A capo delle indagini c'è il vicequestore Giulio Tiburzi, il cui infallibile intuito gli suggerisce che quella morte violenta non è che una triste tessera di un puzzle ben più vasto ed intricato, una vera e propria rete di ricatti e speculazioni.
La trentasettenne Daniela Renati viene trovata uccisa nella sua villetta di Città di Borghetto e a rinvenirne il corpo senza vita è il suo amante, Mauro Geraci.
UNA TRANQUILLA CITTÀ DI PROVINCIA di Maurizio Mos
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| 248 pp 15.98 euro (cart,) |
Su di lui convergono inevitabilmente anche i primi sospetti, ma perquisendo l'abitazione della vittima cominciano a venir fuori altri nomi, altri possibili sospettati.
Sotto gli occhi del vicequestore e della sua eccellente squadra, si palesano via via foto e materiali che fanno capire qualcosa della vita dell'affascinante signora Renati.
La donna era uno spirito libero, con un matrimonio alle spalle e con accanto più uomini con cui intesseva relazioni, il tutto in un contesto di giochi ed incontri hard.
Forse il delitto è maturato in un clima ambiguo, torbido?
O magari c'è un ex-amante mollato e risentito? O un pretendente rifiutato?
Nel recente passato della Renati effettivamente c'è uno spasimante da lei rifiutato, un giovanotto violento con precedenti per aggressioni. Questi viene fermato e, interrogandolo, Giulio avverte il suo rancore rabbioso verso la Renati ..; tra l'altro, non avendo un alibi, pare davvero il sospettato ideale.
Eppure Tiburzi sente che quell'assassinio non è maturato "semplicemente" per una questione di gelosia o avances finite a vuoto, e a rafforzare questa idea è il ritrovamento di un'agenda della Renati - in cui figurano i nomi di persone importanti in quella città - e di foto di catastali e di schizzi di edifici.
Tiburzi non si accontenta di risposte facili e scontate, né di tenere in carcere il primo sospettato che gli passa sotto il naso, ma continua a ragionare, a sviscerare tutti gli aspetti del caso, a individuare le persone coinvolte e nei giochi hard di gruppo a casa di Daniela e nell'ambito di affari illeciti.
Il rischio di pestare i piedi di diversi potenti è concreto; quella è gente disposta anche a far fuori testimoni scomodi, "...perché loro erano persone importanti, vivevano in un mondo tutto loro in cui tutto era lecito, avevano soldi e amicizie, potevano fare quel che volevano."
Ma Giulio Tiburzi non è disposto a ritrarsi di un millimetro e, grazie al supporto dei suoi ispettori, accumula una serie di fondamentali indizi che inchiodano non solo l’assassino della Renati - benché questi abbia avuto la scaltrezza di costruirsi un alibi - ma anche altre persone coinvolte.
Insomma, il caparbio Tiburzi è pronto a scoperchiare un vaso di Pandora che apre le porte ad una querelle giudiziaria senza precedenti nella cittadina, che avrà non poche conseguenze.
Ci sarà chi proverà ad ostacolarlo e a mettergli i bastoni tra le ruote ma il vicequestore andrà fino in fondo a questa storia, riuscendo a trovare il bandolo della matassa e a rimettere ogni tassello al posto giusto.
Il romanzo di Maurizio Mos è un giallo poliziesco a tinte noir che unisce una ben costruita indagine (l'autore si sofferma molto sui momenti in cui Tiburzi e collaboratori ragionano insieme, si fanno domande stimolandosi a trovare risposte e a fare ipotesi, a riflettere partendo da documenti, fotografie, annotazioni) e un minuzioso lavoro investigativo con un protagonista (il vicequestore Tiburzi) che cattura la simpatia del lettore per le sue abilità investigative, per l'intuito, per la determinazione e la passione con cui si dedica al caso, per l'attenzione posta non solo ai fatti, necessari per capire e risolvere l'indagine, ma anche alle persone coinvolte e ai legami tra esse; Tiburzi è attento ai dettagli, fiuta gli errori dei possibili sospettati, coglie collegamenti, opera deduzioni, non cede a moralismi e giudizi superficiali, sa lavorare da solo e in gruppo ed è stimato dai suoi sottoposti per questo.
C'è in lui un che di malinconico, sfumatura che emerge nei momenti in cui è solo con i propri pensieri, e il suo modo di lavorare ci rivela sia la sua viva intelligenza, la sua razionalità e le sue abilità logiche, ma anche la sua rettitudine e umanità.
Mi è piaciuto, il linguaggio è chiaro, comprensibile, i dialoghi credibili e realistici, la scrittura è aderente alla realtà delle indagini e al mondo investigativo, e il delitto iniziale conduce verso la scoperta di altri giri ed affari illeciti, che rivelano situazioni di corruzione nell'ambiente edilizio.
Lo consiglio, in special modo agli amanti del genere.





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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz