateriali e visioni, adatta per immergersi in qualcosa di coinvolgente magari in una giornata di pioggia o vento.



PAROLE, RICORDI E SCIROPPO D'ACERO di Susan Wiggs (HarperCollins, 427 pp.).

Annie, produttrice di un popolare show di cucina, innamorata persa di suo marito e del loro nido d'amore nel cuore di Manhattan, è anche incinta del loro primo figlio.
Ma il destino spesso è bizzarro e così come ti dà, ti toglie.
Quando Annie si risveglia dopo un lungo periodo di coma scopre che il tempo non è l'unica cosa che ha perso, così per non soccombere alla solitudine fa ritorno nella fattoria di famiglia nel Vermont, dove da generazioni si produce lo sciroppo d'acero.
Qui, a contatto con i propri famigliari, Annie riscoprirà i luoghi in cui è cresciuta, le persone che hanno continuato a vivere lì, tra cui il suo ex ragazzo delle superiori.
Poi un giorno, come per magia, torna alla luce dal passato un vecchio libro di ricette della nonna, che forse non solo aiuterà a risollevare le sorti della vecchia fattoria, ma darà una seconda possibilità anche ai suoi abitanti.

Non so il vostro pensiero al riguardo, ma già le parole sciroppo d'acero, fattorie e piccole comunità mi sanno di mood autunnale senza se e senza ma!






NOIR


Letti e consigliati: 

IL LUNGO ADDIO di Raymond Chandler (Feltrinelli, 320 pp). RECENSIONE

Un noir dalle venature crepuscolari e malinconiche, perfetto per chi ama un autunno che sa foschia e nebbia.


BULL MOUNTAIN di Brian Panowich (NN Editore, 304 pp)  RECENSIONE

Le montagne della Georgia, tra alberi secolari, una fitta nebbia che sale dalle vallate e, al centro, storie di clan familiari che gestiscono il crimine locale da generazioni. 
Un noir moderno, potente e viscerale, perfetto per chi cerca storie di sangue e legami di terra.

Gemini AI




Vorrei leggere: 


LONESOME DOVE di Larry McMurtry (Einaudi, 992 pp).

In uno sputo di paese al confine fra il Texas e il Messico, Augustus McCrae e Woodrow Call hanno cambiato vita: convertiti al commercio di bestiame, ammazzano il tempo come possono. Augustus beve whiskey e gioca a carte, mentre Call lavora sodo dall'alba al tramonto. L'equilibrio si spezza quando, dopo una lunga assenza, torna in cerca d'aiuto un vecchio compagno d'armi, il seducente e irresponsabile Jake Spoon, che descrive agli amici i pascoli lussureggianti del Montana, dando fuoco alla miccia dell'irrequietezza di Call: raduneranno una mandria di bovini, li guideranno fin lassù e saranno i primi a fondare un ranch oltre lo Yellowstone. 
Eroi e fuorilegge, indiani e pionieri, la malinconia di un'epoca al tramonto e l'eccitazione di una cavalcata selvaggia.


Queste cittadine sperdute, le immense praterie hanno un'atmosfera intrinsecamente "autunnale", fatta di cieli grigi, vento freddo, staccionate marcite e personaggi malinconici che affrontano il crepuscolo della propria vita.

Il romanzo è bello corposo per cui mi dà proprio l'idea di una lettura dal respiro ampio, lenta e immersiva.






COZY/ROMANCE
 

Vorrei leggere: 

Immaginare perché associo questo romanzo all'autunno è proprio facile: campagna inglese, profumo di biscotti, the, cannella, zenzero, libri... Cosa si può desiderare di più?


ZENZERO E CANNELLA. LE SORELLE ROSEWOOD di Ella Swan (Piemme, 192 pp).

La sala da tè delle sorelle Rosewood è un punto di riferimento a Mapleton, incantevole cittadina della campagna inglese. Il profumo di biscotti alla cannella e di tè allo zenzero è un invito a entrare e a lasciarsi alle spalle il primo freddo dell'autunno. 
Dietro il bancone ci sono Phoebe, timida e amante dei libri, e Iris, passionale e impulsiva. 
Quando un ragazzo sconosciuto varca la soglia della sala da tè, Phoebe intuisce che i suoi occhi neri nascondono un segreto. 
Intanto Iris si lascia travolgere dall'attrazione per un compagno di college senza sapere che lui rappresenta una minaccia per la Rosewood Tearoom. Phoebe e Iris però non sono sempre state in due. Corinne, la sorella maggiore, se n'è andata da Mapleton due anni prima e nessuno sa perché. Ed è proprio quando torna che le cose si fanno complicate...



CLASSICHEGGIANDO...


Vorrei leggere


Antenato del genere che oggi chiamiamo "Cozy", questo libro della Gaskell ha il sapore del classico confortevole, rassicurante, zero drammi e, insomma, consono per chi desidera rilassarsi.



CRANFORD, IL PAESE DELLE NOBILI SIGNORE di Elizabeth Gaskell (Elliot, 240 pp).


La vita scorre tranquilla a Cranford, un piccolo villaggio nel cuore della campagna inglese su cui regna incontrastato un eterogeneo gruppo di amiche più o meno nobili, più o meno sposate. Inflessibili nel rispetto del decoro ma sempre pronte ad aiutarsi l’una con l’altra, tra un tè e una partita a carte le signore di Cranford affrontano i problemi di cuore, la solitudine, le avversità quotidiane, le differenze di classe e di genere che animano le loro vite e quelle degli altri abitanti del luogo. Ritratto con stile lieve e sottilmente ironico, ne viene fuori un mondo al femminile in cui, spesso, gli uomini rivestono il ruolo di semplici figure sullo sfondo, un universo reso caro e familiare ai lettori da Jane Austen, di cui Gaskell raccolse, rielaborandola con stile personalissimo, l’eredità letteraria.



SHIRLEY di Charlotte Brontë (Fazi, 672 pp).

Yorkshire, inizio Ottocento. Shirley, giovane donna ricca e caparbia, si trasferisce nel villaggio in cui ha ereditato un vasto terreno, una casa e la comproprietà di una fabbrica. Presto fa amicizia con Caroline, orfana, nullatenente e innamorata di Robert Moore, imprenditore sommerso dai debiti, spietato con i dipendenti e determinato a ristabilire l’onore e la ricchezza della sua famiglia, minati da anni di cattiva gestione. Pur invaghito a sua volta della dolce Caroline, Robert è conscio di non poterla prendere in moglie: la ragazza è povera, e lui non può permettersi di sposarsi solo per amore. Così, mentre da una parte Caroline cerca di reprimere i suoi sentimenti per Robert, dall’altra Shirley e il suo terreno allettano tutti gli scapoli della zona. Ma l’ereditiera prova attrazione per un insospettabile...



Letti e consigliati:  Io i classici li sento proprio adatti ai pomeriggi di questo periodo dell'anno, per cui mi sentirei di consigliarvi le atmosfere gotiche e la natura spoglia e selvaggia della brughiera di Emily Brontë (CIME TEMPESTOSE) o quelle più romantiche, argute e ironiche della Austen.





HISTORICAL FICTION


Letti e consigliati:


COME VENTO CUCITO ALLA TERRA di Ilaria Tuti (Longanesi, 383 pp.). RECENSIONE

Perché consigliarlo?
Per i paesaggi collinari, le nebbie, l'umidità, il freddo che avanza, i toni introspettivi, malinconici, la potenza dei ricordi, l'associazione tra le foglie che cadono dagli alberi e le vite dei soldati caduti in battaglia.


IL BRIGANTE di Giuseppe Berto (Bur, 333 pp)  RECENSIONE

Per l'atmosfera crepuscolare, il senso di sconfitta, l'impossibilità del riscatto, la solitudine e il freddo fisico e morale che accompagna il brigante, in fuga tra montagne e boschi. Una storia intensa, radicata nella terra e attraversata da una forte carica umana e nostalgica.

Gemini AI
 
Vorrei leggere:


I PILASTRI DELLA TERRA di Ken Follett (Mondadori, 1049 pp).


