mercoledì 8 novembre 2023

[[ CIAK! PILLOLE DI CINEMA ]] L'ULTIMA NOTTE DI AMORE |||| UNSANE

 

Come anticipato qualche giorno fa nel post dedicato alle letture di ottobre, nel mese scorso ho avuto modo di vedere un paio di film e un paio di serie che mi son piaciuti.

In questo post mi soffermerò sui due film.


L'ultima notte di Amore
è un noir poliziesco diretto da Andrea Di Stefano, con
Pierfrancesco Favino e Linda Caridi.

Il protagonista è il poliziotto Franco Amore (Pierfrancesco Favino), che è sulla soglia della pensione ma si ritrova a vivere, proprio la sera in cui la moglie gli ha organizzato la festa a sorpresa per il suo pensionamento, la notte più terribile della propria vita.

Franco vive a Milano con la vivace ed esuberante moglie Viviana; per 35 anni ha servito lo Stato con orgoglio e giustizia ed è famoso, tra i colleghi del dipartimento, per non aver mai sparato a un uomo; Franco è una persona perbene, crede nell’onestà e l’ha sempre perseguita mantenendosi integro e pulito.

Ma durante la notte che precede la fine del suo onorato servizio in polizia, si verificheranno dei tragici eventi che lo metteranno alla prova, facendo vacillare tutte le sue convinzioni, la sua serenità.

Il suo amico Dino, nonché suo partner da diversi anni, rimane ucciso in una rapina di diamanti.

Cos'è successo a Dino, anch'egli poliziotto tutto d'un pezzo? Era forse coinvolto in qualcosa di poco limpido?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo tornare indietro nel tempo, ma di poco: l'amico e cugino della moglie (Cosimo), un po' di tempo prima dell'imminente pensionamento, gli propone un lavoretto non proprio legale ma apparentemente privo di grosse insidie e di pericoli; Franco dovrebbe lavorare, se accetterà, per dei cinesi che commerciano diamanti e il suo compito sarà solo quello di "scortare" la merce ed evitare che finisca in mani sbagliate (= polizia).
Insomma, niente di troppo difficile.

Seppur indeciso circa la bontà di questi affari e restio a impelagarsi in qualcosa di poco chiaro che intaccherebbe la sua moralità di bravo e onesto poliziotto, Franco - anche su incitamento di Viviana - accetta, e proprio durante la fatidica ultima notte (quella della festa per la pensione), mentre è in macchina insieme a Dino (che ha coinvolto senza che questi, in realtà, c'entrasse nulla inizialmente) e alla coppia di cinesi col bottino di diamanti, viene fermato da una pattuglia di carabinieri... e succede il patatrac.

Nello scontro con i quasi colleghi, restano uccisi questi e pure i cinesi e Dino; l'unico a salvarsi è Franco, che riesce non solo a scappare e a lanciare lontano i diamanti, ma anche a bruciare l'auto in modo che non vi siano tracce della sua presenza.

Disperato, l'uomo chiama Viviana al telefono per chiederle aiuto, prima che egli salga su per la festa; la donna si dimostra pragmatica e lucida e supporta Franco, aiutandolo nell'affrontare con più razionalità e sangue freddo possibili, tutto il caos che si è scatenato.

Carabinieri e polizia vogliono sapere che è successo ai rispettivi colleghi; i cinesi sono preoccupati per i diamanti.

E intanto Franco si strugge per aver coinvolto il povero Dino, che lascia il figlioletto orfano e che ha pagato con la vita la decisione di seguire l'irreprensibile Amore in questo losco affare.

Come fare per uscirne vivo e ancora con la reputazione intonsa?
Fortunatamente per Franco, accanto a lui c'è Viviana, che per amore è disposta a tutto e non ha paura di niente, tranne che di vedere distrutta la vita sua e dell'onesto marito. Ed è intenzionata ad evitare che ciò accada.

Il film mi è piaciuto davvero moltissimo; oltre agli attori bravissimi (Favino è super come sempre), è proprio la storia in sé ad avermi coinvolta dal primo momento fino all'ultimo, la tensione emotiva è sempre a mille perché i tragici e adrenalinici avvenimenti avvengono tutti in questa ultima notte; se Viviana colpisce per essere un personaggio femminile dal carattere particolare, un po' eccentrico, dai principi morali meno saldi del marito, quest'ultimo l'ho apprezzato perché tira fuori un lato di sé che per tutta una vita non era mai emerso.
Franco Amore non si è mai venduto, non ha mai tradito i suoi ideali e la convinzione che una vita onesta e integerrima fossero più importanti dei soldi, eppure basta un attimo di cedimento - una sola volta!! - per mettere a rischio tutto il castello costruito fino a quel momento.
Il finale si presta a più di un'interpretazione, il che rende il film ancora più interessante.
Bello, lo consiglio, è fatto proprio bene.



UNSANE  è un thriller diretto da Steven Soderbergh, con protagonista Claire Foy.

,
Sawyer Valentini è una giovane donna in carriera che lascia Boston per fuggire dalla minaccia oppressiva di David Strine, uno stalker che la perseguita. 

Consapevole di come questa disavventura la stia rendendo sempre più ansiosa e sospettosa, per risolvere il proprio disagio, la ragazza si rivolge ad una terapista, che però la raggira facendole firmare un ricovero di 24 ore. 

Quando capisce che la permanenza in clinica non è di un'ora ma di più, Sawyer va nel panico, non si dà pace perché sa di non essere matta e di non aver bisogno addirittura di un ricovero forzato, così cerca di convincere medici, direttore e personale che lei ha una vita, un lavoro e non ha alcuna intenzione nè tanto meno bisogno di starsene lì, attorniata da squilibrati.
E si sa: più dici che non sei pazzo, più lo urli e ti agiti... e più lo sembri.

Le sue continue rimostranze non sono affatto gradite ed infatti viene anche legata e obbligata a prendere medicine per stare calma e buona.

L'unica persona che pare crederle e ritenerla in effetti sana di mente, è Nate,  che in realtà è un giornalista che si trova lì per smascherare il marcio che c'è dietro alla clinica e che ha a che fare con le truffe sanitarie...

Mentre la povera Sawyer cerca di contattare la madre per chiederle di farla uscire da lì, la situazione peggiora quando nella struttura, tra gli infermieri, compare proprio il suo stalker, che ha cambiato identità.

