mercoledì 4 novembre 2026

Recensione: IL FATTORE GATTO di Piergiorgio Pulixi



Marzio Montecristo ha sempre odiato le feste, incluse quelle dei matrimoni; dopo l'incredibile esperienza che farà, assieme ai suoi amici lettori - "gli investigatori del martedì" - nell'isola di Serpentara, in vista delle nozze di una coppia ricca e privilegiata, di sicuro le odierà ancora di più.



IL FATTORE GATTO 
di Piergiorgio Pulixi



Marsilio
544 pp

Capita a tutti almeno una volta nella vita di ricevere un invito a un matrimonio al quale non vorremmo partecipare; nel caso di Marzio, poi, lui non vorrebbe andare a nessuna festa di nozze mai e in nessun caso, ma in questa nuova avventura si vede costretto ad accettare l'invito: ad "incastrarlo" è Valérie de Gramont, una bella ragazza di origini francesi che, tempo addietro, aveva trovato rifugio nella libreria Les Chats Noirs, ricevendo da Montecristo e dai suoi amici (Camilla, Maina, fra Raimondo) un'accoglienza talmente calorosa da restarle impressa nel cuore.

E siccome il giorno delle sue nozze si avvicina, Valérie ha espresso il desiderio di avere il librario e tutta la "ciurma" al ricevimento.
Ma non è tutto: la ragazza ha chiesto al nonno un regalo di nozze alquanto insolito: acquistare tutti i libri presenti nella libreria di Montecristo e “trasferirla” là dove si celebrerà il matrimonio.

Per Marzio sarà praticamente difficile - anzi, impossibile - sottrarsi, non solo per rispetto ed affetto verso la futura sposa, ma ancor più per il quantitativo assurdo di danaro che lui e i suoi amici riceveranno solo per il fatto di andare al matrimonio e "recitare" la parte di sé stessi (cioè l'assiduo gruppo di lettori di Les Chats Noirs).

La richiesta della giovane non è un semplice capriccio, ma rientra nella meticolosa organizzazione di qualcosa di pomposo: Valérie e il futuro sposo, l’inglese Thomas Stuart, stanno per celebrare un matrimonio esclusivo a Serpentara, un isolotto selvaggio della Sardegna meridionale, trasformato per l’occasione in un villaggio di lusso, pronto a fare da location a un evento speciale - che è prima di tutto un accordo finanziario - e ad accogliere i  molti invitati, tutta gente con conti correnti con parecchi zeri. 

Quando Marzio, Camilla, Maina e il frate vi sbarcano, accompagnati dagli inseparabili amici felini, Marple e Poirot, restano senza parole per ciò che i loro occhi vedono: dove prima c’erano solo rocce, vento e gabbiani, ora ci sono un bellissimo residence, un ristorante da sogno e, come per magia, una riproduzione (dettagliata, fedele sin nei minimi particolari) in scala reale della libreria. 

Insomma, una location incredibile, costata chissà quanto, uno sfoggio di ricchezza imbarazzante in cui i quattro investigatori del martedì si sentono a disagio, per quanto anche incuriositi e un po' affascinati.
Se Marzio non avesse tanto in simpatia Valérie e non volesse darle un dispiacere, fuggirebbe a gambe levate da quello show sfarzoso con cui lui di certo non ha nulla da spartire.

Ma l'atmosfera da sogno dura poco: un brutale omicidio squarcia l’atmosfera spensierata e, purtroppo, non sarà l'unico.
Quella che avrebbe dovuto essere una mega festa di nozze, si tramuta in una trappola letale, in uno sporco e drammatico gioco in cui emerge tutto il marcio - tradimenti, inganni, segreti, rivalità, alleanze miliardarie... - che si nasconde dietro quell'evento: il fidanzamento di Valérie con il suo Thomas non è semplicemente frutto di una relazione sentimentale, di un amore nato nell'adolescenza e che va avanti da anni, culminando quindi naturalmente in un'unione fortemente desiderata.
No, il loro fidanzamento è prima di tutto un accordo finanziario volto a siglare un'importantissima fusione bancaria.
Tutta quella scena, quell'opulenza, quell'ostentazione di potere e ricchezza non serviranno a nascondere le colpe, le menzogne, le decisioni spietate, i ricatti che covano dietro un'unione esteriormente ricoperta d'oro... che di romantico ha davvero poco.

