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venerdì 12 giugno 2026

Novità in libreria [ romanzi storici, narrativa orientale ]

 

Alcune pubblicazioni presenti da poco in libreria: thriller, gialli storici, narrativa dell'Est, romanzi storici.


NARRATIVA ORIENTALE

OMBRE SENZA VOCE
di Tokuro Nukui



Longanesi
trad. M.C Gasperini
400 pp
Nel 1991 Tōkyō è sconvolta da un terribile delitto.
Il sovrintendente Saeki, capo della Prima Divisione Investigativa della polizia metropolitana, è sotto pressione: i media lo incalzano, l’opinione pubblica pretende risposte e lui non ha nessuna pista concreta da seguire, mentre negli uffici della polizia molti insinuano che non sia all’altezza del compito, che sia arrivato ai vertici solo grazie alle parentele influenti. 
Ma Saeki resiste e lotta contro l’ostilità che lo circonda.
Per le strade della città c’è un uomo che conduce una lotta simile, ma contro la propria disperazione, perché da tempo vive con una voragine nel petto e cerca a tutti i costi risposte e rifugio, trovandole in un sedicente culto religioso che promette la salvezza ma a un prezzo molto alto. Troppo alto.

Uscito in Giappone nel 1993 riscuotendo subito un enorme successo, divenuto presto un classico del thriller, Ombre senza voce ci cattura trascinandoci in una spirale di mistero e insieme ci svela il lato oscuro di una società intimamente diversa dalla nostra e colma di fascino.



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UN INSOLITO NEGOZIO DI SOGNI E VINILI
di Jin Pyung Lim, Eun Koh Hee


Rimasto solo dopo la tragica scomparsa dei genitori e del fratello minore, Jeongwon ha deciso di farla
Nord Ed.
trad. M.L. Emberti Gialloreti
304 pp

finita. Prima, però, vuole realizzare un ultimo desiderio: vendere la sterminata collezione di vinili di suo padre, affinché ciascun disco possa trovare un nuovo proprietario che lo apprezzi e se ne prenda cura come faceva lui. 
Apre un piccolo negozio in un quartiere periferico di Seul, dove ben presto vanno a rifugiarsi persone che, come Jeongwon e i suoi dischi di seconda mano, sono state graffiate dalla vita. 

C'è Mirae, che non riesce a togliersi dagli occhi le immagini di un incidente di cui è l'unica sopravvissuta; c'è Darim, avvocata e madre single, respinta da un mondo che non perdona la sua forza; c'è Wonseok, un ex poliziotto disilluso che crede di aver esaurito ogni possibilità di redenzione; e c'è Duman, un idol in fuga da sé stesso, dopo la perdita del suo compagno di band. 

Sono anime solitarie e scordate, che hanno in comune l'amore per la musica e grazie ad essa ritrovano un'armonia. 
Pian piano le loro esistenze s'intrecciano come le note di un vecchio LP – malinconiche, calde, imperfette –, in una melodia che li mette inaspettatamente in connessione tra loro e li aiuta a riconciliarsi con il passato, aprendo per ciascuno una nuova possibilità di futuro.


Una storia intensa e commovente sul potere che ha la musica di parlarci quando le parole non bastano, di riconnetterci con il passato e creare legami indissolubili con il presente.


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LA MALINCONIA DELLE STORIE SOSPESE
di Minsoo Kang 




Nord Ed.
trad. F. Garleschelli
288 pp
Nella cella in cui è rinchiuso, il cantastorie sa che il suo destino è segnato. Dai confini del regno, la sua fama di tessitore di trame è giunta all’orecchio dell’imperatore, che lo ha convocato a corte e per tre anni ha fatto mettere nero su bianco dagli scrivani i suoi racconti favolosi di mostri e magie, fantasmi e divinità bizzose. Ora che la missione è compiuta, l’imperatore è pronto a sbarazzarsi di lui, ma prima gli chiede un’ultima storia. 
Quella con cui il narratore, forse, potrà salvarsi la vita. O almeno entrare nella leggenda.

A duemila anni di distanza, dalla finestra del suo studio uno storico osserva in lontananza le montagne da cui le divinità avrebbero dato vita alla nazione.
È proprio smascherando i falsi miti nascosti nella Storia del suo popolo che il professore ha raggiunto fama e riconoscimenti. Eppure, è consapevole dei limiti di quel metodo rigoroso, perché laddove mancano le fonti, solo l’immaginazione può colmare le lacune del passato o dare voce a chi è stato dimenticato. 
E ora che è prostrato dalla perdita della moglie amatissima, per colmare quel vuoto lui stesso avrebbe bisogno di immaginare un finale diverso per la propria storia. O magari un nuovo inizio.

Mito, Storia e vita si fondono in questa saga che sfida le definizioni di genere. Un romanzo a incastro sapientemente costruito in cui a intrecciarsi non sono solo le linee temporali ma anche trame universali di amore, memoria, sopravvivenza, che ci parlano del bisogno assolutamente umano e irrinunciabile di raccontare storie: le sole capaci di salvarci la vita o darci un’illusione di eternità.


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I CILIEGI FIORISCONO ANCHE DI NOTTE
di Clarence Solveg



Harbin, Cina, 1944. Hiromi è giovane e crede ancora nelle promesse di un impero. 
Astoria
trad. C. Turla
368 pp

Giornalista in una città occupata, scrive di armonia tra i popoli, mentre intorno a lei infuria la guerra tra Cina e Giappone. Ama il marito, Hajime Takeshi, medico illustre, ma desidera un uomo che non può avere. 
Un giorno, lungo un fiume, vede qualcosa che non avrebbe dovuto vedere e che non potrà mai dimenticare. 

Kyoto, 1993 La dottoressa Yuna Takeshi è pronta a ricevere il primo paziente della giornata ma davanti a lei c'è Ama, la sorella che non vede da trent'anni. 
Ad Ama serve un trapianto urgente, però Yuna non è una donatrice compatibile: infatti, con profonda sorpresa, scopre di non avere nessun legame di sangue con Ama, perché la sorella è stata adottata. 
Per salvarla, Yuna dovrà scavare nel passato della sua famiglia, rivelando cosa si nasconde davvero dietro la grandezza di suo padre e lo strazio di sua madre. 

Questa è una storia di donne che portano il peso della Storia voluta dagli uomini. Di madri che scompaiono, di figlie che cercano risposte, di sorelle che si aiutano. Del sangue – nel senso letterale e in quello più oscuro – come filo che lega generazioni e continenti, guerre e speranze. Perché i ciliegi fioriscono anche di notte. E la verità, prima o poi, sboccia. Anche se il mondo preferirebbe che restasse nel buio.

Una famiglia, un amore proibito, un segreto inconfessabile. Un romanzo intenso, in cui il presente è l'eco di un passato crudele


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NARRATIVA STORICA/THRILLER

LA SPIA
di Jorge Dìaz


Ponte alle grazie
480 pp

Andalusia, 1952. Un uomo viene brutalmente assassinato sulla spiaggia. A indagare è chiamato il giovane caporale Javier Bermejo della Guardia Civil, ma quello che potrebbe apparire come un delitto passionale si rivela qualcosa di molto più complicato. Per cominciare, chi era la vittima, il barone Ino von Rolland, ricco e misterioso uomo d’affari tedesco ritiratosi nella cittadina spagnola? Forse un nazista sfuggito alla giustizia dopo la fine della guerra? O un ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento? Non sembrano due ipotesi compatibili... Jorge Díaz recupera dai meandri della storia del Novecento l’affascinante e ambigua figura posta al centro di questo romanzo, e si occupa di riempire i buchi lasciati dalle fonti. Ci trasporta così nella Barcellona del 1917, in cui servizi segreti tedeschi e britannici lavorano per procurare alle proprie forze navali il predominio nel Mediterraneo; tra le due guerre ci fa visitare Berlino, e di nuovo la Spagna durante la Guerra civile; poi i campi di sterminio, il Portogallo, l’Argentina. Fino all’Andalusia degli anni Cinquanta, quando la vicenda storica smarrisce le tracce dell’enigmatico personaggio lasciando all’autore la libertà di inventarsi il finale.

La spia, grandissimo successo in Spagna, è uno strepitoso intreccio di romanzo storico e thriller: per i lettori, un’emozionante avventura di mezzo secolo e di mezzo mondo.