La ragazza cerca in tutti i modi di convincere gli operatori che quell'uomo si chiama David e che è pericoloso, ma ovviamente nessuno le crede.
È tutto vero o è la mente della povera Sawyer che vacilla?

Il thriller ha la particolarità di essere stato girato in una settimana con l'IPhone; quello del protagonista ricoverato a forza in una struttura psichiatrica non è una novità, come non lo è che lo stesso si ribelli al TSO, che cerchi di convincere chi gli è intorno della propria ottima salute mentale e che si senta minacciato all'interno dell'ospedale. Insomma, niente di nuovissimo, però il film mantiene una bella tensione almeno per la metà del tempo; certo, poi prende una svolta un po' assurda (troppo?), con risvolti poco realistici, che possono lasciare un attimino perplessi, però nel complesso si lascia guardare e l'attrice che interpreta la regina Elisabetta in The Crown è brava; finale in linea con quanto detto prima (niente di nuovo sotto il sole): la protagonista, alla fine, qualche problemino ce l'ha davvero o no?



FATEMI SAPERE SE AVETE VISTO
QUESTI DUE FILM 
O SE VI INCURIOSISCONO.


lunedì 6 novembre 2023

🖊️ RECENSIONE 🕵️‍♀️ OMICIDIO A MALLOWAN HALL di Colleen Cambridge



In un'elegante dimora sulle verdi colline del Devonshire s'è consumato un omicidio: il cadavere di un uomo viene ritrovato in biblioteca dopo una notte di pioggia e vento.
A fare la tragica scoperta è la governante Phyllida Bright; i proprietari della casa sono nientemeno che Agatha Christie e suo marito Max.
Parte la caccia all'assassino, che è sicuramente tra quelle mura, e il lettore viene subito immerso in una cornice raffinata in stile Downton Abbey e in un'atmosfera intrigante tipica dei gialli classici tradizionali, in cui una bella e curiosa governante si improvvisa detective sulle orme dell'amato personaggio di Hercule Poirot.


OMICIDIO A MALLOWAN HALL 
di Colleen Cambridge 



Mondadori
trad. M. Faimali
368 pp
17.10 euro
2023
Phyllida Bright è una giovane governante dalla folta chioma rossa e dal portamento fiero e deciso che ama avere ogni cosa in ordine e sotto controllo; il suo occhio attento e scrupoloso veglia sulla bellissima e grande Mallowan Hall, sorvegliandone l'andamento, l'organizzazione, la pulizia, la prontezza nel prevenire e rispondere alle esigenze dei padroni di casa (l'archeologo Max Mallowan e la sua consorte, la celebre scrittrice di gialli Agatha Christie) e dei loro ospiti.

A Phyllida non sfugge nulla: i grembiuli e le divise di camerieri e valletti, la polvere sui mobili, la solerzia in cucina e in ogni ala della casa da parte di tutti i dipendenti; certo, non è sola nella gestione della dimora, infatti accanto a lei c'è il maggiordomo, l'austero e pedante (amabilmente chiamato Vecchia Tacca dai sottoposti) Mr Dobble, con cui la bella governante non ha un gran feeling.

Il romanzo si apre con Mrs Bright che scopre il corpo di un uomo senza vita riverso sul pavimento: la vittima è un certo Charles Waring che, presentandosi come un giornalista del Times, era giunto a sorpresa la sera prima durante una festa organizzata dai padroni di casa.
L'uomo - che i coniugi Mallowan non conoscevano e neppure gli ospiti, almeno così dicono - è stato assassinato con  una penna stilografica conficcata nel collo.

Per quanto la situazione sia drammatica e funesta, a una appassionata lettrice di gialli qual è Phyllida, che è la fan numero 1 di Agatha (di cui è anche amica e confidente da anni), si apre la eccitante opportunità di indagare su questo omicidio avvenuto proprio vicino a lei: con l'augurio che lo spirito arguto e intelligente di Poirot sia con Phyllida e le sia di ispirazione, la donna si mette subito al lavoro per provare a raccogliere indizi, informazioni, a cogliere dettagli, tracce ed errori da parte dell'assassino, per poterlo identificare prima della polizia.

A dire il vero non c'è molto da fare affidamento su Scotland Yard: tra l'apatico agente Greenstick e il borioso e corrucciato ispettore Cork, l'omicida potrebbe tranquillamente farla franca ma, sfortunatamente per lui, c'è Phyllida Bright a dargli la caccia!

Mossa dal bisogno di evitare che la notizia diventi presto di dominio pubblico, mettendo in pericolo la reputazione di Agatha, la governante sa di doversi dare una mossa, così comincia a indagare per capire chi fosse davvero Mr Waring, partendo dalla sua camera e dall'analisi dei suoi effetti personali; scopre che egli non era chi diceva di essere e che la sua presenza improvvisa e non preannunciata a Mallowan Hall, con la motivazione di intervistare la giallista, era in realtà una scusa: lui era lì per ragioni personali, perché c'è qualcuno - tra gli ospiti, presumibilmente - con cui aveva interesse ad interagire. E questo qualcuno deve averlo fatto fuori.
Chi è e perché?

Il colpevole è tra loro, tra i diciotto dipendenti e gli otto ospiti, e ben presto questa consapevolezza comincia a serpeggiare tra tutti i presenti e a generare un legittimo panico, quanto meno tra le cameriere, e non a caso..., visto che proprio in mezzo ad esse si abbatte una seconda tragedia.

Phyllida è su di giri e, pur non dimenticando il proprio ruolo e le proprie inderogabili mansioni a Mallowan Hall, si lascia coinvolgere dalle indagini, correndo anche qualche rischio.
Si sarebbe aspettata che la sua amica Agatha condividesse con lei la medesima euforia e invece no.

"«Qualcuno qui dentro è un assassino. E tra i nostri ospiti non c’è un Poirot che possa smascherarlo».
«E tu?» chiese Phyllida di getto. Fu scossa da un brivido di esaltazione. «Sei un’autrice di gialli! Scommetto che riusciresti a scoprirlo...»
«No, no, no.» Agatha scosse la testa e tornò a guardare la macchina da scrivere. Era un chiaro segnale di congedo. «È già abbastanza difficile scrivere di questi maledetti argomenti. Non mi metterò a seguire indizi nella vita reale, soprattutto perché non posso sistemarli come voglio io!» (...) 
 “Se tu non vuoi fare Poirot, allora ci penserò io.”
Conosceva i metodi del detective. Aveva anche lei delle ottime cellule grigie. Adorava l’ordine e il metodo, e non le sfuggiva niente."