Intreccio, azione e passioni si sviluppano così sullo sfondo di un'era ricca di intrighi e cospirazioni, pericoli e minacce, guerre civili, carestie, conflitti religiosi e lotte per la successione al trono. 
 Foreste, castelli e monasteri sono l'avvolgente paesaggio, mosso dai ritmi della vita quotidiana e dalla pressione di eventi storici e naturali entro il quale per circa quarant'anni si confrontano e si scontrano le segrete aspirazioni e i sentimenti dei protagonisti - monaci, mercanti, artigiani, nobili, fanciulle misteriose -, vittime o pedine di avvenimenti che ne segnano i destini e rimettono continuamente in discussione la costruzione della cattedrale.



LA CATTEDRALE DEL MARE di Ildefonso Falcones (Tea Libri, 656 pp).

Nel cuore di un umile quartiere della Barcellona del XIV secolo, gli occhi curiosi del piccolo Arnau sono catturati dalle maestose mura di una grande chiesa in costruzione. Un incontro decisivo, poiché la storia di Santa Maria del Mar sarà il cardine delle tormentate vicende della sua esistenza. All’ombra di quelle torri gotiche, Arnau dovrà lottare contro fame, ingiustizie e tradimenti, ataviche barriere religiose, guerre, peste, commerci ignobili e indomabili passioni, ma soprattutto per un amore che i pregiudizi del tempo vorrebbero condannare alle brume del sogno...


Entrambi sono in wishlist da un po'; il primo, in particolare, lo sto rimandando da tempo perché è abbastanza lunghetto (non mi riferisco semplicemente alle pagine del primo libro, ma proprio alla saga, che è composta da cinque volumi, se non ho visto male), ma anche il secondo si difende bene (ed anch'esso appartiene a una saga, sebbene di tre libri)  ma mi propongo di leggerli entrambi in questo autunno appena iniziato, lasciandomi trasportare in un periodo storico che da sempre mi affascina: il Medioevo.


Come potete vedere, per ogni genere letterario 
ho pensato di abbinarvi una bevanda e un dolcetto.
Spero vi piaccia questa idea 
ed eventualmente, se interessati, 
vi passo le ricette  😄



mercoledì 9 settembre 2026

Recensione: DEMELZA di Winston Graham (la Saga di Poldark #2)

 

Il secondo volume della saga di Poldark è incentrato sul personaggio di Demelza, la moglie di Ross Poldark, una donna dal cuore generoso, dal carattere vivace e determinato e  dallo spirito indomito e indipendente; attorno a questa coppia, si agitano fermenti sociali molto turbolenti che gettano ombre sulla loro serenità.


DEMELZA
di Winston Graham


Marsilio Ed.
492 pp
trad. M.Parolini,
M.Curtoni
Siamo in Cornovaglia, negli anni tra il 1788 e il 1790. 

Ross Poldark, infischiandosene delle convenzioni sociali, ha preso in moglie la figlia di un rozzo minatore, la bella Demelza Carne, scandalizzando così l’alta società locale. 

"Demelza era completamente diversa, cresciuta nella sporcizia, in mezzo agli ubriaconi, una ragazzina randagia che si era arrampicata sulle spalle della sorte per sbirciare nei salotti di chi era migliore di lei: vivace, grezza, volubile, tutte le sue azioni e i suoi sentimenti sempre dettati dall’istinto."

La giovane moglie ne è consapevole e vorrebbe in ogni modo dimostrare la propria buona volontà di inserirsi a pieno titolo tra la gente ricca di Nampara, e infatti si sforza di imparare le buone maniere di una signora raffinata, anche se non è semplice conciliare questo mondo fatto di pettegolezzi, sorrisi ipocriti e smancerie con quello, povero e semplice, da cui proviene.

Il battesimo della piccola Julia (che nasce all'inizio del romanzo, con un parto tutt'altro che semplice per la mamma) offre a Demelza l'occasione di dare una festa nella loro tenuta, anzi due feste, una per i signori e le signore amici dei Poldark, e un'altra per la gente semplice, per i contadini del posto; ma purtroppo uno sgradevole imprevisto rovina parte dei piani di Demelza, che però non si abbatte a lungo e, passando oltre le ingiuste critiche sprezzanti di chi la ritiene un'arrampicatrice sociale, non cessa di tentare di adattarsi ai modi di fare degli aristocratici, anche se il suo carattere impulsivo e schietto fa sì che spesso si ritrovi a gestire situazioni che possono mettere in imbarazzo non solo lei ma anche Ross.

"Eppure loro due, anche se così uniti e intrecciati nei pensieri e nelle emozioni, erano comunque entità uniche e autonome, e così sarebbero rimasti a dispetto dei tanti sforzi fatti per colmare ogni distanza."

Lui l'ama con dolcezza e ammirazione, mostrando molta comprensione per il carattere frizzante e imprevedibile della consorte, assecondandone il più possibile i desideri, conscio di quanto lei ci tenga a renderlo orgoglioso, ma le preoccupazioni del capitano Poldark vanno ben oltre le mura di casa: egli è totalmente preso dalla notevole crisi economica in cui versa il distretto e che andrà via via peggiorando.

L’industria del rame è sull’orlo del collasso a causa di banchieri senza scrupoli, tra cui figura lo sgradevole "nemico", George Warleggan. 
 
A peggiorare l'atmosfera sociale si aggiunge il malcontento dei minatori, sempre più affamati e arrabbiati come possono esserlo coloro che hanno la pancia vuota e vedono i "padroni" ingrassare sempre più.
Insomma, la situazione è come una pentola a pressione pronta a esplodere e Ross, da sempre mosso da principi di giustizia, equità e giustizia, decide di sfidare i ricchi e i potenti, anche se questo significa mettere in serio pericolo la propria stabilità economica e, di conseguenza, famigliare.
L'uomo si imbarca, segretamente, in un progetto che mira a fondere e vendere il rame a prezzi equi,  sfidando il monopolio dei Warleggan, ma purtroppo la situazione è troppo complessa e potrebbe sfuggirgli di mano.

Mentre fuori casa Ross è impegnato con rame, carbone, banchieri spietati e minatori incattiviti, la bella Demelza si dedica alle questioni famigliari..., provocando involontariamente non poche incomprensioni.

Ma Demelza, per quanto giovane e inesperta di tutto ciò che ha a che fare con la vita, le relazioni e il buon nome della gente benestante, ha davvero un cuore d'oro e vorrebbe vedere chi ama felice.
Anche quando commette un errore, dietro non v'è malizia o avventatezza, ma solo una bontà esplicitata forse con poca razionalità, col rischio quindi di combinare guai.

Ed è ciò che accade quando prende a cuore la felicità di Verity, la cugina di Ross e sorella di Francis (sposato con la bellissima ed elegante Elizabeth): convinta che la donna non sia felice di essere la zitella di casa e che il suo cuore ancora batta per Andrew Blamey (il lupo di mare con coi ha avuto un legame sentimentale osteggiato dai Poldark), si dà da fare per organizzare un incontro fra i due ex (?) innamorati, così che possano capire se tra loro è davvero finita o se l'amore cova ancora sotto la cenere della lontananza.

Tale ingerenza, se porta gioia nei giorni grigi della dolce Verity, fa calare nubi scure sulla famiglia, creando ostilità tra i due cugini, Ross e Francis, ostilità che toccheranno pure gli affari, peggiorando le cose su diversi fronti.

Sullo sfondo di non pochi problemi di carattere sociale ed economico, si muovono diversi personaggi, accanto ai protagonisti e in qualche modo ad essi legati: leggiamo così di tradimenti finiti male (molto male), di ingiuste detenzioni cui seguono morti altrettanto ingiuste, di tentativi a vuoto di raddrizzare ciò che è storto, di gente disperata che è disposta a tutto pur di non morire di stenti.