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JOANNA DEGLI INCANTI
di Simona Lo Iacono


Guanda
256 pp
Palermo, 1640. Una monaca carmelitana è rinchiusa nelle prigioni della Santa Inquisizione in attesa di conoscere il motivo del suo arresto. 
Per rassicurare un misterioso compagno di cella, inizia a raccontare, perché «una buona storia svia la solitudine e ingannala morte». Joanna De Austa ha avuto un'infanzia segnata dalla perdita di un padre avventuriero e dalla presenza di una madre afflitta dalla vedovanza e priva di slanci. 
Ma lo zio vescovo è stato per lei un mentore straordinario: di mente aperta e anticonformista, conoscitore dei libri proibiti, le ha trasmesso l'amore per la poesia, le arti e le lingue straniere. 
E ha protetto la sua amicizia con Nucidda, la figlia della governante, Con un'intuizione del tutto innovativa per il suo tempo, Joanna fa della cartiera di famiglia una piccola casa editrice, dimostrando di saper unire la passione per i libri al talento imprenditoriale. 
Il primo volume dato alle stampe sarà il Don Chisciotte. «Diventammo famosi» dirà «per aver fatto due cose impossibili. Far scrivere i ciechi. Pubblicare la storia di un pazzo.»

Simona Lo Iacono trasforma in romanzo una storia vera di lutti e rinascite, rovesci economici e incontri cruciali, tenebre e luce: quella luce che brilla nel cammino delle donne verso la libertà.


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IL DISCEPOLO
di Giovanni Ferrero


Salani
294 pp
Mentre Roma scivola nel blu della sera e le note di un violoncello accarezzano il pubblico di Villa Medici, Ernest Hamilton scorge una donna dalla bellezza spiazzante: Tatiana, gallerista dell'Est, esperta di icone e arte sacra. 
Intanto, in Vaticano, si scopre un dipinto attribuito a Caravaggio: un'opera capace non solo di riscrivere la biografia del ‘genio maledetto', ma di incrinare la narrazione ufficiale che, per secoli, la Chiesa ha costruito di lui e di se stessa. 
A complicare ulteriormente le cose, la comparsa del quadro coincide con l'allestimento di una grande mostra voluta dal Papa in persona: un evento solenne in cui devozione e strategie di potere si intrecciano indissolubilmente. 
Quando la traiettoria di Ernest incrocerà quella del dipinto, diventerà sempre più chiaro che nulla sta accadendo per caso: è la stessa luce di Caravaggio, con le sue ombre, a ridisegnare la sua vita.

Con un romanzo dal ritmo avvolgente, Giovanni Ferrero si addentra nelle zone grigie dell'arte, della fede e dei sentimenti, interrogandosi sul desiderio dell'uomo di misurarsi con la verità, e sulla bellezza, ma anche il sacrificio, di restarle fedele.


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MOSAICUM
di Emanuela Taschini


Salani
432 pp


C'è un filo che lega Allon, orfano ebreo cresciuto alla corte di Federico II nel 1222 e Gabriel, biologo molecolare canadese che nel 2022 riceve un'eredità inattesa a Otranto.
Allon, ricevuto dall'imperatore l’ordine di scortare un rabbino di fiducia in una missione che passa per l’abbazia di Casole, si trova coinvolto in una storia misteriosa tra monaci che nascondono codici vietati, un bibliotecario al servizio del Papa, una morte simulata e una vera, avvelenamento compreso. 
Nelle cripte del duomo, negli stretti sotterranei e nelle taverne del porto dove si comprano informazioni più che vino, Allon segue la traccia di un manoscritto e di un ciondolo a forma di pavone: l’unico indizio di un enigma che lega il mosaico al cielo sopra l’Adriatico. 

Nel 2022, a Toronto, Gabriel prende possesso della casa di una zia quasi sconosciuta di Otranto e si ritrova davanti allo stesso mosaico: un albero che attraversa la navata, animali mostruosi, re in sella a grifoni, iscrizioni spezzate. 

Tra le carte lasciate in una cassetta di sicurezza, un manoscritto recante un antico calcolo astrologico lo spinge a entrare di notte nel duomo, seguendo le tessere del pavimento alla ricerca del punto in cui si interrompono. Lì dove il mosaico tace, un segreto sembra aspettare da ottocento anni di essere svelato.


Tra la luce netta del Mediterraneo e le ombre del sottosuolo, tra scienza e fede, simboli e profezie, questo giallo storico intreccia il destino di due uomini lontani nel tempo ma vicinissimi nelle loro ferite, nella loro sete di verità e nella tentazione di voltare le spalle agli ‘angeli’ per scegliere da soli la propria strada.

lunedì 16 febbraio 2026

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA (febbraio/marzo 2026)

 

Prossimi arrivi in libreria, appartenenti a diversi generi letterari.


PER CHI HA VOGLIA DI UNA STORIA EMOZIONANTE E DI UN'AMBIENTAZIONE RICCA DI SUGGESTIONE E BELLEZZA...


MORTE E USIGNOLI di Eugene McCabe (Fazi Ed., trad. C.Vatteroni, 240 pp., 18 euro, USCITA 20 FEBBRAIO).


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Nell'Irlanda rurale di fine Ottocento, la giovane Beth vive una cupa esistenza intessuta di ipocrisia e rancore. Le sue giornate trascorrono tutte uguali, tra la cura della casa e altre mansioni, nel tentativo di evitare un padre che, quando alza un po' il gomito, le riversa addosso tutto il suo disprezzo. 
Gli unici pensieri che la consolano sono il ricordo della madre, morta in un tragico incidente, e quell'isola a forma di pesce che scorge oltre la collina, ora di sua proprietà. 
Un giorno conosce Liam Ward, un uomo che ha bisogno di aiuto con una delle sue mucche, e Beth si offre di assisterlo. 
Quello che inizialmente alla ragazza sembra un amore frutto di un incontro fortuito, grazie al quale inizierà a rincorrere il sogno di un futuro diverso, si rivelerà invece un tradimento imperdonabile, che scatenerà in lei un folle desiderio di vendetta. 
Non c'è possibilità di riscatto in questo dramma consumato nelle paludi irlandesi, e nemmeno la promessa di una nuova vita riesce a spezzare il cerchio di odio che racchiude tutti i personaggi in un abbraccio mortale.


PER CHI AMA I LEGAL THRILLER


DALLA STESSA PARTE di Michele Navarra (Fazi E., 276 pp., 18 euro, USCITA 6 MARZO).

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L'avvocato penalista Alessandro Gordiani è caduto in una crisi profonda dopo la tragica conclusione dell'ultima causa di cui si è occupato. 
Si è ritirato nella sua casa al mare e ha deciso di abbandonare la professione. 
La figlia Ilaria, avvocato come lui, lo convince a tornare sui suoi passi per assumere la difesa di Ernesto Boni, il nuovo compagno di sua madre, accusato di omicidio colposo per violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro per una morte bianca avvenuta nel suo cantiere. 
Un operaio, Giuseppe Cicerchia, è precipitato dal tetto di un capannone mentre eseguiva delle riparazioni di manutenzione e la colpa è stata imputata proprio a Ernesto Boni. 
Quello che all'apparenza sembra solo un terribile incidente, nasconde in realtà molto di più. 
Tra indagini serrate, quaderni scomparsi, minacce, tentativi di ricatto e attentati, anche alla vita della stessa Ilaria, Alessandro e i suoi colleghi faranno di tutto perché la verità possa venire a galla. 


SE TI INTRIGANO LE STORIE FAMIGLIARI PIENE DI SEGRETI DA SVELARE


LA CHIAVE DI VETRO di Amanda Geard (Giunti Ed., 446 pp.. 17.90 euro, USCITA 17 GIUGNO).


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Quarantasei anni dopo la sua scomparsa, il nome di Anna Swan aleggia ancora a Hellebore House. 
Un trauma irrisolto per Freja, che ha trasformato le fiabe norvegesi che la madre le raccontava in bellissimi libri illustrati e ha cresciuto la sua Maggie nello stesso magico folklore attraverso le parole della sua favola preferita, quella della chiave di vetro. 
Ora che il nonno Atticus è morto, Maggie deve occuparsi di svuotare Hellebore House e, rovistando tra le sue cose, scopre una lettera che risale alla Seconda guerra mondiale. 
Una lettera che mette in dubbio tutto ciò che ha saputo fino a quel momento sulla sua famiglia. 
Solo viaggiando fino al circolo polare artico, Einervær, sulle tracce di quattro giovani donne coraggiose, le cui vite sono state per sempre cambiate dall'occupazione tedesca del loro piccolo arcipelago, Maggie potrà scoprire la scioccante verità sulla nonna Anna e finalmente svelare il mistero della chiave di vetro...


PER CHI NON VUOL CHIUDERE GLI OCCHI DAVANTI A CIÒ CHE STA ACCADENDO IN PALESTINA


CON I MIEI OCCHI. QUELLO CHE HO VISTO A GAZA di Gennaro Giudetti (Piemme, 144 pp., 19.90 euro, USCITA 10 MARZO).

