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sabato 7 marzo 2026

Febbraio 2026 * tra libri e serie tv *



Ecco cosa ho letto a febbraio.



  1. ESTRANEA di Y. van der Wouden: esordio in narrativa - La vita monotona e solitaria di una donna olandese, 
    pinterest 
    ossessionata dalla propria casa e abituata alla solitudine, viene sconvolta dall'arrivo di un'ospite che non è lì per caso (3/5). SCRITTURA ACERBA, MA COMUNQUE INTERESSANTE
  2. SANGUE E PORPORA. L'assedio di Amida, di F. Maione: romanzo storico ambientato nell'antica Roma e incentrato sul personaggio del magister Ursicino e sull'assedio di Amida (4/5). ACCURATO, CON DESCRIZIONI MINUZIOSE. IDEALE SE SI AMA IL PERIODO STORICO IN OGGETTO.
  3. COME PETALI DI CILIEGIO di S. Piromallo: dark romance - una tranquilla cittadina inglese, un istituto per minori in cui avvengono abusi di cui nessuno vuol parlare e due ragazzi che si innamorano e combattono per far emergere la verità (3/5). PER CHI CERCA LETTURE ROMANTICHE CON PROTAGONISTI MOLTO GIOVANI.
  4. 17 INVERNI DI BUGIE di F. Cheynet: thriller ambientato in Trentino. Una ragazza scompare misteriosamente e un ragazzo viene incarcerato ma dopo 17 anni la polizia capisce di aver preso un abbaglio (4/5). TONI IRONICI GRAZIE AL PROTAGONISTA (CRIMINOLOGO) INTUITIVO CHE RISOLVE IL CASO.
  5. NASCOSTA TRA I FIORI di J. Watanabe: romanzo biografico. La storia della prima donna medico giapponese: formazione, ostacoli, successi, sacrifici (4/5). MOLTO INTERESSANTE E D'ISPIRAZIONE.
  6. LA BAMBINA CHE GUARDAVA I TRENI PARTIRE di R. Long: romanzo storico basato su fatti realmente accaduti. La storia di una famiglia polacca sopravvissuta alla tragedia dell'Olocausto (4.5/5). PER NON DIMENTICARE.


READING CHALLENGE 

A febbraio gli obiettivi erano:

- Cozy crime ambientato nella campagna inglese. Ho letto (7). GIALLO A OXFORD. Un'indagine dell'ispettore Macdonald di E. C. R. Lorac: una donna viene trovata morta, apparentemente suicida, nella casa di famiglia in campagna. Si indaga tra conoscenti e famigliari, tutti presenti in casa al momento della morte (4,5/5). MOLTO PIACEVOLE.
 
 - Libro ambientato su un'isola. Ho letto (8). IL NIDO DEL CORVO di P. Pulixi: thriller ambientato in Sardegna con protagonista una nuova coppia investigativa alle prese con un killer "artista" (4,5/5). APPASSIONANTE.

- Libro del cuore: LA LEVATRICE DI NAGYRÈV di S. Zuccato. L'ho letto in passato - QUI -


FILM


Sul fronte serie tv ho proseguito con:

- BLOOD OF MY BLOOD, il prequel di Outlander. Continuano ad appassionarmi le avventurose vicende che coinvolgono Harry e Julia Beauchamp, catapultati in un lontano passato decisamente diverso dal periodo da cui provengono, e Brian Fraser ed Ellen MacKenzie, il cui amore è osteggiato dalle famiglie.
Harry ha smarrito la sua Julia, intanto lavora per i Grant come braccio destro del laird e fa da suo ambasciatore presso gli altri clan, tra cui i Fraser e i MacKanzie.
Julia fa la serva in casa del viscido Simon Fraser, padre di Brian (che è un figlio illegittimo, che il laird Simon ha avuto abusando della domestica Mrs Porter) e, pur di salvare la propria vita e quella del figlio che ha in grembo, si vede costretta a compiere azioni che mai avrebbe immaginato di fare.
Brian è un giovane coraggioso e di sani principi, leale e saggio ma anche innamorato della fanciulla sbagliata: Ellen MacKenzie, che a sua volta lo ama ma sa di dover sposare, per ragioni di convenienza e per il bene del clan, Malcom Grant. 
Al di là delle vicissitudini sentimentali, ciò che amo di questa serie (mi riferisco anche ad Outlander) è il contesto storico, la Scozia e le battaglie per l'indipendenza, le faide tra clan, le superstizioni popolari e tutte quelle dinamiche intricate e coinvolenti che vanno a creare la rete famigliare e sociale dentro cui si muovono i protagonisti.

- BREAKING BAD. Sono all'inizio della seconda stagione e per Walter è sempre più complicato gestire le proprie bugie al cospetto della moglie, che ha abbondantemente capito che il suo malato coniuge ha una parte della propria esistenza che le tiene nascosta.

- DOWNTON ABBEY. Sono all'inizio della quarta stagione e ho già
sofferto due volte per due morti ingiuste. Che lutti mi attendono ancora!?!?!?!?!
Però la amo: questo mondo così intriso di formalità, convenzioni, regole, milord e milady alle prese con problemi relativi all'eredità, alle figlie, ai generi, alla servitù sempre vivace e birbantella, maggiordomi irrigiditi, camerieri che si fanno le scarpe l'un l'altro ma ogni tanto si aiutano pure, una dimora immensa che rischia di andare in rovina se mal gestita... Insomma, è un tuffo nella nobiltà britannica  - illusa che il proprio universo dorato esisterà per sempre - che mi affascina. Inoltre mi fa morire milady senior, nonna Cora, che col suo cinismo e la sua arguzia spiazza sempre tutti.

- LADY IN THE LAKE. Sono alla terza puntata di questa serie tv tratta dal romanzo di Laura Lippman (La donna del lago) e ambientata nella Baltimora del 1966, attraversata da tensioni razziali e criminalità.

La protagonista è Maddie Schwartz (Natalie Portman), ebrea, moglie del benestante Milton e madre dell'adolescente Seth. Da sempre dedita a famiglia e casa, la sua vita viene sconvolta in seguito al rapimento e all'omicidio di una bambina (bianca, ebrea), Tessie. Maddie, che avrebbe voluto fare la giornalista, decide di indagare personalmente perché non convinta al 100% di come la polizia locale abbia risolto il caso (il presunto assassino è stato arrestato) e, contemporaneamente prende una decisione radicale: lasciare marito e figlio, cercare l'indipendenza e dare un nuovo impulso alla propria vita, anche se ciò significa andare a vivere in un quartiere poco raccomandabile e adattarsi con poco.

Intraprendente e determinata, riesce a farsi assumere come reporter da una testata locale e il suo lavoro investigativo si interseca con le vicende personali di una donna afroamericana, Cleo Sherwood (Moses Ingram), che cerca con fatica di mandare avanti la propria famiglia barcamenandosi tra il ruolo di madre (uno dei suoi figli non sta bene di salute), lavori umili e altre situazioni non proprio chiare.
Proseguo con interesse.

- GOMORRA. LE ORIGINI. diretta da Marco D'Amore e Francesco Ghiaccio, è il prequel di Gomorra - La serie.
Siamo nel 1977 e conosciamo un giovane Pietro (Savastano), i suoi amici e tutto il contesto di povertà e miseria in cui vivono.
Pietro è figlio della strada, è cresciuto senza padre, sua madre fa la prostituta ma cerca comunque di mettere da parte i soldi con la speranza di darli al figlio affinché vada via da Napoli, costruendosi una vita altrove, lontano dai camorristi che purtroppo il ragazzo ha preso a frequentare.