Insomma, degna ammiratrice del panciuto investigatore belga con i baffi sottili, Phyllida è un vero e proprio uragano inarrestabile, che si mette sulle tracce dell'assassino andando personalmente alla ricerca di tutti quei segnali e particolari che possono aiutarla a mettere insieme e al posto giusto tutte le tessere del puzzle.

Alle sue spalle, come un'ombra provocatrice e protettrice allo stesso tempo, ci sarà l'autista di casa, il neo assunto Mr Bradford, alto, muscoloso, irriverente, maleducato, col vizio antipatico di sbuffare ogni due minuti e, soprattutto, sarcastico e beffardo verso la vivace e singolare governante, sempre pronto a rimproverarla o prenderla in giro; dal canto suo, Mrs Bright - nonostante l'uomo sia troppo zotico per i suoi gusti - dovrà riconoscere che da lui riceverà non pochi aiuti per il suo caso.

Omicidio a Mallowan Hall è il primo di una serie di gialli con protagonista Phyllida Bright e ricalca lo stile e la struttura dei gialli più classici: il libro si apre con la scoperta del cadavere, l'omicidio è avvenuto in un contesto chiuso (la bella villa inglese in campagna) in cui ci sono tot persone, per cui il colpevole è necessariamente tra loro; tutti sono sospetti e possibili assassini, ma al contempo, paiono tutti innocenti; c'è il maggiordomo (al quale si dà sempre la colpa, chissà se pure stavolta è accusato ingiustamente), le cameriere pettegole che hanno occhi e orecchie ovunque; c'è la soluzione finale in cui chi risolve il caso illustra in modo ordinato e meticoloso tutto il percorso logico-deduttivo che l'ha condotto alla soluzione.

In pratica, è un giallo puro, molto molto piacevole, scritto in maniera fluente, con un tono ironico, leggero, un efficace tratteggio dei personaggi coinvolti, dialoghi abbondanti e vivaci, la protagonista simpatica, pragmatica, brillante; sempre suggestivo il tipo di ambientazione.

Assolutamente consigliato a chi ama i gialli e anche a chi solitamente non li legge ma vuol concedersi ore di svago grazie a una lettura scorrevole e coinvolgente. 

Ho deciso di leggere questo romanzo spinta dalla recensione di Fra del blog NON TI SENTO, STO LEGGENDO: IL MIO MONDO DI LETTURE E RECENSIONI.

venerdì 3 novembre 2023

[[ LIBRI ]] Ultimi acquisti




Gli ultimi due libri acquistati a poco prezzo alla bancarella dell' usato.
Fatemi sapere se li conoscete, se li avete letti e  come vi sembrano le trame.
Speriamo siano stati dei buoni acquisti (⁠ノ⁠*⁠0⁠*⁠)⁠ノ



IL NODO WINDSOR di S. J. Bennett


Ed. Mondadori
Trad. M. Pavani
362 pp
È un mite inizio di primavera al castello di Windsor e la regina Elisabetta si sta preparando per le celebrazioni del suo novantesimo compleanno. 
Le attività tuttavia sono bruscamente interrotte non appena il giovane pianista russo che ha deliziato gli ospiti la sera precedente viene ritrovato cadavere, completamente nudo, appeso in camera sua con la cintura della vestaglia. 
Quando le indagini si concentrano sulla servitù, la regina capisce che la polizia sta seguendo la pista sbagliata. 
Con l'aiuto dell'inesperta ma solerte assistente Rozie Oshodi, appena assunta dopo una breve carriera come bancaria e tre anni trascorsi nella reale artiglieria, Sua Maestà decide di vederci chiaro, dando finalmente spazio alla grande passione che coltiva segretamente fin da ragazzina, quella dell'investigazione.



LAMPI di Dean Koontz


Ed. Sperling&Kupfer
Tra. R. Terrone
432 pp.


In una tempestosa sera del gennaio 1955, Laura Shane viene miracolosamente al mondo grazie all'intervento di uno sconosciuto che pare essersi materializzato dal nulla. 

Da quel momento la sua esistenza è segnata da una catena di eventi terrificanti e incomprensibili, ma soprattutto dalla presenza del misterioso individuo che, annunciato da un lampo di luce, appare al suo fianco non appena il pericolo incombe. 

Ma chi è costui? Un provvidenziale angelo custode o un implacabile messaggero del male?




mercoledì 1 novembre 2023

LE MIE LETTURE DI OTTOBRE 2023


Buongiorno e felice giorno a tutti!

Eccomi col mio riepilogo di ottobre in merito alle letture; circa film/serie tv mi riservo di preparare un post a parte.


  1. L'OTTAVA LUCERNA di M. Costabile: romanzo storico satirico ambientato in età romana. Uno spasso!
    .
    (5/5).
    SE CERCHI UNA LETTURA IRONICA E ARGUTA, BUTTATI CHE C'È DA RIDERE!
  2. I MIEI FANTASMI di E.Costa: chi sono i tuoi fantasmi? In questi racconti ogni protagonista ha i suoi e, spesso, nascono nella propria mente (4/5). PER CHI CERCA UNA RACCOLTA DI STORIE BREVI.
  3. FALCONERA di F. Ceraulo: romanzo storico, sullo sfondo dell'Unità d'Italia; storie di povera gente, tra soprusi e povertà (4,5/5). PER GLI AMANTI DELLA STORIA.
  4. NON SBRONZARTI MAI ALL'ORA DI PUNTA di A. De Curtis: giovanotto in balia della droga, dell'alcool, delle cattive compagnie e dei suoi personali demoni (3/5). SE TI PIACCIONO LE STORIE AL LIMITE, NARRATE CON UN LINGUAGGIO CRUDO. NON PER TUTTI.
  5. IL COLLEGIO di T. French: soft thriller ambientato tra collegiali. Un po' verboso. (3/5). SE VI PIACCIONO I THRILLER "MORBIDI", DAL RITMO LENTO E CON PROTAGONISTI ADOLESCENTI.
  6. UNA VITA COME TANTE di H. Yanagihara: il ritratto a 360° di un uomo che non riesce ad amarsi, i cui fantasmi del passato e la malvagità subita lo inseguono nel presente (5/5). DA LEGGERE SE VI PIACCIONO LE STORIE INTENSE E SE DESIDERATE CONOSCERE UN PERSONAGGIO LETTERARIO DA AMARE PER SEMPRE.