L'atmosfera complessiva del romanzo resta sempre su toni cupi, foschi, ci sono pochi "raggi di sole" ed è principalmente Demelza a dare luce nonostante intorno ci siano un sacco di difficoltà e suo marito sia spesso stanco emotivamente per i troppi pesi da portare.

L'altruismo sincero della donna verrà fuori anche nell'ultima parte della storia, aprendo le porte ad avvenimenti drammatici, psicologicamente devastanti e dolorosi per lei e il marito.

Eppure, in un mare di dolore, Demelza resta in piedi e mostra una tempra incredibilmente tenace.

"C’era qualcosa in Demelza che l’avrebbe sempre condotta verso la felicità. Ross ringraziava Dio che fosse nata così e non sarebbe mai cambiata. Qualunque cosa il destino avesse in serbo per lei, avrebbe sempre messo tutta se stessa in ciò che amava, cercando di migliorarlo in ogni modo, non si sarebbe mai risparmiata..."


Mi è piaciuto questo secondo capitolo della saga, per tante ragioni: mi piacciono il periodo storico e l'ambientazione, mi piace Ross Poldark - così maturo e centrato, dalla personalità strutturata e solida, dai valori inscalfibili, eppure allo stesso tempo appassionato e sanguigno, capace di slanci e atti di coraggio (condito con un pizzico di imprudenza) che lo portano a schierarsi dalla parte di chi subisce ingiustizie anche quando potrebbe rimetterci personalmente; mi cattura la penna di Graham, per me ottimo narratore, che arricchisce il racconto dei fatti con brevi ma efficaci descrizioni  di persone e luoghi.

Amo il paesaggio, questa brughiera della Cornovaglia che in queste pagine ho avuto modo di ammirare e "vivere" grazie a una scrittura che mi ha trascinata dentro la storia, che mi ha fatto sentire lì con i personaggi; questi ultimi - tanto i principali quanto i secondari - sono tratteggiati con grande umanità, nei dialoghi realistici quanto nei comportamenti, nelle loro azioni più nobili come in quelle più deprecabili.

Il ritmo narrativo è per lo più dilatato, placido, con momenti più vivaci, sino ad arrivare agli ultimi capitoli, più intensi e movimentati.

Sono contenta di aver ripreso questa saga e mi propongo di proseguirla, magari andando a ripescare anche la serie tv, visto che dopo Jamie e Claire Fraser sono rimasta orfana 😢

sabato 29 agosto 2026

Recensione: ALLONTANARSI di Elizabeth Jane Howard



La seconda guerra mondiale è finita e, pur vivendo ancora in una fase caratterizzata da privazioni e incertezze, i Cazalet riprendono pian piano in mano le proprie vite, tornando ciascuno ai propri impegni, a vecchie e nuove preoccupazioni, a legami da ridefinire e, come sempre, qualcuno si porta dietro fardelli di infelicità più pesanti rispetto agli altri.



ALLONTANARSI
(La saga dei Cazalet, IV)
di Elizabeth Jane Howard



Fazi Ed.
trad. M.Francescon
672 pp
Il quarto volume della saga famigliare incentrata sui Cazalet, la ricca famiglia inglese proprietaria dell'antica e grande dimora di Home Place, inizia nell'estate del 1945 e si concentra, come sempre, su ogni membro, a partire dai fratelli Hugh, Edward e Rupert.

Hugh è il buono, il pacato, il fratello con la testa sulle spalle ed è anche colui che stenta a ricostruirsi una vita perchéancora sente il peso del dolore della perdita della moglie Sybil; adesso va sicuramente meglio ma un velo di malinconia continua ad attraversargli il volto.
Riuscirà ad aprire il proprio cuore all'eventualità di un nuovo amore che torni a fargli vibrare il cuore?

Intanto, a dargli pensieri ci si mette il fratello meno stabile dei tre, Edward.

Edward è il solito fedifrago che vuol godersi l'amante giovane (Diana, con cui ha due figli) ma non ha il coraggio di dire alla moglie che è finita.
Questo suo voler tenere il piede in due staffe innervosisce Diana e rende lo stesso Edward indolente e frustrato, anche nei confronti dell'ignara consorte, la quale intanto ottiene dal marito un nuovo appartamento in cui - sogna - poter vivere insieme a lui.

Povero Ed! Barcamenarsi tra l'infelice Villy (che ha abbandonato ogni sogno e ambizione per fare la mamma e la moglie) e l'insoddisfatta Diana, che ogni tanto sente il divario anagrafico tra lei e l'amante, il che la porta a chiedersi - non senza sensi di colpa - se stia facendo la cosa giusta pretendendo di unirsi per sempre a un uomo più grande di lei che comincia a mostrare i primi, ineluttabili segnali di "appesantimento"...

Edward troverà il modo di uscire da questa situazione destabilizzante e codarda?

Rupert, il terzogenito del Generale e della Duchessa, è tornato vivo e intero dalla guerra; inevitabile è l'imbarazzo - misto a stupore e gioia - nel ritrovarsi con la moglie Zoë e, in generale, con tutto il contesto famigliare da cui è stato lontano per qualche anno.

Sia lui che Zoë vivono una condizione intima di disagio perché, pur essendo comunque felici di essersi ritrovati, sono consapevoli che - negli anni di assenza l'uno dall'altra - hanno cercato consolazione e amore fra altre braccia e il sentimento d'amore per l'altra persona non è stato spazzato via in un batter d'occhio solo perché questa persona è fisicamente assente.

Entrambi, quindi, vivono sentimenti contrastanti verso il coniuge e sono coscienti che l'unico modo per salvare il matrimonio e tornare ad essere felici sia affrontare il passato.
L'amico di sempre - il leale e rassicurante Archie - non fa che consigliare ad entrambi, separatamente, di scegliere la via della verità: devono "confessare" la relazione avuta quando erano lontani, perdonarsi (se necessario), capirsi e ritrovarsi, perché sicuramente tra loro c'è ancora quell'amore che li aveva uniti tanto prima della guerra.

Archie è un altro personaggio che, pur non essendo un Cazalet di nome, fa parte della famiglia perché tutti gli vogliono bene e lui dispensa consigli a chi glieli chiede o anche solo la propria disponibilità ad ascoltare con pazienza sfoghi, lacrime, lamentele, paure.

Lo fa con Zoë, con Rupert, con Rachel (verso la quale non prova più quel sentimento amoroso che l'ha tormentato per anni e che, ormai l'ha capito benissimo, non avrebbe mai trovato terreno, essendo Rachel innamorata da sempre dell'amica Sid) e soprattutto con Clary, la figlia di Rupert, forse l'unica, in famiglia, a non aver mai dubitato che suo padre sarebbe tornato da lei.

Archie è praticamente coetaneo di Rupert (con cui ha frequentato l'Accademia per artisti, ed infatti anch'egli sognava di vivere d'arte), per cui ha passato i quaranta, ha riportato una lieve zoppia dalla guerra ed è irrimediabilmente single.
Il suo essere un punto di riferimento per i Cazalet viene fuori in special modo nel rapporto con Clary, che lo vede come uno zio e, anzi, ad essere precisi, negli anni in cui non c'è stato Rupe, le ha fatto anche da figura paterna, sostenendola, dandole consigli e incoraggiamenti, indirizzandola, accogliendo sfoghi e asciugando lacrime, e adesso che Clary è una donna di oltre venti anni, continua a vegliare su di lei.

Clary è sempre lei: emotiva e indomabile, decisa e insicura insieme; apparentemente dura, cela in realtà moltissime vulnerabilità, soffre il sentirsi da sempre goffa ed imbranata rispetto alla calma e sicura Polly, e insignificante e scialba se confrontata alla bellissima e sensuale Louise.

Crescendo, continua a coltivare il sogno di diventare una scrittrice ma non si sente concentrata e non riesce a mettere giù qualcosa che la convinca e che valga davvero; a frenarla è la sua continua ricerca di conferme, che la porta ad essere costantemente dipendente da qualcuno pur di sentirsi protetta e serena.
Lo è nei confronti di Polly e lo è anche verso Archie, fatta eccezione per il periodo in cui vive - con la visceralità e l'entusiasmo che la contraddistinguono - una relazione sentimentale con un uomo di dubbia moralità e che non nutre per lei sentimenti puliti e rispettosi.