In special modo, è un fedele seguace di Angelo 'a Sirena, un giovane invischiato in attività criminali, al soldo (almeno ad inizio stagione) del boss Antonio Villa e di suo figlio Michele O'Santo (che è la copia sputata di Lucio Battisti).
Ma Angelo aspira all'indipendenza e riesce a farsi ben volere da altri camorristi e a sfilarsi dalle grinfie di Villa; Angelo è un "bel" personaggio, con le idee chiare, desideroso di "crescere" negli affari criminali e di essere il più possibile non sottomesso a nessuno.
Si infila sempre in qualche trappola ma - al pari dell'Immortale - riesce ad uscirne vivo, anche grazie ai tempestivi interventi di Pietro, che qui ancora non è un Savastano ufficiale (suo padre non gli ha dato il cognome; non ancora, per lo meno).
Ovviamente conosce (la futura donna) Imma, che va al conservatorio, ha una vita tranquilla anche se è amica di Annalisa, colei che diventerà nota come Scianel; proprio a motivo di lei, Imma - che pure è una brava ragazza - farà esperienze non proprio edificanti, e l'incontro con Pietro di certo non la porterà sulla buona strada, ecco 😀

Ho terminato la prima stagione (la seconda è in fase di produzione) e mi è piaciuta perché immerge lo spettatore in questa ambientazione anni Settanta, in una Napoli povera e molto molto semplice, in un quartiere in cui la presenza dei boss di camorra è molto forte e condiziona le vite di tutti. 
Interessante seguire "gli inizi di carriera" del famigerato don Pietro, i suoi sforzi per emulare e farsi notare dal suo idolo Angelo, il quale da una parte cerca di tener lontano il ragazzo da questo brutto mondo, dall'altra accetta la sua collaborazione perché sa di potersi fidare.
Immacolata è già da ragazza un tipo tosto, caparbio, indipendente.

Non mi resta che aspettare la seconda stagione.


mercoledì 4 febbraio 2026

LE LETTURE DI GENNAIO 2026


Il primo mese di questo nuovo anno è trascorso ed eccomi con le mie prime letture.



1.YESHUA. IL REGNO di S. Rigamonti: romanzo storico cristiano incentrato sulla figura di Gesù, in particolare sul primo anno del suo ministero terreno (4,5/5). INTENSO. PER CHI VUOLE AVVICINARSI ALLA FIGURA DI GESÙ CON "OCCHI NUOVI".
2.SOFIA NEL MONDO DI CENTOCCHI. La Squadra del Destino, di A. LeVaine: fantasy per ragazzi - tre amiche vivono un'avventura in una dimensione fantastica affrontando mille peripezie (3,5/5). AVVENTUROSO. IDEALE PER I GIOVANI AMANTI DEL GENERE.
3.I LOVE SHOPPING di S. Kinsella:  chick-lit con protagonista una ragazza ossessionata dallo shopping (4/5). DIVERTENTE, SVAGO ASSICURATO.
4.UNA DI FAMIGLIA di F. McFadden: domestico thriller - giovane ex-detenuta trova lavoro come aiuto tutto fare in una famiglia apparentemente perfetta. La casa ha un'inquietante soffitta... e non c'è soffitta senza segreti (4/5). COINVOLGENTE. NON MANCANO COLPI DI SCENA. PER CHI CERCA UN THRILLER DA LEGGERE TUTTO D'UN FIATO.
5.L'ATTESA DELL'ALBA di F. Caringella - narrativa italiana
con al centro eutanasia-fine vita-suicidio assistito (4,5/5). SCORREVOLE, PROFONDO. PER CHI VUOLE RIFLETTERE SU UN ARGOMENTO SPINOSO.
6.ALMOND: COME UNA MANDORLA di Won-Pyung Sohn: romanzo di formazione
- ragazzo con difficoltà a provare emozioni incontra coetaneo problematico. Ne nasce una amicizia, benefica per entrambi (4.5/5). BELLO, COINVOLGENTE. PER CHI DESIDERA UNA STORIA CAPACE DI EMOZIONARE.
7.L'ESTATE CHE SCIOLSE OGNI COSA di T. McDaniel: romanzo di formazione sapientemente contaminato da realismo magico ed elementi surreali. Una storia straziante su come la paura, i pregiudizi, l'ignoranza possano generare fiumi di odio, scatenando eventi drammatici (5/5). TRASCINANTE, ENIGMATICO, DENSO. PER CHI CERCA UNA LETTURA ORIGINALE E CHE "TI SI ATTACCHI ADDOSSO".


READING CHALLENGE

Anche quest'anno partecipo alla Reading Challenge organizzata dal Club di lettrici di cui
faccio parte, ormai da anni, su Fb.

Come sempre, ci sono CATEGORIE FISSE, che è possibile scegliere ogni mese, e poi ci sono le categorie mensili, che cambiano di volta in volta in quanto frutto di sorteggio.

Ecco gli obiettivi di gennaio:

- Libro sulla natura, con protagonisti animali o piante;
- Libro con protagonista un artista o ambientato in una galleria d'arte;
- Libro del mese ⇒ L'ATTESA DELL'ALBA di Caringella.

Io ho spuntato il libro del mese e ho anche letto l'obiettivo LIBRO CON PROTAGONISTA UN ARTISTA ⇒  8. IL MISTERO DELLA PITTRICE RIBELLE di C. Montani: romanzo storico ambientato nell'affascinante Firenze rinascimentale. Aspirante talentuosa pittrice viene coinvolta in intrighi e misteri da risolvere insieme al grande Piero della Francesca (4/5). AVVENTUROSO, INTRIGANTE. PER CHI AMA IL MIX GIALLO/ARTE.



SERIE TV

A gennaio ho guardato 

GIRL TAKEN, serie tv composta da sei puntate, tratta da Baby Doll di Hollie Overton.
È un thriller psicologico che ruota attorno al tema ragazze scomparse.

Le protagoniste sono due gemelle, Abby (
Delphi Evans) e Lily Riser (Tallulah Evans), che vivono in una piccola cittadina inglese assieme alla madre (Eve).
Abby è più tranquilla e solitaria, mentre Lily è più vivace, ha un fidanzatino, Wes, ed entrambi sono sempre in compagnia di alcuni amici non proprio a posto, in quanto fanno uso di sostanze ed alcol.
Le due sorelle sono molte legate l'una all'altra e anche alla loro madre, che le sta tirando su da sola, senza un uomo in casa, situazione che la costringe a lavorare molto e a stare fuori casa praticamente tutta la giornata.

La loro vita - tutto sommato tranquilla - viene scossa da un evento traumatico: Lily viene rapita  da Rick Hansen (Alfie Allen), un insegnante di lettere molto stimato dalla comunità e anche molto amato dalle sue studentesse.
Facendo leva sulla fiducia che Lily ripone in una persona che reputa perbene, l'uomo le offre un passaggio in auto ma non l'accompagna a casa, bensì la stordisce e la porta dritta dritta nel seminterrato del proprio cottage, fuori dal centro abitato (ovviamente...).

Quello che segue è un lungo incubo fatto di anni di abusi e prigionia.

Ma la
 serie non si concentra sulla permanenza della poveretta nelle mani del sadico rapitore perché ci mostra da subito come ella riesca inaspettatamente a fuggire e a tornare addirittura a casa.

Tutto bene, quindi, no?

E beh, la risposta non può che essere no.

Tornare a casa e allontanarsi dall'incubo della prigionia non è sinonimo id una ritrovata serenità.
Anche se non è più in cantina e non subisce le angherie del suo aguzzino, la sua mente è prigioniera dell'atroce esperienza, terrorizzata dal fatto che lui possa far del male a lei e alla sua famiglia.

Lily trova il coraggio di raccontare tutto (un po' per volta) alla madre, ad Abby e alla polizia, ma le sue accuse contro il prof disturbato vengono sì prese sul serio, ma ovviamente devono essere suffragate da prove oggettive che lei sia stata effettivamente sequestrata e maltrattata da Hansen.
E non è così facile perché lui è scaltro, bugiardo e manipolatore, gode di una facciata di rispettabilità, ha la moglie Zoe a difenderlo, insomma si rischia che venga lasciato libero...