Sul podio ottobrino ci va senza dubbio UNA VITA COME TANTE, una lettura non facile dal punto di vista emotivo ma che di certo rientrerà per sempre nei miei libri del cuore, di quelli che mi hanno regalato personaggi indimenticabili.
Piacevolmente sorpresa da L'OTTAVA LUCERNA, che mi ha fatto sorridere tanto.




READING CHALLENGE


7 - IL GIOCO DI RIPPER  di I. Allende: giallo-thriller in cui un gruppetto di detective in erba si riunisce online per studiare e risolvere omicidi complicati (4/5). PER CHI VUOL LEGGERE UNA ALLENDE DIVERSA DAL SOLITO.



OBIETTIVI DI NOVEMBRE

.

CLASSICO
: Tocca a lei, la Regina del giallo: Agatha Christie, di cui ho letto alcuni romanzi ma, dovessi sceglierla, sicuramente troverei tanto ancora da leggere.

CONTEMPORANEO ITALIANO: a novembre c'è uno scrittore che amo moltissimo e di cui pure ho letto diversi noir/thriller: Piergiorgio Pulixi.
In effetti avevo già in programma di leggere il suo ultimo libro, Stella di mare, per cui potrei optare per l'autore sardo.

CONTEMPORANEO STRANIERO: c'è Nicholas Sparks, scrittore statunitense famoso e amato da tanti; io ho letto solo Le parole che non ti ho detto; non escludo  di inserirlo.

LIBRO SPECIAL: L'uomo dei tulipani di Lorenzo Marini. QUI per la trama.


FILM

- L' ULTIMA NOTTE DI AMORE 

- UNSANE

SERIE TV 

- SI FUERAS TU (SE IO FOSSI TE)

- SUBURBIA KILLER (El inocente) 

lunedì 30 ottobre 2023

♣♦ RECENSIONE ♠♢ IL GIOCO DI RIPPER di Isabel Allende



Amanda è un' adolescente affascinata dal lato oscuro della natura umana; dotata di un eccezionale talento per le indagini criminali, si diletta a giocare a Ripper, un gioco online ispirato a Jack lo Squartatore, in cui bisogna risolvere casi misteriosi. Quando la città è scossa da una serie di efferati omicidi, Amanda si butta a capofitto nelle indagini, finché un giorno un membro della sua famiglia sparisce misteriosamente.
Questa scomparsa è forse collegata al serial killer?


IL GIOCO DI RIPPER 
di Isabel Allende

Feltrinelli Ed.
trad. E. Liverani
462 pp
Indiana e Amanda Jackson sono madre e figlia; la prima è rimasta incinta quando era poco più che un'adolescente e si può quindi ben dire che le due sono cresciute insieme; il loro è un legame molto forte pur essendo diverse caratterialmente come il giorno e la notte. 

Indiana vive dei modesti guadagni che le dà il suo lavoro di "guaritrice"; è proprietaria, infatti, di una clinica olistica in cui, tra aromi e massaggi, esercita un talento naturale e una grande empatia verso i propri clienti per farli star meglio, agendo su malesseri e dolori di vario genere e in qualunque parte del corpo.

È una donna che ha da poco superato i trenta ed è bella, affascinante, formosa, per cui gli uomini se la divorano con gli occhi e, non di rado, ci provano, con scarsi risultati perché la bella guaritrice è da quattro anni impegnata sempre con lo stesso uomo, l'ultracinquantenne Alan Keller - ricco erede di una delle famiglie dell'élite di San Francisco -, belloccio, giovanile e poco propenso a impegnarsi sentimentalmente in modo serio e duraturo.
Solo un altro uomo potrebbe farla vacillare e minare la relazione con Alan: Ryan Miller, enigmatico e affascinante ex navy seal dell'esercito americano, ferito durante una delle sue ultime missioni (che gli hanno lasciato molti traumi e brutti ricordi e lo hanno privato di una gamba) e in perenne compagnia del fedelissimo cane Attila (suo compagno in Iraq).

I genitori di Amanda si sono separati già da diversi anni ma Indiana ha instaurato con l'ex-marito, l'ispettore Bob Martìn, un bel rapporto: i due si vogliono un gran bene e si aiutano nei momenti di difficoltà, cosa che ha reso la loro separazione meno traumatica per la figlia, Amanda.

Se Indiana è una donna libera, fiera della propria vita bohémienne, ingenua, spontanea, solare, con troppa fiducia nella bontà del genere umano, Amanda è il suo opposto.

La ragazza ha un invidiabile senso pratico, è molto razionale, intuitiva, intelligente, non ha la testa tra le nuvole e ha una mente brillante; inoltre è un'appassionata lettrice, in special modo di thriller ed è per questo che ricopre il ruolo di maestra ("capo") di un gioco online chiamato Ripper in cui lei e un piccolo gruppo di amici virtuali si incontrano in webcam per discutere di omicidi veri, provando a fare ipotesi e analisi dei casi, così da sperare di arrivare a risolverli prima della polizia.

Al gioco partecipa anche Blake Jackson (padre di Indiana e nonno di Amanda), farmacista di professione, gran lettore per passione e assunto in qualità di "sbirro" dalla nipote; Blake, infatti, ha il compito di cercare informazioni utili per i casi oggetto del gioco, coinvolgendo anche Bob, il quale - pur essendo preoccupato per l'inquietante passione della figlia per gli assassini seriali - non manca di collaborare perché si rende conto da solo che i giocatori di Ripper sono davvero bravi.

Chissà che le loro intuizioni non possano risultare davvero utili alla polizia di San Francisco che si sta trovando davanti ad una serie di omicidi strani, senza collegamenti evidenti tra loro e che per ora costituiscono dei rompicapo per chi indaga.

Cosa/chi unisce, infatti, un custode di una scuola trovato morto in una posizione molto particolare (che richiama a qualcosa di natura sessuale) con una coppia di coniugi ritrovata morta (drogata) nel proprio letto? O questi omicidi con quello di uno psichiatra o di una giudice del Tribunale minorile?