Sentimentalmente, quindi, Clary si trova in una condizione burrascosa, instabile che non le dà quella gioia e quella soddisfazione che desidera, anzi finirà per lasciarle non poche ferite e sarà Archie a curargliele, il che renderà il loro rapporto sempre più stretto...

Polly è una boccata d'aria fresca: è una persona solida, strutturata, con i piedi piantati per terra, dal grande senso pratico, razionale e sensibile, attenta a non urtare i sentimenti altrui e molto paziente verso tutti; il suo carattere dolce e affidabile fa di lei la candidata ideale per una storia d'amore che rispecchi la sua personalità e che sia forte e romantica, rassicurante e piena di buoni sentimenti.

Louise è - tra le cugine - la più infelice.
Bella, desiderata, ammirata e invidiata, Louise vive male ciò che per gli altri è sinonimo di orgoglio; prigioniera della propria bellezza, di quel corpo  ben fatto che attira gli sguardi lascivi degli uomini, Louise non sa che direzione dare alla propria esistenza.

È sempre tentata di "sfruttare" la propria avvenenza buttandosi nella recitazione e nel teatro, ma non riesce a decollare e questo è frustrante; per non parlare dell'aspetto sentimentale!
Sposata col fotografo Michael e madre del piccolo Sebastian, Louise soffre nella gabbia dorata di un matrimonio infelice, giudicata dalla suocera severa e morbosamente attaccata al figlio, consapevole di non avere particolari capacità, di non avere neppure il sostegno concreto dei genitori (troppo presi dai propri problemi coniugali), la ragazza è in balia di sé stessa, di una condizione di depressione e disorientamento emotivo che la stanno rendendo sempre più triste, disillusa, affranta.

Sarà capace di uscire da questa solitudine interiore che l'affligge, da questa insoddisfazione che la fa sentire sbagliata, smarrita? Troverà il modo di colmare il suo grande bisogno di essere amata per ciò che è interiormente?

L'autrice si sofferma anche su altri personaggi, più o meno secondari, da Rachel (e il suo legame con Sid) a Villy e a sua sorella Angela, dai figli di quest'ultima (il malinconico Christopher, la volitiva Nora, che dedica energie per assistere gli invalidi di guerra, marito compreso) a Teddy (figlio di Edward) che ha sposato una donna decisamente difficile e sgraziata...

La lettura di questo romanzo è stato un ritorno in famiglia, in un certo senso, perché ai Cazalet si vuol bene, ci si affeziona e - giunta al penultimo capitolo della saga - ci si sente ormai a buon diritto un membro acquisito della famiglia.
La sensazione di spiare da esterni i membri del casato è ben lontana ed essa ha fatto posto a quella più intima di far parte di questo nucleo famigliare così variegato per età e personalità, in cui ti ritrovi accanto al marito più devoto come a quello più egocentrico e superficiale, alla signorina più mansueta come a quella più ribelle, all'anziana più saggia come a quella più capricciosa.

Verso la metà del libro ho provato una sensazione di malinconica tristezza perché mi sembrava che per ciascun Cazalet la felicità fosse una chimera: fino a un certo punto, infatti, paiono tutti infelici e mesti, anche perché ognuno è a un bivio della propria esistenza, deve decidere che strada prendere e inevitabilmente ciò porta tutti ad allontanarsi l’uno dall’altro.

È quindi una tappa in cui per qualcuno è giunto il momento di rimettere insieme i pezzi che la guerra ha sparpagliato, mentre per altri è il contrario e, ciò che la guerra aveva tenuto insieme, adesso emerge in tutta la sua precarietà e frammentarietà.

Se alcuni fanno fatica a trovare equilibrio dentro e fuori di sé, per altri si accende una speranza di gioia e serenità che coinvolge il lettore, rendendolo felice assieme a chi sta varcando soglie importanti e acquisendo nuove e più mature consapevolezze.

Mi rapisce ogni volta la penna elegante ed essenziale dell'autrice, priva di manierismi e di artifici stilistici, e non posso non amare la sua abilità nel rendere i suoi personaggi (tutti, anche quelli meno rilevanti) vivi, complessi, mai scontati, mai semplificati in "buoni" e "cattivi" ma assolutamente veri,  presentati nel loro essere così splendidamente umani, fragili, vulnerabili, "difettosi" eppure perfetti per come sono; quelle mancanze che in certi frangenti urtano e irritano, in altri possono suscitare tenerezza e compassione, raramente disprezzo e disapprovazione totale perché il lettore tende, al pari della scrittrice, a mettere da parte ogni forma di (pre)giudizio.
Mi piace come lascia evolvere gli uomini, le donne e i bambini/ragazzini, in maniera naturale, rispettosa delle loro individualità, dei loro vezzi e dei loro pregi, dei sogni e delle illusioni, raccontandoceli e mostrandoceli mentre agiscono, parlano, riflettono, piangono e sorridono.

Insomma, confermo il mio amore per questa saga, non mi resta che il quinto volume e ho appreso con piacere che l'otto settembre Fazi pubblicherà Le ore d'oro di Louisa Young, la quale ha ripreso il lavoro della zia dando vita al seguito della saga dei Cazalet.


lunedì 22 giugno 2026

Recensione: IL SEGRETO DEL SILENZIO (Night School #4) di C.J. Daugherty



Nel quarto capitolo della saga young adult Night School, la 17enne Allie Sheridan torna nella sua amata Cimmeria Academy, ritrovando i suoi amici.
Ma i nemici sono ancora sulle sue tracce e neanche a scuola è più al sicuro.



IL SEGRETO DEL SILENZIO
Night School #4
di C.J. Daugherty

Newton Compton
trad. M.C.Cesa, 
A. Russo
314 pp
Allie Sheridan e la sua best friend Rachel hanno trovato rifugio in Francia, in una località segreta, nella grande dimora della famiglia di Sylvain, caro amico e compagno di scuola super protettivo verso di lei.
Ma nonostante le accortezze e le attenzioni, le guardie di Nathaniel riescono a scovarla e lei è costretta a fuggire, tornando nuovamente in quell'unico posto che sente come casa propria: la Cimmeria Academy.

Purtroppo anche alla Cimmeria, dopo gli attacchi feroci di Nathaniel e Gabe - che hanno portato a caos, feriti e alla morte di Jo, per la quale Allie ancora soffre molto - molte cose sono cambiate e adesso si respira un clima di estrema tensione.

Se la maggior parte degli studenti diserta le lezioni, gli insegnanti non sono più dei rassicuranti punti di riferimento; e poi ci sono molte guardie, assoldate per tenere tutto sotto controllo.

Insomma, la scuola ha perso quel fascino e quella spensieratezza degli anni precedenti... 

La minaccia costituita dallo spietato Nathaniel è concreta e vicina, tanto da far sentire l'urgenza allo stesso Raj Patel (a capo della sicurezza all'interno dell'istituto) di rendere più frequenti e duri gli addestramenti dei membri della Night School.

Anche perché ormai quello che prima poteva essere un dubbio è diventato certezza: tra i professori si nasconde la talpa, la spia al soldo di Nathaniel.

Quando viene alla luce, la spia prova a scappare ma viene riacciuffata.
Allie e i suoi amici sono delusi, amareggiati e si sentono oltremodo traditi da questa persona, verso la quale avevano sempre nutrito fiducia e rispetto.

Contemporaneamente, lo stesso Nathaniel si fa sentire con Lucinda Meldrum e pretende un incontro per tentare di ottenere ciò per cui sta tanto combattendo: potere, controllo. 
La conditio sine qua non è che ci sia Allie Sheridan, che è l'ossessione dell'uomo e il suo principale bersaglio da sempre.

Nel disperato tentativo di fermarlo, Allie accetta di accompagnare Lucinda in una pericolosa missione durante la notte, anche se questo potrebbe mettere a repentaglio la vita sua e dei suoi amici... 

Carter e Sylvain sono entrambi pronti a combattere al suo fianco e dimostrarle il loro amore. 

A tal proposito, in tutta questa atmosfera di estrema preoccupazione e angoscia, Allie vive un'ulteriore dimensione ansiogena: il suo legame con Sylvain si è incamminato verso una direzione ben precisa (sono fidanzati, si scambiano effusioni) ed Allie prova molta attrazione per il bel giovane dalle origini francesi, così raffinato, gentile, premuroso e sexy.

Ma il suo cuore non va di pari passo con la mente: se la seconda le suggerisce con insistenza il nome di Sylvain (il ragazzo perfetto), il suo cuore non ha mai smesso di sussurrare il nome di Carter.

Certo, lui fino a poco tempo prima era impegnato con Jules e attualmente è schivo, riservato, a volte ombroso e poco socievole con Allie, ma lei sa che lui c'è per lei. Sempre e in qualsiasi situazione.

E così sarà, infatti, quando dovrà presentarsi "all'abboccamento" con una persona di fiducia per sentire cosa ha da dirle il nemico numero 1 della Cimmeria.

Questo capitolo della serie si concentra molto sui dubbi sentimentali di Allie e sulla questione di Nathaniel e delle sue richieste per prendere in mano tutto quello che finora è stato di Lucinda Meldrum, la potente ed autoritaria nonna di Allie.
I ragazzi della Night School vengono addestrati severamente e in modo molto professionale perché devono essere in grado di difendersi e, se è il caso, di attaccare; Carter e Sylvain - ma in una certa misura anche la stessa Allie, Nicole e Rachel - hanno atteggiamenti più maturi della loro età e hanno un modo di affrontare le difficoltà e le minacce di adulti avidi e malvagi con una padronanza ed un autocontrollo che difficilmente si possiedono a diciassette anni.
Ma evidentemente andare a scuola alla Cimmeria insegna a stare sempre in allerta, ad allenare i riflessi e ad avere un corpo e una mente controllati e disciplinati.

Lettura piacevole, adatta principalmente a un pubblico giovane; la narrazione mantiene sempre un buon ritmo, il quale si fa più serrato verso la parte finale, che è bella movimentata, e il cliffhanger finale mi ha spinta a iniziare immediatamente il quinto ed ultimo libro della serie, Il segreto del fuoco.


La serie Night School è così composta:

1. Night School (Il segreto del bosco) 
2. Legacy (Il segreto della notte) 
3. Fracture (Il segreto dell'alba)
4. Resistance (Il segreto del silenzio)
5. Endgame (Il segreto del fuoco)


domenica 28 dicembre 2025

L'EREDITÀ DELLA VILLA DELLE STOFFE di Anne Jacobs [ RECENSIONE ]

 

Giunti al terzo capitolo della saga famigliare La villa delle stoffe, ritroviamo i Melzer, la loro servitù e tutte le movimentate vicende che rendono l'esistenza di ciascuno sempre piene di sorprese e decisioni da prendere, in una società post-bellica che sta cercando di rialzarsi dalle macerie lasciate da un conflitto sanguinoso.



L'EREDITÀ DELLA VILLA DELLE STOFFE
di Anne Jacobs



Giunti
trad. L. Ferrantini
544 pp
La villa delle stoffe #3
È il 1923 e l'incubo della Grande Guerra, con le sue devastazioni, i suoi innumerevoli feriti e morti, la povertà e le privazioni di ogni genere, è ormai alle spalle e tutti possono guardare al futuro con un crescente ottimismo.

Ad Augusta, in casa Melzer, le cose non procedono male, anzi: Paul è tornato dal fronte sano e salvo e tutto intero ed è pronto a riprendere le redini della grande fabbrica di tessuti, diretta in sua assenza dalla moglie Marie, abile artista e sarta. 

Dopo tanti mesi di separazione, il loro amore è più forte che mai, i due sono tanto uniti e felici assieme ai loro vivacissimi gemelli (Leo e Dodo), anche se Marie non può fare a meno di notare quanto Paul sia all'antica in certi modi di pensare: ad esempio, guarda con sospetto i nuovi modelli disegnati da Marie - quei tailleur così moderni, stretti e sfrontati -, come anche la moda dei capelli corti, che ha già contagiato sua sorella Kitty. 

Per Paul queste mode sono troppo sfacciate e gli rimandano l'idea di una donna eccessivamente indipendente, libera da vincoli e obblighi, quando lui invece vorrebbe che l'adorata moglie continuasse ad essere tutta dedita a lui, ai figli e al portare avanti al Villa delle Stoffe, piuttosto che mettersi in testa strane idee...

Ma nelle vene di Marie scorre il sangue di sua madre, la geniale e anticonvenzionale artista Louise Hofgartner, e quell'anima forte e intraprendente le mostra quanto possa essere opprimente un'esistenza privata del piacere che dà il seguire le proprie attitudini e inclinazioni.

Il ritorno alla ristretta vita familiare comincia quindi a opprimere Marie, tanto più che non è neppure libera di prendere davvero e autonomamente delle decisioni fondamentali, comprese quelle che concernono l'educazione dei propri figli.
Per dirne una: una vecchia amica di Lisa (sorella di Paul e Kitty, attualmente in Pomerania assieme al marito Klaus) è stata assunta quale bambinaia di Dodo e Leo ma i bambini la detestano perché la donna è arcigna e tirannica, eccessivamente severa e non tiene conto dei sentimenti e delle esigenze dei gemelli.
Marie vorrebbe che Paul la mandasse via ma, siccome la mamma e suocera, Alicia Melzer, non vuole, l'opinione della giovane signora non viene assolutamente presa in considerazione.

Possibile che Paul tenga più al parere materno che a quello della consorte?

Per dimostrare a quest'ultima di essere dalla sua parte, decide di aiutarla a realizzare un sogno: aprire un atelier di moda tutto suo. 

Marie è brava e professionale in ciò che fa e ben presto i suoi modelli riscuoto uno straordinario successo: le signore non parlano che di lei, tutta la buona società si contende i suoi capi. 

Quando gli impegni cominciano a tenerla lontana da casa e dai bambini, Paul ne è irritato: ok il lavoro e  la passione per ciò che le piace fare... ma Marie resta prima di tutto una moglie e una madre ,e il primo luogo in cui deve passare più tempo è la villa non l'atelier, che evidentemente per Paul dovrebbe essere più un passatempo che un vero e proprio lavoro.

Sente che sua moglie sta prendendo la strada dell'indipendenza già calcata dalla sorella Kitty, che ormai vedova e con una figlioletta da accudire (Henny), non fa che trascorrere le giornate facendo esattamente tutto ciò che la rende felice, senza darsi troppe regole o freni.

Per evitare che Marie creda di potergli mettere i piedi in testa, l'uomo le dà un ultimatum, dalle conseguenze inaspettate e che getteranno tutti - padroni e domestici - nella confusione più totale.

Marie, pur essendo sempre molto innamorata di Paul, si mantiene ferma nelle proprie posizioni: non ha alcuna intenzione di chiudere l'atelier e di rientrare in casa con la coda tra le gambe (con somma soddisfazione della suocera, che ha sempre disapprovato che lei lavorasse), relegando se stessa al semplice ruolo di signora Melzer.
Il suo negozio sta andando così bene, lei ama realizzare abiti, sperimentare con modelli sempre muovi e "alla moda"...: perché dovrebbe rinunciarvi? 

Per non parlare del fatto che la mentalità maschilista di Paul lo induce a sbagliare pure con i figli: Leo ha un grande talento per la musica (il pianoforte è il suo strumento preferito) e nessun interesse per le macchine industriali, le auto e quant'altro di tecnico, ambito che invece appassiona Dodo, indifferente a bambole, pizze e merletti e desiderosa, semmai, di pilotare un aereo, da grande. Paul è totalmente cieco di fronte ai temperamenti e alle attitudini dei figli, ai quali impone i propri modi di pensare e i propri antiquati schemi mentali.