A complicare il ritorno alla normalità si aggiungono altri problemi, tra cui il rapporto con la madre (esageratamente apprensiva con lei e molto, troppo brusca con Abby) e soprattutto quello con la gemella che, durante il tempo in cui Lily è stata prigioniera, ha provato ad andare avanti.

Tutto è cambiato, Lily deve fare i conti con questo e cercare di  ricostruire la propria vita insieme ad Abby e alla madre Eve: tutte e tre devono cercare di rimettere insieme i pezzi di una famiglia profondamente segnata dal trauma. 

La serie esplora, quindi, non solo il discorso rapimento (e tutte le brutture subite dalla vittima), ma anche le conseguenze psicologiche della violenza, il difficile percorso di guarigione e il peso delle cicatrici che restano e che richiedono tempo e pazienza per guarire.

Mi è piaciuta molto, le vicende mi hanno presa emotivamente, ho apprezzato l'attenzione posta alle dinamiche famigliari/relazionali, e la suspense nei momenti dedicati alle perverse macchinazioni di Hansen per evitare la galera.

💚💛💜💘💗💝

Ho proseguito con Breaking Bed: sono alla seconda stagione e le vivacissime avventure vissute dal prof di chimica Walter e dal suo ex-studente ed attuale "assistente di laboratorio" Jesse continuano ad appassionarmi e divertirmi.
I due "scienziati" di metanfetamina proseguono l'attività nonostante i rischi e i pericoli siano dietro ogni angolo; mi diverte assistere ai tentativi (finora riusciti) rocamboleschi di White per non farsi beccare e dall'ignara moglie Skyler e dal cognato poliziotto, Hank.
Non mi resta che proseguire questa serie che è fatta davvero molto bene.

💓💕💖💗💙💚

Proseguo pure con la mia adorata Downton Abbey, sono alla terza.

Mary ha coronato il suo sogno d'amore con il bel Matthew, il quale ha la grossa responsabilità di poter salvare la prestigiosa dimora se solo lo desidera...
Per Edith, porella, l'amore stenta ad arrivare e Sybil è sempre più coinvolta dalle convinzioni e dalle azioni politiche del marito, il che potrebbe portare non pochi guai.
Ai piani bassi, c'è la cara Hanna in pena per il marito Bates (in prigione con l'accusa di aver ucciso l'ex-moglie, ma lui si dichiara innocente), la dolce Daisy (che è sempre meno dolce) alle prese con la gelosia per una nuova cameriera, Thomas sempre il solito furbone che vuol fare le scarpe a tutti, insomma tutte vicende interessanti da seguire.
Adoro la location, che darei per viverci *_* 😍 

❤❤❤❤❤❤

Ho iniziato Blood of my blood, il prequel della mia adoratissima Outlander. 

Che emozione ritornare nelle Highlands, a Castle Leoch, e conoscere i genitori dei miei affezionatissimi Claire e Jamie!

Gli attori che interpretano Ellen MacKenzie e Brian Fraser, come anche quelli che interpretano i Beauchamp (Henry e Julia) sono davvero azzeccati fisicamente.
Ellen è come si intuisce dai romanzi della serie: coraggiosa, impavida, intelligente, colta, anche saggia, di certo più dei suoi presuntuosi fratelli, Colum e Dougal.

Il laird è morto e adesso c'è da eleggere il nuovo capo del clan MacKenzie; Colum è il maggiore ma non è scontato che prenda il posto del padre in quanto "storpio", quindi non in grado di scendere in battaglia se ce ne fosse bisogno; però ha il vantaggio di essere più equilibrato e riflessivo di Dougal, una testa calda che spesso agisce d'impulso combinando casini a destra e a manca.

La bella Ellen sarebbe la laird ideale per sagacia e perspicacia (non per nulla era la cocca di papà) ma qui le quote rosa non sono contemplate, per cui la sua unica utilità è andare in moglie a qualcuno con cui sia vantaggioso stringere alleanze per il bene del clan.

Lei e Brian si conoscono e scatta subito la miccia, ma sanno pure che tra MacKenzie e Fraser non scorre buon sangue e Colum non si sognerebbe mai di dare loro la sua benedizione.

Intanto, finita la prima guerra mondiale, il destino e il conflitto hanno fatto incontrare la bella Julia con l'aitante e romantico Henry, si sono sposati e hanno messo al mondo Claire.
Dai romanzi della Gabaldon, sappiamo che la coppia è morta in un incidente: qui però ci viene mostrato che sì, l'incidente c'è stato ma li ha catapultati - sempre tramite un cerchio di pietre messo al posto giusto nel momento giusto - nel 1715, proprio nel secolo e nell'angolo di Scozia in cui vivono Ellen e Brian.

Proseguo curiosa.

lunedì 30 giugno 2025

LE MIE LETTURE DI GIUGNO 2025

 

Buonasera, amici lettori!

Giugno è al termine e io sto per tirare le somme non solo delle letture di questo mese che sta andando via, ma anche delle mie letture in questa prima metà del 2025.

In questo post, comunque, ricapitolo soltanto le letture di giugno :))



  1. LUPA NERA di J.G. Jurado: thriller spagnolo ambientato a Madrid, secondo volume della trilogia Regina Rossa. Antonia Scott e Gutierrez se la devono vedere con assassini professionisti e mafiosi russi (4/5). DINAMICO, COINVOLGENTE.
  2. L'IMPREVEDIBILE CASO DEL BAMBINO ALLA FINESTRA di L. Thompson: giallo per ragazzi - 12enne misofobo si improvvisa investigatore. Ma prima deve riuscire ad affrontare le proprie paralizzanti paure (4/5). ORIGINALE, CON MOLTI SPUNTI DI RIFLESSIONE SUI DOC.
  3. Il BAGLIORE D’ARGENTO di C. Bilson: western romance pulito e squisitamente romantico; storia godibile e carina, se piace il genere; traduzione pessima (2/5). AHIMÈ, NON MI SENTO DI CONSIGLIARLO SPASSIONATAMENTE...
  4. SFUMATURE di A. Falavena: narrativa contemporanea - breve romanzo che esplora l'universo interiore di due uomini e una donna le cui strade si incrociano per pura casualità (4/5). SE CERCHI UNA LETTURA BREVE MA PROFONDA.
  5. L'EDUCAZIONE di T. Westover: autobiografia - l'autrice racconta com'è stato crescere in una famiglia mormona fondamentalista in cui non sono mancati le violenze psicologiche e fisiche (4/5). SE HAI VOGLIA DI UNA STORIA VERA ED EMOTIVAMENTE COINVOLGENTE.



READING CHALLENGE

Per la sfida letteraria, nel mese di giugno gli obiettivi erano i seguenti:

- ROMANZO DI FANTASCIENZA
- LIBRO AMBIENTATO IN MEDIORIENTE
- LIBRO CHE RACCONTI L'AFRICA
. JEZABEL di I.Nemirovsky


Io ho scelto un obiettivo delle categorie fisse - BIOGRAFIA - con
questo saggio storico-biografico incentrato sul partigiano pugliese Gioacchino Gesmundo: 

6. LIBERTÀ A CARO PREZZO. Gioacchino Gesmundo e le Fosse Ardeatine, di Giovanni Capurso (4/5). SE RICERCHI UN LIBRO AMBIENTATO DURANTE GLI ANNI DEL FASCISMO/SEC.GUER.MOND.



SERIE TV

Sul fronte serie tv, ho un paio da consigliarvi.

THE SURVIVORS - OMBRE NELL'ACQUA.


Basata sull'omonimo romanzo di Jane Harper, la serie è ambientata nella cittadina costiera di Evelyn Bay, in Tasmania. 