Ma soprattutto... che ha a che fare tutto questo con la bella Indiana, che a un certo sparisce di punto in bianco senza lasciar traccia?

Siamo nel 2012, la nostra storia ha inizio il 2 gennaio e prosegue sino ad aprile; tanto la Polizia (rappresentata da Bob Martìn) quanto i giocatori di Ripper seguono i vari ritrovamenti di cadaveri, cercando di coglierne i particolari, le costanti, gli elementi in comune e le differenze, il tipo di esecuzione (che ha sicuramente ha un suo perché) così da stabilire se si tratti o meno di un unico serial killer o di omicidi da ritenere separati.
Se l'ispettore è inizialmente convinto che siano delitti slegati tra loro, a ipotizzare il contrario è Amanda che, determinata e caparbia com'è, farà di tutto per dimostrare di avere ragione.
Tanto più quando lo scaltro assassinio la tocca sul personale: Amanda e i suoi amici di Ripper sfoderano tutte le loro capacità, intuizioni, deduzioni logiche, l'attenzione per i minimi dettagli, pur di capire cosa sia accaduto all'introvabile Indiana e come fare per aiutarla.

Prima ancora di capire dove sia la mamma e con chi, Amanda è certa che:

"Mia madre è ancora viva, ma sarà uccisa Venerdì Santo a mezzanotte lo avvertì Amanda Martìn e l'ispettore capo la prese sul serio, visto che aveva dato prova di saperne più di lui e di tutti gli agenti della Sezione Omicidi. La donna era prigioniera da qualche parte nei diciottomila chilometri quadrati della baia di San Francisco, avevano poche ore per trovarla ancora in vita...".

Mi è piaciuta l'idea di base, vale a dire questo gruppo selezionato di ragazzi sparsi per il mondo che comunicano via internet per catturare lo Squartatore di turno; nel complesso, ho apprezzato il meticoloso tratteggio della personalità dei personaggi principali e secondari, da Indiana ad Amanda, da Bob a Ryan, a Keller.

Devo confessare, però, che durante la lettura ho avuto momenti in cui mi sono sentita meno coinvolta a motivo della presenza di sotto trame, dedicate ad es. ai particolari del lavoro di Indiana, ai suoi strambi clienti, al vissuto di Alan, di Ryan... 
Vero è che la scrittura dell'Allende è così fluida e piacevole che, alla fine, anche le parti relative al racconto dei singoli personaggi scorrono, ma ho risentito un po' del rallentamento del ritmo e della deviazione dal percorso principale, vale a dire dagli omicidi, dalle indagini e dal contributo dei giocatori di Ripper.

Le parti narrative, fino a un certo punto della storia, sono molto abbondanti, a discapito di quelle dialogiche, che ho preferito in quanto, a mio avviso, danno vivacità al ritmo.

Ma questo piccolo "difetto" va attenuandosi sino a scomparire quando Indiana fa perdere le proprie tracce: da quel momento la narrazione si fa più dinamica, aumenta la suspense, gli eventi precipitano, i giocatori ci danno dentro e noi lettori cominciamo ad avvicinarci al colpevole e alla sua identità, fino alle battute finali che ci lasciano col fiato sospeso.

Ecco, se dovessi sintetizzare la mia valutazione del romanzo, la paragonerei a una parabola, che parte in salita, poi scende e assume un ritmo costante e poco palpitante, fino a impennarsi di colpo, tenendo alta l'attenzione fino alla fine.

Il mio parere è comunque positivo e per me Isabel Allende resta un'autrice contemporanea da leggere e apprezzare, anche perché varia molto nelle tematiche, nei generi, nelle ambientazioni.

venerdì 27 ottobre 2023

🗡️ RECENSIONE 🐉 L'OTTAVA LUCERNA di Massimo Costabile



Al tempo di Diocleziano, il giovane Giorgio di Cappadocia si reca nel regno di Selem, governato dal crudele e tirannico re Anatolio, per combattere il feroce drago che infesta quelle terre e che ha già mietuto numerose vittime tra coloro che, per orgoglio e incoscienza, hanno cercato di ucciderlo.
Tra impostori semianalfabeti, soldati dell'esercito assetati del sangue dei cristiani e principesse spacciate per sante vergini pur non essendolo, Giorgio non si tira indietro dall'ardua missione.
Sconfiggerà il drago?


L'OTTAVA LUCERNA
di Massimo Costabile



Re Artù Ed.
337 pp

Nel piccolo regno di Selem, in Cirenaica, domina su tutto e tutti Anatolio, sovrano arrogante, tronfio e molto poco diplomatico, che vessa e affama la sua gente con tasse e punisce ogni minima e presunta trasgressione ai propri ordini con sfacciata crudeltà.
Come tutti gli individui tracotanti e stupidamente sicuro di sé e del proprio valore, Anatolio vuol essere obbedito senza se e senza ma, riverito e lusingato, non accetta suggerimenti e critiche da alcuno, neppure dallo scrivano di fiducia, Cosimo, che subisce le ire del re quotidianamente; l'unico essere umano verso cui sfodera quel briciolo di umanità che gli è rimasta è la figlia, Silene.

Per Silene, per salvarla da morte certa, Anatolio finora ha sacrificato la vita di tanti giovani (maschi e femmine, pure tra gli animali).
Come mai?  Cosa o chi minaccia la principessa?

Un drago sputafuoco, enorme, disgustosamente squamoso, terrorizza i territori attorno a Selem e pretende di essere placato tramite sacrifici, possibilmente umani perché pecore e agnelli sono solo un aperitivo; in particolare, il suo piatto preferito sarebbero i giovani e le vergini, e poiché la bella figlia del re dovrebbe essere vergine, anch'ella - almeno per dare l'esempio - potrebbe costituire un pranzetto niente male per il drago insaziabile.

Ma il re si rifiuta di dare Silene in pasto al mostro e sta temporeggiando, sperando che intanto qualche baldo giovanotto si faccia avanti e uccida il focoso predatore.
In cambio, lui è disposto a rinunciare/donare metà del regno e a dare in sposa l'innocente e pura Silene.
Finora in tanti si sono cimentati nella pericolosa impresa... morendo triturati, uno dopo l'altro.