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Gennaro Giudetti ha vissuto l'inferno di Gaza da dentro. Ha visto troppe persone morire, tra cui molti suoi colleghi. Questo è un racconto struggente e dettagliato, emozionante ma allo stesso tempo analitico di tutto ciò di cui è stato testimone; un racconto che rimarrà negli anni come monito per chi cercherà di insabbiare, manipolare, smentire e, infine, dimenticare.
«Niente di tutto quello a cui ho assistito o che ho vissuto durante la mia vita di operatore negli scenari di guerra si può paragonare a ciò che ho visto accadere a Gaza. Gaza è oltre. Gaza è troppo. Per questo motivo lo voglio, anzi lo devo, raccontare. Perché, se sei stato testimone, devi parlare. Devi dire cosa hai visto, con i tuoi occhi. Questo libro è un atto di testimonianza, per le future generazioni, per i giovani di oggi; il mio contributo alla verità dei fatti. Perché su Gaza ho letto troppe menzogne. Io a Gaza ho visto l'umanità negata. Il mondo ha lasciato che venissero de-umanizzate milioni di persone. A Gaza non ho fallito solo io come individuo. Ha fallito l'umanità intera, perché una intera popolazione di nostri fratelli e sorelle è stata ridotta allo stato del niente.»
 


SE CERCHI UN ROMANZO STORICO ISPIRATO A UNA STORIA VERA


LA CARTOMANTE DI VERSAILLES di Anya Bergman (Nord Ed., trad. A.Ricci, 464 pp., 20 euro, USCITA 10 MARZO).

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Mentre Parigi è scossa dalla Rivoluzione, una giovane donna diventerà l'unica speranza di salvezza per il trono di Francia. 
Giovane orfana dall'animo ribelle, Marie-Anne-Adélaїde Lenormand ha sempre coltivato in segreto un dono speciale: percepire il futuro delle persone. Ma ora è il suo, di futuro, a essere un'incognita. 
Dopo essere stata espulsa dall'istituto in cui è cresciuta, e per sottrarsi a un matrimonio combinato dal patrigno, Adélaїde fugge a Parigi, dove, grazie al suo talento e alla protezione della zia, stimata modista dell'aristocrazia, riesce a farsi notare da alcune figure chiave della corte di Versailles, fino a essere ammessa alla presenza di sua maestà Maria Antonietta. 
Disperata per la salute cagionevole del suo primogenito, la regina trova conforto nella lettura dei tarocchi e subito include Adélaїde nella cerchia ristretta di cortigiani al suo servizio, come cartomante di fiducia. 
Un'ascesa vertiginosa, che rende l'indovina celebre in tutta Parigi, al punto che alla sua porta si presentano varie donne, tra cui Adélaїde. 
Scappata dall'Irlanda per amore, Caitlín Molloy è come lei una ragazza indipendente, sfrontata, coraggiosa. Ben presto Adélaїde e Caitlín non solo diventano socie, ma tra loro s'instaura un rapporto di profonda complicità e amicizia. 
I tempi però sono inquieti e tutto sta per cambiare. 
Quando la Rivoluzione divampa, le due donne si ritrovano su fronti opposti. Caitlín, spia al servizio dei giacobini, trama per abbattere la monarchia, mentre Adélaїde rimane fedele alla regina e non esiterà a mettere la sua stessa vita in pericolo per salvare dalla furia omicida l'erede al trono di Francia…

martedì 29 luglio 2025

Recensione || LA SPOSA GITANA di Carmen Mola



Un duplice, efferato e crudo omicidio scuote Madrid: due giovani sorelle, a distanza di alcuni anni, vengono assassinate nel medesimo modo e a pochi giorni dal matrimonio.
Se l'assassino del primo omicidio è in galera, chi ha commesso il secondo?
L'ispettrice Elena Blanco, affiancata dal suo efficiente team, indaga.



LA SPOSA GITANA
Il primo caso dell'ispettrice Elena Blanco
di Carmen Mola


Salani Ed.
trad. S.Cavarero
416 pp
In un luogo e in un tempo che (inizialmente) non ci vengono chiariti, un bambino è chiuso in un posto buio, dal quale non può scappare; affamato, sporco e spaventato, il bambino ha come unica compagnia un cane... e una colonia di vermiciattoli in cerca di cibo...

Chi è questo bambino e perché è stato lasciato solo?

Per la risposta a questa domanda ci sarà da attendere, anche perché a richiamare la nostra attenzione è un'altra persona, e anch'essa è sola e in balia di un destino che più perfido non potrebbe essere.

Dopo un'allegra serata trascorsa in compagnia delle amiche per festeggiare il proprio addio al nubilato, la bella Susana Macaya torna a casa, ma qualcuno l'aspetta nel buio per toglierle la vita.
Il suo assassino è attento, meticoloso, preciso, cauto e ha un piano da portare a termine; un piano diabolico, che prevede l'uccisione della ragazza secondo modalità a dir poco crudeli, disgustose e decisamente inumane, in cui la vittima va incontro ad una lenta e atroce sofferenza fisica e psicologica.

Quando il suo povero cadavere viene rinvenuto, due giorni dopo l'addio al nubilato, Susana ha addosso il vestito della festa e la scena che si presenta agli occhi della polizia mette alla prova i nervi e lo stomaco anche di chi, per mestiere, dovrebbe essere abituato a scene di sadismo.

Essendo un caso di omicidio molto particolare, esso passa dalla polizia alla BAC, la Brigada de Análisis de Casos, capeggiata dalla brava ispettrice Elena Blanco, affiancata dalla sua eccellente squadra.

Uno dei primi poliziotti ad arrivare sul posto è Zàrate, che non accetta di essere estromesso dal caso così cerca in tutti i modi di entrare nelle grazie di Elena e poter seguire le indagini di quello che sarebbe il suo primo omicidio.

Le indagini partono immediatamente sotto le direttive della Blanco e vengono ascoltate tutte le persone che conoscevano la vittima e che avevano con lei dei legami molto forti, a partire dal fidanzato, l'amica del cuore, i genitori.

Questi ultimi sono una coppia "mista", nel senso che il marito/padre (Moses) è un gitano, mentre sue moglie Sonia non lo è; quest'aspetto assume, sin dai primi momenti, grande rilevanza, in quanto - nel parlare con i genitori di Susana - Elena capisce quanto il padre non condividesse le scelte della figlia di vivere "da non gitana", come del resto non aveva condiviso le stesse scelte da parte della primogenita, Lara.

La cosa più drammatica e assurda è che anche Lara, sette anni prima, era stata assassinata poco prima del matrimonio e il modus operandi della sua morte è praticamente identico a quello di Susana.

Sette anni prima il colpevole fu arrestato e condannato: si trattava di Miguel Vista, di professione fotografo, assoldato da Moses Macaya per lavorare per lui nella sua agenzia che si occupa di organizzazione di eventi.

Ma se Miguel - che s'è sempre professato innocente ed estraneo all'omicidio - è dietro le sbarre, chi ha ammazzato Susanna? 

Si tratta forse di un emulatore, di un killer che ha voluto imitare la modalità terribile con cui Vista ha torturato e tolto la vita alla povera Lara?

Ma poi perché accanirsi contro questa famiglia?
Non basta che Sonia a Moses hanno dovuto seppellire il corpo seviziato della prima figlia, adesso devono fare la stessa cosa pure col cadavere della figlia che era loro rimasta...

Anche per un "osso duro" come Elena Blanco è una prova difficile dover dire ai Macaya in che condizioni è stato rinvenuto il corpo di Susana, ma certo non può esimersi dal farlo.

Entrando sempre più nella vita della vittima, raccogliendo informazioni su lei e su chi le era intorno, Blanco&co. capiscono che l'appartenenza dei Macaya alla cultura gitana è un fattore che ha il proprio peso: in famiglia, non si respirava un'aria serena in quanto Moses non faceva che litigare con Susana (e con Lara, prima) perché non rispettava le proprie radici e abitudini culturali, e anche con Sonia, per averlo convinto a crescere le loro figlie come delle "paya" (non gitane, appunto).

Inoltre, a rendere Moses ancora più arrabbiato era stata la scoperta che Susana avesse una doppia vita, fatta di condotte che l'uomo reputava disonorevoli, indecenti e vergognose.

Il dubbio è prepotente: può un padre arrivare ad uccidere la propria figlia, se non ne condivide lo stile di vita o se la ritiene ribelle?

Blanco sa che, purtroppo, la risposta può essere sì, può arrivare a farlo e la cronaca nera ce ne dà triste conferma.
Ma può arrivare a togliere la vita a una figlia (comunque amata) nel modo barbaro e truce in cui è avvenuto l'omicidio?

Cosa e chi c'è dietro la violenta (e comune) morte di Lara e Susana? 