Kieran Elliott torna a casa, dai suoi genitori e dai suoi amici, dopo ben quindici anni di assenza.
Il motivo per cui è stato lontano tanto tempo da casa è presto detto: 15 anni prima egli ha assistito a una tragedia che ha segnato l'esistenza di più famiglie della comunità.

Nel corso di una terribile (quanto prevedibile) tempesta nelle grotte che caratterizzano quelle coste, tre giovani morirono.

Tra essi c'era Finn, il fratello maggiore di Kieran, e questo evento tragico ha comprensibilmente sconvolto la vita sua e dei genitori.

In quell'occasione morì anche un altro giovane uomo, amico di Finn e, sempre nel medesimo giorno ma in circostanze meno chiare, scomparve Gabby, la migliore amica di  Mia (moglie di Kieran). Ad essere precisi, Gabby in teoria non è ufficialmente morta nella e a causa della tempesta, però da quel giorno di lei si son perse le tracce ed è tornato a riva soltanto il suo inseparabile zainetto, il che ha fatto supporre alla polizia che fosse annegata.

Kieran, quindi, torna ormai da adulto e da uomo sposato e da padre; il ritorno in questa comunità che l'ha visto crescere e andar via, è accompagnato da sentimenti contrastanti: alcuni amici sono felici di rivederlo, altri decisamente meno.
La verità è che nessuno, nonostante gli anni trascorsi, ha dimenticato ciò che accadde nelle grotte, e questo crea ancora oggi imbarazzi, malumori, ostilità e rancori mai sopiti.

Del resto, i primi ad essere imbarazzati sono i suoi stessi genitori, o meglio sua madre, che continua a soffrire per la perdita del primogenito e non ha mai smesso di pensare che quella tragedia potesse essere evitata.
Se è successa, la colpa è da attribuire proprio a Kieran, fatto - questo - che ha inevitabilmente incrinato i rapporti tra madre e figlio, generando incomprensioni e distanza.
Il padre, purtroppo, ha cominciato a "non starci più con la testa" e a manifestare preoccupanti, e sempre peggiori, sintomi di demenza senile.

Sulle ragioni della presunta responsabilità di Kieran sulla morte dei due ragazzi non aggiungo nulla perché è una questione su cui si basa lo sviluppo delle vicende.

A rendere ancora più amaro il ritorno di Kieran nella sua città natale, è un'altra disgrazia: il corpo di una giovane donna, Bronte, viene ritrovato sulla spiaggia.

Bronte è stata palesemente uccisa.
Da chi e perché?

Le indagini da parte degli investigatori portano man mano a sospettare di diversi membri della comunità di Evelyn Bay, che è quel classico posto ameno e soleggiato in cui tutti conoscono tutto di tutti... o almeno credono.

La realtà con cui Kieran - e non solo lui, ma chiunque cominci a cercare la verità là dove finora non è stata mai cercata - deve fare i conti è che quelle persone, che lui pensa di conoscere bene come le proprie tasche, possono nascondere dei segreti, dei "peccati", e che sono disposti a tutto pur di far sì che quei segreti restino tali.

Mentre si indaga per scoprire l'assassino di Bronte, Mia si impegna per avere delle risposte anche sulla misteriosa scomparsa della sua amica Gabby: cosa l'è successo in quel maledetto pomeriggio in cui morirono i due amici nella tempesta delle grotte? 
Il suo corpo è stato trascinato dalla corrente - come tutti ad Evelyn Bay hanno da sempre ipotizzato - o qualcuno potrebbe averle fatto intenzionalmente del male?

La serie tv è composta (per ora) da una sola stagione e l'ho guardata in un soffio perché  mi è piaciuta da subito, come mi piacciono sempre  quelle storie ambientate in località tranquille, in cui non succede mai  nulla (o quasi), in cui c'è un'avvolgente senso di famigliarità che ti porta a credere che ciascuno conosca l'altro, che lo tratti come un fratello e che non ci siano segreti... e invece ci sono eccome e farli emergere è il fulcro della narrazione.

I colpi di scena non mancano e si guarda ogni puntata con la voglia di risolvere il mistero,  di chiarire come e perché sia successo quel fatale incidente alle grotte, se realmente Kieran sia in qualche modo responsabile, e soprattutto che n'è stato della povera Gabby, la cui triste vicenda negli anni è stata adombrata dalla morte dei due amici, relegandola nel dimenticatoio, tranne che per la madre e per Mia, che non ha mai smesso di chiedersi cosa sia davvero successo all'amica, che allora aveva solo 14 anni.

Bella, la consiglio, si lascia guardare tutta con interesse.


La seconda serie è sudcoreana.

SE UN ALBERO CADE IN UNA FORESTA


"Se un albero cade in una foresta ma nessuno si trova lì per sentirlo, fa rumore oppure crolla nel silenzio più totale?"

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 Le vicende si sdoppiano lungo due diversi piani temporali e in entrambi i casi abbiamo due uomini, proprietari di una struttura alberghiera.

Jeon Yeong-ha è rimasto vedovo e, dopo la malattia terminale della moglie, si è trasferito in una cittadina isolata nella foresta a poche ore di macchina da Seul; qui, circondato da una natura incantevole, lussureggiante e dai colori brillanti, gestisce una casa vacanze che, quanto ad affari, se la cava piuttosto bene. 

Un giorno, viene a soggiornarvi una giovane donna di nome Seong-a con un bambino, Si-hyeon, che Jeon Yeong-ha ipotizza sia suo figlio. 

Il mattino dopo, però, Seong-a se ne va senza il piccolo, caricando con fatica un grosso trolley e lasciando, nella stanza in cui ha albergato, delle macchie di sangue e l'odore della candeggina. 

La situazione è inquietante e incomprensibile allo stesso tempo ma una cosa Jeon Yeong-ha  intuisce: quella donna - tanto bella quanto sfuggente - ha sicuramente commesso un'azione terribile... ma provarlo è arduo, anche perché a Jeon Yeong-ha  non restano che ipotesi terrificanti e dubbi atroci, ma di concreto nulla.

La cosa assurda è che un anno dopo la donna torna nella casa vacanze ma Jeon Yeong-ha  è turbato, sospettoso ed è assolutamente convinto che lei nasconda dei segreti dietro quel suo sorriso affascinante e quel corpo minuto da modella.
 Seong-a, inoltre, è una pittrice che cerca in tutti i modi di sfondare e di ottenere un proprio spazio nelle gallerie d'arte; la donna ha deciso, in tutta autonomia e con estrema prepotenza, che quel posto meraviglioso (la casa vacanze) sia il luogo ideale per dare sfogo alla propria vena artistica e così... vuol restarci.

 Seong-a ha deciso di stabilirsi presso la struttura di Jeon Yeong-ha a tempo indeterminato, creando grande imbarazzo all'uomo, che non sa come sbarazzarsi di quest'ospite sgradita, che lui è convinto sia un essere ignobile (un'assassina?), una mina vagante, una scheggia impazzita.
Vorrebbe poterla denunciare, ma non è così semplice perché gli agenti di polizia si lasciano sedurre dal fascino malefico della donna e Jeon Yeong-ha  finisce per aver più torto che ragione.

Le cose si complicano quando Seong-a si rende conto che Jeon Yeong-ha  è intenzionato seriamente a cacciarla e che è disposto a tutto pur di mandarla via, soprattutto nel momento in cui il pover'uomo si rende conto che la donna è molto pericolosa, una psicopatica capace di aggredire violentemente chiunque... ed egli teme che potrebbe arrivare a far del male alla propria unica figlia.