Silene è disperata, si chiude in camera e piange e strilla, perché finire sgranocchiata tra le fauci del drago non è proprio il suo più grande scopo nella vita.
E poi, tra l'altro, lei neanche è più vergine, quindi non le toccherebbe questo infame destino; solo che purtroppo non può rivelare al burbero paparino di aver avuto un sacco di tresche con chiunque nel regno, per cui le tocca recitare la parte della pura verginella.

Anche la bisbetica principessa, quindi, aspetta e spera che arrivi un bello e aiutante aitante cavaliere a trarla in salvo da quella che, ormai, è morte certa, per quanto continuamente rimandata.

Proprio quando la sorte della capricciosa Silene - che quanto a superbia e ottusa cattiveria è tutta suo padre - pare doversi compiere..., arrivano tre uomini a Selem e, tra essi, ce n'è uno che dice di essere stato inviato lì proprio per uccidere il drago.

Costui è un giovinetto cui ancora manco cresce la barbetta in viso: Giorgio di Cappadocia, convertito al Cristianesimo; il ragazzo, accompagnato dallo scontroso scudiero Gabrione (che non condivide, anzi, disprezza apertamente la fede del proprio padrone) è in viaggio per raggiungere la Palestina, dove ha intenzione di unirsi alle legioni dell’imperatore Diocleziano.

Durane il cammino per giungere a Selem, si sono imbattuti in un sospetto individuo di nome Tito Giusto Platonico, che millanta d'essere un cavaliere sebbene, a sentirlo parlare e anche solo nell'osservarne i surreali e sgraziati comportamenti, tutto sembra fuorché un nobile.

Il sedicente cavaliere platonico si accoda a Giorgio e Gabrione, cercando di ingraziarsi il primo e litigando e insultandosi col secondo a ogni passo; l'uomo è un soggetto davvero bizzarro, che si esprime in modo "sgrammaticato" e volgare, dice cose senza capo né coda e ha pure un bel caratterino permaloso e bizzoso.
Insomma, non pare essere di alcuna utilità per Giorgio, che però mostra le sue virtù cristiane accogliendolo con gentilezza.

Alla presenza di uno spazientito Anatolio, cui nulla interessa delle sciocche discussioni che intercorrono tra i tre nuovi arrivati, Giorgio dichiara che Dio stesso (il Dio dei cristiani, cui egli appartiene) gli ha ordinato di recarsi a Selem e uccidere il drago.
Ovviamente, poi gli spetterà la ricompensa, cioè metà regno e la casta (!!) Silene, che invece fa gli occhi dolci a Tito, essendo Giorgio solo un ragazzetto concentrato unicamente sulle proprie estatiche visioni divine.

Mentre Giorgio si fa costruire un'arma dall'oste Agrippino, Anatolo riceve la non gradita visita di Daciano, a capo di una legione romana inviata dall'imperatore Diocleziano per scovare chiunque appartenga alla setta dei cristiani e ucciderli.
Questo è un serio problema perché Giorgio è cristiano (di quelli ultra, con tanto di visioni e messaggi celesti) ma ad Anatolio non sta bene che lo facciano fuori, non prima che abbia tentato di eliminare quel benedetto drago, almeno.

Lascio al lettore la curiosità di scoprire cosa accadrà nel regno di Selem, se la principessa diventerà o meno una barretta proteica per il draghetto o se Giorgio riuscirà nella sua missione.

Questo romanzo che mescola storia e leggenda, è ambientato in età romana, quando ad essere imperatore è Diocleziano, impegnato nella persecuzione dei seguaci di Cristo; come avrete compreso, al centro vi è la leggendaria figura di Giorgio di Cappadocia, che la Chiesa Cattolica venera come santo e al quale si attribuiscono gesta non solo eroiche e pie, ma anche sovrannaturali, miracolose, al limite del fantastico, come nel caso della battaglia con un drago per salvare una principessa.

Tra queste pagine il lettore vive un'avventura spassosissima, vivace, che strappa sorrisi e risatine divertite grazie all'impronta satirico-umoristica che l'autore ha sapientemente dato al romanzo.

Ci sono elementi ovviamente reali e storici, come i riferimenti a Diocleziano, la violenta persecuzione a danno dei cristiani e lo stesso san Giorgio (drago a parte), ma tutto è narrato in modo esilarante e arguto, per cui anche ciò che è negativo (ad es. sovrani crudeli, che fanno il bello e il cattivo tempo con le vite dei sudditi) o drammatico (le esecuzioni di chi è ritenuto colpevole di una qualche infrazione) è lontano dall'essere pesante.

Leggere questo libro per me è stato oltremodo divertente, grazie ai personaggi grotteschi, caricaturali, volutamente esagerati nei modi, nel linguaggio, nell'espressione delle emozioni; di essi, l'autore si prende simpaticamente gioco, calcando la mano sulle loro peculiarità: Anatolio è tanto pieno di sé da risultare più stupido che furbo o intelligente; Silene è una viziata capricciosa che avresti voglia di strozzare con le tue mani; lo stesso eroe della storia, Giorgio, rischia di apparire un ingenuo (per quanto sincero) fanatico della fede e di Dio.

I personaggi che ho preferito sono stati sicuramente Gabrione e il Cavaliere Platonico (Tito), il primo perché è forse il più assennato, colui che fa le osservazioni più pratiche e realistiche, che distingue un imbroglione da un vero cavaliere; e il secondo perché è un'amabile e buffa macchietta che mi ha fatta davvero morire dal ridere per la sua parlata bislacca e rozza, per la sua frenesia di voler apparire un patrizio rispettabile quando invece è un pover'uomo che cerca di sopravvivere come può, se c'è da spacciarsi per ciò che non è lo fa, anche se in fin dei conti non è cattivo.

Se cercate una lettura diversa dal solito, scritta con un piglio ironico e brioso, una trama dal sapore epico, godibilissima e spiritosa, dal ritmo narrativo sempre vivace, con personaggi fuori dalle righe e per questo vincenti e ben riusciti, non lasciatevi scappare "L'ottava lucerna": vi piacerà, ne sono certa.

Promosso a pieno voti.

mercoledì 25 ottobre 2023

RECENSIONE - I MIEI FANTASMI di Elisa Costa [ Review Party ]




Buongiorno, cari lettori!

Il post di questa mattina è la prima tappa del Review Party dedicato a "I miei fantasmi", una raccolta di racconti scritta da Elisa Costa.