Gli omicidi avvengono in un contesto - com'è tipico dei gialli che seguono il modello del "delitto della camera chiusa" - in teoria "protetto", chiuso appunto, in cui l'assassino (o gli assassini) si nasconde necessariamente all'interno del gruppo dei presenti.

Marzio e gli "investigatori del martedì" vengono coinvolti nelle indagini, anzi costretti a cercare l'omicida perché un parente di una delle vittime è un uomo influente e prende in mano la situazione, arrivando a "sequestrare" gli invitati fino a quando non verrà individuato il colpevole.

Per cercare di "sbloccare" la brutta faccenda il prima possibile - e prima che i morti aumentino -, Marzio&co. si mettono all'opera e iniziano a interrogare con accuratezza le persone strettamente coinvolte, in modo da cercare di mettere insieme tutti i frammenti di una situazione delittuosa complicata, enigmatica, individuando coloro che potevano avere il/i movente/i più forte nonché le occasioni giuste per commettere i crimini.
 Ma soprattutto Marzio vuole aiutare la sua amica Valérie, che si ritrova tra i principali sospettati.

Tra interrogatori, momenti di tensione e pericolo, drammatiche confessioni, aspri litigi, accuse reciproche tra le ricchissime famiglie (de Gramont e Stuart) dei due promessi e sfortunati sposi, i quattro detective conosceranno il dietro le quinte di questa gente piena di soldi e potere, che in pubblico mostra una facciata di sorrisi e successi, ma sotto quella patina cova passioni corrosive: rancore, invidia, vendetta.

Inutile dire che i due gatti neri, con le loro camminate eleganti e indifferenti, il loro scegliere quale mano leccare e quale graffiare, saranno il fattore indispensabile per aiutare Montecristo nella soluzione del caso.

Mentre a Serpentara si svolge tutto questo teatro di amori segreti, tradimenti inconfessabili, sospetti e bugie, a Cagliari una grande amica del libraio sta vivendo una situazione tanto triste e difficile, di cui Marzio verrà a conoscenza solo una volta tornato a casa.
E potrebbe essere troppo tardi per darle una mano...


"Il fattore gatto" è un cozy crime molto molto piacevole, che unisce il giallo classico contemporaneo con sfumature noir, e ha tutte le caratteristiche (di stile, trama, costruzione dei personaggi...) per risultare fluido perché procede con naturalezza, con lo stessa leggerezza che ha il passo felpato dei felini co-protagonisti; i capitoli brevi rendono il ritmo agile e veloce, così come la presenza di dialoghi sempre vivaci, pertinenti e coerenti con i diversi momenti narrativi: ci sono umorismo e ironia quando si scherza sul carattere burbero di Montecristo, pathos e tensione emotiva in presenza delle rivelazioni sui segreti delle famiglie degli sposi, o quando seguiamo le vicende personali dell'amica di Marzio.
L'ambientazione sarda è sempre vincente ed efficace, come la presenza fondamentale dei gatti, dotati di una sensibilità e di un istinto che fanno cadere le maschere d'ipocrisia di alcuni personaggi.
Il protagonista mi piace tanto perché mi fa sorridere il suo carattere poco diplomatico (gli aneddoti con certi clienti della libreria che entrano nel suo regno tutto giallo/thriller/noir senza neppure sapere cosa stanno cercando, creando equivoci surreali, è molto divertente), schietto, senza filtri, brusco e scontroso, che però si dimostra incredibilmente generoso ed empatico quando le circostanze lo richiedono e, in particolare, quando c'è da aiutare una persona amica.

Devo dire che è, per ora, il romanzo della serie su Montecristo che ho amato di più.


Libri della serie su Marzio Montecristo

  1. LA LIBRERIA DEI GATTI NERI
  2. SE I GATTI POTESSERO PARLARE
  3. IL FATTORE GATTO 

Nessun commento:

Posta un commento

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...