A questo subentrerà un'altra questione, che riguarderà Louise, la defunta madre pittrice, che resta per i Melzer un punto dolente, una "pietra di scandalo" alla quale essi preferirebbero non essere associati.

Ma disprezzare Louise significa disprezzare sua figlia, le cui origini sono necessariamente legate alla madre, della quale non solo Marie non si vergogna ma del cui estro artistico vuol essere testimone orgogliosa.

Nella coppia si apre una crepa non indifferente, con conseguenze sui bambini e sulla gestione della villa delle stoffe.
L'amore che li ha sempre legati vincerà sui litigi, sulle divergenze d'opinione, portandoli a trovare un punto d'incontro?
Entrambi sono innamorati ma altresì orgogliosi: chi farà il primo passo per chiedere scusa all'altro?

Paul si lacera dentro, convinto che "Le ombre cattive bisognava seppellirle nella cantina dell’oblio, chiudere la porta con settantasette lucchetti e non sfiorarla mai più. Solo così si poteva continuare a vivere, costruire un futuro." ma non basta chiudere un problema nel cassetto perché esso scompaia; Paul è un uomo riflessivo (per quanto facile agli scoppi d'ira, esattamente come il padre Johann) e sa che sua moglie merita rispetto e considerazione e che il suo atteggiamento da marito/padre padrone in perfetto stile Melzer non aiuta a risolvere conflitti, anzi...

Intanto, attorno a loro, i domestici guardano, sghignazzano o sospirano, mentre sono presi dalle proprie umili incombenze.

Hanna è sempre accanto a Marie, pronta a servirla anche con mansioni che non la entusiasmano più di tanto. A portarle una rinnovata gioia ci pensa un piacevole ritorno di un ex domestico.
Auguste va e viene dalla villa per racimolare qualcosa da mangiare per sé e per i propri figli, visto che l'attività del marito (buon uomo e gran lavoratore) non sta andando come avevano sperato, cosa che la spinge a rivolgersi ad una vecchia conoscenza della villa da cui farebbe bene a star lontana...

Lisa, dal canto suo, è in Pomerania ma il suo matrimonio è ormai irrecuperabile, tanto che la donna è pronta a buttarsi tra le braccia di un altro uomo che, pur sembrando attratto da lei, non si decide a farsi avanti.

Insomma, alla Villa delle Stoffe c'è sempre un gran movimento, accadono tanti piccoli avvenimenti che creano molta dinamicità e imprevedibilità, ci sono coloro che tramano alle spalle di altri e che non aspettano altro che la loro caduta, ci sono fraintendimenti, vecchi e nuovi rancori, a un certo punto c'è pure una piccola "nota gialla" in quanto un personaggio verrà ucciso e un innocente incolpato...
E poi, proprio nelle ultime battute, si registra un ritorno e si intuisce come nel prossimo romanzo della serie questi potrebbe avere un proprio peso nel creare nuovi sviluppi.

Anche questo volume è stato interessante: le vicende che coinvolgono Paul e Marie mi sono piaciute perché le personalità di entrambi spiccano nel bene e nel male e in loro ci sarà comunque una maturazione, una crescita, che li porterà ad affinare tanto il proprio carattere quanto la loro relazione di coppia.
Mi sono piaciuti anche i capitoli dedicati a Lisa, che è sempre stata la sorella più bistrattata ma che in realtà, rispetto a Kitty, ha modo di evolvere, prendere decisioni importanti per dare una svolta alla propria esistenza, mentre Kitty in questo romanzo, pur proseguendo con la propria vita di donna libera che ride davanti alle convenzioni sociali, non vive grossi cambiamenti; per contro, continua a sostenere con forza la cognata contro la testardaggine di Paul.

Curiosa di proseguire, non posso che consigliare la saga a chi ama immergersi in storie di gente sia ricca che umile, alle prese ognuna con sfide e difficoltà quotidiane, in stile Downton Abbey.


I libri della serie:

4. Ritorno alla villa delle stoffe
5. Tempesta sulla villa delle stoffe
6. Incontro alla villa delle stoffe

giovedì 31 luglio 2025

IL CERCHIO DI PIETRE di Diana Gabaldon (Outlander #4) [ RECENSIONE ]



Cosa è accaduto dopo la sanguinosa battaglia di Culloden, avvenuta nell'aprile 1746?
Mentre l'highlander Jamie Fraser deve rimettere in sesto la propria vita dopo la disfatta e in una condizione di prigionia - sostenuto solo dalla speranza di tornare a casa, a Lallybroch, e da quella di aver fatto bene a mandar via Claire e il bimbo che portava in grembo -, nel maggio del 1968, a Inverness, Claire Beuchamp Randall (Fraser) sta cercando di scoprire se l'unico amore della sua vita sia sopravvissuto al disastro di Culloden e cosa ne sia stato di lui dopo.




IL CERCHIO DI PIETRE
di Diana Gabaldon



Corbaccio
trad. V. Galassi
589 pp
"« Lo sai che cosa significa vivere vent'anni senza un cuore? Vivere come un uomo a metà, abituarti a campare con il pezzetto che ti è rimasto, stuccando le crepe con qualsiasi genere di malta ti capiti a tiro?»".


Nel terzo capitolo della saga fantasy/romance/storica, abbiamo lasciato Jamie e Claire divisi dagli eventi storici che entrambi sapevano si sarebbero verificati a Culloden.
Hanno fatto tutto ciò che era in loro potere per evitare quella battaglia - sapendone gli esiti drammatici per gli scozzesi - ma la Storia ha fatto il proprio corso senza deviare di un millimetro.

Claire, spinta dal marito, ha lasciato il 1746 per ritornare nel suo presente, quindi nel 1948, da Frank Randall, il quale - seppur decisamente perplesso, sgomento, incredulo, ferito - ha accolto non solo la moglie, tornata spaesata dal suo soggiorno di tre anni con le fate (?!?!), ma anche il figlio che portava in grembo.
Ma a dispetto di una paternità non sua, Frank ha amato follemente, dal primo momento, quel frugoletto coi capelli rossi chiamata Brianna (in omaggio al padre di Jamie), la quale è cresciuta adorando quel padre gentile ed elegante, fine storico dalla mente brillante, e cercando di captare i segreti celati dietro gli occhi sognanti di quella madre medico eppure a volte così "svagata", come se vivesse a Boston ma con la mente fosse altrove.

Sì, ma altrove... dove?

Il momento della verità è giunto anche per la bella e impetuosa Brianna: Claire ha raccontato la verità alla figlia, dicendole che il suo cuore è rimasto in Scozia, nelle mani dell'uomo amato, che poi è il vero padre della ragazza; la rivelazione aveva ovviamente scioccato sia Bree che lo storico e amico Roger MacKenzie Wakefield.
Ma, passato lo shock e capito che Claire non è una pazza bugiarda, Bree e Roger decidono di aiutare la donna a scoprire cosa ne sia stato di James Alexander Malconm MacKenzie Fraser dopo Culloden, scoprendo la prigionia e, soprattutto, che vent'anni dopo l'uomo fosse ancora in vita e che facesse il tipografo ad Edimburgo.

In un costante andare e venire dal passato al presente, seguiamo le avventure di Jamie, la sua prigionia ad Ardsmuir, la singolare ed acerba amicizia con il maggiore John William Grey, il trasferimento nella tenuta di un nobiluomo e tutto ciò che ne consegue; ma a un certo punto le strade dei due innamorati tornano ad incrociarsi in quanto Claire, incoraggiata dalla figlia, decide di tornare a Craigh na Dun e attraversare le pietre, sperando di ritrovarsi nella Edimburgo del 1766.