I MIEI FANTASMI
di Elisa Costa 


Alcheringa Ed.
96 pp
I racconti brevi di questa antologia appartengono al genere fantasy e hanno come filo conduttore la presenza di elementi paranormal, sovrannaturali ma, a dispetto della parola fantasmi, non necessariamente tutte le storie sono legate al mondo degli spiriti o degli spettri (anche quelli che lo sono non hanno comunque atmosfere horror, "da paura") e il lettore avrà modo di rendersi conto di come i fantasmi spesso abbiano a che fare con paure, traumi, ossessioni.

Alcuni di questi racconti si caratterizzano per la presenza di una cornice narrativa quasi da favola, di cui riflettono la magia, il senso di stupore, l'incanto; c'è un racconto che ci porta con la fantasia in una dimensione in cui i protagonisti sono il sole, la Luna, ed essi - pur così distanti da noi - si avvicinano al nostro mondo perché si lasciano travolgere da passioni ed emozioni umane.

Alcune storie possono trasmettere la cupezza dei rimorsi per le cattive azioni commesse in vita, altre, la meraviglia di fronte a un giardino che va oltre i confini dello spazio e del tempo, in cui tutto è incantevole e non c'è posto per le meschinità umana; in altre ancora, invece, il male c'è e arriva sotto forma di una violenza, contro la quale non sempre c'è qualcuno a proteggere chi ne è vittima.

Diversi sono i personaggi che popolano la presente raccolta e, come dicevo, non tutti sono esseri umani, ma che si tratti di un astro o di una bambola o di un animale, c'è comunque in tutti loro un'umanità sfaccettata che racconta storie di violenze domestiche e di sofferenze interiori capaci di perseguitare un'anima anche oltre la morte, inducendola a chiedere un atto di pietà per essere placata; storie di legami famigliari che resistono alle tragedie e alla morte, di oggetti inanimati che, nello spazio di un racconto fantastico, provano gioia e speranza; c'è la scoperta dell'immenso potere dell'arte e di come il suo sacro fuoco, una volta acceso dentro di sé, poi sia in grado di travolgere e, forse, addirittura estraniare dalla realtà.

C'è un'ampia gamma di stati d'animo tra queste pagine che scorrono con estrema fluidità e piacevolezza sotto gli occhi del lettore, e che inducono a soffermarsi sull'aspetto psicologico dei personaggi, i quali - al di là della presenza della connotazione ultraterrena - nascondono in loro stessi fragilità, problemi della mente, ossessioni, sensi di colpa che affliggono le persone comuni; provano tutti ugualmente dolore, noia, speranza, delusione, paura, gelosia, desiderio di essere protetti, bisogno di amare ed essere riamati.

Sono undici racconti ben scritti, dallo stile lineare e disinvolto, in cui attorno all'elemento fantastico, presente in tutti, l'autrice ha costruito di volta in volta una breve ma significativa trama in cui il risvolto psicologico è preponderante.

Ringrazio Elisa Costa per avermi dato l'opportunità di leggere il suo scritto e di partecipare al Review Party; se vorrete, potrete seguirne le successive tappe e leggere anche le altre recensioni.

Di seguito, vi lascio l'elenco dei blog che ospitano l'evento:
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lunedì 23 ottobre 2023

ON MY WISHLIST (ottobre 2023)

 

Buon pomeriggio, lettori!

Spulciando qua e là nel web e tra un social e l'altro, mi sono imbattuta in alcune pubblicazioni che hanno stuzzicato il mio interesse.

Me le segno qui sul blog per non dimenticarmele e, chissà, magari alcune potrebbero richiamare anche la vostra attenzione.


Parto da un romanzo che è stato pubblicato da La Nave di Teseo nel 2021 ma, considerato ciò che dal 7 ottobre, sta accadendo in Palestina/Israele, ho notato che è salito in classifica tra i libri più venduti in questo periodo.

Sto parlando di un libro della scrittrice palestinese Adania Shibli, che di recente è stata oggetto di censura, in quanto avrebbe dovuto ricevere un premio importante – il Liberaturpreis – alla Fiera del Libro di Francoforte ma l’assegnazione del premio è stata annullata ("rinviata"??).





UN DETTAGLIO MINORE 
di Adania Shibli

Nel 1949, un anno dopo l'inizio della Nakba per i palestinesi, una ragazza viene rapita, stuprata e uccisa da alcuni soldati israeliani. 
Molti anni dopo, una donna cerca di scoprire cosa è successo a quella ragazza e questa ricerca diventa per lei una vera ossessione.

(La Nave di Teseo, trad. M.Ruocco, 144 pp, 17 euro)




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FELLOWSHIP POINT
di Alice Elliott Dark


Due amiche cercano di difendere il terreno di Fellowship Point, dove sono cresciute, da progetti di sviluppo che ne prevedono l'espropriazione.
Il ritratto di due donne che, nonostante divergenze, segreti, passioni e battaglie, sono unite dall'affetto più puro; un romanzo che racconta il dono dell'amicizia, un atto di condivisione così intimo e assoluto che ha il potere di cambiare il mondo.

(NN Editoretrad. A.Matera - E.Ponassi, 516 pp, 22 euro)



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COME IL FIUME
di Shelley Read


Nel 1948 Victoria è un'adolescente che, in una giornata d'autunno, si imbatte in un giovane; è un incontro, il loro, che porta con sé passione e pericolo. E quando la tragedia li colpisce, Victoria fugge in montagna per proteggere se stessa e il segreto che porta con sé.
Una storia di resilienza femminile di fronte alla perdita, alla sofferenza dell'amore, al sacrificio del cambiamento.

(Corbaccio Ed. trad. M.E. De Medio, 324 pp, 18.60 euro)



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CASA DOLCE CASA
di Ana Reyes

A 17 anni Maya vede morire la propria amica all'improvviso, mentre parla con l'enigmatico Frank; anni dopo, un'altra donna muore, inspiegabilmente e sempre alla presenza di Frank.
Era proprio lui, dunque, l’assassino di Aubrey? 
I dubbi la tormentano, e nella sua mente, oltre al pensiero dell’amica e di Frank, si affaccia insistente l’immagine di una casa nel bosco, accanto a un torrente. 
Cosa è successo davvero quel giorno? Qual è il confine tra i suoi ricordi confusi e la realtà? È arrivato il momento di avventurarsi in quel bosco...

