giovedì 27 marzo 2014

Recensione LA COMPAGNIA DELL'ANELLO Il Signore degli Anelli n.1 di J.R.R. Tolkien



E finalmente ho terminato il primo libro della corposa e fantastica trilogia di Tolkien, "Il Signore degli Anelli":

Possibili spoiler, evidenziati in nero.

LA COMPAGNIA DELL'ANELLO
Il Signore degli Anelli n.1
di  J.R.R. Tolkien


Siamo alla fine della Terza Era, nella Terra di Mezzo, e una missione pericolosa ma necessaria cade sulle spalle del povero Frodo, un hobbit cugino di Bilbo Baggins (le cui avventure sono narrate in "Lo Hobbit"), colui che aveva rubato alla viscida creatura Gollum un potentissimo anello, quello forgiato direttamente dal malvagio Sauron l'Oscuro Signore, il nemico di tutti gli abitanti della Terra di mezzo.

Frodo si ritrova suo malgrado in possesso di quest'anello, sotto i rigidi ordini dello stregone Gandalf il Grigio di non infilarlo al dito, considerati gli oscuri poteri da esso posseduti.

Ed è così che prende avvio la mirabolante avventura che vedrà protagonisti diversi simpatici personaggi, alcuni umani altri un po' meno, essendo il mondo di Tolkien popolato da elfi, nani e.... affini.
La Compagnia dell'Anello andrà incontro a non poche traversie, la vita dei nostri eroi (che cammin facendo raggiungeranno il numero di Nove componenti) sarà messa varie volte in pericolo a causa degli spietati Cavalieri Neri mandati dall'Oscuro Signore, il cui desiderio è riappropriarsi del proprio Unico e potente Anello, il quale è un oggetto piccolo eppure carico di influenza, visto che chi lo indossa diventa automaticamente malvagio, incapace di operare alcun bene per sè o per gli altri: un anello in grado di corrompere anche un cuore puro.
Per questa ragione esso va distrutto: è impensabile e sarebbe da ingenui credere o sperare che l'Anello possa essere usato per il Bene.
Chiunque si trovi a contatto con questo meraviglioso e allo stesso tempo "spaventoso" oggetto è tentato di farlo proprio per riceverne i poteri: che sia Frodo o la Dama Galadriel o altri...

Proprio perchè esso risveglia pensieri e desideri sbagliati, Gandalf è assolutamente convinto che vada portato nello stesso posto che ne ha visto "la nascita" per mano del malvagio Sauron di Mordor: al vulcano di Orodruin.

Chi potrà portare avanti questa importante e perigliosa missione?

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Lui, Frodo...!

Timoroso e determinato al contempo, affiancato dal fedele amico Sam, il mezzo uomo sa di dover affrontare pericoli e oscurità per poter portare a termine il proprio compito.
Certo, il viaggio sarà meno spiacevole se accanto vi saranno degli amici e compagni fidati e utili, come Pipino, Merry, Aragorn ...., e in diverse occasioni i Nove Compagni se la vedranno davvero brutta.

Parlare di questo primo libro della saga fantasy forse tra le più imponenti ed articolate della letteratura internazionale, per me non è affatto semplice.
Ammetto anzitutto di aver letto questo libro un po' a fatica, soprattutto nella prima metà; quando poi decisi - in seguito a un triste abbandono - di riprenderlo prefiggendomi di terminarlo e di proseguire tutta la saga entro il 2014, allora ammetto anche che re-immergermi nel mondo magico di Tolkien è stato molto piacevole.

Come potrebbe non esserlo?
Il modo di scrivere di questo autore è meraviglioso; è vero, non posso negare che l'eccesso di descrizioni dettagliate (degli ambienti naturali, in particolare) è stata la principale motivazione che mi fece porre in stand by il romanzo, però dopo averlo ripreso, mi sono lasciata trasportare dalla precisione e dalla capacità dell'Autore di presentarci scenari, personaggi, situazioni, momenti di riflessione e di azione... con un linguaggio ed uno stili affascinanti, poetici, vividi, capaci di farti entrare lì dove vivono e agiscono i fiabeschi personaggi da lui creati.

E' un romanzo ricco: ricco di dettagli, di personaggi, di parole, dove nulla, ma proprio nulla, è lasciato in sospeso o al caso, ma tutto è offerto con cura al lettore, che si ritrova coinvolto in un mondo lontano ed immaginario, che non di rado sentirà di conoscere da vicino, quasi sperando che in fondo, in qualche parte sconosciuta della terra, esistano davvero nani, elfi, orchi, oggetti magici, dame eleganti ed eteree, cavalieri da cui fuggire, stregoni dallo sguardo severo eppure buoni ed intelligenti.

Insomma, un'opera monumentale in cui confluiscono mitologie diverse e affascinanti (norrena, finlandese, germanica), ideali cristiani, in riferimento all'eterna lotta tra Bene e Male, alla presenza tanto di virtù da ricercare che di peccati da evitare.


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Che dire di più?
Il problema è che ci sarebbe da dire anche troppo e io non sono capace di allargarmi nell'universo tolkeniano, perchè ammetto di essere abbastanza a digiuno; posso solo scusarmi col maestro Tolkien per averlo inizialmente bistrattato e dichiararmi soddisfatta di aver fatto la conoscenza di tanti personaggi, che ho imparato a conoscere, cui mi sono affezionata (ho trovato il tratteggio caratteriale, psicologico, degli stessi non affrontato con tono "didascalico", ma in armonia con la narrazione e le diverse situazioni e scene presentate; li conosciamo per quello che dicono, fanno, per come reagiscono....) e che mi hanno trasportata in un mondo parallelo, una specie di sogno da cui mi sono dovuta svegliare, giunta all'ultima pagina, ma che son curiosa di proseguire col prossimo libro...., che però non leggerò immediatamente in quanto altri romanzi hanno acquisito man mano il "diritto di precedenza"!!!

Se consigliarvelo?? Ma certamente!!!

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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