Parallelamente,  conosciamo anche un'altra famiglia (padre, madre, figlio adolescente) che gestisce un hotel affacciato su un lago: il posto è molto frequentato e anche qui le cose procedono bene finché un giorno arriva un ospite misterioso, silenzioso e sinistro che si rivela essere un ricercato serial killer. Questi commette un efferato omicidio in una stanza dell'albergo, cosa che farà andare a catafascio l'attività di famiglia perché da quel momento nessuno vorrà più soggiornare nell'albergo degli orrori.
La vita della famiglia proprietaria dell'hotel viene quindi stravolta e nulla sarà più lo stesso per queste povere persone, che si allontaneranno l'una dall'altra, chiudendosi ognuna nel proprio dolore, nella propria amarezza e nei sensi di colpa.

I due filoni narrativi sono distanziati da diversi anni e le due storie sembrano scollegate, in un primo momento, ma pian piano ogni dubbio su come e dove collocare i personaggi (e le loro tragedie) viene risolto, fino a capire in che modo gli eventi del passato e quelli del presente si incrocino, dando poi vita ad un'unica storia, in cui ogni personaggio principale trova il proprio posto ed è impegnato a risolvere i propri tormenti personali e famigliari.

È una serie ricca di pathos, di suspense, di azione, colpi di scena, di nodi man mano sciolti, di collegamenti progressivamente svelati; lo spettatore si appassiona alle vicende di Jeon Yeong-ha, quasi arrabbiandosi con lui per quest'invasione irrazionale e folle da parte della donna psicopatica, la quale però è un personaggio odioso ma a modo suo carismatico, che con la propria luciferina determinazione e scaltrezza si pone al centro di scene e dinamiche non solo molto movimentate, ma anche sanguinose ... che John Wick scansate!

A me è piaciuta molto, i coreani sono sempre al top e sanno come catturare l'attenzione dello spettatore fino all'ultima scena.

sabato 31 maggio 2025

MAGGIO 2025 - tra libri e sensei

 

Ecco le mie letture di maggio.
Non ho letto quanto avrei desiderato perché le cose da fare durante il giorno sono davvero molte, e la lettura spesso me la lascio soprattutto per la sera (tanto comunque in tv non c'è nulla di interessante), però l'importante è leggere, no? ^_-





  1. L'ANNIVERSARIO di A. Bajani: narrativa contemporanea italiana - quando allontanarsi dalla famiglia d'origine diventa l'unico modo per salvarsi da meccanismi insani e violenti (4/5). SE HAI VOGLIA DI UNA LETTURA BREVE INCENTRATA SUI RAPPORTI FAMIGLIARI.
  2. L'ORFANOTROFIO SUL LAGO di D. G. Miller: thriller - molte ragazze spariscono da una casa famiglia. Investigatrice coreana indaga (3.5/5). TRAMA DEBOLE, POCO AVVINCENTE NEL COMPLESSO; SI RISOLLEVA NELLE BATTUTE FINALI.
  3. LA LEVATRICE DI NAGYRÉV di S. Zuccato: giallo storico - cosa lega la misteriosa e affascinante figura di una levatrice a una serie di strane morti che si susseguono nell'arco di una decina d'anni in un villaggio ungherese nei primi decenni del Novecento? (5/5). ROMANZO STORICO ISPIRATO A FATTI E PERSONAGGI REALI. BELLO BELLO.
  4. UN INCANTEVOLE APRILE di E. von Arnim - narrativa femminile - quattro donne infelici passano insieme un mese di vacanza in Italia e la loro vita verrà inaspettatamente stravolta. SE DESIDERI UNA LETTURA PROFUMATA COME I FIORI IN PRIMAVERA E CAREZZEVOLE COME IL SOLE D'APRILE SULLA PELLE.
  5. SABBIE DI PERSIA di E. Faye - narrativa storica - romanzo storico basato sulla storia della regina Esther narrata nelle Sacre Scritture (2.5/5). Elementi biblici si fondono e confondono con altri inventati dall'autrice. Pessima traduzione (forse frutto dell'IA?). Potrei pure  consigliarlo se fosse tradotto bene.


READING CHALLENGE

Per la sfida letteraria, nel mese di maggio gli obiettivi erano i seguenti:

- ROMANZO DISTOPICO
- LIBRO LA CUI STORIA ABBIA A CHE FARE CON L'ARTE
- LIBRO PER BAMBINI/RAGAZZI
- "DIECI FIGLI CHE LA SIGNORA MING NON HA MAI AVUTO" (E.E. Schmitt)

Io ho scelto un obiettivo del mese di FEBBRAIO >>  UN LIBRO CON PROTAGONISTA UN BAMBINO/ADOLESCENTE << 
6. IL GIOCATTOLAIO di S. Pastor: thriller ambientato in un Quartiere dove i bambini sono lasciati a loro stessi e gli adulti, quando non sono "semplicemente" distratti, possono essere pericolosi... (3,5/5). PRIMA PARTE LENTA, POI LE VICENDE SI FANNO VIA VIA PIÙ DINAMICHE.


SERIE TV

Ho finito COBRA KAI e posso dire di aver terminato le sei stagioni davvero in poco tempo perché la voglia di vedere due-tre puntate l'una di seguito all'altra era molta.

Ok, quanto di voi non sono così giovani da non conoscere Karate Kid?
Avete presente Ralph Macchio, Johnny Lawrence, il maestro Miyagi..., "dai la cera, togli la cera"?

No??
Beh, io sì, la mia infanzia è stata scandita da alcuni film che poi sono diventati dei cult, dei classici degli anni Ottanta che non tramontano più: Ritorno al futuro, Rocky, Karate Kid, appunto, e solo per citarne alcuni.

Cobra Kai
è una serie composta da sei stagioni, realizzata tra il 2018 e il 2025 ed è il sequel della serie cinematografica The Karate Kid.

Siamo ad oltre trent'anni dopo gli eventi narrati nei primi tre film (il quarto Karate Kid è del 1994 e il protagonista è un altro, anzi un'altra) e la situazione è questa: mentre Daniel LaRusso (Ralph Macchio) si è fatto strada come imprenditore, aprendo una concessionaria di automobili, il suo famoso rivale del 1984, Johnny Lawrence (William Zabka) è uno sfigato, un cinquantenne fallito, con una relazione importante ma fallimentare alle spalle, un figlio teeenager (Robby Keene) che non vede mai e che lo detesta, e una vita allo sbando, in cui lui cerca di tirare avanti giorno per giorno facendo lavoretti vari e passando le giornate da solo a commiserarsi.

Le glorie vissute nel dojo più aggressivo di All-Valley negli anni Ottanta, il Cobra Kai guidato dal sensei che in pratica egli vedeva come un padre, John Kreese (Martin Kove), sono un lontano ricordo e quella sconfitta in finale, a causa di Daniel, brucia ancora.

Ma qualcosa comincia a cambiare anche per uno come lui, che ha fatto della birra la sua amica più fedele.

Una sera aiuta un adolescente di origini latine, Miguel Diaz (Xolo Maridueña), a non soccombere a un gruppetto di bulli, i quali vengono scacciati da Johnny con quattro mosse di karate; Miguel gli chiede di aiutarlo ad imparare a difendersi e, dopo le reticenze iniziali, Lawrence accetta, motivato dalla presenza di questo allievo che, chissà!, potrebbe essere il primo di tanti altri.

Le cose cominciano subito a complicarsi.
Per farla breve: Daniel accoglie, come dipendente nella concessionaria, il giovane Robby, ma lo fa non sapendo che è figlio di Johnny (e che questi si avvicina ai LaRusso per fare un dispetto al padre, avendo saputo che questi odia Daniel); Samantha, la primogenita di Daniel, si invaghisce di Miguel e i due si mettono insieme.
Quando LaRusso viene a sapere che Johnny ha in programma di riaprire il Cobra Kai, comincia a preoccuparsi: lui sa per esperienza cosa significhi finire nelle mani dei ragazzi che imparano il karate in quel dojo, ne conosce la violenza, la terribile legge del pugno che porta avanti ("Strike first, strike hard, no mercy!") e si proporrà, come missione, di impedirne l'apertura o comunqu di farlo chiudere se apre.