La ricerca affannosa e complicata della mano assassina succhia ogni energia agli agenti della BAC e allo stesso Zàrate, che si lascia coinvolgere dal caso non solo per imparare da chi è più esperto di lui ad acciuffare serial killer, ma anche per una ragione più personale e che ha a che fare con una persona a lui cara: Salvador Santos.

Salvador è un poliziotto ormai in pensione, attualmente vittima dell'Alzheimer, patologia sempre più aggressiva che sta rubando ricordi, pensieri, capacità dalla mente del pover'uomo, che è stato il mentore di Zàrate, il quale infatti gli è affezionato come un figlio.

Al tempo dell'omicidio di Lara Macaya, fu proprio Santos ad occuparsi del caso, a interrogare Moses, Vista ed altri, e ad accusare il fotografo di omicidio, riuscendo a sbatterlo dentro.

Proprio in virtù del fatto che anche Susana sia stata uccisa nel medesimo modo della sorella, Blanco si chiede giustamente se l'assassino non sia lo stesso e, di conseguenza, se Miguel Vista non sia in effetti innocente.
C'è la possibilità che Salvador Santos non abbia condotto bene le indagini o che, addirittura, abbia volutamente preso decisioni discutibili per risolvere un caso spinoso?

Certo, parlare con lui ed ottenere risposte alle tante domande non sarà semplice, vista la sua malattia, ma Blanco e la sua squadra sono decisi a fare di tutto per districare ogni nodo, per sondare ogni possibile pista, per fare i collegamenti giusti, dubitando anche di chi sembra pulito ed estraneo ed invece nasconde lati oscuri.

La stessa Blanco ha i suoi personalissimi demoni che la ossessionano da otto anni, cioè da quando il suo unico figlio, Lucas, scomparve nel nulla.
Lucas, a quel tempo, aveva solo cinque anni e dal drammatico giorno in cui del bimbo si persero le tracce, Elena ha fatto installare una fotocamera davanti al portone del suo palazzo, convinta che il responsabile della scomparsa di Lucas (il suo cuore di mamma le sussurra che questi è vivo e che è stato rapito) prima o poi si farà vivo...

E a proposito di bambini, non dimenticate il ragazzino al chiuso e in compagnia del cane: scopriremo anche la sua identità.


"La sposa gitana" per me è stata una lettura appassionante, che mi ha tenuta incollata sino alla fine, via via sempre più curiosa di mettere al posto giusto ogni tessera e di risolvere ogni enigma: c'è tanta carne al fuoco, si toccano tematiche importanti, come gli effetti dolorosi del decadimento cognitivo dovuto all'Alzheimer, i rapporti tra culture differenti, le relazioni genitori-figli, la linea rossa che separa un poliziotto integerrimo da uno che, all'occorrenza, l'attraversa per convenienza o necessità, ma soprattutto - disclaimer - è un romanzo che non lesina su dettagli crudi e raccapriccianti quando si descrivono scene particolarmente angoscianti, e le descrizioni vivide e dettagliate possono davvero dar fastidio a chi è molto sensibile.

Mi è piaciuta l'ispettrice Blanco che, dietro i suoi modi ruvidi e scontrosi, non è affatto priva di empatia e custodisce la grande pena di essere una madre privata del suo bene più caro.
Il finale è aperto e costituisce un bel colpo di scena che conduce dritto dritto al secondo volume della serie (La rete porpora).

Mi sono imbattuta in diverse recensioni molto negative del libro, però io ammetto di averlo apprezzato, come già mi era successo con La Bestia, sempre di Carmen Mola.



Gli autori.
Carmen Mola è lo pseudonimo di tre scrittori e sceneggiatori spagnoli Jorge Díaz, Antonio Mercero e Agustín Martínez, La sposa gitana è il primo libro di una serie che ruota attorno all'ispettrice Elena Blanco; i successivi sono La rete porpora, La bambina senza nome, Las Madres, El clan Hanno scritto anche due thriller storici: La Bestia (recensione) e Infierno.


giovedì 5 giugno 2025

§ Recensione § SABBIE DI PERSIA. Romanzo storico basato sulla storia biblica di Esther di Elizabeth Faye

 

La storia della regina Esther, narrata nella Bibbia, viene qui romanzata, in un mix di elementi presi dalle Scritture ed altri inventati dall'autrice; il risultato è un romanzo piacevole capace di trasportare il lettore in un tempo lontano.


SABBIE DI PERSIA.
Romanzo storico basato sulla storia biblica di Esther
di Elizabeth Faye


298 pp
È il 483 a.C. quando la sedicenne Vashti, di origini egiziane, viene scelta dall'imperatore persiano Serse come sua consorte.
Sebbene viva in un ambiente regale, sontuoso e privilegiato, la ragazza si rende subito conto che "non è tutto oro ciò luccica", che il suo essere imperatrice non le dà alcun reale potere e che le insidie sono sempre dietro l'angolo.

Ed è suo marito l'insidia principale.

Capriccioso, burbero, soggetto a cambi repentini di umore, iracondo, schiavo dei propri piaceri sensuali, pericoloso nelle decisioni che prende sull'onda dell'istinto, l'imperatore non sa farsi amare.

La saggia zia Irdabama non lo ritiene un imperatore all'altezza del padre, che l'ha preceduto sul trono; i suoi servitori e i suoi eunuchi più fedeli hanno paura dei suoi scatti d'ira e del suo umore altalenante.
La sua giovane moglie avrà modo di sperimentare, sulla propria pelle, quanto può essere perfido Serse, quanto può essere insensibile.

Prima ancora che lei possa comunicargli di essere incinta del loro primo figlio, Serse tiene un luculliano e sfarzoso banchetto lungo una settimana, con tutta la gente più nobile al suo cospetto, ma la situazione degenera, sfociando nella dissolutezza.

Spaventata, Vashti si trova di fronte a una scelta impossibile: sottomettersi all'umiliazione pubblica o sfidare l'uomo più potente del mondo. 

In un moto d'emancipazione e di affermazione della propria dignità di persona meritevole di rispetto, Vashti si rifiuta di comparire dinanzi all'imperatore per obbedire ai suoi egoistici capricci.
Questa decisione le costerà caro e, se anche le verrà risparmiata la vita, la corona le cadrà dal capo...

La scomparsa della regina Vashti dal fianco di Serse apre le porte ad un'altra donna: Esther.

Esther ha solo tredici anni quando viene condotta alla corte dell'imperatore perché attraversi un periodo in cui lei ed altre ragazze verranno lavate, profumate e rese pronte per presentarsi dinanzi a Serse, che poi sceglierà tra loro l'imperatrice che sarà al suo fianco sul trono di Persia.

Esther è un'ebrea, orfana di entrambi i genitori e per questo cresciuta dal cugino Mardocheo (Mordecai), che l'ha tenuta in casa, non facendole mancare nulla ma esigendo anche dei lavoretti per contribuire al ménage famigliare.

Una cosa le ha sempre ordinato Mardocheo in modo severo: non rivelare mai che loro due sono Giudei.
Tutti devono continuare a credere che vengono da Babilonia. Ne va della loro sicurezza, della loro stessa vita.

Dal momento in cui la ragazza entra nel palazzo reale, si fa subito ben volere dagli eunuchi che si occupano di andare incontro alle esigenze delle "fanciulle dell'imperatore"; mentre il proprio segreto è al sicuro nel suo cuore, la bellezza e l'innata eleganza di Esther incantano anche l'imperatore, che la sceglie come moglie.

Mardocheo coglie l'occasione per cominciare a chiedere alla cugina Esther di ricordarsi di lui, di non lasciarlo fuori dalle grazie del suo potentissimo consorte e di continuare a nascondere la loro identità.

Ma gli eventi cominceranno a prendere una piega complicata quando entrerà in gioco un personaggio borioso e ambizioso, che desidera farsi bello agli occhi di Serse e brama essere glorificato da lui.
Quest'uomo è Aman e ben presto rivelerà la propria natura malvagia, mettendo a rischio l'esistenza di Esther, di Mardocheo e di tutto il popolo giudeo che risiede tranquillo nel regno di Persia.

Cosa farà Esther per salvare sé stessa e la sua gente dalle insidie di questo nemico dei giudei?
Qualunque decisione prenderà, comunque metterà a repentaglio la propria esistenza e il proprio ruolo.

Ma in lei, tra le nebbie della paura, comincerà pian piano ad insinuarsi anche un desiderio fino a quel momento rimasto sopito: conoscere il Dio degli ebrei, El Shaddai, quella divinità onnipotente che i suo padri adoravano e che lei, esiliata in terra straniera, non ha mai avuto modo di "conoscere". 

Seguiamo le vicende di Esther e Mardocheo mentre, parallelamente, ce ne sono altre che creano dinamiche: rivediamo Vashti, la cui vita isolata è andata avanti ma che, negli anni, ha maturato il pensiero di ribellarsi al dominio di quell'imperatore che l'ha usata e rigettata come un cencio vecchio e inutilizzabile.
C'è la storia di Artemisia, una donna forte, determinata, capace che, dopo essere stata un'ufficiale dell'impero persiano, perderà ogni privilegio; anche in lei, nel suo cuore ferito e umiliato, la rabbia e il rancore getteranno i semi della ribellione.
Conosciamo le storie di alcuni eunuchi, costretti da ragazzi a diventare tali, a veder distrutti i propri villaggi e uccisa la propria famiglia; molti di loro covano ineluttabilmente odio e vendetta verso quell'imperatore che li ha resi schiavi e  "menomati".

E così le tensioni politiche si fanno sentire sempre più forte tra la popolazione, e in Egitto e Babilonia comincia a soffiare il vento della rivolta...

Questo romanzo storico conserva e trasmette tutto il fascino antico dei tempi in cui è collocato, ma il luccichio e lo sfarzo di un ambiente popolato da gente potente e piena di ricchezze, nasconde inevitabilmente del marcio: egoismo, prepotenza, intrighi, tradimenti, lascivia, umiliazioni e soprusi.

È un mondo in cui le donne sono pedine nei giochi di potere degli uomini ma i personaggi femminili principali - Esther, Vashti, Artemisia e anche Irdabama - non accettano supinamente questo loro destino e nel loro piccolo, con i propri mezzi, con la propria intelligenza e tenacia, riescono a non soccombere, a porsi degli obiettivi e a far di tutto per portarli avanti.

Se il libro biblico di Esther mette al centro l'omonima protagonista e il suo fondamentale contributo perché il popolo giudeo (che risiedeva nel regno di Serse) non venga distrutto dal malvagio Aman, in questo romanzo che ad esso si ispira, ci si sofferma anche su altre donne e sulla loro forza interiore, la loro resilienza e lo spirito di intraprendenza.

Alcune cose non mi sono piaciute di questa pubblicazione: anzitutto la traduzione, che è davvero terribile. Ho il dubbio che sia frutto dell'IA, ci sono troppi errori, soprattutto nei verbi, ma non solo. È un aspetto che mi ha irritata non poco durante la lettura.
Mardocheo viene chiamato ora così, ora Mordecai, e non capisco il perché di questa confusione; inoltre, nel romanzo, quest'uomo mi ha dato l'idea di un opportunista, di un prepotente, di uno che vuol tentare di farsi notare dall'imperatore, farsi accettare da lui, magari diventare un suo uomo di fiducia, e non esita ad usare Esther per i propri ambigui scopi.
Insomma, un personaggio negativo, cosa che non emerge dal testo biblico.

Nel complesso, non è male, ma ripeto, la traduzione gli fa perdere diversi punti.

mercoledì 26 febbraio 2025

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA (marzo-aprile 2025)

 

Alcuni romanzi in uscita che mi piacerebbe leggere.


56 GIORNI di Catherine Ryan Howard (Fazi ed., trad. G. Marano, 372 pp., 19 euro, USCITA 4 MARZO 2025).


Nessuno sapeva che vivevano insieme. Ora uno dei due è morto.
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Potrebbe essere questo il delitto perfetto? 
56 giorni prima Ciara e Oliver si incontrano per la prima volta in un supermercato di Dublino, durante una pausa pranzo come tante; tra loro scatta subito la scintilla e, nel giro di pochi giorni, iniziano a frequentarsi. 
Nella stessa settimana, il Covid-19 raggiunge le coste irlandesi. 
35 giorni prima. Quando il lockdown minaccia di tenerli separati, Oliver suggerisce di andare a vivere insieme nel suo appartamento.
Nonostante si conoscano da poco, Ciara accetta: per lei è l'unico modo di far funzionare la relazione sfuggendo al controllo della famiglia e degli amici. 
Per Oliver è l'unico modo di nascondere la sua vera identità. 
Oggi. Nell'appartamento di Oliver viene trovato un cadavere in decomposizione. 
Gli investigatori si buttano a capofitto nell'indagine: riusciranno a capire cosa è realmente accaduto, oppure la pandemia ha permesso a qualcuno di commettere il delitto perfetto?



SE I GATTI POTESSERO PARLARE di Piergiorgio Pulixi (Marsilio Ed., 352 pp., 16 euro, USCITA 25 MARZO 2025).

Torna Marzio Montecristo, pronto a mettere a frutto anni di letture poliziesche per affrontare un
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assassino dalla mente brillante, convinto di aver commesso il delitto perfetto.

La libreria Les Chats Noirs di Marzio Montecristo è stata scelta come “libreria galleggiante” per un evento esclusivo: il celebre giallista Aristide Galeazzo, uno degli autori più amati e discussi del panorama italiano, scriverà i capitoli finali del suo nuovo romanzo Maestrale di sangue proprio a bordo di una nave da crociera. 
La casa editrice Polpicella ha organizzato un tour che circumnavigherà la Sardegna, facendo tappa nei principali porti. A ogni sosta, i lettori saliranno a bordo per assistere a presentazioni sotto le stelle e tornare a terra con una copia autografata. 
Il richiamo ad Assassinio sul Nilo è evidente e il marketing dell’editore ci ricama sopra. Marzio, però, non è per nulla entusiasta – detesta Aristide Galeazzo –, tuttavia la libreria naviga in cattive acque, e questa è un’opportunità da non perdere. 
Così, il libraio si imbarca nell’impresa, portando con sé l’ispettore Caruso, prossimo membro del club di lettura degli “investigatori del martedì”, e le due mascotte feline, Miss Marple e Poirot. 
Marzio immagina una vacanza tutto sommato piacevole, ma il viaggio prenderà una piega inaspettata: un omicidio scuote l’atmosfera idilliaca della crociera. 
Nessuno può lasciare la nave, i sospetti crescono e la tensione si taglia col coltello.


LA LIBRERIA DEI GATTI NERI (recensione).


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Per gli appassionati di Outlander - La serie che ancora non hanno iniziato a leggere i romanzi (ce ne sono?!?!?!), Mondadori sta pubblicando tutti i libri della bellissima saga fantasy/romance/storica.


TAMBURI D'AUTUNNO di Diana Gabaldon (Mondadori, 1020 pp., 28 euro, USCITA 25 MARZO 2025).


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1767. Ricongiunti dopo lunghi anni di lontananza, Claire e Jamie si sono stabiliti nelle colonie americane. 
La felicità ha un nome, Fraser's Ridge: una fattoria sulle montagne della North Carolina, un luogo selvaggio e incantevole dove stanno costruendo la loro nuova esistenza. 
Le avversità della vita da pionieri non li spaventano, ma la loro serenità è scalfita dal pensiero di Brianna, la figlia che Claire ha lasciato nel Ventesimo secolo e che Jamie non ha mai conosciuto. 
Nel 1970 anche Brianna si interroga senza sosta sulla sorte dei suoi genitori. 
Soprattutto dopo che una scoperta inquietante la spinge a cercare la verità su cosa sia successo a sua madre e a suo padre. 
Per farlo, dovrà rispondere a molte, troppe domande: come funzionano esattamente i viaggi nel tempo? Chi può attraversare il cerchio di pietre? 
Il passato si può cambiare? E a quale prezzo?




M. LA FINE E IL PRINCIPIO di Antonio Scurati (Bompiani, 416 pp., 24 euro, USCITA 8 APRILE 2025).

All’indomani della seduta del Gran Consiglio che lo depone, il 28 luglio 1943 Benito Mussolini viene
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deportato a Ponza. Ma su quell’isola dove il regime ha confinato decine di dissidenti il Duce rimane giusto il tempo per celebrare, solo, il suo sessantesimo compleanno; poi viene spostato a Campo Imperatore, in cima al Gran Sasso. Ha perso tutto, non spera più niente. 
Liberato con un blitz dei paracadutisti del Führer, ricongiunto a una famiglia di cui fa parte uno dei suoi traditori, Galeazzo Ciano, Mussolini viene posto da Hitler a capo di uno Stato fantoccio immobile e plumbeo come le acque del lago di Garda da cui dovrebbe governarlo: la Repubblica sociale italiana. Ma la bestia ferita tenta il suo ultimo colpo di coda. Sono i seicento giorni, dal settembre del 1943 all’aprile del 1945, in cui il nostro Paese conosce la sua ora più buia: è l’ora della violenza più bassa e vile, della Legione Muti e della banda Koch che portano il terrore nelle città, della caccia agli ebrei, dei bombardamenti, della guerra civile. Siamo all’ultimo atto della tragedia del fascismo e della guerra. 
È la fine dell’impero, della monarchia, la fine dell’uomo che più di ogni altro ha marchiato a sangue il corpo della nostra storia, Benito Mussolini. 
È la fine di tutti i coprotagonisti, i cortigiani, i conniventi, quelli che fuggono e quelli che rimangono accanto al Duce fino all’ultimo, quelli che cercano “la bella morte” e quelli che hanno continuato a vivere nel dopoguerra cambiando pelle. 
Ancora una volta non c’è niente di inventato nel dramma di cui si compie l'atto finale.

domenica 9 febbraio 2025

BAMBINO di Marco Balzano [ RECENSIONE ]



Rabbia e solitudine: questi sentimenti riempiono il cuore del protagonista del presente romanzo - ambientato a Trieste tra la fine del primo conflitto e il periodo immediatamente successivo al secondo - e lo accompagnano per tutta la sua esistenza, vissuta seguendo una scia di violenze e sopraffazioni dalla quale sarà difficile uscire illesi.


BAMBINO 
di Marco Balzano

Einaudi
224 pp
Mattia Gregori nasce a Trieste nel 1900, figlio dell'orologiaio Nanni e di sua moglie Tella; ha un fratello maggiore, Adriano, che, quando diventa adulto, parte per l'America in cerca di fortuna.

All'età di diciotto anni, il giovane fa una scoperta che lo lascia di sasso, lo ferisce e apre in lui, nella sua anima, una lacerazione talmente profonda da segnarlo per tutta la vita: la donna
che l'ha cresciuto e che lui ha sempre chiamato mamma non è la stessa che l'ha partorito

Chi è mia madre?

La domanda risuonerà per tutta la vita nelle orecchie e nella testa di Mattia, guidando e condizionando le sue decisioni più importanti perché innesca in lui, sin dal primo momento, un trauma che si traduce in una rabbia violenta e in un'amara solitudine che non smetterà mai di divorarlo da dentro.

Ribelle e testardo per temperamento, Mattia prende delle decisioni discutibili già da ragazzo, maturando in poco tempo un atteggiamento oppositivo e diffidente verso il mondo in generale e finanche verso il padre, che il lettore imparerà a conoscere come un uomo paziente, gentile, saggio.

Mattia Gregori è sostanzialmente una persona sola e tale sarà sempre, perché la sua solitudine è qualcosa che gli sta appiccicata addosso e che è parte di lui come può esserlo un neo, una voglia sulla pelle, una tratto somatico.

Quando entra tra le file degli squadristi fascisti è come se trovasse il suo habitat naturale, il "luogo" in cui lasciar esplodere la sua personalità ferina, aggressiva, capace di atti feroci, spietati e incapace di manifestare pietà.

Bambino viene soprannominato, a motivo dei suoi tratti fanciulleschi, delicati, che gli conferiranno quell'aria giovanile, acerba, inesperta anche quando sarà un uomo maturo.
Ma di acerbo e inesperto sembra non esserci nulla in lui, che è un ragazzo intelligente e svelto, scaltro, determinato, che ben presto verrà apprezzato dagli squadristi per la sua "cattiveria", il suo agire senza battere ciglio, con quella freddezza necessaria a chi sa di dover compiere azioni brutali senza lasciar spazio alla compassione.
E Mattia è purtroppo a suo agio nell'ostentare una ferocia da boia, in particolare nei confronti degli slavi, considerati degli stranieri che non hanno alcun diritto da vantare sul suolo italiano. Trieste va ripulita dalla presenza slava e con la sua camicia nera egli batte palmo a palmo le terre contese per scacciare questi usurpatori.

Ma non è tanto l'adesione convinta all'ideologia fascista a muoverlo, quanto la speranza di ritrovare quella madre senza nome né volto, da cui molto probabilmente egli ha preso quel suo viso avvenente e tanto delicato. 

Era italiana o slovena, colei che l'ha messo al mondo? Perché suo padre si rifiuta di dirgli il suo nome, di spiegargli chi sia la donna con cui l'ha concepito?

La ricerca ossessiva di una donna mai conosciuta diventa il senso e il fine di tutto, persuadendolo che chissà, aggregandosi alle camicie nere e andando nelle case degli sloveni, forse qualche notizia su di lei riuscirà ad ottenerla.

In questo modo - facendo parte di un branco, che fa della violenza bruta la sua forza e il suo modus operandi - Bambino cerca di placare la propria inquietudine, di sentirsi meno solo, meno fragile.

Eppure suo padre è agli antipodi di ogni forma di prepotenza e sopraffazione, e cerca in ogni modo di distogliere il figlio da quella follia che è il fascismo, ma inutilmente.
Pur volendogli bene, Mattia non può perdonargli l'ostinato silenzio dietro cui il vecchio orologiaio si trincera per non rivelare l'identità della madre biologica di quel figliolo che gli sta regalando solo pene e preoccupazioni. 

Seguiamo, di capitolo in capitolo, in un susseguirsi veloce e fluente di avvenimenti drammatici, di rapine e assalti, l'esistenza di questo protagonista che, credo, facilmente resta impresso nella mente del lettore, anche una volta chiuso il libro, in quanto Mattia è l'antieroe,  protagonista e antagonista insieme, è il "cattivo della situazione", ma l'autore è talmente bravo a catapultarci nella sua vita, a farci scivolare accanto a quest'uomo dalla personalità complessa, imprevedibile, ricca di tante sfaccettature, che si fa fatica a detestarlo nonostante compia, sotto i nostri occhi, tante, troppe azioni turpi, infami, deplorevoli.

Lo scoppio della seconda guerra mondiale, i nazisti in città, l'occupazione jugoslava di Trieste, le foibe: fatti storici che conosciamo bene e che vengono raccontati tutti d'un fiato, attraverso i quali vediamo Mattia crescere negli anni, passare dall'essere un ragazzo furioso e sciagurato ad un adulto che si ritroverà, a volte anche suo malgrado, al centro di spirali di atrocità, sangue e morte, venendone risucchiato, pagandone in prima persona amare conseguenze, anche quando egli stesso si sforzerà di destarsi da quel torpore che gli ha obnubilato la ragione, il senso della pietà, dell'amore, e proverà a cambiare rotta.

Le sue scelte inevitabilmente metteranno in pericolo la vita sua e di suo padre diverse volte, ma Mattia affronterà ogni problema con quel coraggio quasi folle e avventato che è parte di lui e che lo aiuta a tenere sotto controllo ogni paura e a rispondere con risolutezza, con la testardaggine di chi fa di tutto per non soccombere, per restare sempre in piedi.
  
Il quadro che emerge di Mattia, vi dicevo più su, è molto complesso e pensare di ridurre tutto a giudizi limitati circa la sua condotta e la sua "anima" ("è un uomo cattivo, un essere spregevole, un fascista senza cuore") viene sì spontaneo ma non renderebbe l'idea di chi sia davvero Mattia Gregori, e quale varietà di sentimenti e pensieri attraversino furiosamente la sua mente e il suo cuore.

Non starò qui a dirvi che, in fondo in fondo, Mattia non è un cattivo, che è solo un ragazzo vissuto in un periodo storico complicato e che si è "trovato" inconsapevolmente al fianco dei fascisti; egli sicuramente è padrone delle proprie decisioni, della direzione data alla propria vita ed è assolutamente in grado di discernere il bene dal male, di comprendere quanto deprecabili siano i propri crimini.

«Ho ucciso e fatto uccidere. Ho sempre cercato di stare dalla parte del più forte e mi sono sempre ritrovato dalla parte sbagliata»

Però va detto: Mattia non è un individuo amorale, non è ovviamente un essere privo di sensibilità, incapace di provare sensi colpa o rimorso; tutt'altro, egli ne prova e, nel corso delle tragiche vicissitudini in cui sarà coinvolto, ci sarà sempre in lui un angolino di ragionevolezza e di cuore in cui ritroverà quell'umanità che gli appartiene (come appartiene ad ogni uomo, anche al "peggiore") e che lo spingerà a riflettere su sé stesso, sui propri sbagli, e a desiderare di riparare gli ingranaggi della propria anima e della propria vita, come suo padre ha passato la propria ad aggiustare vecchi orologi.

Arriverà mai per Mattia Gregori, "Bambino", il bisogno, il desiderio di redimersi, di cambiare vita, di smetterla con sangue, tradimenti, manganellate, caccia allo sloveno o all'ebreo, per provare a far posto al desiderio di una famiglia, di dare e ricevere amore, di vivere in pace con gli altri e, prima ancora, con sé stesso?