(Feltrinelli Ed. trad.E.Cantoni, 304 pp, 19 euro)



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IL CAPANNO DEL PASTORE
di Tim Winton


Un ragazzo fugge, dopo la morte violenta del padre, in cerca della libertà e della propria fidanzata; solo, nelle vaste terre selvagge dell'Australia occidentale, la sua strada si incrocia con quella di un prete in rovina; il loro si rivelerà un incontro salvifico da cui nascerà un’amicizia improbabile.

(Fazi Ed., trad. S.Tummolini, 270 pp, 18.50 euro, 
USCITA 21 NOVEMBRE 2023)


giovedì 19 ottobre 2023

IL FASCINO DELLE COPERTINE

 

Buongiorno, cari lettori!

Il post di oggi chiama in causa unicamente il nostro personale "gusto estetico", nel senso che vi proporrò alcune cover di libri che hanno attirato la mia attenzione A PRESCINDERE DALLA TRAMA.

Vi indico anche il link nel caso foste interessati a sbirciare la sinossi.

Fatemi sapere se vi piacciono, quale preferite eventualmente e se anche voi vi lasciate attrarre, a un primo impatto, dalle copertine e siete spinti a prendere in mano il libro chiedendovi "Ma di che tratta 'sto libro?".


FRITTELLE DI MELE
A MEZZANOTTE
Di questa copertina mi piace proprio questo scorcio di casa, con un accenno di giardino e i colori chiari, primaverili, che mi trasmettono serenità.













LA DISTANZA TRA
ME E IL CILIEGIO


Della copertina a destra, invece, mi piacciono i colori autunnali di questo bell'albero (di ciliegio, suppongo).









VIOLET
MADE OF THRONES


Da amante di viola (e relative sfumature) e rosa, non potevo ignorare questa cover, che mi fa pensare a una storia romantica e magica.
 









IL CUSTODE

Un'avventura fatta di magia, in una cornice da fiaba, è ciò che mi evoca e mi attrae della copertina di destra.



lunedì 16 ottobre 2023

LIBRI, TRA ACQUISTI E WISHLIST

 

Buon pomeriggio, lettori!

Ho appena fatto un piccolo ordine su Amazon, avendo un buono da sfruttare; ho comprato 

PREZIOSO VELENO di Mary Webb (Elliot Ed., trad. A.Veneziani, 283 pp., 9,75 euro).

Pubblicato per la prima volta nel 1924, questo classico della letteratura inglese racconta la storia di
Prue Sarn, una giovane donna dallo spirito libero, nata con una malformazione al volto e per questo sempre malvista dagli abitanti del villaggio in cui abita, incastonato tra i campi e le foreste delle Midlands Occidentali. 
Solo l'umile tessitore Kester Woodseaves sembra apprezzarla nonostante la sua "deformità", mentre il fratello della ragazza, animato da un'incontenibile ambizione materiale, si dedica anima e corpo al lavoro per poter migliorare le proprie condizioni di vita. 

Ispirato ai ritmi e ai colori espressivi delle Sacre Scritture, questo è il romanzo con il quale Mary Webb mostrò al mondo la bellezza, non soprannaturale ma terrena, della vita rurale dell'Inghilterra ai tempi di Napoleone. In quei territori infestati dalle superstizioni e dalle leggende popolari, solo un'eroina come Prue poteva convertire il "veleno" di una maledizione in qualcosa di "prezioso", tramite un amore finalmente libero e vissuto.



Avevo inserito nel carrello anche quest due romanzi, poi all'ultimo minuto li ho tolti, penso di inserirli in un prossimo ordine.
Fatemi sapere nei commenti cosa ve ne sembra o se li conoscete e li avete letti.



LA FORTEZZA di Jennifer Egan (Minimum Fax, trad. M.Testa, 200 pp., 7.20 euro).

Danny, 35 anni, newyorkese d’adozione, drogato di internet e di public relations ma senza un impiego degno di tal nome, si ritrova, grazie a un invito inaspettato, in un castello medievale dell’Europa Centrale, che suo cugino Howard ha comprato e vuole ristrutturare per farne un resort di lusso dedicato al silenzio e alla meditazione: l’invito ha forse a che fare con il traumatico passato che lega i due? 
Il senso di spaesamento e minaccia che Danny prova è frutto di paranoia o il castello, fra i suoi intricati corridoi e i bizzarri personaggi che lo abitano, nasconde davvero un mistero? 
E ancora: chi è il narratore che sta scrivendo questa storia, perché è detenuto in un carcere di massima sicurezza, quale rapporto ha con i due cugini? 

Un classico romanzo «gotico», nelle mani geniali di Jennifer Egan, diventa un affascinante gioco letterario e una riflessione sul reale e il virtuale nella società contemporanea; ma al tempo stesso, fra atmosfere da ghost story e sorprendenti colpi di scena, non smette di tenere il lettore col fiato sospeso fino all’ultima pagina.



TERRA CRUDELE di Ann Weisgarber (Neri Pozza, trad. M.Togliani, 304 pp., 11,40 euro).

Sul fondo di un canyon inospitale, circondata da rocce scoscese, sorge la città di Junction. Lì da quattordici giorni Deborah Taylor, di famiglia mormone, aspetta con impazienza il ritorno di suo marito Samuel, ostacolato dalle nevicate sempre più fitte. 
Un gelido pomeriggio di gennaio, tuttavia, qualcuno bussa con insistenza alla sua porta. L’uomo che compare oltre l’uscio dice di essere un fratello, un mormone in fuga dalla legge e bisognoso di riparo. 
Ma quell’uomo ha qualcosa di diverso dagli altri che Deborah e il marito hanno accolto in precedenza, perseguitati solo per il fatto di essere, come molti mormoni, poligami: è nervoso, sussulta ogni volta che il fuoco della stufa scoppietta, continua a guardarsi alle spalle. 
Chi è, dunque, quel fuggiasco? Che cosa può aver commesso di tanto grave? E, soprattutto, che cosa può fare Deborah per salvare sé stessa e l’intera Junction dall’accusa di complicità? 

Unendo le vivide descrizioni dell’aspro paesaggio della valle dei canyon alla vicenda dei primi insediamenti mormoni, Ann Weisgarber dà vita a una storia avvincente, in perfetto equilibrio tra religione ed etica, crimine e peccato, compassione e paura.
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