Ecco,  questa "lotta" tra i due eterni rivali scandirà il loro rapporto per moooooooooolte puntate, ma porterà Daniel a non limitarsi a mettere i bastoni tra le ruote a Johnny, bensì anche a convincersi della necessità di aprire pure lui il proprio dojo, chiaramente all'insegna dei nobilissimi valori imparati ai piedi del caro e compianto signor Miyagi, il quale gli ha insegnato che il karate non è mai per attaccare per primi ma sempre per difesa, oltre a puntare sul rispetto, sulla compassione, insomma su valori opposti a quelli del Cobra Kai.

I due dojo verranno aperti e ciascuno comincerà ad attirare ragazzi, ognuno rapito dalla "filosofia" dell'uno o dell'altro.
Gli allievi più in vista saranno, oltre ai già citati Miguel, Robby e Sam, i loro amici "Falco", Demetri, Tory Nichols, e tra questi (ed altri allievi che man mano si aggiungeranno) si instaureranno dinamiche tipiche del mondo adolescenziale: innamoramenti, tradimenti, bullismo (anche abbastanza pesante), amicizie e alleanze che nascono, poi si sfasciano e poi si riallacciano, in un continuo andare e venire, odiarsi e amarsi, avvicinarsi e allontanarsi che inevitabilmente coinvolgerà i due sensei e i loro dojo.

Non intendo riassumervi sei stagioni, tranquilli, vi dico solo che io ho trovato la serie fighissima, mi sono piaciute tante cose e, credetemi, l'ho iniziata titubante, quasi convinta che l'avrei abbandonata alla prima puntata, e invece...!

Ho amato il personaggio di Johnny: parte come un fallito, incapace di fare qualcosa di buono, oggetto del disprezzo da parte di tutti, ma poi trova in sé stesso la ferma volontà di cambiare il proprio destino: riaprire il Cobra Kai è una sfida personale, è il suo sogno da sempre e incontrerà molte difficoltà per poterlo tenere aperto, ma con le motivazioni giuste, e soprattutto le persone accanto giuste, saprà superare le proprie insicurezze, i momenti di disistima e di scoraggiamento.
A lui si devono i momenti più divertenti e umoristici, che mi hanno fatto davvero ridere.
Ho apprezzato la sua evoluzione umana: cresciuto con Kreese - nessuna pietà, combatti forte, non avere compassione dell'avversario, spezzagli il braccio e la gamba se serve a vincere... -, ne vuol riportare in auge i metodi (dis)educativi, ma avrà modo di modificare i propri schemi mentali e, grazie in particolare al confronto con Daniel LaRusso, saprà aprirsi alla filosofia, più umana ed empatica, del dojo Miyagi, con cui infatti nasceranno collaborazioni, ora conflittuali ora ricche di crescita.

Ho amato tutti i flashback che mi riportavano ai film, e non solo al primo ma anche agli altri due, e questo grazie all'aggiunta, nel corso delle stagioni, di altri personaggi che sbucheranno proprio dal passato e che renderanno le vicende più frizzanti e imprevedibili (uno su tutti: il pericoloso, e un filino sociopoatico, sensei Terry Silver).
Mi hanno fatta sorridere molto anche i riferimenti a Rocky, e il rapporto tra lo Stallone e l'amico-rivale Apollo Creed rivivrà in qualche modo in quello tra Daniel e Johnny, che se ne diranno e faranno di ogni, ma essendo due uomini intelligenti, sinceramente appassionati di karate e interessati ai loro ragazzi, sapranno all'occorrenza vincere ogni personale rivalità, la quale dopotutto affonda le radici in un passato ormai abbastanza lontano.

Mi sono piaciute le tematiche giovanili, nonostante a volte gli episodi di bullismo fossero esagerati, esasperati e spesso sfociavano in condotte quasi criminali; c'è da dire che anche i ragazzi (i personaggi principali), al momento giusto e dopo essere maturati e aver riflettuto, hanno saputo regolare il proprio comportamento e direzionare in modo progressivamente più sano, emozioni, obiettivi e la voglia di combattere e vincere, dentro e fuori il tatami.

Ci sono molti colpi di scena, spesso le puntate terminavano in modo da incuriosirmi e lasciarmi con la voglia di conoscere ogni futuro sviluppo di tutte le dinamiche e le interazioni che si creavano di volta in volta.

Seguivo i combattimenti con lo stesso coinvolgimento di quando vedevo Rocky menar pugni di qua e di là, il che è tutto dire *___*

Beh, che dirvi ancora?
È una serie fatta bene, mescola comedy e drama, avventura e temi adolescenziali, il tutto con un risultato assolutamente positivo.

Non volevo arrivare all'ultima puntata perché già sapevo che mi sarebbero mancati... 

Io la consiglio!!

domenica 6 aprile 2025

LE MIE LETTURE DI MARZO 2025

 

Buongiorno, cari lettori!

Eccomi con il mio recap del mese di marzo.




1. LA FURIA di S. Chalandon: romanzo basato su fatti realmente accaduti. Un adolescente evade da una colonia penale e non viene riacciuffato. Come sarà la sua vita al di fuori di quelle mura in cui si consumano violenze e sopraffazioni? (4.5/5) SE CERCHI UNA LETTURA DURA E FEROCEMENTE REALISTICA.
2. SPLENDEVA L'INNOCENZA di R. Camurri: narrativa italiana - Camurri scrive un libro intriso di nostalgia, in cui lo sguardo è rivolto costantemente e troppo al passato, col rischio di restarne imprigionati (3.5/5). PER CHI CERCA UNA LETTURA MALINCONICA, STRUGGENTE E DAL RITMO PACATO (TROPPO?).
3. I TITOLI DI CODA DI UNA VITA INSIEME di D. De Silvanarrativa italiana - esistono delle parole adatte per raccontare la fine di una bella storia d'amore? (3/5). ADATTO A CHI AMA I LIBRI IN CUI SI PARLA (TANTO) DEI RAPPORTI DI COPPIA.
4. LE RAGAZZE DELLA VILLA DELLE STOFFE di A. Jacobs: romanzo storico, secondo libro di una saga famigliare incentrata sulle vicende degli imprenditori tedeschi Melzer e dei loro domestici nel pieno del primo conflitto mondiale (3,5/5). SE HAI INIZIATO IL PRIMO E TI È PIACIUTO, PERCHÉ NON  LEGGERE IL SEGUITO? 😅
5. I SENTIMENTI ORFANI di T. Tanto: narrativa di formazione, fortemente introspettiva che punta sulla complessità dei sentimenti che colorano le nostre esperienze (belle e brutte) e che non possono che essere raccontati con un linguaggio profondo che ne colga le tante sfaccettature (3.5/5). PER CHI AMA NARRAZIONI INTIMISTE E CHE METTONO AL CENTRO IL MONDO EMOTIVO.


READING CHALLENGE



Per la RC di quest'anno, lo schema ripercorre la sfida letteraria del 2024: alle categorie fisse - cui si può attingere durante tutto l'anno e più di una volta - si aggiungono di volta in volta gli obiettivi specifici di ogni mese; a marzo gli obiettivi sono stati i seguenti:

- un libro che parli di disabilità 
- un libro da cui è stato tratto un film
- un libro ambientato nell' est Europa
- Il soldato perduto  (G. Marchand)

Io però ho attinto alle categorie fisse con l'obiettivo SAGA FAMIGLIARE.