Bambino
è un romanzo storico appassionante, intenso, dal ritmo incalzante, interessante e accurato nella ricostruzione storica e sociale del periodo di riferimento e dei luoghi in cui le vicende sono collocate.
Mi è piaciuto moltissimo il modo in cui ho imparato a conoscere il protagonista: attraverso i suoi comportamenti, le scelte fatte consapevolmente, il suo riconoscere il male che lo divora dall'interno e attento, nonostante tutto, a non spegnere mai del tutto quel lumicino di umanità che continua a brillare in un angolino del suo cuore, anche quando verrà avvolto dalle tenebre più fitte della disperazione, della solitudine, del dolore.

Molto bello, lo consiglio!


mercoledì 16 ottobre 2024

NOVITA' DA LEGGERE [ Segnalazioni editoriali ]



Buon pomeriggio!
Oggi sul blog è il momento delle segnalazioni: si tratta di opere di recente pubblicazione e che rientrano in diversi generi letterari.



GIALLO

I fantasmi del banchiere nero è il titolo del nuovo e appassionante giallo del rinomato scrittore milanese Ippolito Edmondo Ferrario edito da Fratelli Frilli Editori.


F.lli Frilli Editori
320 pp
16.90 euro
Nel 1946 viene ritrovato, nel suo studio a Venezia, il cadavere del notaio Giangiacomo Ballarin con il cranio sfondato. 
Il solo sospettato è Alvise Alberton, truffatore e falsario, che durante il precedente periodo della Repubblica Sociale Italiana ne frequentava i vertici dei ministri presenti nella città lagunare. 
Le indagini non portano a nulla e il caso viene archiviato.

A distanza di più di settant’anni, complice un antico libro scovato in una bancarella veneziana, Mara Sartori, giornalista di cronaca nera, decide di far luce sulla morte del notaio il cui nome è legato alla Shoa veneziana e al presunto ruolo di procacciatore di documenti per gli ebrei in fuga. Le angosciose scoperte della giornalista la portano all’incontro con il milanese Raoul Sforza “il banchiere nero” uomo sempre al centro di scandali e processi. 
Il banchiere si recherà a Venezia per aiutare Mara a risolvere il complicato mistero e nello stesso tempo a far luce su un capitolo doloroso della storia della propria famiglia.

L'autore
Ippolito Edmondo Ferrario, classe 1976, è uno scrittore milanese. Si è occupato dello studio e della divulgazione della Milano sotterranea attraverso numerosi saggi. Ha pubblicato per Ugo Mursia Editore, Castelvecchi Editore, Newton Compton Editori, Ritter e Ferrogallico. Per Fratelli Frilli Editori ha dato vita al personaggio seriale del “banchiere nero” Raoul Sforza. Il banchiere di Milano (2021), seguito da I diavoli di Bargagli (2022), Assedio mortale a Milano (2023) e il nuovo I fantasmi del banchiere nero (2024)
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NARRATIVA STORICA

L'attendente del diavolo. Kappler e l'obiettore di Francesco Buscemi è un libro sugli obiettori di coscienza al servizio militare che nel carcere di Gaeta incontravano i criminali nazisti Kappler e Reder; si trattano temi quali disobbedienza civile, la distanza temporale che il fascismo e il nazismo cominciano ad avere, dittature, guerre.


Carcere di Gaeta, 1969: Sergio, condannato perché rifiuta il servizio militare, tenore amatoriale e
Capponi Ed.
263 pp
16.15 euro

studente di storia con genitori partigiani, conosce Herbert Kappler e Walter Reder, boia nazisti delle Fosse Ardeatine e Marzabotto, all’ergastolo nell’area Ufficiali. 
Per una folle legge militare, come accadde davvero a tanti obiettori, il ragazzo diventa una sorta di attendente di Kappler. 
Tutto separa i due, tranne un’aria del Trovatore, che Sergio vuol fare ascoltare al tedesco, innamorato della fidanzata a distanza Anneliese. Gaeta diventa così il posto perfetto per capire il mondo, tra domande di grazia, avvocati pronti a tutto pur di ripulire l’immagine di un boia spietato, guerre di religione tra obiettori, un matrimonio che sa di marketing e le pressioni tedesche sull’Italia. 
I destini di Sergio e di Kappler si incontrano e scontrano fino all’incredibile fuga del nazista e oltre.




NARRATIVA FEMMINILE/ROMANCE CONTEMPORANEO


Difficoltà relazionali, storie familiari, storia d’amore, seconde opportunità sono i temi presenti in Rosso Liberty di Roberta De Tomi.


EBOOK 2,99
CARTACEO 10,00
PAGINE 113
USCITA 4 ottobre 2024
 COLLANA MILOS (PUBME)
Dorys ha ventisette anni, fa un lavoro che non ama dopo essere stata costretta a rinunciare alla sua vera passione. 
Manuel, il suo compagno, la lascia all’improvviso senza darle alcuna spiegazione.
Lo spirito di Gilda, madre di Dorys, che le parla attraverso una foto incorniciata d’argento, cerca di consolarla e spronarla a riprendersi la sua vita, ma i giorni si susseguono senza che la ragazza trovi una motivazione per continuare a vivere senza Manuel.
Intanto Manuel ha incontrato un’altra Gilda, la cameriera dai capelli rossi del Merlino’s Pub, il motivo che lo ha spinto a troncare la relazione con Dorys. 
Cerca un modo per approcciarsi a lei e, una sera, la segue di nascosto fino alla palazzina in stile Liberty dove abita. Lì scorge la macchina di Dorys, la quale entra nella casa che sembra conoscere molto bene.

Gilda, si rende conto dell’interesse di Manuel per lei, e quando lui le chiede di uscire insieme, gli impone di chiarire prima le cose con Dorys, poi lo invita nella sua villetta. 
Intanto ha mandato un messaggio a Dorys, affinché vada anche lei a casa sua, e quando la ragazza arriva, Gilda misteriosamente scompare. I due si incontrano nella palazzina in stile Liberty e Manuel scopre finalmente la verità sul legame tra le due ragazze. Un legame profondo, tenuto segreto per molti anni, che riguarda la madre di Dorys. 
Sfogliando un vecchio album di foto ingiallite, da cui emerge il passato della prima Gilda, i due giovani dovranno affrontare le loro insicurezze e i dubbi, per comprendere realmente quali sono i loro sentimenti, rivedere le decisioni lavorative di Dorys, e decidere il loro futuro.

Nella casa resta una presenza evanescente. La sorella con lo stesso nome della mamma è realmente
esistita o è stata tutta una fantastica avventura, per riscuotere i due innamorati? Dalle crisi nascono
sempre le opportunità…

L'autrice.
Roberta De Tomi è nata in provincia di Modena nel 1981. Laureata al Dams di Bologna, si occupa di scrittura a 360°. Nel 2012 è curatrice, insieme al poeta modenese Luca Gilioli, dell’antologia lirica solidale La luce oltre le crepe (Bernini). Dal 2014 inizia a pubblicare con alcuni editori indipendenti: tra i titoli commissionati, Come sedurre le donne (HOW2 Edizioni, manuale), il retelling Alice nel labirinto (Dae Editore, 2017, secondo premio ex-aequo al Trofeo Cittadella, romanzo fantasy 2019). Nel 2022 è co-sceneggiatrice del docu-film Ricostruzione. Emilia -Romagna 2012-2022, prodotto da Wildcom Italia e ha pubblicato il retelling Alyssa, l’ultima sirenetta (DAE). Con Delos Digital produce diversi racconti lunghi/romanzi brevi tra cui Chick Girl- Azalee per Veridiana (2016, erotico), Trappola d’ardesia (2020, thriller) edito in cartaceo nel 2021 da Sága Edizioni, Abuso d’amore (2022, erotico), Gen-Z. Zombie in una notte di mezza estate e Gen Z. Il canto della Resistenza (2023, apocalittico).
Nel 2023 ottiene i riconoscimenti: “Giovane Talento” Pellicanolibri e il “Premio Adriatico – Un mare che unisce” per la Narrativa edita. Nel 2024 pubblica gli urbanfantasy L’angelo caduto di feerilandia (Sága Edizioni) e Melody la Vestale di Inventia (Delos Digital). In agosto è uscito il romance spicy Love Beat (Dri Editore). Suoi racconti sono presenti in antologie e in riviste letterarie on e offline


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Second chances, interracial couple, slow burn sono tra i tropes del nuovo romance contemporaneo di Maria Antonietta: Innocence. Ritorno alle origini.

Il libro racconta il coraggio di una donna che, dopo aver perso tutto, si rimette in gioco e riscopre la forza di amarsi e di amare di nuovo.


Fino al 19 ottobre l'ebook sarà in preordine
 al prezzo speciale di 2,99 € invece di 4,99 €.