"Ero viva, comunque. Viva e con una piccola sensazione di certezza simile a una minuscolo sole che mi ardeva sotto le costole. Lui era qui. Lo sapevo adesso, pur non avendolo saputo al momento di attraversare le pietre: quello era stato un salto di fede. Ma avevo gettato il mio pensiero per Jamie come un'ancora di salvataggio in un torrente impetuoso: il cavo che stringevo tra le mani si era fatto teso e mi aveva trattato in salvo. (...) Mi trovavo qui, e in qualche punto di quello strano territorio del passato c'era l'uomo che cercavo. I ricordi di angoscia e terrore andavano svanendo via via che mi rendevo conto che il dado era tratto. Non potevo tornare indietro: un viaggio di ritorno sarebbe stato quasi sicuramente fatale. (...) Non c'era altro da fare che andare avanti... e trovarlo".

E lo trova, il suo Jamie, chiaramente più maturo ma sempre vigoroso, affascinante, intraprendente, determinato e pericolosamente con le mani in pasta in affari non proprio tranquilli.

"Sollevai il mento per guardarlo. « P-pensavo che fossi morto». Pur avendo voluto infondere un tono leggero a quelle parole, la voce mi tradì. Le lacrime presero a scorrermi lungo le guance per poi inzuppargli la stoffa grezza della camicia quando lui mi trasse con forza a sé. 
Che impiegai qualche tempo prima di accorgermi che tremava anche lui e per lo stesso motivo. Non so quanto a lungo restammo seduti su quel pavimento polveroso, a piangere l'uno tra le braccia dell'altra tutta la nostalgia provata nei vent'anni di separazione".

Il loro incontro, dopo vent'anni di lontananza, vissuti nell'amara e dolorosa certezza di aver definitivamente perso l'altro/a, è emozionante ma, com'è tipico di Jamie e Claire quando sono insieme, mai del tutto quieto.
Da subito, infatti, Claire si immerge mani e piedi nel quotidiano movimentato e spericolato a cui è abituato il marito, andando incontro a pericoli, correndo e nascondendosi per le strade sporche e fangose di una città tanto suggestiva quanto rumorosa e caotica, conoscendo uomini e donne di malaffare, ma non c'è in Claire mai, in nessun momento, il benché minimo pentimento per aver lasciato il tranquillo e rassicurante 1968 per infilarsi in un periodo e in un contesto più irrequieti e non privi di insidie.

Se c'è lui al suo fianco, Claire può smettere di aver paura.
Jamie è il suo faro, la sua roccia, il suo punto di riferimento e si fida di lui adesso come si fidava di lui due decenni prima.

Ma rivedersi dopo molti anni, cambiati nel corpo e nella testa - non nel cuore, dove l'amore reciproco non ha mai smesso di essere vivo e forte -, non può non creare momenti di imbarazzo, di disagio, e i due si sentono a volte come degli adolescenti al primo appuntamento.

Ma il loro legame è così solido che ritornare ad essere l'affiata coppia di un tempo non è così difficile.
Certo, hanno tanto da dirsi.

Claire è ansiosa di mostrargli le foto della loro Brianna, di parlargli di quanto gli somigli, e vuol sapere tutto di Jamie, di come e cosa ha vissuto in sua assenza.

E Jamie, pian piano, sembra aprirsi un po'..., se non fosse che decide di nascondere qualche "dettaglio" della propria vita alla moglie, decisione che innescherà litigi e conflitti quando, tornati a casa, a Lallybroch (da una diffidente Jenny), la verità taciuta emergerà creando non pochi scompigli.

Claire non può non chiedersi se tornare indietro sia stata davvero una buona idea: cosa si aspettava di trovare, dopo tanti anni d'assenza accanto al proprio uomo? Credeva forse che il mondo di Jamie si fosse fermato, che fosse rimasto sospeso e immobile nel momento in cui lei aveva varcato le pietre?
È ovvio che lui sia andato avanti a vivere la propria vita e che essa si sia arricchita di altre persone, legami, affari, problemi...

E problemi è stata, è e resterà la parola d'ordine dei coniugi Fraser, che si ritroveranno ancora una volta davanti a nuove sfide, nuove gatte da pelare, e il libro si chiude infatti con una situazione amara che vede marito e moglie molto preoccupati e in procinto di infilarsi in una nuova impresa piena di incertezze.


Mi sono gustata la lettura di questo romanzo tornando molto volentieri in Scozia, accanto al guerriero dai capelli rossi, che sopravvive a battaglie, prigionie, ferite profonde, esecuzioni che vengono annullate per il rotto della cuffia, e che continua a vivere costantemente all'insegna di sempre più vivaci peripezie, pronto a condurre gli affari con audacia, in un mix di sicurezza ed incoscienza, incurante dei rischi, o meglio, consapevole che ce ne siano e disponibile ad affrontarli.

Claire è sempre lei: amorevole e testarda, appassionata e leale, coraggiosa e intrepida come sa che dev'essere la compagna di vita di uno come Jamie Fraser.

Per me leggerli è come per i protagonisti tornare a Lallybroch: avere la sensazione di essere in un luogo famigliare, ritrovarsi con cari amici di vecchia data e sedersi con loro davanti al caminetto, ad ascoltare col fiato sospeso le loro eccitanti avventure.

Procedere col prossimo libro non potrà che essere un piacere.




LIBRI DELLA SAGA

1. Outlander
    1.La straniera

2. Dragonfly in Amber
    2. L'amuleto d'ambra
    3. Il ritorno

3. Voyager
    4. Il cerchio di pietre
    5. La collina delle fate

4. Drums of Autumn
     6. Tamburi d'autunno
    7. Passione oltre il tempo

5. The Fiery Cross
    8. La croce di fuoco
    9. Vessilli di guerra

6. A Breath of Snow and Ashes
    10. Nevi infuocate
    11. Cannoni per la libertà

7. An Echo in the Bone
    12. Destini incrociati
    13. Il prezzo della vittoria

8. Written in My Own Heart's Blood
    14. Legami di sangue
    15. Prigioniero di nessuno

9. Go Tell the Bees That I Am Gone
    16. Quando accadrà dillo alle api

lunedì 7 luglio 2025

STORIA DELLA BAMBINA PERDUTA di Elena Ferrante - L'amica geniale IV [ RECENSIONE ]

 

Ed eccomi giunta all'ultimo, toccante capitolo della serie L'amica geniale, che si conferma essere un'opera di narrativa ricca di intensità, densa di personaggi e passaggi indimenticabili, ambientata in un periodo di tempo vivacizzato da numerosi ed importanti cambiamenti sociali, politici, culturali e sullo sfondo c'è sempre il Rione, questo quartiere che non è solo un groviglio di palazzi, stradine e botteghe, ma un piccolo universo vivo più che mai, il cuore pulsante di un legame d'amicizia che resiste al logorio del tempo che scorre, che vola oltre le divergenze caratteriali e d'opinione e che continua a tenere vicine, per sempre, due donne tanto diverse tra loro eppure unite così profondamente.




STORIA DELLA BAMBINA PERDUTA
di Elena Ferrante

Ed. E/O
451 pp
Nel terzo libro, abbiamo lasciato Elena Greco completamente in balia del proprio folle e appassionato amore per Nino Sarratore, ricomparso nella sua vita e pronto a stravolgergliela.

Volata assieme a lui a Montpellier, Elena resta via da casa per cinque giorni, scappando da un Pietro ferito e furioso, e da Dede ed Elsa smarrite di fronte ai litigi dei genitori e alla fuga materna. 

L'ebbrezza, frutto del folle gesto d'amore, fa sì che Elena tenga a bada i sensi di colpa verso le figlie, se non fosse che l'amica Lila, saputa la decisione presa da Lenù di lasciare il marito, la mette in guardia dalle certe scelte che potrebbero far del male alle bambine.

Sullo sfondo romantico di questa relazione con l'uomo amato dall'infanzia, le parole di Lila sono sgradevolmente giudicanti ed Elena cerca di non darvi troppo peso.

Ma già durante i pur incantevoli giorni in Francia, nascono in Elena i primi dubbi su Nino, sciupafemmine e dongiovanni nell'animo. 