6. LA CASA di M. McDowell: terzo libro della saga gotico-paranormal di Blackwater, in cui assistiamo all'inasprirsi dello scontro tra le due donne del clan Caskey: chi la spunterà tra l'enigmatica Elinor e la prepotente matrona Mary-Love? (4/5). PERSONALMENTE MI STA PIACENDO MOLTO QUESTA SAGA, IN PARTICOLARE PER LE ATMOSFERE CUPE E MISTERIOSE.


SERIE TV

Ho concluso la settima stagione di Outlander, che continua a rapirmi e io non posso non amare 

parola d'ordine:
stai all'erta, sempre.
(sulla scia del motto Je suis prest)
Jamie,  Claire e tutto il cucuzzaro, sentendomi già malinconica all'idea che ci avviciniamo inesorabilmente alla fine con l'ottava stagione. 

Siamo nel pieno della rivoluzione americana: Jamie è impegnato a partecipare al conflitto impartendo ordini pure Claire, assistendo i feriti. 
Si intrecciano, con queste dinamiche avventurose e belliche, quelle legate a Ian e al suo rapporto con Rachel, a William (che scopre di chi è figlio biologicamente e la cosa non gli fa proprio piacere...) e al suo legame con una giovane prostituta.
Qualche attrito tra il focoso Jamie e il gentile e fin troppo generoso (eheheh 😏) lord John a causa di Claire...
Intanto, Brianna e Roger devono vedersela con le drammatiche conseguenze provocate da un losco figuro che utilizzerà i viaggi nel tempo per i propri egoistici interessi e causerà scompiglio nelle esistenze della coppia e dei loro bambini.

Come accade sempre, a fine stagione c'è un colpo di scena che verrà "risolto" nella prossima.

Ho guardato L'ARTE DELLA GIOIA della Golino e ne ho parlato QUI.

Ho iniziato COBRA KAI e sono alla seconda stagione; mi sta piacendo moltissimo e, quando avrò terminato la serie (e non ci vorrà molto considerando la velocità con cui sto proseguendo), vi scriverò la mia opinione. 

giovedì 27 marzo 2025

L'ARTE DELLA GIOIA - miniserie tv [ RECENSIONE ]

 

Buonasera, lettori.

Il post di oggi non è dedicato ai libri bensì a una serie tv che ho visto recentemente.


L'ARTE DELLA GIOIA


Regia: Valeria Golino.

Spregiudicata, ammaliatrice, sensuale, voluttuosa, conturbante, manipolatrice, indipendente, sfacciata, testarda, determinata, ambigua...: Modesta (Tecla Insolia) è, modestamente, questo ed altro ancora.

Nata il primo giorno del primo mese del 1900 in una famiglia siciliana poverissima, cresciuta da una madre brusca e severa (pronta ad incatenarla al muro pur di provare a "raddrizzare" quella figlioletta ribelle, disubbidiente e sfrontata) e con una sorella disabile, Modesta viene su come un animaletto selvatico, pronta a seguire, sin da bambina, unicamente una strada: quella della propria volontà, a sua volta guidata dai sensi, dalla costante e famelica ricerca del piacere.

Modesta è una piccola donna che va incontro al proprio destino senza mai abbassare la testa e, se sembra chinarla, è solo per convenienza, perché in realtà sta architettando qualcosa per liberarsi da qualsiasi forma di giogo, di dipendenza dagli altri ed ottenere ciò che desidera.

Lei non è fatta per essere incatenata da regole, convenzioni, obblighi, stereotipi: è uno spirito libero e la ricerca e l'affermazione della propria libertà saranno gli obiettivi ultimi di ogni sua decisione, da quelle (apparentemente) prese in modo istintivo (costretta dalle circostanze avverse) a quelle ragionate e orchestrate.

Dopo aver subito da bambina un abuso sessuale ed essere rimasta (nella medesima, drammatica situazione) sola al mondo, viene raccolta e accolta presso un convento di suore con suor Leonora Brandiforti (J. Trinca) quale madre superiora.

Modesta cresce nel convento, venendo ovviamente avviata a una vita consacrata a Dio, tra preghiere, digiuni, punizioni corporali autoinflitte per disciplinare lo spirito e tenere lontane le tentazioni, in mezzo a novizie e sorelle giovani e anziane.

Ma su tutte, spicca lei, suor Leonora: ancora giovane e bella, ha un atteggiamento dolce e paziente e prende a cuore la piccola e selvaggia Modesta, intuendo il grandissimo bisogno di affetto e di vicinanza fisica ed emotiva che la divora, nonché la spiccata intelligenza, e così Modesta diventa presto la sua preferita, con la quale Leonora ama trascorrere il tempo, coccolandola, aiutandola a studiare, educandola nei buoni principi cristiani., con la speranza che un giorno la giovanetta, crescendo, prenda i voti.

Ma non basta un velo o un rosario tra le mani per diventare spose di Cristo; Modesta avrà pure il vestito severo e triste da novizia, la "scuffietta" candida in testa a nasconderle la bella chioma bruna, lo sguardo umile e gli occhi bassi... ma non è "suora dentro".

Dentro le arde una fiamma che non è quella della fede, dello Spirito Santo, bensì la fiamma del piacere, della gioia di vivere e di farlo intensamente, con tutta se stessa e traendone il massimo del godimento e del profitto personale.

Con gli anni, Modesta diventa una giovinetta carina e sveglia, consapevole di poter raggiungere i propri scopi attraverso una falsa e calcolata accondiscendenza, attraverso i propri sorrisi seducenti e rivolge verso suor Leonora tutto il proprio amore romantico e sensuale, finendo per cercare di sedurla, convinta che anche l'altra provi per lei i medesimi slanci affettivi e fisici.

Ma Eleonora vede in Modesta una tentazione che viene dal maligno per allontanarla dalla retta via, così decide di allentare i rapporti (fino a quel momento molto stretti e confidenziali) con la sua protetta.

L'incrinarsi di questo legame sarà l'inizio di una serie di decisioni ed azioni da parte di Modesta non prove di conseguenze drammatiche, che l'allontaneranno dal convento per condurla nella dimora dei Brandiforti, la famiglia di Leonora.

Tra le mura di questa villa tanto grande quanto tetra e cupa, Modesta si ritroverà via via al centro di dinamiche e legami ambigui, di torbidi segreti e di trame scaltre da lei stessa ordite, con lo scopo di diventare un elemento indispensabile per la nobile famiglia che l'ha accolta.

La padrona di casa è la mamma di Leonora, la principessa Gaia Brandiforti (V.Bruni Tedeschi), una donna dalla personalità forte, autoritaria ma con non poche fragilità e picchi di isteria, che vengono fuori quando si vede contraddetta o disobbedita.

Tiene sotto scacco tutti, in casa, a cominciare dalla figlia Beatrice (A. Noce), una ragazza molto carina e dolce, che s'invaghisce - ricambiata - di Modesta; Beatrice è succube della principessa, che la tiene reclusa dentro casa e non le permette di avere una vita sociale, convinta che nessuno vorrà mai sposare la ragazza a causa della sua zoppia.

Modesta si presenta inizialmente come una fanciulla dall'animo candido, timida e inesperta, abituata a giornate di privazioni e preghiere, ma questa "recita" le serve solo per entrare sempre più in profondità nella famiglia, così da conoscerne le dinamiche, le verità inconfessate e tentare di prendere le redini del palazzo in mano.


La miniserie (la prima stagione è composta da sei episodi) è l'adattamento televisivo del romanzo omonimo di Goliarda Sapienza, pubblicato integralmente nel 1998, dopo la morte della scrittrice.