Dalila Mancini ha perso tutto: il lavoro, lo studio di architettura a Perugia, e l'uomo con cui stava per
298 pp
Data di pubblicazione:
19 ottobre 2024
Disponibile in ebook,
 cartaceo,
Kindle Unlimited

sposarsi, scappato all'estero con metà dei loro risparmi. La pandemia le ha strappato via la stabilità faticosamente conquistata, lasciandola con una profonda ferita.
Ma quando la nipote Milly le suggerisce di affidare le sue emozioni a un diario virtuale, Dalila scopre un nuovo modo di esprimersi e di relazionarsi con gli altri. 
Nasce così "Diario di una Stramba" su Innocence, un social creato per connettere le persone in un mondo improvvisamente isolato.

Attraverso la fitta rete di conversazioni online e telefoniche, Dalila si lascia coinvolgere da Aylan, un giovane misterioso che dapprima si nasconde dietro lo pseudonimo "Diario di un Pescatore" e in seguito si reinventa come Vito, un uomo in grado di comprendere il suo dolore.

"Innocence. Ritorno alle origini" è una storia di rinascita e di ricerca delle proprie radici in un mondo cambiato per sempre. 
Quando le maschere cadono, può l'amore resistere alla verità?


L’autrice
Maria Antonietta vive a Villa San Giovanni, un paesino baciato dal sole dodici mesi l’anno affacciato sul suggestivo Stretto di Messina. Scrive da quando sa farlo, più precisamente dopo essersi innamorata del personaggio di Jo March del romanzo Piccole Donne. Già a 10 anni tormenta la sorella e la cugina, costringendole a mandare giù a memoria copioni di sceneggiature scritte da lei e ispirate ai personaggi di Lady Oscar. Cresce a pane e Liala, e nonostante gli studi in ragioneria informatica, una volta ottenuto il diploma si mette in testa di realizzare il suo sogno di diventare scrittrice. Lavora come insegnante privata, ogni tanto riesce a dare un esame all’università, e comincia a scrivere sul serio. I suoi primi romanzi sono parecchio acerbi e influenzati dalla sua visione tragico romantica dell’amore. Li conserva in una pennetta USB e qualche anno dopo scopre il mondo dei romanzi M/M. Ne rimane folgorata; il lavoro di correttrice di bozze presso Dreamspinner Press Italia e Triskell Edizioni la catapulta in una realtà che sente sua. Scrive così il suo primo romanzo a tematica LGBT, che un giorno spera riuscirà a revisionare, e poi a settembre del 2018 nasce Blue Swan. Lo butta giù in soli quattro mesi. Sono i protagonisti a dettarglielo, giorno e notte. Nel 2022 pubblica sempre con Triskell Edizioni un secondo romanzo a tematica LGBT, To the moon and back, ispirato al cantante trap Achille Lauro. Nel marzo del 2023 debutta in selfpublishing con il romanzo Ricordati di noi che ottiene una calda accoglienza e molti consensi tra i lettori. A dicembre del 2023 pubblica sempre con Triskell Edizioni il terzo romanzo a tematica LGBT, Pulse – Il rumore del cuore.
Quando non corregge o insegna, si dedica alle sue altre passioni: gli anime e le serie televisive. Ogni tre mesi si innamora di un personaggio televisivo. Ha mille storie in testa e un giorno spera di riuscire a raccontarle tutte
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RACCONTI HORROR

Nuova uscita letteraria targata Pensiero Creativo: Ippocorno e altri racconti di Vincenzo Barone Lumaga e Diana Daniela Gallese è una raccolta di racconti a tema horror corredata di illustrazioni.



104  pp
Il volume raccoglie racconti intimissimi e brevi di persone che sentono il mondo altro. Flussi di coscienza, paranoie, ansie e angosce aggrappate scure e pesanti sulla schiena di chi le vive. Inquietudine e turbamenti, paure e confusione sono i protagonisti assoluti.
Una lettura quasi sospesa, che lascia il lettore vibrante a percepire le storie che legge, a sentire ciò che i protagonisti vivono. Un magone che rimane incastrato sul petto, alza gli occhi dal libro, si guarda intorno turbato, un sospiro dopo ogni lettura, a cui segue un’inevitabile e necessaria, interminabile riflessione.

“Ippocorno e altri racconti raccoglie storie scritte negli undici anni trascorsi dalla pubblicazione del mio primo libro. Se può essere difficile inserire molti di loro in un genere preciso (che sia horror, weird o fantascienza distopica), forse il tratto che li accomuna è indagare sul rapporto conflittuale tra i protagonisti delle storie e le realtà che vivono, spesso ostili, quasi sempre misteriose, sovente difficili da interpretare. È fondamentalmente il mio modo di descrivere e indagare sul rapporto conflittuale e turbolento tra l'essere umano e la realtà che lo circonda, e il suo desiderio di comprensione e ricerca, spesso rivolto al trovare una perduta identità” – è così che l’autore descrive il suo tratto distintivo e l’approccio alla scrittura dei racconti presenti nel volume.

“I racconti di Vincenzo sono flussi oscuri di coscienza, uno sguardo deciso che scuote i tanto amati abissi interiori nietzschiani. Io gli ho dato una forma visiva, con carboncini puri e acquerello su carta. Ho caratterizzato ogni personaggio con cura, soffermandomi sulla rappresentazione di emozioni forti che trapelavano nel testo come la rabbia, la paura, l'angoscia. L'aspetto psicologico da sempre nutre e completa il mio fare artistico, e nelle illustrazioni l'ho esaltato, raccontandolo per immagini e metafore visive. Il mio immaginario trae spunto dalla corrente dell'espressionismo tedesco: la Die Bruke” è quanto sottolinea l’illustratrice.


Note biografiche
Vincenzo Barone Lumaga è nato a Torre del Greco (NA, 1978). Avido lettore di narrativa di genere – dal poliziesco alla fanstascienza, dalle ghost stories alla narrativa fantastica , soprattutto dei Maestri di lingua anglosassone – scrive racconti con crescente continuità dal 2005.
Laureato in Giurisprudenza, esercita a Napoli la professione di avvocato penalista e si diletta come bassista, chitarrista e compositore.
Per Milena Edizioni ha già pubblicato raccolte di racconti dell’orrore “Le ore buie”, il thriller soprannaturale “Lame di tenebra” e il saggio sulla cultura weird “Com’era weird la mia valle” in collaborazione con Fabio Lastrucci.
Attualmente si è avvicinato al mondo della stand up comedy con spettacoli in giro per l’Italia.

Diana Daniela Gallese, illustratrice editoriale e artista poliedrica, diplomata in grafica e illustrazione editoriale presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata, specializzata in Arte Terapia presso l'Accademia di Belle Arti di Roma; esordisce nel mondo editoriale con l’albo illustrato La Leggenda di Sleepy Hollow (Officina Milena, 2019). Le sue illustrazioni accompagnano testi editi da Officina Milena, ABEditore, Pidgin, Empireo Editora, La Biblioteca di Lovecraft ecc; collabora inoltre con riviste editoriali nazionali e internazionali tra cui Tit’s n’ Tales, 9righe, IMON, La Nuova Carne, Bomarscé, L'Appeso
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POESIA


A quasi due anni da “D come Davide. Storie di plurali al singolare” il poeta, toscano d’adozione,
Ed. Le Mezzelane
96 pp

Davide Rocco Colacrai dal 30 Settembre è nuovamente nelle librerie con la silloge poetica – edita ancora dalla casa editrice anconetana Le Mezzelane – Ritratto del poeta in autunno – versi di malinconia e perdono.

La raccolta poetica è disponibile su ordinazione in tutte le librerie e store digitali oltre che sul sito della casa editrice (LINK).
È disponibile anche la versione ebook.

Il volume si compone di 30 poesie suddivise in 6 capitoli. L’Illustrazione di copertina dal prepotente richiamo picassiano è di Alessio Gherardini; la postfazione è del critico letterario Gianni Antonio Palumbo.

Davide Rocco Colacrai anche in “Ritratto del poeta in autunno” si conferma poeta dai contenuti civili contemporanei. Nei suoi potenti versi si spazia dalla musica – di cui è appassionato ascoltatore oltre che musicista di arpa – alla letteratura, dal mondo LGBTQI+ (una poesia è “Eva ha due papà”) alla cinematografia (ad esempio la poesia “L‘ora delle formiche – dedicata a Ettore” ispirata al film di Gianni Amelio) e a fatti di storia contemporanea (ad esempio la poesia “11/09/2001 in memoria di Patricia Massari” o “Cantico dall’abisso – in memoria delle vittime del naufragio della Costa Concordia 13 gennaio 2012”) fino a versi dedicati persone che hanno abitato (o abitano) la sua vita e il suo quotidiano come l’adorato cane Manny
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