La verità è che, nonostante lei ami Nino e lui giuri di amare solo lei, al fianco di quest'uomo ritornano  a galla tutte le insicurezze di Elena, che si sente messa in ombra dalla personalità carismatica e accentratrice di Nino, di cui noi lettori (tutti, vero?) conosciamo (e disprezziamo) l'ambiguità, il suo essere così naturalmente subdolo, il viscidume che lo contraddistingue; in fondo, è degno figlio di suo padre Donato (Elena ricorda a sé stessa e a noi lo squallido amplesso avuto con l'uomo sulla spiaggia ad Ischia. Come dimenticarlo, del resto...?).

Accanto a Nino, Lenù si sente insicura perché sa quanto a lui piaccia piacere ed essere adulato e vezzeggiato da tutti, in particolare dalle donne. 

Intanto, ella continua a cercare di tracciare la propria definitiva strada nel mondo della letteratura e, dopo i soliti suoi tentennamenti, riesce a costruirsi, a fatica e non senza i bastoni tra le ruote da parte dell'ex-suocera, una carriera di scrittrice affermata, cercando allo stesso tempo di trovare un equilibrio tra questa professione - che inevitabilmente le sottrae molto tempo da passare con le figlie, le quali crescono incamerando non poco rancore verso questa madre assente, che le lascia prima con la nonna paterna e poi con "zia Lila" -, la relazione con lo sfuggente e inaffidabile Sarratore (che prosegue con la sua attività da intellettuale e uomo di cultura e poi di politica) e il sempre presente ed enigmatico rapporto con Lila.

Ad un certo punto, Lenù decide di trasferirsi con le figlie a Napoli, decisione che inizialmente verrà presa malissimo dalle bambine, che si vedono di colpo catapultate in una realtà grezza, sciatta, miserabile, abituate com'erano ad ambienti decisamente più educati e raffinati.
Nel tornare a Napoli, la Greco cerca di non farsi risucchiare dal Rione, dai vecchi conoscenti, dalle loro chiacchiere e pettegolezzi, da quella rozzezza dalla quale era fuggita anni prima, ma è impossibile. 

Dopotutto, per quanto si senta ormai un pesce fuori d'acqua, Elena Greco viene da lì, da quel posto rumoroso, caotico, pericoloso, dove per vivere ogni giorno devi intraprendere un qualche tipo di lotta con coloro che, da sempre ormai, spadroneggiano e fanno il bello e il cattivo tempo in quello sputo di mondo.

Ritroviamo, quindi, i fratelli Solara (Michele e Marcello), Carmen Peluso, la famiglia stessa di Elena, Gigliola e tutte le altre donne che hanno caratterizzato l'infanzia e l'adolescenza di Elena, e soprattutto Lila ed Enzo, assieme al figlio di lei, Gennaro (Rino).

Lila, dal Rione, non solo non se n'è andata, ma ha messo radici, costruendosi con Enzo una vita stabile e un lavoro solido grazie alla loro piccola azienda informatica.
Al cospetto dell'amica di sempre, Elena continua a soffrirne la soverchiante personalità, quella sicurezza  che desta ammirazione e invidia, quella capacità che la Cerullo ha di sedurre, catalizzare su di sé ogni attenzione, di riuscire a parlare di qualcosa con convinzione e fascino pur non avendo proseguito con gli studi.

Lila è l'amica intelligentissima, intuitiva, magnetica, decisa e con un gran senso pratico e per gli affari, una donna che sa il fatto suo, capace di ottenere risultati invidiabili a dispetto del postaccio in cui vive, e questa amara consapevolezza ha accompagnato Elena da quando le due erano bambine, influenzando il loro legame.
Per ogni decisione importante presa, Elena (che, per certi versi, è ancora l'adolescente che è stata, vale a dire costantemente bisognosa di conferme) si chiede cosa ne penserà l'arguta e schietta Lila, ma contemporaneamente ne rifugge il parere sapendo che lei la farà sentire sciocca e sbagliata. 

Una delle rare occasioni in cui Lenù si sente importante per Lila e  si scopre più forte di lei, è quello che vede le due amiche atterrite in occasione del forte terremoto del 1980: c'è un momento in cui Lila,  forse per la prima ed unica volta, apre davvero il proprio cuore ad Elena ammettendo le proprie debolezze, la propria vulnerabilità e chiedendole di non abbandonarla mai, neanche quando le dirà cose brutte.

E Lila ha quest'abitudine di essere spessissimo brusca con l'amica, di scagliarle addosso le sue opinioni, il suo modo di vedere le cose e di giudicare le scelte di Elena (circa il matrimonio con Pietro, la relazione con Nino, l'educazione delle figlie...) senza filtri, senza chiedersi mai (non prima, almeno) se ciò che dirà ad Elena la potrebbe ferire o offendere.

In questo ultimo capitolo della serie, si chiudono necessariamente molti cerchi, ma altri resteranno drammaticamente aperti.

Ad esempio, il rapporto conflittuale con Immacolata si rasserena almeno un po' durante la malattia della donna.
Anche con Nino si arriva ad un punto fermo e la conoscenza che il lettore ha di questo individuo gli permette di immaginare in che senso la storia tra lui ed Elena potrebbe evolvere...

Ma ci sono cose che resteranno sospese e che non troveranno soluzione.
Vi è un evento centrale e devastante che coinvolge Lila e che, da un certo momento in poi, diviene il fulcro attorno a cui ruoteranno molte delle vicende successive e che indirizzerà drammaticamente l'esistenza della Cerullo, fermandola, lasciandola come spezzata, interrotta, irrisolta.


L'ascolto dell'audiolibro è stato appassionante e non mi aspettavo nulla di diverso: seguire le storie personali di Lenù e Lila, il modo in cui evolvono i fatti, i rapporti con i personaggi e la loro stessa importante amicizia, mi ha molto coinvolta.
È stato naturale, ancora una volta - e per l'ultima - lasciarmi prendere dal loro legame così viscerale, sincero e ricco di contraddizioni (e per questo così vero), pormi al loro fianco e vederle interagire come amiche che sono tali da quand'erano piccole, e che continuano ad esserlo nell'età matura; è stato emozionante "vederle" cercarsi, darsi supporto a vicenda, oscillare tra momenti di vicinanza intensa e periodi di allontanamento.

Sempre avvincente l'intreccio con gli altri personaggi del Rione, alcuni dei quali crescono, cambiano mentre altri restano intrappolati nelle dinamiche che conosciamo, in alcuni casi subendole e divenendo vittime di certi modi di fare ed essere violenti e intimidatori che, purtroppo, non cambiano col tempo. 

Attraverso gli occhi della protagonista, il lettore si confronta con diverse tematiche, come il ruolo della donna in famiglia, nella società e nel mondo del lavoro, la maternità, la malattia, specifici fatti di natura politica, le trasformazioni sociali che scuotono l'Italia non soltanto dagli anni '70 ma anche dopo, sino ai primi anni 2000.

La scrittura immersiva e potente della Ferrante mi ha irretita e affascinata, in tanti frangenti mi ha commossa e mi ha trasmesso le emozioni e i tormenti delle due donne in modo forte;  ho amato la profondità e la naturalezza con cui l'autrice racconta di legami umani ad ogni livello (di coppia, genitori-figli, amicale, fraterno, con il luogo d'origine...), confermo il mio parere sulla serie e non posso che ribadire anche il consiglio di leggerla perché è una tetralogia che merita, alla quale ci si affeziona di libro in libro.

Confesso che, giunta alla fine, ho sentito immediatamente una sensazione di malinconia e so che ancora per un po' sentirò la mancanza di Lila ed Elena, così agli antipodi, e spesso in conflitto l'una con l'altra, da essere l'una speculare all'altra.

Ciascuna è l'amica geniale agli occhi dell'altra e, al netto delle simpatie/antipatie che di volta in volta ambedue mi hanno suscitata, entrambe lo sono ai miei occhi, in modi e momenti differenti.



Le recensioni dei volumi precedenti

L'AMICA GENIALE
STORIA DEL NUOVO COGNOME
STORIA DI CHI FUGGE E DI CHI RESTA







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