È una serie fatta davvero molto bene, bella in ogni suo aspetto (cast, fotografia, costumi...) , che rapisce lo spettatore dal primo momento; Modesta è una protagonista ricca di fascino per le sue innumerevoli sfaccettature: intriga e desta addirittura ammirazione nonostante sappia essere crudele, cinica, capace di compiere i gesti più malvagi pur di uscirne vittoriosa, di non farsi rovinare i piani da scomodi imprevisti; Modesta seduce, uccide, manipola, inganna..., è una vera e propria antieroina che respinge e attrae allo stesso tempo, in quanto la sua personalità è talmente travolgente, lei è così testarda, scaltra, libera, da ammaliare lo spettatore, che finisce per subirne il fascino provocante.

La Insolia è bravissima nell'esprimere e nell'incarnare la complessità della protagonista, nel restituircene tutta la gamma di emozioni, stati d'animo e intenzioni: Modesta sa essere dolce, paziente, tenera, obbediente, ma anche provocatrice, sicura di sé e del proprio potere seduttivo, diabolica e generosa, ma soprattutto sempre intenzionata a mettere al centro i propri desideri e il continuo ricercare la propria gioia in ogni cosa che fa.

Modesta è padrona della propria sessualità. del proprio corpo, ne dispone come e con chi vuole, va oltre pregiudizi e schemi sociali, è straordinariamente contemporanea nel suo essere emancipata e consapevole della propria femminilità.

Il mio parere su quest'opera della Golino non può che essere positivo.

domenica 29 settembre 2024

THE 8 SHOW || THE GLORY || THE FIVE [ Serie Tv ]

 

Oltre a Pyramid game, ho da consigliarvi altre tre serie tv, di cui due - indovinate un po'? - coreane.


THE 8 SHOW


Questa serie sta facendo molto parlare perché pur ricordando - per tematiche e tipologia - la celebre 
 Squid game (>> QUI <<), ha elementi che la differenziano da essa e, per certi versi, la rendono forse anche più inquietante.

Alla base c'è una situazione simile: un giovane uomo, indebitato fino al collo, accetta di partecipare a un programma misterioso e incontra dei compagni di gioco mai visti prima.

In questo caso, come si evince dal titolo, si tratta di otto giocatori, tutte persone diverse l'una dall'altra per estrazione sociale e carattere. Essi si ritrovano in un edificio che, oltre ad avere un piano terra comune a tutti (in cui si notano giostrine per bambini, una piscina finta e altre attrazioni non effettivamente utilizzabili ma che fanno più che altro da abbellimento), consta di otto appartamenti.

Come emerge man mano che gli episodi procedono, ciascuno degli otto ha scelto autonomamente e inconsapevolmente la chiave dell'appartamento in cui soggiornare.
Se l'appartamento del piano N.1 è piccolo quanto uno sgabuzzino, il N.8 è quasi un monolocale, lussuoso e dotato di comfort.

Le otto persone che hanno accettato di giocare non conoscono i nomi le une delle altre e per tutta la durata dello show si chiameranno col numero dell'appartamento.

I giocatori ricevono - tramite un ascensore - il cibo ogni giorno e hanno anche l'opportunità di acquistare beni e oggetti di cui necessitano, il cui costo viene scalcolato dalla somma di danaro (ripostata su un contatore digitale appeso a una parete di ogni camera) che potrebbero vincere, a fine gioco (e che aumenta di minuto in minuto).

In cosa consiste il gioco?
A differenza di Squid game, qui non ci sono delle prove da affrontare o giochi da fare in gruppo, ma una verità appare evidente, dopo un po': più tempo trascorrono nell'edificio, più guadagnano denaro.
Quindi la somma da vincere dipende dall'accumulare sempre più tempo.

Inizialmente, gli otto giocatori immaginano che sia una specifica azione da compiere che permetta  loro di guadagnare tempo (e soldi), ma  dopo qualche ora capiscono che quella strategia ha smesso ben presto di funzionare.

Come fare per aumentare il tempo così da restare più giorni e cercare di uscire da lì con un montepremi consistente?

I concorrenti cominciano a chiedersi: se è vero che stanno partecipando ad un gioco, allora c'è anche qualcuno che li guarda? Del resto, vi sono telecamere ovunque, tipo Grande Fratello,  e a qualcosa dovranno pur servire, no?


I giocatori dei piani superiori decidono di potersi comportare da privilegiati rispetto ai piani inferiori e, proprio perché sono "in alto", hanno il diritto di comandare, di essere "su" nella gerarchia sociale dello show e di sfruttare gli inferiori affinché si diano da fare per assecondare il meccanismo perverso che sta alla base del gioco.

Una volta riflettuto e compreso quale esso sia, ha inizio il caos.

Ciò che incomincerà a prendere forma è qualcosa che vi farà innervosire come non mai, perché lo show diventerà grottesco, agghiacciante, crudele, in cui ci sono dei prepotenti che tengono sotto scacco i compagni più "deboli" e sono pronti a trattarli con sadismo e malvagità pur di ottenere ciò che vogliono: inscenare momenti di intrattenimento e divertimento.


I concorrenti dei piani inferiori riusciranno a far valere i propri diritti e a ribellarsi?


Solo su una certezza essi possono confidare: 
nessuno deve morire, 
altrimenti il gioco si interromperebbe 
e addio vincita finale.

Disperazione, rabbia, inganni, voltafaccia, suppliche, pianti, minacce, torture...: avviene di tutto e il senso di impotenza che si prova sale tanto quanto il montepremi.

Perché ho detto che è, in un certo senso, peggio di Squid game?
Perché mentre lì è evidente da subito che i giocatori sono tutti contro tutti in quanto vincerà solo una persona, in The 8 show comunque vincono tutti per cui qualsiasi azione, compiuta al fine di far salire i soldi, è dettata dalla pura avidità, dalla voglia di tiranneggiare sugli altri, di vederli strisciare ai propri piedi, di sentirsi onnipotenti.

Ci sarebbero tante considerazioni da rilevare, mi limito ad esprimerne alcune: 
  • come sempre ho riscontrato nei k-drama, non manca anche qui la tematica delle differenze socio-economiche tra le persone, il divario tra ricchi e poveri, che esiste nella società e si riflette pari pari nella piccola comunità che partecipa al gioco;
  • si è amici e alleati fino a quando conviene, ma se c'è da tradire per salvarsi la pelle, ben venga; il che vuol dire che, in realtà, non ci si può fidare di nessuno perché...
  • anche la persona che, nella vita di ogni giorno, dimostra di possedere un temperamento mite, se messa davanti alla possibilità di soffrire o morire, può adottare condotte moralmente discutibili per sopravvivere in un contesto particolare, stra-ordinario e in cui s'è creata una netta separazione tra i forti e i deboli;
  • quando uno è un miserabile, un poveraccio sull'orlo della disperazione, pur di risollevarsi (in questo caso, di racimolare quanto più danaro possibile) è disposto ad accettare  di infilarsi in un tipo di situazione con molteplici incertezze e incognite (per la serie: tanto più in basso di così, non posso andare).

È una serie che si beve tutta in un sorso perché si ha voglia di proseguire di puntata in puntata, vincendo la sensazione claustrofobica provocata dal fatto che  da quel maledetto edificio non è possibile né uscire quando si vuole né chiedere aiuto; in pratica, siamo come un pubblico invisibile, voglioso di continuare a guardare esseri umani che si fanno del male, aspettando di capire fino a che punto i concorrenti saranno disposti ad arrivare per soldi e in che modo i giocatori dalla personalità più pacata, dai valori più nobili, si comporteranno verso i prepotenti.

Bella, mi è piaciuta proprio per le emozioni che mi ha fatto provare mentre la guardavo; i colpi di scena ci sono e sino all'ultima scena è bene stare attenti e non fermarsi ai titoli di coda ^_-

Il finale si presta a più di una interpretazione e potrebbe far pensare ad un seguito ma, son sincera, ancora non mi informo se sia o meno prevista la seconda stagione.



La seconda serie che vi menziono l'ho già consigliata, in verità >> QUI <<; in pratica, vi confermo che vale la pena guardarla.

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